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Scambio di Coppia

La Coppia Matura e il Loro Giocattolo Spezzat


di Riuky74
22.10.2025    |    626    |    1 4.0
"Vittorio pompava il dildo ora, affondi violenti che facevano sbattere le palle finte contro il culo di Luca, ogni spinta un'esplosione di dolore che gli strappava singhiozzi..."
Rosa e Vittorio erano una coppia di predatori sessuali, entrambi oltre i cinquanta, con corpi segnati dal tempo ma temprati da anni di vizi estremi. Rosa, una belva di cinquantacinque anni con tette cadenti ma enormi – due sacche flaccide da coppa F, venose e screpolate, che oscillavano come pendoli di carne stanca – aveva un viso da strega lasciva: rughe profonde intorno agli occhi truccati di nero, labbra sottili sempre imbrattate di rossetto sbavato. Indossava un negligé di pizzo nero strappato, che le fasciava la pancia molle e le cosce cellulitiche, lasciando intravedere la figa depilata e cascante, un buco slabbrato da troppi cazzi. Vittorio, suo marito, era un toro invecchiato di cinquantotto: peloso come un orso, con un cazzo spesso ma mezzo flaccido – quindici centimetri di carne grigia e venosa, che si induriva solo per l'umiliazione altrui. Era lui il regista crudele, con mani callose da operaio in pensione che sapevano stringere e spezzare.Il loro toy boy era Luca, un ventitreenne fresco di università: alto, snello, con muscoli da palestrato e un viso da angelo – occhi verdi, capelli castani arruffati, e un cazzo vergine da diciannove centimetri, liscio e roseo, che non aveva mai conosciuto altro che la sua mano tremante. Lo avevano adescato in un bar, promettendogli soldi facili per "un lavoretto privato". Ora, legato al letto della loro camera da letto puzzolente di sudore rancido e tabacco stantio, Luca era nudo e tremante, le caviglie e i polsi incatenati a un telaio di ferro arrugginito. "Benvenuto nel tuo incubo, cucciolo," ghignò Rosa, accendendo una sigaretta con mani arthritiche. Tirò una boccata profonda, il fumo che le usciva dal naso come un drago, e soffiò una nuvola densa sul viso terrorizzato di Luca. "Fumerai con noi, o ti spacchiamo i denti."Vittorio rise, una risata grassa e catarrosa, e si avvicinò per primo. Afferrò il cazzo di Luca con una morsa brutale, le unghie gialle che affondavano nella pelle tenera. "Guarda 'sta verga da ragazzo. Tutta dritta e pulita. La roviniamo noi." Strinse fino a far sbiancare la cappella, torcendola come un tappo di bottiglia, mentre Luca urlava, il corpo che si inarcava invano contro le catene. "Piangi, puttanello. Le lacrime ci fanno eccitare." Rosa si unì, montando sul petto di Luca con il suo peso morto – settanta chili di carne flaccida che gli schiacciava le costole. Le sue tette cascanti gli coprirono il viso, soffocandolo nell'odore acido di sudore non lavato e latte raggrumato. "Lecca, cane. Succhia queste babbucce vecchie." Luca boccheggiò, la lingua che saettava disperata sui capezzoli raggrinziti, duri come cartilagine, mentre lei gli pisciava in bocca un getto caldo e giallo – urina mattutina, forte e amara, che gli colava giù per la gola facendolo tossire e vomitare bile."Brava, Rosa. Bagnalo come un cane randagio," grugnì Vittorio, lasciando andare il cazzo di Luca – ora rosso e gonfio, con segni di unghie che sanguinavano piano. Prese un dildo nero enorme, un mostro di gomma da venticinque centimetri spesso come un polso, e lo lubrificò con la saliva di Rosa, sputata con disprezzo. "Apri quel culo da fighetta, ragazzo." Luca implorò, "No, vi prego, sono vergine...", ma Vittorio lo ignorò, premendo la punta contro l'ano stretto e rosa. Spinse con crudeltà, senza pietà, dilatando il buco con uno strappo secco che fece sgorgare un rivolo di sangue misto a lubrificante. Luca urlò come un maiale sgozzato, il corpo che convulsionava, mentre il dildo affondava centimetro dopo centimetro, sfregando contro le pareti interne fino a toccare la prostata. "Senti come ti spacca? Questo è solo l'antipasto."Rosa, eccitata dal pianto, si spostò sul viso di Luca, premendo la sua figa cascante contro la bocca. "Mangiami, schiavo. Lecca dentro, fino in fondo." Il buco era un pantano: labbra slabbrate e nere, clitoride gonfio come un grumo di carne, che colava umori grigi e viscosi. Luca la leccò meccanicamente, la lingua che affondava nel canale flaccido, assaggiando il sapore rancido di vecchie scopate e infezioni non curate. Lei mugolò, dondolando i fianchi con spinte egoiste, schiaffeggiandogli il naso con il pube cespuglioso e grigio. Vittorio pompava il dildo ora, affondi violenti che facevano sbattere le palle finte contro il culo di Luca, ogni spinta un'esplosione di dolore che gli strappava singhiozzi. "Ti piace, eh? Il tuo culo sanguina per noi. Diventerai la nostra latrina personale."Cambiarono posizione con sadica efficienza. Vittorio sganciò le catene dai polsi di Luca solo per legargli le mani dietro la schiena, poi lo spinse a quattro zampe sul pavimento sporco, coperto di peli pubici e macchie di sperma secco. "Ora tocca al mio cazzo, ragazzo. Apri quella bocca da frocio." Il membro di Vittorio era un obbrobrio: cappella screpolata, vene gonfie come vermi, che puzzava di urina non lavata. Lo ficcò in gola a Luca con una spinta brutale, scopandogli la faccia come un buco da fogna, le palle pelose che gli sbattevano sul mento. Luca soffocava, conati che gli facevano lacrimare gli occhi, saliva filamentosa che colava sul pavimento mentre Vittorio gli teneva la testa ferma con una mano nodosa. "Ingoia, puttana. O ti piscio direttamente nei polmoni."Rosa, non da meno, si sdraiò sotto Luca, afferrandogli il cazzo martoriato e masturbandolo con violenza – colpi secchi che gli facevano contrarre i muscoli in spasmi di agonia. "Vieni per me, cucciolo. Sborra sulla mia pancia grassa." Ma Luca non ci riusciva, il dolore troppo intenso; lei rise e lo punì pizzicandogli le palle fino a farle gonfiare viola. Vittorio accelerò, il cazzo che pulsava in bocca, e venne con un ruggito animalesco: fiotti densi e giallastri di sborra rancida che inondarono la gola di Luca, facendolo ingoiare o annegare. "Bevi la mia crema vecchia, ragazzo. È il tuo nutrimento."Non contenti, lo girarono di nuovo. Rosa montò il viso di Luca al contrario, pisciandogli di nuovo in bocca mentre Vittorio lo penetrava da dietro – non con il dildo, ma con il suo cazzo flaccido che si indurì nel calore del culo sanguinante. "Fottiamolo insieme, amore mio," sibilò lei, e Vittorio spinse, affondando fino in fondo con spinte grevi e irregolari, il grasso della pancia che schiaffeggiava le natiche di Luca. Il ragazzo era un relitto: bocca piena di piscio, culo dilatato e lacero, cazzo pesto che gocciolava sangue misto a pre-cum. Rosa venne per prima, squirtando un fiotto acido sul viso di lui, mentre Vittorio lo riempiva di sborra calda e grumosa, colando fuori in un pasticcio rosa.Lo lasciarono lì, ore dopo, incatenato e tremante, coperto di fluidi secchi e lividi freschi. "Torna domani, toy boy," disse Rosa, spegnendo la sigaretta sul suo petto. "O raccontiamo ai tuoi genitori cosa fai per soldi." Luca singhiozzò, spezzato, sapendo che era solo l'inizio. Per la coppia matura, lui era solo un giocattolo usa e getta – duro, crudele, e infinitamente usa.

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