Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Tre Cazzoni in Calore
Gay & Bisex

Tre Cazzoni in Calore


di Riuky74
11.10.2025    |    7.298    |    9 7.9
"" Per ripagarlo, Luca tese le mani verso i loro membri: con la destra avvolse Marco, sentendo quella lunghezza incredibile riempirgli il palmo, e con la sinistra strinse Giovanni, le palle..."
Era una calda serata d'estate a Roma, e Marco, Luca e Giovanni – tre bestioni da palestra, con muscoli scolpiti e cazzi enormi che sembravano fatti apposta per far impazzire chiunque – si erano dati appuntamento in una villa isolata fuori città. Marco, il più alto, con i pettorali larghi come una porta e un cazzo di 25 centimetri spesso come un polso, aveva organizzato tutto. "Ragazzi, stasera ci divertiamo come si deve," aveva detto al telefono, la voce già rauca di eccitazione. Luca, biondo e tatuato, con addominali a tartaruga e un'asta venosa che pulsava solo a pensarla, aveva riso: "Porto l'olio, così scivoliamo meglio." Giovanni, moro e peloso sul petto, con palle pesanti e un glande viola che prometteva guai, aveva aggiunto: "E io porto la voglia di sborrare come maiali."Arrivati alla villa, si spogliarono in soggiorno senza dire una parola. Le magliette volarono via, rivelando corpi sudati e tesi. I pantaloni calarono, e lì, in piedi, tre cazzi mostruosi si ergevano orgogliosi: Marco il re tra i tre, dritto come una lancia; Luca curvo e aggressivo, già con una goccia di pre-sborra che colava; Giovanni spesso e basso, pronto a esplodere. Si guardarono negli occhi, ridendo piano, e si avvicinarono. "Chi inizia?" mormorò Marco, afferrando il cazzo di Luca con la mano destra, mentre con la sinistra accarezzava le palle di Giovanni.Luca gemette, la sua mano enorme che avvolgeva l'asta di Marco, pompandola piano dal basso verso l'alto. "Cazzo, quanto è grosso... lo sento pulsare." Giovanni non perse tempo: si inginocchiò un attimo per leccare la cappella di Luca, assaggiando quel sapore salato, poi si alzò e prese in mano il cazzo di Marco, unendosi a Luca in un ritmo sincronizzato. Tre paia di mani esperte, oliate e calde, che si muovevano all'unisono. Marco gemeva forte, la sua polpa muscolosa che tremava mentre segava Giovanni con foga, sentendo le vene gonfie sotto le dita. "Sì, così... fatevi il mio cazzo, stronzi," ringhiava, gli occhi socchiusi dal piacere.Si disposero in cerchio perfetto, schiena contro schiena per un momento, poi faccia a faccia, i corpi che si sfioravano. Luca accelerò su Marco, torcendo la mano alla base per stringere le palle, mentre Giovanni lo ripagava con colpi lenti e profondi, il pollice che sfregava il frenulo sensibile. "Guardate come cola," disse Giovanni, indicando il suo cazzo che sbavava pre-sborra sulle dita di Marco. L'aria era densa di odore di maschio, di sudore e lubrificante. Si baciarono a turno – lingue ruvide, barbe che grattavano – mentre le mani non smettevano. Marco segava Luca con due mani ora, avvolgendo quell'asta enorme come se fosse la sua, e Luca rispondeva con morsi leggeri sul collo di Giovanni, facendolo ansimare e pompare più veloce."Non ce la faccio più," grugnì Luca per primo, il suo cazzo che si gonfiava nelle mani di Marco e Giovanni. Si staccarono un attimo, puntandosi i cazzi uno contro l'altro come spade pronte a duellare. "Sborriamo insieme," ordinò Marco, la voce un ringhio basso. Ripresero a segarsi a vicenda, mani che volavano: Luca su Giovanni, Giovanni su Marco, Marco su Luca. Il ritmo era furioso, schiocchi umidi e gemiti che riempivano la stanza. Giovanni venne per primo, un ruggito primordiale mentre fiotti bianchi e densi schizzavano sul cazzo di Marco, colando lungo l'asta e sulle palle. "Cazzo, sì! Prendilo tutto!" Il calore della sborra fece impazzire Marco, che esplose subito dopo, spruzzando getti potenti sul glande di Luca, bagnandolo fino alla radice. Luca, sentendo quel liquido caldo colargli addosso, perse il controllo: il suo cazzo eruttò come un vulcano, sborra calda che schizzava sul membro di Giovanni, mescolandosi al sudore e all'olio.Caddero in ginocchio, ansimanti, i cazzi ancora semiduri e lucidi di reciproca essenza. Si leccarono le labbra, ridendo esausti. "Round due?" propose Giovanni, già indurendosi di nuovo. Marco e Luca annuirono, mani che tornavano al lavoro. La notte era appena iniziata.

I corpi di Marco, Luca e Giovanni giacevano ancora sul tappeto del soggiorno, un groviglio di muscoli lucidi di sudore e sborra mista. L'aria era satura di quell'odore acre e inebriante di sesso maschile, un profumo che li faceva già indurire di nuovo, come se i loro cazzi non avessero mai conosciuto la stanchezza. Giovanni fu il primo a muoversi, rotolando su un fianco con un ghigno malizioso, la sua mano pelosa che scivolava piano lungo la coscia di Luca. "Round due, eh? Ma stavolta facciamo sul serio. Niente fretta, voglio sentirvi gemere come puttane."Luca rise, un suono profondo e gutturale, mentre il suo cazzo – ancora appiccicoso della sborra di Marco – si drizzava piano, venoso e pronto. "Oh, sì? E come, bestia? Dimmi cosa vuoi." Si mise seduto, le gambe larghe, e afferrò le palle di Giovanni, stringendole con juste la giusta dose di dolore misto a piacere. Giovanni sibilò, gli occhi che si accendevano di fuoco, e ricambiò il favore: la sua mano grande avvolse l'asta di Luca, pompandola con movimenti lenti e deliberati, dal glande gonfio fino alla base, dove le dita sfregavano contro le palle tese.Marco osservava la scena, il suo cazzo mostruoso che pulsava sul ventre, già una perla di pre-sborra che colava verso l'ombelico. "Siete due porci," mormorò, alzandosi in piedi con un movimento fluido da atleta. Si posizionò tra loro, torreggiando come un dio greco del sesso, e tese una mano a ciascuno. "Venite qui. Voglio le vostre bocche sul mio cazzo, prima di farvi implorare." Luca e Giovanni non se lo fecero ripetere: si avvicinarono carponi, le ginocchia sul tappeto ruvido, e le loro lingue calde sfiorarono simultaneamente l'asta di Marco. Luca leccò il lato sinistro, tracciando le vene sporgenti con la punta della lingua, mentre Giovanni succhiava piano il glande, assaporando i residui della sua stessa sborra mista a quella di Luca. Marco gemette, le mani affondate nei loro capelli – uno biondo e umido, l'altro nero e arruffato – guidandoli in un ritmo alternato."Bravi, così... leccatelo tutto, fatevelo luccicare." La voce di Marco era un comando rauco, e i due obbedirono, le loro mani che non stavano ferme: Luca segava Giovanni da sotto, torcendo il polso per stimolare il frenulo sensibile, mentre Giovanni ricambiava su Luca, le dita unte che scivolavano senza attrito. Il cerchio si era riformato, ma stavolta più intimo, più bagnato. Le loro bocche si staccarono da Marco solo per baciarsi tra loro, lingue che si intrecciavano portando con sé il sapore salato del cazzo del loro amico. "Cazzo, quanto siete buoni," ansimò Marco, inginocchiandosi per unirsi al mucchio. Ora erano in tre, mani ovunque: Marco che segava Luca con una presa ferrea, Luca che pompava Giovanni con colpi rapidi e secchi, Giovanni che ripagava Marco sfregando il pollice sul suo buco del culo, solo per stuzzicarlo.Si spostarono sul divano, Luca sdraiato con la schiena contro i cuscini, le gambe aperte come un invito. "Venite su di me," ordinò, il suo cazzo che puntava verso il soffitto come una torre. Marco e Giovanni si posizionarono ai lati, le loro mani che si intrecciavano sull'asta di Luca. Insieme, la segarono in tandem: Marco con movimenti ampi e potenti, Giovanni con tocchi più precisi, concentrati sulla cappella. Luca inarcò la schiena, i muscoli addominali che si contraevano visibilmente, un gemito che gli sfuggì dalle labbra. "Sì, cazzo... fatevi quel cazzo, è vostro." Per ripagarlo, Luca tese le mani verso i loro membri: con la destra avvolse Marco, sentendo quella lunghezza incredibile riempirgli il palmo, e con la sinistra strinse Giovanni, le palle pesanti che sbattevano contro il suo polso a ogni pompatura.L'atmosfera si fece elettrica, i loro corpi che si sfioravano, pettorali duri contro pettorali, cosce muscolose che si intrecciavano. Giovanni, sempre il più selvaggio, accelerò il ritmo su Luca, sputando un po' di saliva per lubrificare meglio. "Senti come scivola? È pronto per voi due." Marco annuì, gli occhi fissi sul punto dove le loro mani si univano sul cazzo di Luca. "Aspetta... cambiamo." Si alzarono tutti, formando un triangolo instabile ma perfetto: ognuno di fronte all'altro, cazzi puntati come pistole cariche. Le mani volarono di nuovo: Marco su Giovanni, Giovanni su Luca, Luca su Marco. Il suono era ipnotico – schiocchi umidi, respiri affannosi, imprecazioni sussurrate in italiano volgare. "Segami più forte... sì, così, bastardo... sto per venire di nuovo."Giovanni fu il primo a cedere, stavolta. Il suo corpo tremò, i muscoli del torace che si gonfiavano mentre un fiotto potente di sborra schizzava sul cazzo di Luca, colando calda e densa lungo l'asta, sulle dita di Giovanni stesso. "Prendila, troia... tutta sul tuo cazzo!" Luca, sentendo quel calore appiccicoso, perse il controllo: il suo membro eruttò in archi bianchi che andarono a bagnare l'asta di Marco, mescolandosi al sudore e all'olio residuo. "Cazzo, sì! Sborro per voi..." Marco, con il cazzo ora unto dalla sborra del suo amico, tenne duro solo per un secondo in più, godendo della sensazione viscida. Poi esplose, getti roventi che colpirono il glande di Giovanni, scorrendo giù fino alle palle, un marchio di possesso liquido.Crollarono di nuovo, questa volta sul divano, un ammasso esausto ma soddisfatto. Le mani non si staccarono del tutto: dita pigre che accarezzavano cazzi semiduri, spalmando la sborra residua come una crema proibita. "Siete incredibili," mormorò Luca, la testa appoggiata sul petto di Marco. Giovanni rise piano, tracciando cerchi umidi sull'addome di Luca. "E non è finita. Domani riproviamo... magari con i giocattoli." Marco sorrise nel buio, il suo cazzo che dava un ultimo sussulto. La villa isolata custodiva i loro segreti, e l'estate romana prometteva notti infinite di piacere sfrenato. Ma per ora, si accontentarono di quel calore condiviso, corpi intrecciati in un abbraccio post-orgasmico, pronti a ricaricarsi per il prossimo round.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.9
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Tre Cazzoni in Calore :

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni