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Notte di Carne e Sudore


di Riuky74
21.09.2025    |    824    |    0 8.7
"Iniziò a pompare, affondi lenti e potenti che facevano sobbalzare il corpo di Luca, il cazzo del ragazzo che schiaffeggiava l'addome, stillando pre-cum..."
Roma, una di quelle notti d'estate in cui l'aria sa di asfalto bollente e feromoni repressi. Il locale "Inferno Nero", nascosto in un vicolo del Trastevere, era un tempio del peccato: pareti di mattoni rossi illuminate da luci rosse pulsanti, musica techno che rimbombava come un cuore accelerato, e corpi maschi che si sfioravano già all'ingresso, promettendo caos. Luca, venticinque anni, capelli neri rasati ai lati e un piercing al capezzolo che spuntava dalla canottiera stretta, era lì per la prima volta. Alto e slanciato, con un culo sodo da runner e un cazzo che già premeva contro i jeans skinny, aveva risposto a un annuncio su un'app: "Cerchiamo freschezza per una notte indimenticabile. Niente limiti." Non sapeva esattamente cosa aspettarsi, ma il brivido lo aveva portato lì, con il cuore in gola e l'erezione che pulsava.Al bar, tra shot di tequila e mani che sfioravano pacchi gonfi, incontrò il gruppo. Quattro uomini, tutti oltre i trenta, con corpi forgiati da palestre e notti come quella: Marco, il leader, un moro palestrato con barba folta e un torace peloso che urlava dominanza; Alex, biondo e tatuato, con un sorriso da predatore e un piercing al glande che prometteva sorprese; Paolo, robusto e villoso, con mani da operaio che stringevano birre come cazzi; e Dario, il più giovane del branco, snello ma con un'asta leggendaria, venosa e curva, che aveva già fama di sfondare."Sei tu il cucciolo nuovo?" ringhiò Marco, posando una mano possessiva sul fianco di Luca, le dita che scivolavano sotto la canottiera per pizzicargli il capezzolo. Luca annuì, la voce un sussurro: "Sì... voglio tutto." Il gruppo rise, un suono gutturale che gli fece contrarre lo stomaco. Non persero tempo: lo trascinarono in una stanza privata sul retro, un antro con un materasso king-size al centro, catene alle pareti e lubrificante che luccicava su un tavolino. La porta si chiuse con un clic, e l'aria si fece densa di sudore maschile e testosterone.Lo spogliarono come un pacchetto regalo: camicia strappata via, jeans calati con violenza, rivelando il suo cazzo eretto – sette pollici di carne dura, cappella rosa e stillante – e il culo pallido, pronto a essere reclamato. Luca si inginocchiò al centro del materasso, il cuore che martellava, mentre loro si liberavano: Marco con un cazzo spesso come un polso, venoso e cappellone viola; Alex con il suo piercing d'argento che brillava alla luce fioca; Paolo, peloso fino alle palle pesanti, un mostro di otto pollici curvo all'insù; Dario, snello ma letale, la sua asta che schiaffeggiava l'addome piatto."Inizia con la bocca, puttanella," ordinò Marco, afferrandogli i capelli e spingendogli il cazzo in gola. Luca ingoiò avido, le labbra che si tendevano intorno all'asta spessa, la lingua che leccava il frenulo salato mentre la cappella gli urtava il palato. Tossì, saliva che colava lungo il mento, ma non si fermò: succhiò con ritmo, la testa pompata avanti e indietro da Marco, sentendo le vene pulsare contro la lingua. Paolo si unì da dietro, inginocchiandosi per leccargli il culo – la lingua ruvida che affondava nella fessura, bagnando l'ano stretto con saliva calda, il pollice che premeva piano per dilatarlo. "Cazzo, è vergine qui dietro," grugnì Paolo, infilando un dito unto di lubrificante, curvandolo per sfregare la prostata, facendogli gemere intorno al cazzo di Marco.Alex e Dario non stavano fermi: Alex masturbava il suo piercing contro la guancia di Luca, la cappella che stillava pre-eiaculato sul piercing del suo capezzolo, mentre Dario gli ficcava le dita in bocca accanto a Marco, due cazzi che gli sfregavano le guance gonfie. "Leccaci le palle, troia," comandò Dario, e Luca obbedì, tirando fuori la lingua per succhiare le sue palle pelose, rotonde e pesanti, inalando il muschio acre mentre Paolo aggiungeva un secondo dito nel culo, scopandolo piano, dilatandolo per il banchetto a venire.Lo alzarono come una bambola: Marco lo sdraiò supino, le gambe spalancate, e gli montò sul petto, scopandogli la bocca con spinte profonde, le palle che sbattevano sul mento. Paolo fu il primo a reclamare il culo: lubrificò la sua asta curva con un'abbondante dose di gel, premendola contro l'ano fremente. "Rilassati, cucciolo... ti apro io," mormorò, spingendo piano – la cappella che forzava l'anello muscolare, dilatandolo in un bruciore delizioso che fece urlare Luca intorno al cazzo di Marco. Paolo affondò centimetro dopo centimetro, sentendo le pareti calde contrarsi intorno a lui, fino a seppellirsi a fondo, le palle pelose premute contro il culo. Iniziò a pompare, affondi lenti e potenti che facevano sobbalzare il corpo di Luca, il cazzo del ragazzo che schiaffeggiava l'addome, stillando pre-cum.Alex si unì al doppio assalto: si posizionò tra le gambe di Luca, accanto a Paolo, e lubrificò il suo cazzo con il piercing scintillante. "Pronti per il sandwich?" rise, e Paolo rallentò per far spazio. Insieme, spinsero: Paolo nel culo, Alex che forzava l'ingresso accanto a lui, le due aste che si sfregavano attraverso la sottile parete interna, dilatando Luca fino al limite. "Cazzo... mi state spaccando!" urlò Luca, lacrime agli occhi per il dolore-placere, ma il suo cazzo tradiva l'estasi, pulsando duro. I due pompavano in alternanza – Paolo dentro mentre Alex usciva, poi viceversa – un ritmo sincronizzato che gli mandava scintille alla prostata, facendogli schizzare pre-cum sul petto peloso di Marco.Dario, non pago, gli montò sulla faccia: il culo snello premuto contro la bocca di Luca, che leccò avido l'ano depilato, la lingua che affondava dentro mentre Dario masturbava il suo cazzo curvo sul viso del ragazzo. Marco, sentendo il ritmo accelerare, scopava la gola di Luca più forte, la cappella che gli entrava fino alle tonsille, saliva e pre-cum che colavano ovunque. L'aria puzzava di sesso crudo: sudore, lubrificante, il sale della pelle maschile.Il gang bang si fece febbrile. Ruotarono posizioni: Luca a quattro zampe, Paolo che lo sfondava da dietro con spinte brutali, le palle che sbattevano contro quelle di Luca; Marco sotto di lui, il cazzo in bocca che gli veniva inculato dalla gola; Alex che gli scopava la mano, il piercing che sfregava il palmo; Dario che gli pizzicava i capezzoli, torcendoli fino a farli sanguinare leggermente. Poi il cambio: Dario nel culo, la sua curva che colpiva la prostata ad ogni affondo, facendolo gemere come una puttana; Alex in bocca, il piercing che gli graffiava il palato; Marco e Paolo che gli masturbavano il cazzo insieme, quattro mani ruvide che lo strizzavano, il pollice che premeva il frenulo sensibile.Luca venne per primo, un'esplosione violenta: il corpo che si contraeva, schizzi di sperma caldo che colavano sulle mani di Marco e Paolo, l'ano che stringeva Dario come una morsa. "Cazzo, sì... sto venendo!" urlò, ma loro non si fermarono. Dario esplose dentro di lui, fiotti pulsanti che gli riempivano il culo, colando fuori quando si ritirò. Alex seguì, scaricando in bocca a Luca – seme salato e denso che lui ingoiò avido, le labbra gonfie che stillavano residui bianchi. Paolo lo girò e gli venne sul viso, spruzzi caldi che gli colavano sugli occhi e nella barba incolta. Marco, ultimo, lo impalò sul suo cazzo spesso, scopandolo missionario fino all'orgasmo, riversandosi nel culo già pieno, un misto cremoso che gocciolava sul materasso.Esausti, crollarono in un mucchio di carne sudata e appiccicosa. Luca, ansimante, con il corpo segnato da morsi, schiaffi e sperma, sorrise tra le lacrime: "Cazzo... fatelo di nuovo." Il gruppo rise, mani che accarezzavano pigre. Nell'Inferno Nero, la notte non finiva mai: era solo l'inizio di un'eterna gang bang di desideri gay, crudi e insaziabili.

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