Lui & Lei
Marianna e il Festa del Raccolto a Bitonto
24.10.2025 |
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"Le sue mani le aprirono le cosce, esponendo la figa rasata e già bagnata, le labbra gonfie che imploravano di essere sfondate..."
Bitonto, quella calda estate del 2025, profumava di ulivi maturi e sudore represso. Marianna, la troia del paese, era il fulcro di ogni pettegolezzo. A trentadue anni, con tette sode come meloni succosi e un culo che ondeggiava come le colline pugliesi, non c'era uomo – o donna, se per quello – che non l'avesse sfidata con lo sguardo. Ma Marianna non era tipo da sguardi: lei voleva mani, cazzi e lingue che la facessero urlare fino a svegliare i morti nei cimiteri vicini.Era la Festa del Raccolto, quella sera. Le strade strette del centro storico si riempivano di bancarelle con olive, vino e salsicce arrostite. Luci gialle tremolavano sulle facciate barocche, e la banda suonava tarantelle che facevano vibrare l'aria umida. Marianna si era vestita per uccidere: un vestitino rosso attillato, corto abbastanza da mostrare il bordo delle mutandine di pizzo nero ogni volta che si chinava a raccogliere un bicchiere caduto. Sotto, niente reggiseno – i capezzoli duri sfregavano contro il tessuto, tradendo la sua eccitazione costante."Guardala, quella puttana," bisbigliò Gino, il macellaio panciuto, al suo compare Luca mentre versava vino da una caraffa. "Stasera la sfondo contro il muro del vicolo."Luca rise, ma i suoi occhi erano fissi sulle cosce di Marianna, che ballava al ritmo della musica con un gruppo di ragazzi del paese. Lei lo sapeva. Lo sentiva. Ogni passo era un invito, ogni sorriso un "vieni e prendimi".La festa procedeva, il vino scorreva come sperma in un'orgia. Marianna si staccò dal gruppo e si diresse verso il vicolo dietro la chiesa, dove l'ombra inghiottiva tutto. Non era la prima volta. Sapeva che Gino e Luca l'avrebbero seguita, come cani in calore. E infatti, dopo cinque minuti, eccoli lì: Gino con la camicia sbottonata sul petto peloso, Luca più giovane e atletico, con i muscoli tesi sotto la maglietta sudata."Che cazzo fai qui da sola, Marianna?" ringhiò Gino, spingendola contro il muro di pietra fredda. Le sue mani grosse le afferrarono le tette, strizzandole come se volesse spremerne il latte. "Ti stai offrendo in sacrificio al raccolto?"Lei rise, una risata bassa e rotta, mentre sentiva il cazzo di Gino premere contro la sua pancia attraverso i pantaloni. "Forse sì, macellaio. Ma solo se mi macelli per bene." Le sue dita scivolarono giù, slacciando la cintura di Luca con una destrezza da puttana esperta. Il ragazzo gemette quando lei lo avvolse con la mano, la pelle calda e vellutata contro la sua carne dura. "E tu, Luca? Hai il fegato di fottermi mentre Gino mi riempie la bocca?"Non dovette aspettare la risposta. Gino le strappò il vestitino, facendolo cadere in un mucchio rosso sul selciato. Le mutandine seguirono, strappate con un gesto violento che la fece inarcare. Nuda, esposta all'aria della notte, Marianna si inginocchiò, il muro che le graffiava la schiena. Prese il cazzo di Gino in bocca, succhiandolo con avidità, la lingua che roteava intorno al glande gonfio mentre saliva e scendeva. Sapeva di sale e sudore, di uomo del sud che non si lava dopo una giornata di lavoro. Lei adorava quello.Luca, non volendo essere da meno, le si mise alle spalle. Le sue mani le aprirono le cosce, esponendo la figa rasata e già bagnata, le labbra gonfie che imploravano di essere sfondate. "Cristo, Marianna, sei una fontana," mormorò, infilando due dita dentro di lei. Lei mugolò intorno al cazzo di Gino, il suono vibrando sulle palle del macellaio, che le afferrò i capelli e iniziò a scoparle la bocca come se fosse una fica.Luca non perse tempo. Si slacciò i jeans e le spinse il cazzo dentro con un colpo secco, riempiendola fino in fondo. Marianna urlò di piacere, ma il suono fu soffocato dal membro di Gino che le tappava la gola. I due uomini la presero in sandwich, ritmando le spinte: Gino avanti, Luca dietro, un duetto brutale e sincronizzato. La figa di Marianna schizzava succhi ad ogni affondo, il clitoride sfregato dalle dita di Luca che la tormentavano senza pietà."Ti piace, troia? Ti piace essere la nostra puttana del raccolto?" ansimò Gino, tirandole i capelli per farle ingoiare di più.Lei annuì, gli occhi lacrimosi ma pieni di lussuria, mentre sentiva l'orgasmo montare come una tempesta. Luca accelerò, sbattendo contro il suo culo con schiaffi che echeggiavano nel vicolo. "Vengo dentro di te, Marianna. Ti riempio come un'oliva matura."E venne, caldo e abbondante, spruzzando dentro di lei finché non colò giù per le cosce. Marianna tremò, il suo corpo che si contraeva in spasmi violenti, la figa che stringeva il cazzo di Luca come una morsa. Gino non resse: esplose in bocca a lei, fiotti salati che le riempirono la gola. Lei ingoiò tutto, leccando le labbra come una gatta assetata.Ma non era finita. La festa era solo all'inizio. Marianna si alzò, nuda e gocciolante, e sorrise ai due uomini esausti. "Andiamo a ballare. Ho bisogno di altro vino... e di altri cazzi."La notte di Bitonto continuò così, con Marianna al centro, la troia che raccoglieva più di olive: sperma, gemiti e segreti nel buio dei vicoli. E il giorno dopo, il paese avrebbe bisbigliato di nuovo, ma lei? Lei avrebbe solo aspettato la prossima festa. festa del raccolto vicolo orchestra troia del paese gruppo rapporti multipli orale doppia penetrazione
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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