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Lui & Lei

Romanzo d'amore


di 50epiu
02.02.2026    |    33    |    0 6.0
"La distese e vide il perizomino ke il tubino non copriva più, "ti voglio, ti desidero dal primo giorno, " "anche io, sei il mio principe azzurro..."
Una coppia come tante, si erano conosciuti in fabbrica, lui dirigente, buon stipendio, lei catena di montaggio, paga sindacale. Fu subito amore e dopo 2 anni si sposarono con la benedizione dei genitori.
Il primo anno nacque Federico, ma x tutti Fede, lei quando lavorava lo lasciava dai genitori, a volte suoi a volte di lui.
Dopo 2 anni x errore, xke volevano aspettare ancora, nacque Beatrice, x tutti Bice.
Lavorare con 2 figli piccoli era impossibile, cosi dopo averne parlato con lui lasciò il lavoro.
MA QUESTO RACCONTO NON SI RIFERISCE A LORO.

Fede e Bice crescevano forti e sani, andavano sempre d'accordo,
i genitori erano contenti di loro, erano bravi a scuola e ubbidivano sempre, ma qualcosa sotto sotto almeno da parte di Fede bolliva. Aveva 12 anni e sentiva i primi stimoli sessuali,
si eccitava vedendo i films con Edwige Fenech, e Gloria Guida, e di conseguenza finiva in bagno a menarselo, spesso spiava la sorella di 10 anni ke faceva pipì.
A 11 anni e mezzo a Bice iniziarono le mestruazioni, era una bambina precoce e a 12 anni aveva già la prima misura di seno.
Fede aveva 14 anni e stravedeva x Bice, spesso entrava in bagno a pisciare mentre lei faceva la doccia, ma non provavano vergogna, lei gli guardava il pisello e lui la vedeva passarsi la spugna fra le cosce sulla passerina pelosetta.

Un pomeriggio nell'ora ke la mamma riposava andò nella stanza di Bice, lei dormiva, o fineva, si mise a sedere sullo scendiletto,
mise la mano sotto la coperta e iniziò ad accarezzarla fra le cosce, Bice non disse niente, faceva finta di dormire e gemeva,
lui le passava le dita sulla fichetta, la sentiva scivolosa, lei gemeva, ma non apriva gli occhi, e Fede si segava con l'altra mano. Fede se ne andò col fazzolettino di carta pieno.
Dopo un po Bice andò nella sua stanza, "Fede, ho fatto un sogno,"
"Cosa hai sognato, bello o brutto?"
"bello anzi bellissimo, sentivo una mano sulla mia cosina, e come l'ho toccata scivolava, sembrava vero,"
"era vero, ero io ad accarezzarti, ma tu dormivi,"
"scemo, lo so, fingevo, ma xke non lo facciamo in bagno domani, cosi io tocco il tuo,"
"davvero vuoi, pensavo ke ti arrabbiavi,"
"xke mica mi facevi male, era bello." Continuarono a masturbarsi reciprocamente x tanto tempo.
MA QUESTO RACCONTO NON PARLA DI INCESTO.

Bice perse la verginità a 16 anni. Era una gita scolastica di 3 giorni a Firenze. Uno di un altra classe un anno più grande, iniziò a farle il filo nel pulman durante l'andata, era molto bello, e lei ne fu tanto ammaliata, è dopo la sosta in autogril sedeva accanto a lei, si chiamava Ciro.
"Sei molto bella, come ti chiami, io Ciro,"
"Bice, in ke classe sei, non ti ho mai visto,"
"sto al secondo piano, faccio il 3°,"
"io al primo, il 2°."
Parlarono del più e del meno, poi lui le prese la mano e lei non la ritirò, dalla mano la passò sulla coscia scoperta, era maggio e portava una mini senza collant, lei gliela spostò.

Ci fu un altra fermata prima di Firenze, e quando risalirono sul pulman lei chiese di mettersi vicino al finestrino.
Ciro ripartì alla carica, le diede un bacio sulla guancia,
"mi piaci da morire," disse
"come corri, ti conosco da 3 ore solo,"
lui le riprese la mano, aspettò un po e la rimise sulla coscia, questa volta lei lo lasciò fare, la sposto fino all'inguine,
"che fai, ci possono vedere," lui prese la giubba e la mise sulle gambe, la mano arrivò alla fichetta gia bagnata,
"no fermati non voglio," ma mentre lo diceva allargò le gambe e pensò al fratello, Ciro capì l'invito e le mise 2 dita dentro, fu la prima volta ke godeva con un altro e no con Fede.
"Ti è piaciuto?"
"Si, ma xke l'hai fatto?"
"xke mi piaci, senti come mi è diventato,"
si abbassò la lampo, le prese la mano e se la mise nei jeans, lei lo strinse e lo tirò fuori, lui disse di muoverla, e dopo un po le venne in mano.

In albergo le camere x i studenti erano con 2 letti, Bice era dispari e non avendo la stanza da dividere con un altra le toccò una professoressa. La seconda sera della gita tutti i professori andarono a cena insieme, e lei resto sola, mentre metteva il pigiama sentì bussare, "ki è?" "Sono Ciro apri,"
"ke vuoi, con me dorme una professoressa," fremeva tutta,
"sono andati tutti a cena, dai apri, voglio il bacio della buonanotte," era sulle spine, non vedeva l'ora di abbracciarlo,
"ma solo 5 minuti, prometti,"
"lo giuro," Bice aprì lui la strinse subito a se e la bacio, fu il primo bacio in bocca, era inesperta,
"aspetta fammi chiudere, può passare qualcuno," aveva la giacca del pigiama ancora sbottonata, lui la baciò di nuovo camminando, arrivò al letto e lei ci cadde sopra, lui le aprì la giacca le baciò le tettine, ribaciò la bocca massaggiandole,
"no ciro ke fai?" lui non rispose, le baciò il ventre, abbassò i pantaloni, strofinò naso e labbra sulla peluria e mise la lingua nella fessurina, "fermati ti prego," lui si abbassò i jeans le prese la mano e se la mise nei slip, lei fece su e giù come nel pulman, lo sentiva durissimo, ma Ciro voleva di più, le sfilò il pigiama e si tolse i jeans, le si mise sopra, lei strinse le gambe, "no ke fai, sono vergine,"
"ti voglio, sono pazzo di te," le mise 2 dita nella fichetta tutta bagnata, "no ti prego," ma intanto apriva le gambe, Ciro prese in mano il cazzo e lo avvicinò, piano piano entrò e prese la sua verginità, le uscì un po di sangue, ma ebbe un orgasmo,
"si e bellissimo, ma fai piano, non mi mettere incinta,"
"dove vuoi ke vengo, aspetta," andò in bagno lo pulì del sangue si mise a sedere e disse a Bice di succhiarlo, "non l'ho mai fatto," "è facile, mettiti in ginocchio," lei avvicinò la bocca e con titubanza lo lecco, Pino stava x esplodere, le mise la mano alla nuca, lo infilò fino in gola facendola quasi strozzare e la scopò, lei senti gli schizzi gonfiò le guance tenendo la sborra in bocca fino all'ultima goccia, corse in bagno e sputò, ma un po andò nello stomaco. "Sei stata bravissima, scappo prima ke tornano." Andò via senza un bacio lei ci rimase male. Ciro la scopò ancora, nel bagno dell'albergo e in quelli dell'autogril al ritorno. Bice credeva di aver trovato l'amore, ma quando arrivarono ad attendere Ciro c'era la sua ragazza, ke lo abbracciò e baciò, a lei scese una lacrima, mentre saliva sull'auto della madre.

Bice finì la scuola di ragioneria, lavoro x la sua qualifica zero, e trovò posto come cameriera in una pizzeria. Erano passati 4 anni dalla sua delusione, ne aveva 20 e all'attivo solo qualche avventura di solo sesso, fino a quel giorno.
Il locale era quasi vuoto, durante la settimana, erano le 22 e solo un tavolo con 4 ragazze, entrò un signore distinto con giacca e cravatta e chiese un tavolo, "può mettersi dove vuole," gli disse Bice guardandolo in trance e porgendo il menù, anche lui la guardò ammirato, dopo 10 minuti tornò x prendere l'ordine, "prendo una 4 formaggi e una birra,"
"allora cosa prende?" lui la guardò perplesso,
"Ma non mi ha sentito, una 4 formaggi e birra,"
"mi scusi avevo la testa altrove," diventò rossa.
Il giorno dopo il tizio tornò, "ben tornato, le è piaciuta la pizza ieri?" e gli porse il menù,
"era ottima, ma più della pizza ho gradito la cameriera," lei arrossì, "co come ha de detto," balbettò,
"ke lei è molto bella e invidio il sul fidanzato,"
"grazie, ma non sono fidanzata, le porto la pizza," posò la pizza sul tavolo e fece x allontanarsi, "aspetta siedi un po,"
"non posso ho altri da servire,"
"quando fai riposo, mi chiamo Bruno,"
"martedi, siamo chiusi, piacere Beatrice,"
"hai un nome bellissimo, posso invitarti a cena martedì?"
"non saprei, non ti conosco, ci penso,"
"sono una persona seria, 30 anni, direttore di banca, convivevo, poi lei a preferito un altro,"
"mi dispiace, ne parliamo martedì ora ho da fare, tutti mi chiamano Bice,"
"allora è un si siamo a cena martedi?"
"si, ma anche io ho avuto le mie delusioni."

Fino al lunedì Bruno andò sempre da lei, poi aspettava in auto ke finiva e parlavano un po, lei le raccontò la sua delusione e lui dei 5 anni di convivenza, in quei giorni non la toccò mai.
Lunedì sera lei voleva sapere le intenzioni.
"Bruno, ma io ti piaccio un po?"
"sei la cosa più bella da quando sono nato,"
"te lo chiedo xke non mi hai sfiorata nemmeno da quando ti conoscono, gli altri cercano solo di portarmi a letto,"
"sono un po timido e ho paura di rompere quest'incantesimo,"
lei si avvicinò e lo baciò sulle labbra, lui l'abbracciò.
Tornò a casa e pensò a lui tutta la notte, durante la colazione,
"mamma papà, devo dirvi una cosa,"
"oddio figlia mia dimmi ke succede," La mamma,
"credo di essermi innamorata, si chiama Bruno, 30 anni direttore di banca, stasera ceno con lui,"
"Hai 20 anni, ma stai attenta,"
"certo mamma, vado alla parrucchiera, voglio fare colpo, lo amo e credo anche lui."

Alle 19 Bruno la passò a prendere, era una sera di luglio, aveva indossato un tubino nero elastitizzato ke ogni tanto saliva e lo abbassava, sandali con tacco da 8 e stringhe, reggiseno senza bretelle e perizoma.
"Sei uno spettacolo, o paura ke ti rapiscono,"
"ci sei tu a difendermi," lui indossava jeans, t shirt, e giacca bleu di lino.
Si fermarono prima x l'aperitivo poi in un ristorante sul lungomare a base di pesce ke lui aveva prenotato.
"ma come fai a mangiare pizza tutte le sere?"
"primo la pizza mi ha fatto conoscere te, secondo mi piace, terzo al ristorante ci vuole tempo e quarto non so cucinare,"
"ahahahahah ma prima come facevi?"
"Hai dimenticato ke convivevo, era lei a cucinare,"
"e ora ti ha cacciato di casa, poverino,"
"cacciato! Poverino! Io ho cacciato lei, la casa e mia, ho un attico al decimo piano se vuoi dopo ti ci porto,"
"davvero mi ci porti, ma però fai il bravo?"
"certo, come potrei fare del male a ki mi ha preso il cuore,"
lei si sporse in avanti sul tavolo e lo baciò.

Finita la cena si incamminarono nel lungomare, era caldissimo, molti facevano il bagno nel mare, si erano fatte le 22,
"non prendiamo la macchina?"
"non serve, casa mia e la 100 metri e ci siamo,"
Prese il telefono e cliccò qualcosa,
"ke fai avvisi qualcuna?"
"non c'è nessuna, ho acceso il condizionatore di casa,"
non parlarono più fino all'ascensore, "scusami dico solo cazzate sono un po tesa non so cosa puoi pensare di me," questa volta fu lui ad abbracciarla e baciarla.
Le fece vedere casa, e il terrazzo, lei rimase meravigliata x quanto era tutto bello, "hai una casa bellissima,"
"abbiamo una casa bellissima, se vuoi vivere con me, sei comparsa all'improvviso e mi hai preso il cuore,"
"oh Bruno, ma mi conosci da poco, mi sembra tutto un sogno,"
"se vuoi da domani puoi vivere qui,"
lei gli saltò addosso e lo avvinghiò con le gambe, il tubino salì fino ai fianchi e quando lui mise le mani sul culetto x sorreggerla sentì la pelle nuda, tenendola cosi la portò sul letto.

La distese e vide il perizomino ke il tubino non copriva più,
"ti voglio, ti desidero dal primo giorno,"
"anche io, sei il mio principe azzurro."
Tolse giacca e t shirt, le andò sopra e furono baci infiniti,
abbassò il tubino scoprendo il reggiseno, lo sganciò e comparve il seno da terza con i capezzoli duri, li succhiò, li accarezzò, li baciò, lei alzò il culetto e se lo sfilò, rimase solo il perizomino, si mise a sedere sul bordo del letto, slacciò la cintura, tirò giù la cerniera Bruno resto in slip, lei li abbassò e come una molla scatto un cazzo di 20 cm,
lo scappellò lo baciò e lo attorniò con le labbra, lui le teneva le mani sui capelli seguendo il movimento avanti e indietro,
la bloccò, la distese con i piedi sul pavimento, tolse il perizomino le allargò le gambe, e con la lingua assaporò la fichetta bagnata, Bice si contorceva tutta, "oddio, mi fai impazzire e bellissimo, godo amore si continua godo godoooo,"
lui le andò su e la penetrò, i suoi movimenti erano lenti e ondulatori, affondava piano e lo ritraeva, poi aumentò il ritmo, "amore, godo ancora, puoi venirmi dentro, ieri è finito il ciclo," Bice ebbe un altro orgasmo prima ke lui venne, "si vengo, oddio come sei stretta," disse con gli ultimi affondi.

Il giorno dopo era sabato, le banche chiuse, Bice aveva dormito con Bruno, si svegliarono e fecero la doccia insieme, "allora amore andiamo a prendere insieme la tua roba?"
"Ok, avviso i miei."
Fatte le presentazioni caricarono l'auto di tutte le sue cose.
"Bice, andate a scaricare, e tornate x le 13, ke siete a pranzo da noi," "ok grazie mamma."
"Hai dei genitori simpaticissimi,"
"mi vogliono un bene grande, e sicuro mamma starà piangendo
ora ke mi sono trasferita,"
"ma siamo a 10 minuti da loro, puoi andare tu e venire lei,"
"hai ragione, sicuro farà la lasagna, ti piace?"
"certo, anche i miei la fanno, poi te li presento,"
"se sono come te sono meravigliosi, ma pomeriggio ke facciamo? Io voglio stare fino a domenica a letto abbracciata a te,"
"mi hai tolto le parole dalla bocca."

Come anticipato, arrivati dai suoi trovarono la mamma con le lacrime, Bice la consolò e fece capire ke erano vicinissimi.
Tornati alla sua nuova residenza già in ascensore erano incollati come un francobollo, "quasi mi dispiace portarti via da tua mamma,"
"ora sono tua e nessuno mi porterà via a te."
Lei sistemò le sue cose, occetti x la toilette in bagno, abiti nell'armadio, intimo nel cassetto, "amore tu da ke parte dormi?"
"Sopra a te, ma se peso a dx,"
"ti amo, io a sx,"
"appena sei pronta ci mettiamo sul terrazzo a prendere il sole."
sul terrazzo Bruno aveva 4 lettini, tavolo sedie, e in caso di pioggia il tendone automatico.
"Allora mi metto nuda se non vedono,"
"e ki vede, siamo al decimo piano."
Dopo un po erano su 2 lettini affiancati, nudi e una bottiglia di te con 2 bicchieri sul tavolo.

"Il sole è caldissimo, e bellissimo qua, si vede il mare,"
"e tu fai parte di questa bellezza, vieni qua,"
"ke vuoi fare? Hai il pisellino ke dorme."
Lui la tirò a se, lei si allungò sul sul corpo, le bocche si unirono, salì più su e gli mise i seni sul viso ke lui succhio avidamente, "mmmh si muove qualcosa, ora ci pensa l'amore tuo,"
si giro a 69, Bruno si ritrovò la fica sulla bocca, la spennellò con la lingua, succhiò labbra e clitoride, lei gli prese lo scroto in bocca, leccò tutta l'asta, lo scappellò, lo prese in bocca, crebbe subito riempiendola fino in gola.
Bice ebbe il primo orgasmo e Bruno assaporò il suo nettere, ma anche lui non fu da meno, il suo cazzo entrava e usciva e non pote fare a meno di venirle in gola, lei ingoiò e ripulì ogni goccia, appagati rimasero un po in quella posizione.
"Sono sudatissimo, facciamo una doccia?"
"si, devo fare anche pipì,"
"anche io, la facciamo nella doccia, te la faccio nella passerina."
Si misero sotto l'acqua tiepia, lui la fece piegare, mise il cazzo non proprio duro nella fica e la riempì di pipì,
"amore è bellissimo, ma ora esplodo io sono piena,"
e mentre lui era ancora dentro gliela fece sopra.

Tornati in terrazzo si appisolarono, dopo un ora il sole era dietro il palazzo ed erano all'ombra, si misero faccia a faccia,
poi lei gli si mise sopra e fra un bacio e l'altro lui le prese il culetto, accarezzo le natiche, mise le dita fra esse solleticando il buchino, lei gemette, "e questo bel culetto lo hai mai dato a qualcuno?"
"Mai, l'ho tenuto vergine x quando sarebbe arrivato l'amore della mia vita, perciò e tuo."
Il cazzo era diventato durissimo, Bice si mise a gambe aperte e si calò sopra, si scopò nella fica saltandoci su, lui le teneva i seni, la sentì godere,
"amore mi fai godere tanto si mi piace saltarci sopra, non venire, voglio darti il culetto, ma fai piano,"
si mise prona sul lettino, lui le si mise in piedi ai lati, si abbassò, passo il cazzo sul buchino bagnandolo con l'umore ke colava e piano piano entrò, "amore se fa male mi fermo,"
"no continua non fa male, quanto e entrato?"
"Senti le palle sulla fica, vuol dire ke è tutto dentro,"
"amore davvero, non mi hai fatto male,"
lui la sollevò a pecorina e la scopò, "hai un culetto strettissimo, sto x venire,"
"si amore riempimi, è bellissimo, sto godendo anche io,"
le riempì il culetto di sborra e rimase dentro fino a ke si ritiro.

Passarono 2 anni, il loro amore era sempre più grande, poi una sera lui la portò a cena, prima di ordinare la diede un pacchettino "buon anniversario, oggi sono 2 anni insieme,"
"oh, mi hai anticipata non vale," anche lei diede un pacchetto,
"apri prima tu," lui lo scartò e c'era un bracciale d'oro e un bigliettino con su scritto 'QUANDO MI SPOSI?'
"Amore è bellissimo, ora apri tu," lei scartò e trovò un anello con diamante, e sotto un bigliettino ke diceva 'MI VUOI SPOSARE?'
Scoppiarono a ridere sotto gli occhi dei cliente ke li guardarono stupiti e lei gridò "CI SPOSIAMOOOO" e tutti applaudirono.
E VISSERO FELICI E CONTENTI
















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