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orge

la notte di fuoco


di Riuky74
11.09.2025    |    2.243    |    0 8.7
""Sei così stretta, " ringhiò, una mano che saliva a pizzicare un capezzolo, l'altra che scivolava tra le sue cosce per sfregare il clitoride gonfio..."
In una calda serata d'estate, il sole tramontava tingendo il cielo di arancione sopra la spiaggia deserta. Elena, una donna di trentacinque anni con curve generose e capelli neri che le cascavano sulle spalle come seta liquida, camminava scalza sulla sabbia umida. Indossava un abito leggero, un velo di cotone che aderiva al suo corpo sudato, lasciando intravedere i contorni dei suoi seni pieni e il movimento ipnotico dei fianchi. Si era allontanata dalla folla del resort per trovare un po' di pace, ma il suo corpo tradiva un desiderio più profondo, un calore che non aveva nulla a che fare con il sole.Fu allora che lo vide: Marco, un uomo sulla quarantina, atletico e con un'aria da avventuriero, seduto su una roccia con una birra in mano. I suoi occhi castani la fissarono con un'intensità che la fece rabbrividire. Indossava solo pantaloncini da bagno, il torso scolpito dal sole e dal mare, con una spruzzata di peli scuri che scendeva dal petto verso l'ombelico. Elena si fermò, il cuore che accelerava. Lui sorrise, un sorriso lento e predatorio, e le fece cenno di avvicinarsi."Ti sei persa?" chiese lui, la voce profonda come il rombo delle onde."No," rispose lei, sedendosi accanto a lui sulla roccia calda. "Sto solo... cercando qualcosa." Le sue dita sfiorarono accidentalmente la coscia di lui, e un brivido elettrico li attraversò entrambi.Marco posò la birra e le prese la mano, girandola piano verso di sé. "E cosa cerchi esattamente?" I suoi occhi scesero sul collo di lei, dove una goccia di sudore tracciava un sentiero tra i seni. Elena sentì il suo respiro accelerare; non rispose con parole, ma con un movimento: si chinò in avanti, le labbra a un soffio dalle sue.Il bacio fu immediato, famelico. Le bocche si unirono con urgenza, le lingue che danzavano in un duello umido e possessivo. Marco le afferrò i fianchi, tirandola in grembo, e lei sentì la sua erezione premere contro il tessuto sottile del suo abito. Gemette piano, strusciandosi contro di lui, mentre le mani di Marco salivano a slacciare il nodo dietro la sua schiena. L'abito scivolò giù, rivelando i seni nudi, i capezzoli turgidi che imploravano attenzione."Oh, Dio," mormorò lui, chinandosi a sfiorarli con la lingua. Elena inarcò la schiena, le dita affondate nei suoi capelli, mentre lui leccava e succhiava, alternando morsi leggeri che le facevano sfuggire sospiri rochi. Il mondo intorno svanì: solo il suono delle onde, il calore della sabbia e il fuoco che li consumava.Lei lo spinse giù, sulla roccia coperta da un telo che lui aveva steso prima. Le mani di Elena scesero sui pantaloncini, liberando il suo membro rigido, pulsante di desiderio. Era grosso, venoso, e lei lo accarezzò piano, sentendo la pelle tesa sotto le dita. Marco grugnì, gli occhi semichiusi, mentre lei si chinava a prenderlo in bocca. La lingua roteava intorno alla cappella, assaporando il sale della sua eccitazione, scendendo piano lungo l'asta fino a prenderlo tutto, il ritmo che accelerava con i suoi gemiti."Non fermarti," ansimò lui, ma Elena si alzò, un sorriso malizioso sulle labbra. Si tolse del tutto l'abito, restando nuda sotto le stelle nascenti, il corpo illuminato dalla luna. Cavalcò la sua vita, guidandolo dentro di sé con un movimento fluido. Era bagnata, pronta, e lui la riempì completamente, strappandole un urlo di piacere. Iniziò a muoversi, su e giù, i fianchi che roteavano in cerchi lenti, stringendolo con i muscoli interni.Marco le afferrò il sedere, spingendo in alto per incontrarla, i corpi che sbattevano con un ritmo primordiale. "Sei così stretta," ringhiò, una mano che saliva a pizzicare un capezzolo, l'altra che scivolava tra le sue cosce per sfregare il clitoride gonfio. Elena accelerò, il sudore che colava tra i loro corpi, i gemiti che si mescolavano al vento. Sentì l'orgasmo montare come una marea, un'onda che la travolse facendola tremare, stringendolo in spasmi violenti.Lui la seguì subito dopo, rovesciando la testa all'indietro con un ruggito, riversandosi dentro di lei in ondate calde e pulsanti. Rimasero così, avvinghiati, il respiro affannoso che si calmava piano, mentre il mare lambiva i loro piedi.Quando finalmente si separarono, Elena gli sorrise, tracciando un dito sul suo petto. "Forse l'ho trovato, quello che cercavo."Marco rise piano, attirandola di nuovo a sé. "E io ho appena iniziato a cercarti." La notte era giovane, e il fuoco tra loro ardeva ancora.

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