orge
Tutti per Una, Una per tutti.
CoppiaFelix2024
11.07.2026 |
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"A un certo punto Felicia chiese loro di fermarsi e di sedersi sul divano, uno accanto all’altro..."
Arrivarono a casa di Riccardo al calar della sera, quando le ultime luci del giorno cedevano il passo a un crepuscolo avvolgente e promettente. Era già accaduto altre volte: serate speciali, attese con piacere, nelle quali il trio si ritrovava per condividere momenti di intimità e trasgressione, sostenuto da una complicità ormai consolidata. Felicia, Ernesto, suo compagno, e Riccardo avevano trasformato quegli incontri in un piccolo rito, un’occasione per esplorare insieme desideri e fantasie, nel rispetto reciproco e nella piena libertà di ciascuno.Quella sera, tuttavia, vi era una novità. Ernesto ne aveva parlato a Felicia già diversi giorni prima: sarebbe stato presente anche un quarto partecipante. Si chiamava Claudio. Lo avevano conosciuto attraverso il web, ma nessuno di loro lo aveva ancora incontrato di persona. Ernesto aveva ricevuto alcune sue fotografie via e-mail e le aveva mostrate sia a Felicia sia a Riccardo. A Felicia era piaciuto fin da subito, mentre Riccardo, dovendo accoglierlo nella propria casa senza conoscerlo personalmente, aveva giustamente insistito affinché venissero effettuate tutte le verifiche necessarie sulla sua affidabilità e sul suo carattere.
Ernesto, del resto, aveva sempre dimostrato una grande capacità nel selezionare le persone con cui lui e Felicia decidevano di condividere esperienze di sessualità adulta e consapevole. Lo stesso Riccardo, in passato, era entrato nella loro cerchia attraverso la medesima attenta valutazione. Anche questa volta ogni aspetto era stato considerato con scrupolo.
Il programma della serata prevedeva quindi la presenza di tre uomini, tutti eterosessuali, e di Felicia come unica donna del gruppo. Lei ne era perfettamente consapevole. Anzi, era stata proprio lei a incoraggiare Ernesto ad ampliare il collaudato rapporto a tre che da tempo condividevano con Riccardo. L’idea di quella nuova variabile la intrigava profondamente. Sentirsi desiderata da tre uomini contemporaneamente rappresentava una fantasia che da tempo alimentava la sua immaginazione.
Anche Ernesto, pur non identificandosi nel ruolo del cuckold, traeva una forte eccitazione dal vedere la propria compagna vivere da protagonista una sessualità condivisa e consapevole, come già accadeva negli incontri con coppie, singole e singoli.
Ernesto aveva organizzato l’intero incontro e concordato ogni dettaglio con Riccardo e Claudio. Tutto era stato predisposto affinché Felicia potesse sentirsi completamente libera di decidere, in qualsiasi momento, se proseguire, in quale modo farlo oppure interrompere il gioco. Non vi sarebbero state aspettative né obblighi: ogni scelta sarebbe dipesa esclusivamente da lei.
Dopo gli immancabili convenevoli, e dopo aver constatato che Claudio corrispondeva pienamente alle aspettative che si erano creati, i quattro si concessero il consueto aperitivo. La conversazione procedette con naturalezza e contribuì a sciogliere la tensione iniziale. Claudio appariva tranquillo, educato e perfettamente a proprio agio. Felicia lo osservò a lungo e, rassicurata dalle sue maniere, decise di andare avanti.
Poco dopo si ritirò in bagno per cambiarsi. Non usciva mai di casa con un abbigliamento che lasciasse intuire la natura della serata, ma portava sempre con sé tutto l’occorrente per adattare il proprio aspetto all’atmosfera che l’attendeva.
Aprì la piccola pochette di velluto nero ed estrasse la lingerie scelta per quella sera, insieme al necessario per un rapido ritocco del trucco. Si spogliò lentamente, osservando la propria immagine riflessa nello specchio. Ogni gesto sembrava accompagnare l’attesa di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco.
Mise in risalto lo sguardo con un leggero velo di kohl e completò il trucco con un rossetto dal colore intenso. Indossò un reggiseno rosso a balconcino, capace di sostenere il seno senza ricoprirlo completamente. La sua settima misura appariva ancora più imponente, con i capezzoli lasciati scoperti e già turgidi per l’eccitazione che cresceva mentre completava la vestizione.
Aveva portato con sé anche un perizoma di pizzo coordinato, ma, dopo averlo osservato per qualche istante, decise di non indossarlo. Preferì completare l’insieme con un reggicalze rosso in stile vintage e un paio di calze color rosa carminio, bordate di nero intenso. Sopra la lingerie indossò infine un abito leggero e succinto, caratterizzato da eleganti trasparenze che valorizzavano la sua figura e lasciavano poco spazio all’immaginazione.
Si soffermò ancora un istante a guardarsi, lasciando che un brivido di anticipazione le percorresse la schiena. Poteva sentire le voci attutite degli uomini provenire dal salone, un mormorio basso inframmezzato dal tintinnio del ghiaccio nei bicchieri. Sapeva che la stavano aspettando.
Prima di uscire sciolse i capelli sulle spalle, lasciando che le ciocche scure incorniciassero il viso acceso dall’emozione. Il cuore batteva più velocemente del solito, sospeso tra curiosità, desiderio ed eccitazione.
Quando rientrò nel salotto, l’effetto fu immediato. Il silenzio si fece assoluto, interrotto soltanto dal respiro leggermente più pesante di Riccardo, che si trovava vicino alla porta. Claudio, seduto sulla poltrona di velluto scuro, alzò lo sguardo e rimase per un istante immobile, con il bicchiere a metà strada verso le labbra.
Le fotografie non rendevano giustizia alla presenza fisica di Felicia, alla sua sicurezza mescolata a quella nota di dolcezza che la rendeva magnetica. Ernesto sorrise, con un’espressione carica di orgoglio e complicità. Conosceva ogni sfumatura di quel rituale e sapeva che, in quel preciso istante, la serata era davvero iniziata.
«Sei magnifica, Felicia», mormorò Claudio, rompendo finalmente l’incantesimo.
La sua voce era profonda e calma, proprio come Ernesto l’aveva descritta durante i loro scambi online. Felicia si avvicinò lentamente al centro della stanza, godendosi l’attenzione dei tre uomini e la sensazione dei loro sguardi sulla pelle.
Non c’era fretta né alcuna tensione negativa. L’ambiente era saturo di un’elettricità sottile e rispettosa. Riccardo le offrì la mano con un gesto quasi cavalleresco e la aiutò a sedersi sul divano, tra lui ed Ernesto.
Il compagno le sfiorò la spalla, in un gesto affettuoso e rassicurante.
«Claudio ci stava raccontando del suo viaggio per arrivare fin qui», disse, mantenendo leggero il tono della conversazione, mentre con la mano tracciava piccoli cerchi invisibili sulla schiena nuda di lei.
Felicia incrociò lo sguardo di Claudio e notò come i suoi occhi indugiassero inevitabilmente sulla generosa scollatura. La consapevolezza di quel desiderio moltiplicato per tre agì su di lei come un potente afrodisiaco. Sapeva di essere il fulcro di quel piccolo universo privato, la donna alla quale ognuno di loro avrebbe dedicato ogni attenzione. La prospettiva di scoprire come Claudio si sarebbe integrato in quella danza a quattro le procurò un sussulto di piacere anticipato.
Riccardo le porse un altro bicchiere di vino. Felicia ne bevve un sorso, osservando ancora una volta i tre uomini. Le premesse della serata corrispondevano esattamente a ciò che aveva immaginato.
Quando si sentì pronta, posò il bicchiere sul tavolino e rivolse uno sguardo d’intesa a Ernesto. Lui prese la mascherina predisposta per il gioco e gliela mostrò, attendendo il suo assenso. Felicia annuì. Ernesto gliela sistemò delicatamente sul viso, coprendole completamente gli occhi, quindi la accompagnò al centro del grande tappeto disteso davanti al divano e la aiutò a inginocchiarsi.
Felicia sarebbe stata l’indiscussa protagonista della serata. Il gioco era stato costruito affinché fosse esclusivamente lei a decidere come viverlo. Pur senza poter vedere, avrebbe conservato la piena libertà di scegliere se proseguire o fermarsi, con chi interagire, in quale modo e fino a che punto. Nessuna decisione sarebbe stata presa al suo posto. Proprio quella totale libertà di scelta costituiva il cuore dell’esperienza e la ragione principale della sua intensa eccitazione.
I tre uomini la circondarono e cominciarono a spogliarsi, senza parlare. Felicia, inginocchiata al centro del tappeto, percepiva la loro presenza attraverso i rumori, i respiri e i movimenti dell’aria intorno al proprio corpo.
Il primo ad avvicinarsi fu Riccardo. Le sfiorò le labbra con il membro e Felicia lo accolse in bocca, cominciando a succhiarlo mentre faceva roteare la lingua intorno al glande. Poco dopo Claudio seguì il suo esempio. Felicia avvertì il contatto sul viso, lo cercò con la mano e cominciò ad alternarsi tra lui e Riccardo. Poi tentò di accoglierli entrambi, lasciandosi guidare dalle sensazioni e dai loro movimenti.
Ernesto le accarezzò la schiena e la invitò a inclinarsi in avanti, facendole assumere la posizione che avevano concordato. Felicia assecondò il gesto e si pose carponi. Il compagno utilizzò l’olio per lubrificare il proprio membro e l’ano di lei, quindi la penetrò lentamente, lasciandole il tempo necessario per adattarsi, mentre Felicia continuava a dedicarsi a Riccardo e Claudio.
Dopo alcuni minuti Ernesto si portò a sedere e attirò Felicia verso di sé. Lei si lasciò guidare fino a ritrovarsi con la schiena appoggiata sul tappeto, il bacino sopra quello del compagno e le gambe divaricate. Claudio si abbassò, l’afferrò per i fianchi e la penetrò vaginalmente. Felicia si ritrovò così coinvolta in una doppia penetrazione, con Ernesto e Claudio che seguivano un ritmo progressivamente più intenso.
Riccardo rimase davanti a lei e Felicia continuò a soddisfarlo con la bocca. I tre uomini si alternarono nei movimenti per diversi minuti, attenti alle sue reazioni e ai segnali con cui lei esprimeva il proprio piacere.
A un certo punto Felicia chiese loro di fermarsi e di sedersi sul divano, uno accanto all’altro. I tre ubbidirono. Ancora inginocchiata e con la mascherina sugli occhi, avanzò verso di loro, esplorandone alla cieca i corpi con le mani.
Trovò subito il membro dell’uomo che aveva davanti e lo accolse in bocca, mentre cercava con le mani gli altri due. Quando li individuò, cominciò a masturbarli, continuando nel frattempo a praticare un rapporto orale profondo al primo. Passò poi agli altri due, uno dopo l’altro, mentre le mani degli uomini le accarezzavano e le stringevano il seno.
Fu ancora Felicia a impartire la richiesta successiva. Ordinò a Claudio e Riccardo di penetrarla contemporaneamente. Claudio si distese sul tappeto e lei gli salì sopra, guidandolo dentro di sé. Riccardo le si posizionò alle spalle e, dopo averla preparata nuovamente, la penetrò analmente.
Ernesto rimase seduto sul divano a osservare la scena e a masturbarsi. Claudio e Riccardo continuarono a muoversi dentro di lei, alternando ritmo e intensità, finché Riccardo, ormai al culmine dell’eccitazione, raggiunse l’orgasmo. Si alzò e si portò davanti a Felicia, che lo accolse in bocca e ne ingoiò il seme.
Poco dopo anche Claudio raggiunse l’orgasmo, venendole in parte sulla bocca e in parte sul seno.
Felicia si tolse la mascherina, guardò Ernesto e gli disse: «Non ti muovere da dove sei. Il tempo di una doccia e poi tocca a te.» Si alzò e andò a lavarsi. Ernesto rimase seduto sul divano, continuando lentamente a masturbarsi, mentre Riccardo e Claudio si rilassavano sul tappeto e recuperavano le energie.
Quando Felicia tornò nel salotto, trovò Ernesto esattamente dove lo aveva lasciato. Gli si inginocchiò davanti e gli prese il membro in bocca. Riccardo, che nel frattempo aveva recuperato parte delle energie, si distese sulla schiena e la invitò a posizionarsi sopra il suo viso. Felicia lo assecondò e lui cominciò a penetrarla con la lingua, spingendosi il più profondamente possibile. Claudio si avvicinò alle sue spalle e, dopo averne atteso il consenso, la penetrò da dietro. Felicia si ritrovò ancora una volta circondata dalle attenzioni dei tre uomini. Il piacere crebbe rapidamente, finché fu attraversata da un lungo orgasmo. Nello stesso momento anche Ernesto raggiunse il culmine e le venne in bocca.
Alla fine rimasero tutti e quattro distesi sul tappeto, sfiniti e ansimanti, cercando lentamente di riprendere fiato. Per alcuni minuti nessuno parlò. Nella stanza si udivano soltanto i loro respiri e il rumore lontano del ghiaccio ormai sciolto nei bicchieri abbandonati sul tavolino.
Trascorsa circa mezz’ora, la prima a rompere il silenzio fu Felicia. Si sollevò su un gomito, osservò uno dopo l’altro i tre uomini e sorrise.
«Chiavatemi ancora.»
Ernesto, Riccardo e Claudio si guardarono, sorpresi e divertiti. Poi, uno alla volta, l’accontentarono. Furono necessari vigore, resistenza e forza per assecondare l’amazzone che quella notte sembrava essersi incarnata nel corpo e nella mente di Felicia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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