tradimenti
La Prima Conquista di Elena e Marco
27.09.2025 |
2.567 |
1
"Alex la impalò con rinnovata ferocia, il letto che cigolava sotto i colpi, le sue mani che le torcevano i capezzoli fino a farla gridare..."
Elena e Marco, sposati da cinque anni, custodivano un segreto che divorava le loro notti come un fuoco infernale. Marco, 38 anni, corpo snello da impiegato con un'erezione perenne per l'umiliazione, aveva riversato su di lei la sua ossessione: vederla sottomessa a un toro dominante, mentre lui, patetico cornuto, assisteva al suo annientamento. Elena, 35 anni, mora con tette pesanti e un culo che implorava di essere marchiato, aveva resistito solo all'inizio. Poi, il desiderio l'aveva travolta come una tempesta: "Fammelo fare, Marco. Voglio sentirmi sua puttana, solo per una notte". Lui aveva annuito, il cazzo che gli doleva nei boxer, un'onda di terrore eccitato che gli stringeva la gola. Era il suo sogno malato, la felicità di regalare la sua regina a un predatore.Quel venerdì d'autunno, in una suite d'albergo che puzzava di lusso e peccato, l'aria era elettrica di sudore anticipato. Alex irruppe come un uragano: 42 anni, un colosso di muscoli tatuati, occhi da lupo affamato. Quando aveva visto le foto di Elena sull'app, aveva sentito il sangue ribollire: "Questa troia sposata sarà la mia preda da spezzare", si era giurato, il cazzo già duro al pensiero di inondarla del suo seme, di umiliare il suo patetico marito. Non era sesso; era guerra, dominio totale, il brivido di rubare un'anima.Marco e Elena entrarono tremanti, le mani intrecciate come in una preghiera perversa. "Sei pronta a essere fottuta come meriti?", le sussurrò lui, la voce rotta dall'eccitazione. Elena annuì, il cuore che le martellava, un vortice di vergogna, colpa e fame che le inzuppava la figa. "Sì, cornuto mio. Voglio che mi distrugga, mentre tu guardi e piangi". Si baciarono con disperazione, le lingue che duellavano, ma già Elena sentiva il vuoto: voleva di più, voleva essere presa con violenza.Alex entrò, la porta che sbatteva come un verdetto. Il suo sguardo trafisse Elena, nuda già nella sua mente, e ignorò Marco come un insetto. "Sei una cagna in calore, eh?", ringhiò, afferrandole il polso e tirandola contro il suo petto roccioso. Elena gemette, il corpo che tradiva ogni difesa, le mutandine che si incollavano alla passera gonfia. Alex la baciò con ferocia, mordendole il labbro fino a farla sanguinare un filo dolce, le mani che le artigliavano il culo attraverso il vestito, strappando un urlo. "Siediti e guarda, cuck", ordinò a Marco, spingendolo sulla poltrona con un gesto sprezzante. Marco obbedì, le gambe che tremavano, il cazzo che premeva dolorosamente, lacrime di gioia umiliante che gli velavano gli occhi. "È mia... no, è sua", pensò, sfregandosi l'erezione attraverso i pantaloni, perso in un abisso di masochismo puro.Alex non perse un secondo. Con un ringhio, le strappò il vestito di dosso, il tessuto che si lacerava come la sua innocenza residua. Il reggiseno nero volò via, rivelando capezzoli eretti come proiettili; le mutandine furono calate con un calcio, esponendo la figa rasata, già lucida di umori traditori. "Guardati, troia: fradicia per uno sconosciuto", sghignazzò Alex, infilandole tre dita dentro senza preavviso, curvandole per colpire quel punto che la fece inarcare come una bestia. Elena urlò, le pareti che si contraevano intorno alle sue nocche, un fiotto di succo che le colava sulle cosce. "Oh cazzo, Alex... mi stai distruggendo!", ansimò, gli occhi che imploravano pietà e di più. Per lei, era un'esplosione: la prima volta che si sentiva carne viva, usata senza freni, un'onda di estasi colpevole che le annebbiava la mente. Marco, dalla poltrona, singhiozzava piano, il cuore gonfio: "Sì, amore mio, prendilo tutto... sii la sua puttana".Alex si liberò dei vestiti, il suo cazzo mostruoso che balzò fuori: venti centimetri di vene pulsanti, cappella viola gonfia di pre-sperma, un'arma da conquista. Elena lo fissò ipnotizzata, terrorizzata dal suo spessore che prometteva dolore e goduria. "Inginocchiati e succhialo, preda", ordinò lui, afferrandole i capelli e spingendole la faccia contro di esso. Lei obbedì, la bocca che si apriva spalancata, ingoiandolo fino in gola con conati umidi, la saliva che colava sul mento mentre lo leccava come una disperata. Alex gemette, il bacino che pompava, scopandole la bocca con spinte brutali: "Bravo, cuck, guarda come ingoia il cazzo vero". Per lui, era l'apice della caccia: questa moglie devota, ora sua schiava, lo faceva ribollire di potere, il seme che già gli gonfiava le palle.La spinse sul letto a faccia in giù, il culo in aria come un'offerta. "Dimmi che sei mia, puttana", ringhiò, schiaffeggiandole le natiche fino a lasciarle rosse e stampate. "Sono tua! Fottimi, ti prego!", implorò Elena, la voce spezzata, il corpo che tremava di anticipazione febbrile. Alex le entrò dentro con un affondo selvaggio, il cazzo che la squarciava come una lama, dilatandola fino al limite del dolore. Elena urlò, un grido primordiale che echeggiò nella stanza, le unghie che artigliavano le lenzuola mentre lui la martellava senza misericordia, le palle che sbattevano contro il clitoride gonfio. Ogni spinta era un terremoto: "Prendilo, cagna! Senti come ti riempio più di quel fallito di tuo marito!". Il suono bagnato della figa sfondata riempiva l'aria, misto al tanfo di sudore e sesso. Elena si dimenava, persa in un orgasmo che la travolse come un tsunami, le pareti che mungevano il suo cazzo in spasmi violenti: "Vengo... oh Dio, sto morendo di piacere!".Marco, chino in avanti, si era slacciato i pantaloni, masturbandosi furiosamente, il viso una maschera di lacrime e sorriso demente. "Sì, bull, marchiala!", gemette, il suo primo schizzo che gli bagnava la mano, un orgasmo patetico contro la loro furia.Alex non rallentò. "Ti riempio ora, troia", ruggì, afferrandole i fianchi con forza brutale, le unghie che affondavano nella carne. Con un bellow animalesco, esplose dentro di lei: fiotti roventi di sperma che le inondavano le viscere, così abbondanti da traboccare in rivoli bianchi lungo le cosce, mescolandosi ai suoi umori. Elena venne di nuovo, il corpo convulso, un urlo strozzato che le squassò l'anima: era piena, possessata, distrutta e rinata. Ma Alex era un demone insaziabile. Tirò fuori il cazzo, ancora eretto e lucido di crema nuziale, e la ribaltò sulla schiena, le gambe spalancate sulle sue spalle. "Non è finita, preda. Ti fotterò fino a romperti".La seconda ondata fu apocalittica. Alex la impalò con rinnovata ferocia, il letto che cigolava sotto i colpi, le sue mani che le torcevano i capezzoli fino a farla gridare. "Guardala, cornuto: la tua moglie è la mia fogna per sperma!", tauntò, mentre pompava come un pistone, il sudore che gli colava sul petto scolpito. Elena era un relitto: "Più forte, bastardo! Spaccami!", implorava, gli occhi rovesciati, un altro orgasmo che la squassava, la figa che schizzava umori sul suo addome. Alex sentì la morsa e perse tutto: "Prendilo, puttana!", e sborrò una seconda volta, un torrente di seme caldo che le gonfiava la pancia, traboccando in pozze sul materasso. Fiotti infiniti, pulsanti, che la marchiavano come sua proprietà eterna. Marco, vedendo il rivolo bianco colare dalla figa di sua moglie, venne di nuovo, spruzzando sul pavimento con un singhiozzo di estasi assoluta, il cuore che implodeva di amore perverso.Ancora non sazio, Alex la trascinò in ginocchio sul tappeto ruvido. "Succhia e puliscimi, schiava", ordinò, spingendole il cazzo esausto ma trionfante in bocca. Elena lo leccò con devozione febbrile, assaporando il mix salato di sperma e figa, la lingua che danzava sulle vene. Lui le scopò la gola con spinte residue, fino a quando il terzo orgasmo non lo colpì come un fulmine. "Apri quella fogna!", urlò, e le schizzò in faccia: fiotti densi che le dipinsero le guance, il naso, la lingua protesa, colandole sui seni in rivoli appiccicosi. Elena ingoiò avidamente, ridendo tra i conati, il corpo segnato come un campo di battaglia.Alla fine, Alex si rivestì, un ghigno di satiro sul viso. "Sei mia ora, preda. Tornerò per spezzarti di nuovo". Elena, collassata tra le braccia di Marco, tremava di afterglow, il seme che le colava dalle labbra. Lui la pulì con baci reverenti, sussurrando: "Grazie, amore. Sei stata divina... la mia cornuta perfetta". Per Marco, era l'apoteosi: felice nel suo ruolo di spettatore umiliato, il legame con lei forgiato nel fuoco del tradimento. Elena, tra singhiozzi di piacere residuo, sentì un amore più profondo, intriso di brivido per le notti future. E Alex, varcando la porta, già assaporava la prossima preda, il cazzo che si induriva al ricordo della sua vittoria totale.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La Prima Conquista di Elena e Marco:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
