tradimenti
Clara il suo diario capitolo 10
04.05.2026 |
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"Sono sdraiata nel mio letto, al buio, con il corpo ancora dolorante e il cuore che batte così forte che sembra volermi uscire dal petto..."
Capitolo 10 – Il boschetto
Clara era seduta sul letto quando arrivò il messaggio di Marco. «Stasera voglio portarti in un posto diverso.
Indossa solo un impermeabile lungo e tacchi alti. Niente sotto.
Voglio vedere fino a che punto sei disposta a spingerti per me.»
Clara sentì un calore immediato tra le gambe.
Rispose solo: «A che ora?»
Mentre si preparava, si guardò allo specchio nuda. Vide i segni leggeri che Marco le aveva lasciato giorni prima e pensò:Non voglio più tornare indietro. Non voglio più fingere orgasmi con Luigi, sorridere mentre dentro di me muoio di noia. Ho scoperto questo lato oscuro di me… questo desiderio di essere usata, umiliata, posseduta. E mi spaventa quanto mi piaccia.Sotto l’impermeabile beige lungo era completamente nuda. Tacchi alti, niente biancheria.
Si sentiva già bagnata solo all’idea.
Marco la portò in un boschetto frequentato da coppiette e guardoni. Parcheggiò in una zona semi-visibile. Appena scesero, le aprì l’impermeabile, lasciandola nuda. Le legò i polsi dietro la schiena con una corda stretta, poi la spinse verso il cofano dell’auto.Clara sentiva già rumori di passi tra gli alberi e fasci di luce di torce che si avvicinavano. Sapeva che li stavano guardando.Marco le mise una mano sulla testa e la spinse in ginocchio sulla terra umida.
«Inizia. Fammi vedere quanto sei troia stasera.»
Clara aprì la bocca e prese il suo cazzo con avidità. Partì dalle palle pesanti, le leccò lentamente, una dopo l’altra con la lingua larga e calda, succhiando piano. Poi risalì lungo l’asta con la lingua piatta, premendo sulla vena gonfia, fino alla cappella già lucida. Lo prese in bocca profondamente, spingendolo fino in gola, gorgogliando mentre la saliva le colava copiosamente sul mento e sul seno.
Marco le infilò due dita nella figa fradicia, muovendole con forza.
«Cazzo, sei già zuppa come una puttana in calore» ringhiò. «Ti eccita farti guardare da tutti questi porci mentre mi lecchi le palle, vero?» Clara mugolò forte intorno al cazzo, annuendo disperatamente.Marco la tirò su per i capelli, la piegò sul cofano a pecora e la penetrò nella figa con una spinta brutale e profonda.«Ahhh! Sì! Oddio!» gridò Clara venendo per la prima volta quasi subito, il corpo scosso da spasmi violenti mentre la figa le si contraeva ritmicamente intorno al suo cazzo spesso.Marco continuò a sbatterla con forza animalesca, schiaffeggiandole forte il culo ad ogni affondo.«Urla più forte, troia. Fai sentire a tutti quanto ti piace farti fottere all’aperto come una puttana da strada. Dimmi cosa sei.»«Sono la tua troia!» urlò Clara tra un gemito e l’altro. «Sono solo un buco per il tuo cazzo! Usami! Scopami più forte!»
Marco accelerò, colpendo il punto più sensibile con colpi violenti e precisi.Clara venne per la seconda volta, ancora più intensamente, urlando senza controllo mentre le gambe le tremavano.Marco uscì dalla figa, le versò abbondante lubrificante sul culo e spinse dentro con una sola, lunga e spietata spinta.«Ahhh! Cazzo… sì! Mi stai aprendo tutta!» urlò Clara, sentendo il bruciore trasformarsi rapidamente in un piacere oscuro e devastante.Marco cominciò a inculare con spinte sempre più forti e profonde, schiaffeggiandole le natiche rosse.«Prendilo tutto nel culo, troia. Dimmi che vuoi essere usata come una puttana da quattro soldi davanti a tutti questi sconosciuti.»«Voglio essere usata come una puttana da quattro soldi!» singhiozzò Clara. «Scopami il culo! Fammi tua! Guardatemi tutti mentre vengo come una troia!»Venne per la terza volta durante la penetrazione anale, un orgasmo devastante che la fece tremare violentemente, urlando senza controllo mentre la figa le pulsava e stillava sul terreno.Marco accelerò brutalmente, poi uscì dal suo culo, la fece girare di scatto e le venne sul viso e in bocca con fiotti potenti e densi.
Clara, con il viso completamente ricoperto di sperma caldo, guardò verso gli alberi. Vide almeno sei o sette uomini che si masturbavano furiosamente, alcuni applaudendo e commentando ad alta voce:«Che troia… guardate come gode!»
«Brava, ingoia tutto!»
«Un’altra così ogni sera!»
Quella vista le provocò un ultimo, violentissimo orgasmo. Le ginocchia le cedettero mentre veniva di nuovo, gemendo e tremando, con lo sperma di Marco che le colava sul viso, sulle labbra, sul mento e sul seno.Questa sono io adesso. Non voglio più nasconderlo. Non voglio più fingere di essere normale. Voglio essere la sua troia. Voglio essere guardata mentre vengo marchiata. Voglio essere usata. E non voglio più tornare indietro.Marco le accarezzò la testa sporca di sperma, con un sorriso soddisfatto.«Brava troia. Stasera ti sei superata.»
Pagina di diario – Notte
Caro diario,non riesco a dormire. Sono sdraiata nel mio letto, al buio, con il corpo ancora dolorante e il cuore che batte così forte che sembra volermi uscire dal petto. Mi sento sporca. Mi sento persa. Mi sento viva come non lo sono mai stata.Stasera Marco mi ha portata nel boschetto. Mi ha legata i polsi dietro la schiena, mi ha tolto l’impermeabile e mi ha usata davanti a degli sconosciuti. Mi ha scopato la bocca fino a farmi lacrimare, mi ha presa nella figa e poi nel culo mentre quegli uomini ci guardavano e si masturbavano. E io… io ho goduto come non mi era mai capitato in tutta la vita.Ho avuto orgasmi così violenti che credevo di impazzire. Urlavo, tremavo, piangevo di piacere. Quando Marco mi ha sborrato sul viso e ho visto quegli sconosciuti che si segavano guardandomi, sono venuta di nuovo. Un orgasmo così intenso che mi ha lasciato senza forze.Mi vergogno da morire… eppure non riesco a smettere di pensarci.Adoro essere trattata da troia. Adoro quando Marco mi lega, mi umilia, mi usa senza pietà. Adoro sentirmi un oggetto, un buco per il suo piacere. Se stasera lui mi avesse guardata negli occhi e mi avesse detto “Fatti scopare anche da loro”, io avrei accettato. Avrei aperto le gambe per quegli sconosciuti solo per compiacerlo. Solo per sentirgli dire “brava troia”.Questo è ciò che sono diventata.Mi piace quello che sono adesso. Mi piace questa versione oscura di me. Mi eccita essere la sua puttana, essere guardata, essere usata. Ma la cosa che mi distrugge di più è che non avrei mai pensato che potesse succedere proprio a me.Io… la brava ragazza. Quella che arrossiva se Luigi mi toccava il seno. Quella che sognava una storia d’amore dolce e normale. Come ho fatto a trasformarmi in questo? Come ho fatto a passare da “fidanzata perfetta” a troia che gode a farsi umiliare in pubblico?Tengo il piede in due scarpe e sto andando in pezzi.Da una parte c’è Luigi, che mi ama davvero e non merita niente di tutto questo. Dall’altra c’è Marco, l’uomo che ha tirato fuori il mostro che viveva dentro di me. E io non riesco a rinunciare a nessuno dei due.Ho paura di quello che sto diventando.
Ho paura di quanto mi piaccia.
E ho ancora più paura di non riuscire più a fermarmi.Sono intrappolata tra due vite, due versioni di me stessa.
Una che vuole essere amata, l’altra che vuole essere distrutta.
E non so più quale delle due stia vincendo.
Clara
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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