Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > La Troia di Salerno e il Suo Cornuto
tradimenti

La Troia di Salerno e il Suo Cornuto


di Riuky74
12.10.2025    |    3.008    |    1 9.7
"Marco le ficcò l'asta in bocca di nuovo, scopandole la gola profonda mentre Luca le leccava il culo, infilandole la lingua nel buco stretto per prepararla..."
A Salerno, dove il sole picchia sul lungomare come una mano possessiva su un culo sodo, viveva Anna, una bomba curvy che faceva girare la testa a chiunque con un passo. Trentacinque anni, capelli neri ondulati che le cascavano sulle spalle come seta liquida, e un corpo da dea pagana: tette enormi, almeno una quinta abbondante, che traboccavano da qualsiasi reggiseno, fianchi larghi come un invito al peccato, e un culo rotondo e prosperoso che ondeggiava ipnotico sotto i jeans attillati. Anna era una troia nata, di quelle che non si accontentano mai: amava il sesso come l'aria, lo cercava in ogni vicolo, in ogni spiaggia affollata d'estate, e non aveva pudore a spargere le sue cosce per chiunque promettesse un orgasmo decente. Il suo mantra? "La figa è mia, e la do a chi voglio."Suo marito, Paolo, era l'opposto perfetto: un cornuto incallito, quarant'anni di vita tranquilla in fabbrica, con una pancia da birra che nascondeva un cazzo medio e un'ossessione malata per il tradimento di lei. Paolo non era geloso, no – era eccitato da morire. Ogni corno che Anna gli piantava era come una scarica elettrica al suo pisello flaccido; lo masturbava per ore ripensando alle storie che lei gli raccontava, dettagli succosi di cazzi altrui che la sfondavano mentre lui era a casa a cenare da solo. "Dimmi tutto, amore," le sussurrava la sera, inginocchiato ai suoi piedi, mentre lei gli descriveva l'ultimo avventura. "Fammi vedere come ti hanno scopata."Quella sera d'autunno, con l'aria salata che entrava dalla finestra aperta sul Golfo di Salerno, Anna decise di alzare la posta. Indossò un abito nero attillato che le stringeva le tette come un'amante gelosa, lasciando intravedere i capezzoli duri sotto il tessuto sottile. Niente mutande, solo un filo di perizoma che le sfregava la figa rasata a ogni passo. "Esco con le amiche," mentì Paolo con un bacio distratto sulla guancia, sapendo benissimo che "amiche" significava "un gruppo di operai del porto con cazzi grossi come remi". Paolo annuì, il cuore che gli batteva forte, e le diede la chiave della macchina. "Divertiti, troia mia. E raccontami tutto dopo."Anna parcheggiò vicino al molo, dove le luci dei bar riflettevano sul mare mosso. Non ci mise molto a trovare la sua preda: tre ragazzi del posto, tatuati e muscolosi, che fumavano e ridevano davanti a una birreria. "Ehi, belle tette," le fischiò uno, un moro con gli occhi da lupo e un pacco evidente nei pantaloni. Anna sorrise, arcuando la schiena per far rimbalzare il décolleté. "E tu che hai lì sotto? Fammi vedere se reggi il mio culo." Non servì altro: in cinque minuti, erano in un vicolo buio dietro il locale, le mani dei tre che le palpavano il corpo come se fosse un tesoro da saccheggiare.Il primo, Marco, le spinse la gonna su fino ai fianchi, esponendo quel culo prosperoso e bianco sotto la luna. "Cazzo, sei una vacca," grugnì, infilandole due dita nella figa già bagnata, facendola gemere piano. Anna si chinò contro il muro ruvido, le tette che premevano contro il freddo della pietra, mentre il secondo, Luca, le slacciava il vestito e le tirava fuori quelle mammelle enormi, succhiandole i capezzoli rosa e turgidi come se volesse morderli via. "Lecco come una puttana," rise lei, afferrando il cazzo di Marco attraverso i jeans – spesso, venoso, almeno venti centimetri di carne dura. Lo tirò fuori e se lo ficcò in bocca senza preavviso, succhiando con avidità, la saliva che colava sul mento mentre le dita di Luca le stuzzicavano il clitoride gonfio.Il terzo, Gino, non perse tempo: si abbassò i pantaloni e le schiaffeggiò il culo con il suo uccello eretto, lasciando segni rossi sulla pelle morbida. "Prendilo tutto, zoccola di Salerno," ringhiò, e spinse dentro di lei con un colpo secco, riempiendola fino in fondo. Anna urlò di piacere, la bocca piena del cazzo di Marco, il corpo che tremava mentre Gino la scopava da dietro come un animale, le palle che sbattevano contro il suo clitoride a ogni affondo. Luca, eccitato da morire, le strizzò le tette, torcendole i capezzoli fino a farla lacrimare di godimento. "Sì, scopatemi, bastardi! Fatevi la vostra troia!"Cambiarono posizioni come in un balletto pornografico: Anna a cavalcioni su Gino, che la teneva per i fianchi larghi e la faceva rimbalzare sul suo cazzo, le tette che saltellavano ipnotiche. Marco le ficcò l'asta in bocca di nuovo, scopandole la gola profonda mentre Luca le leccava il culo, infilandole la lingua nel buco stretto per prepararla. "Ti apriamo in due," promise Luca, e Anna annuì frenetica, la figa che contraeva intorno a Gino. Presto, Gino venne dentro di lei con un ruggito, il suo sperma caldo che le colava dalle cosce prosperose, ma Anna non si fermò: si girò e montò Marco, cavalcandolo con foga, il culo che sbatteva contro le sue cosce mentre Luca le entrava da dietro, nel culo, stirandola senza pietà."Più forte! Riempitemi, cazzo!" urlava Anna, il sudore che le colava tra le tette, il corpo curvy che ondeggiava come un'onda del mare. Luca la sodomizzò con colpi potenti, le mani che le strizzavano il culo carnoso, mentre Marco le succhiava le mammelle, mordicchiandole fino a lasciarle lividi. L'orgasmo la travolse come una tempesta: la figa e il culo che pulsavano insieme, schizzi di umori che bagnavano Marco, mentre i due ragazzi esplodevano uno dopo l'altro – Marco nella sua bocca, facendola ingoiare ogni goccia, e Luca nel suo culo, il seme che le gocciolava fuori misto al sudore.Tornò a casa all'alba, le gambe molli, la figa e il culo doloranti ma soddisfatti, il trucco sfatto e il vestito spiegazzato. Paolo la aspettava sul divano, il cazzo in mano, già duro solo a vederla entrare. "Raccontami, amore. Chi ti ha scopata stavolta?" Anna si sedette a cavalcioni su di lui, la figa ancora unta di sperma altrui che gli sfregava contro il suo pisello piccolo. "Tre operai del porto, cornuto mio. Mi hanno presa in tutti i buchi, mi hanno sborrato addosso come una puttana da strada." Mentre parlava, lo guidò dentro di sé, facendolo sentire lo scivoloso residuo dei suoi amanti. Paolo gemette, venendo quasi subito, il suo orgasmo patetico e veloce mentre lei rideva, stringendogli le palle."Sei la mia troia perfetta," ansimò lui, leccandole il collo sudato. Anna gli morse il labbro, spingendolo più a fondo. "E tu il mio cornuto eterno. Domani ne trovo altri quattro." Salerno dormiva ignara, ma per quella coppia, la notte era solo l'inizio di un'eterna, deliziosa umiliazione.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La Troia di Salerno e il Suo Cornuto:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni