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Scambio di Coppia

Notte di Fuoco al San Nicola


di Riuky74
24.09.2025    |    1.377    |    0 8.0
"Rannicchiati sulla coperta, con il parcheggio che si svuotava piano, si guardarono ridendo..."
Era una calda serata di fine estate a Bari, e lo Stadio San Nicola pulsava ancora dell'eco delle urla dei tifosi dopo la vittoria del Bari contro il Monza. Il parcheggio della tribuna est, vicino al gate 15, era un labirinto di auto parcheggiate alla bell'e meglio, con i fari che si spegnevano uno dopo l'altro e l'aria carica di sudore, birra e adrenalina. Marco e Laura, una coppia di trentenni sposati da cinque anni, avevano appena lasciato i loro posti in curva sud. Lui, alto e muscoloso, con i capelli corti e un tatuaggio sul petto che sbucava dalla camicia sbottonata, stringeva la mano di Laura, una mora formosa con tette generose che tendevano il top attillato e un culo tondo fasciato dai jeans skinny.A pochi metri da loro, Giovanni e Sofia stavano uscendo dalla loro Panda malandata. Giovanni era un tipo robusto, con la barba incolta e mani callose da operaio, mentre Sofia, una bionda slanciata con labbra carnose e un vestitino nero che le arrivava a malapena a metà coscia, camminava con un passo felino, i tacchi che ticchettavano sull'asfalto irregolare. Le due coppie si conoscevano da un paio di mesi, grazie a un gruppo di chat per "scambi amichevoli" su Telegram. Quella sera, dopo aver flirtato per ore sui social durante la partita, avevano deciso: era il momento di passare all'azione."Guardate che casino qui," rise Marco, avvicinandosi alla Panda di Giovanni mentre le donne si squadravano con occhi complici. "Sembra il posto perfetto per... scaricare la tensione post-partita."Sofia si morse il labbro inferiore, i suoi occhi verdi che saettavano verso Laura. "Già, e con questo buio... nessuno ci disturberà vicino al gate 15. Ho visto un angolino dietro quel furgone, isolato da tutto."Non ci fu bisogno di altre parole. Giovanni aprì il bagagliaio della Panda, tirando fuori una coperta logora e una bottiglia di prosecco rubata dal chiosco dello stadio. La stesero sull'asfalto, tra le auto parcheggiate, con il muro della tribuna est che li riparava dal vento e dalle luci lontane. L'aria era densa di umidità, e il profumo di erba tagliata misto a gomma bruciata rendeva tutto più primitivo, più animalesco.Marco fu il primo a muoversi. Afferrò Sofia per la vita, tirandola contro di sé con un bacio famelico. Le sue mani callose scivolarono sotto il vestitino, palpando le sue cosce lisce fino a raggiungere il perizoma di pizzo che già grondava umido. "Cazzo, sei bagnata fradicia," le ringhiò all'orecchio, mentre lei gli slacciava la cintura con dita tremanti. Sofia gemette quando lui le infilò due dita dentro, pompando piano, il pollice che sfregava il clitoride gonfio. "Ho pensato a questo tutto il secondo tempo," confessò lei, la voce rotta dal desiderio, mentre gli abbassava i pantaloni e afferrava il suo cazzo duro come ferro, venoso e spesso, già che stillava pre-eiaculazione.Accanto a loro, Giovanni aveva Laura contro il fianco del furgone. Lei gli aveva aperto la zip in un lampo, e ora lo stava segando con foga, la mano che saliva e scendeva sul suo membro eretto, grosso e curvo, mentre lui le succhiava un capezzolo attraverso il top, mordicchiandolo fino a farla ansimare. "Ti voglio scopare qui, troia," le sussurrò Giovanni, la voce rauca. Laura rise, un suono basso e provocante, e si girò, offrendogli il culo. Lui non se lo fece ripetere: le abbassò i jeans fino alle ginocchia, esponendo le natiche pallide e il filo interdentale che spariva tra le labbra gonfie della figa rasata. Con un colpo secco, la penetrò da dietro, il cazzo che affondava fino alle palle in quella carne calda e stretta. Laura urlò, un misto di dolore e piacere, aggrappandosi al metallo freddo del furgone mentre lui la martellava, i fianchi che sbattevano contro il suo culo con schiocchi umidi.Sofia, nel frattempo, era in ginocchio sulla coperta, con Marco in piedi davanti a lei. Gli aveva ingoiato il cazzo fino in gola, le labbra tese intorno alla cappella tumida, la saliva che colava sul mento mentre lo succhiava con avidità, la lingua che roteava intorno al frenulo. "Brava, succhialo tutto," grugnì Marco, afferrandole i capelli biondi e spingendole la testa avanti e indietro. Lei lo guardò dal basso, occhi lacrimosi di sforzo, e gli strinse le palle, massaggiandole mentre lo deep-throatava, il gag reflex che la faceva tossire ma non fermava il ritmo. Poi, lui la tirò su, la voltò e la spinse a quattro zampe sulla coperta. Le aprì le cosce con le ginocchia, sputò sulla mano e lubrificò il suo buco stretto del culo – sapevano che era il suo punto debole. "Dimmi se vuoi che te lo infili nel culo," le ordinò, la cappella premuta contro l'anello roseo."Fottimi il culo, Marco, spacchiamelo!" gridò Sofia, spingendo all'indietro. Lui obbedì, penetrandola piano all'inizio, centimetro dopo centimetro, fino a quando non fu sepolto dentro di lei. Iniziò a pompare, forte e profondo, le palle che sbattevano contro la sua figa fradicia, mentre Sofia si masturbava il clitoride con frenesia, le dita che affondavano nelle pieghe umide. "Sì, cazzo, più forte! Sto venendo!" urlò, il corpo che tremava in un orgasmo violento, la figa che schizzava succo sul terreno.Laura, dall'altro lato, era persa nel suo mondo. Giovanni l'aveva girata di nuovo, ora a faccia in giù sulla coperta, le gambe spalancate. Le leccava la figa con la lingua esperta, succhiando il clitoride e infilandole tre dita dentro, curvandole per colpire il punto G. Lei si contorceva, i seni schiacciati contro la stoffa ruvida, mugolando: "Leccami, mangiami tutta, Giovanni!" Lui rise contro la sua carne, poi si alzò e la montò, il cazzo che la riempiva di nuovo, stavolta in missionario. La scopava con colpi lenti e profondi, guardandola negli occhi mentre le stringeva i capezzoli tra le dita, torcendoli fino a farla gridare. "Prendilo tutto, puttanella," le disse, accelerando il ritmo, il sudore che gli colava sul petto peloso.Le coppie si avvicinarono, i corpi che si intrecciavano in un caos di gemiti e schiocchi di carne. Marco uscì dal culo di Sofia e la passò a Giovanni, che la prese in bocca mentre Marco tornava da Laura. Ora era un vortice: Sofia cavalcava il viso di Giovanni, strusciando la figa bagnata sulla sua barba, mentre lui la teneva per i fianchi e le infilava la lingua dentro. Marco, invece, aveva Laura a pecorina, alternando figa e culo, il cazzo che entrava e usciva con violenza, le sue mani che le schiaffeggiavano il culo lasciandogli impronte rosse. "Scambiatevi di nuovo!" ordinò Laura, ansimante, e così fecero.Sofia finì sopra Marco, impalandosi sul suo cazzo con un movimento fluido, le tette che rimbalzavano mentre lo cavalcava come una furia, le unghie che gli graffiavano il petto. Giovanni prese Laura da dietro, ma stavolta le infilò un dito nel culo mentre la scopava in figa, preparandola per il doppio. "Vuoi entrambi?" le chiese, e lei annuì, folle di lussuria. Marco si sdraiò sotto di lei, e insieme la riempirono: Giovanni in figa, Marco nel culo. Laura urlava, il corpo squassato da un orgasmo multiplo, le pareti interne che pulsavano intorno ai loro cazzi, stringendoli fino a farli gemere.L'aria era piena di oscenità: "Fottimi più forte!", "Sto per venire dentro di te!", "Leccami le palle mentre mi scopi!". Infine, esplosero tutti. Giovanni schizzò nella figa di Sofia, fiotti caldi che le colavano lungo le cosce. Marco riempì il culo di Laura, grugnendo come un animale mentre veniva. Le donne, esauste e soddisfatte, si leccarono a vicenda, Sofia che puliva il seme di Giovanni dalla figa di Laura con la lingua, e Laura che ricambiava, succhiando il mix di fluidi dal culo di Sofia.Rannicchiati sulla coperta, con il parcheggio che si svuotava piano, si guardarono ridendo. "Prossima partita, gate 15 di nuovo?" propose Marco. Tutti annuirono, sapendo che quella notte al San Nicola era solo l'inizio di un fuoco che non si sarebbe spento facilmente.

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