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Gay & Bisex

L'Orgia Infinita


di Riuky74
10.10.2025    |    4.303    |    7 7.1
"" Lingue maschili che raspavano il marmo bagnato, assaggiando piscia mista a sudore, un'umiliazione collettiva che li faceva gemere di depravazione condivisa..."
Nella calura afosa di una notte romana, sotto le luci al neon di un club sotterraneo chiamato "Il Buco Nero", si radunava l'élite del piacere proibito. Era un tempio del vizio, con pareti di velluto rosso che assorbivano i gemiti, pavimenti appiccicosi di sudore e sperma versato, e un'aria densa di feromoni maschili. Qui, una dozzina di uomini gay – tutti nudi, corpi scolpiti dal gym e tatuaggi che raccontavano storie di sottomissione – si preparavano per l'orgia più selvaggia della stagione. Non c'erano nomi, solo ruoli: i dominanti con i cazzi grossi e le fruste, i sottomessi con i collari e i buchi affamati, e i versatili che passavano da preda a predatore in un battito di ciglia.Al centro della sala, su un palco rialzato, c'era Alex, il re indiscusso: un trentenne moro con muscoli da gladiatore, barba folta e un cazzo di 25 centimetri che pendeva come un randello tra le cosce pelose. I suoi occhi castani bruciavano di lussuria mentre scrutava la folla. "Stasera vi fotterò tutti," ruggì con voce profonda, accarezzandosi piano l'asta venosa che si induriva sotto i riflettori. "E voi mi fotterete, mi leccherete, mi berrete. Niente limiti, solo carne e seme."La folla – dodici maschi in totale, da ventenni lisci e innocenti a quarantenni barbuti e ruvidi – si mosse come un branco affamato. C'era Matteo, il twink del gruppo, magro e biondo con un culo tondo e perfetto, già in ginocchio con la bocca spalancata. Accanto a lui, Luca, un bear peloso con pancia da birra e un cazzo spesso come un polso, che grugniva eccitato. Poi Diego, atletico e tatuato, con piercing al capezzolo e al frenulo; Giovanni, il più anziano, con baffi grigi e un culo esperiente che aveva visto più cazzi di una prostituta; e gli altri – nomi persi nel caos – corpi che si intrecciavano in un groviglio di arti e desideri.Iniziò con un cerchio di pompini. Alex ordinò: "In fila, puttane. Succhiate il vicino." Si disposero in cerchio sulle ginocchia, bocche che si chiudevano su cazzi estranei. Matteo prese in bocca il mostro di Alex, le guance incavate mentre ingoiava fino in gola, gag reflex che lo faceva lacrimare ma non fermava la sua dedizione. La lingua del ragazzo saettava sul glande gonfio, leccando il pre-cum salato come nettare. Accanto, Luca succhiava Diego, il cazzo del ragazzo che gli riempiva la bocca pelosa, palle che sbattevano contro il mento barbuto. Giovanni, esperto, deep-throatava un twink sconosciuto, la gola che si contraeva ritmicamente, producendo suoni osceni di risucchio umido.Il cerchio pulsava: gemiti, schiocchi di labbra, mani che accarezzavano palle e natiche. Alex afferrò i capelli di Matteo e lo scopò in bocca con spinte feroci, il cazzo che entrava e usciva come un pistone, saliva che colava sul petto del ragazzo. "Bravissimo, cazzo. Sei nato per questo." Matteo gorgogliava, occhi imploranti, il suo stecchino duro che gocciolava sul pavimento.Ma Alex voleva di più. "Ora, catena. Prendetevi a quattro zampe, in fila." Undici uomini si allinearono a pecorina, culi in aria, buchi rosa e pelosi esposti come offerte sacrifique. Alex iniziò da dietro, lubrificando il suo cazzo con la saliva di Matteo e affondando nel culo del primo, un ragazzo muscoloso di nome Fabio. L'ingresso fu brutale: un colpo secco che strappò un urlo dal maschio, il buco che si stringeva intorno all'invasore. "Rilassati, troia," ringhiò Alex, pompando con ritmo animalesco, palle che sbattevano contro le chiappe. Fabio ansimava, prostata massaggiata fino al delirio, il suo cazzo che spruzzava pre-cum sul pavimento senza essere toccato.Mentre Alex scopava Fabio, ordinò: "Il resto, scopatevi tra voi." La catena si animò: Luca entrò in Matteo, il suo cazzo spesso che stirava il culo stretto del twink, facendolo piangere di piacere misto a dolore. "Cazzo, sei stretto come una vergine," grugnì Luca, afferrando i fianchi snelli e martellando. Matteo, a sua volta, aveva Diego dietro, il piercing del ragazzo che grattava le pareti intestinali, un摩擦 extra che lo faceva urlare: "Sì, fottimi più forte!" Giovanni, in fondo alla fila, si prendeva due cazzi – uno in culo e uno in mano – mentre un altro gli scopava la bocca, trasformandolo in un sandwich di carne.L'aria era un coro di schiaffi di pelle su pelle, sudore che colava, odore di maschio eccitato che saturava tutto. Alex passava da un culo all'altro, il suo cazzo lucido di lubrificante e intestini, lasciando buchi spalancati e gocciolanti. "Senti come ti apro, puttana?" diceva a ognuno, schiaffeggiando natiche fino a farle arrossare. Diego, versatili com'era, si girò e iniziò a scopare Giovanni con foga, il vecchio che mugolava: "Dammelo tutto, ragazzo. Riempimi la pancia di sborra."Poi, il twist umiliante: "Piscina party." Alex si fermò al centro, cazzo eretto e pulsante. "Tutti in ginocchio intorno a me. Bocche aperte." Gli uomini obbedirono, undici paia di labbra tremanti, lingue fuori. Alex puntò il suo cazzo sul primo, Matteo, e lasciò andare un getto caldo e potente di piscia dorata, che schizzò sul viso del ragazzo, colandogli in bocca. "Bevi, cagnolino. È il mio marchio." Matteo ingoiò, il sapore acre e salato che gli riempiva la gola, tossendo ma eccitato, il suo cazzo che schizzava una goccia di pre-cum. Il flusso passò a Luca, che lo prese in pieno petto peloso, poi in bocca, gorgogliando mentre beveva come un assetato. "Grazie, padrone," biascicò, umiliato ma duro come il ferro.Uno dopo l'altro, Alex pisciò su tutti: getti che bagnavano cazzi, palle, buchi dilatati. Giovanni, il veterano, lo prese dritto in culo, il calore liquido che lo faceva gemere: "Sì, inondami, figlio di puttana." La pozza sul pavimento si allargava, e Alex ordinò: "Leccate. Pulite il mio regalo con le lingue." Lingue maschili che raspavano il marmo bagnato, assaggiando piscia mista a sudore, un'umiliazione collettiva che li faceva gemere di depravazione condivisa.Non contenti, passarono ai giochi estremi. Alex legò Matteo a una croce di legno, braccia spalancate, e lo frustò con una coda di cuoio: strisce rosse che fiorivano sulla pelle bianca, ogni colpo seguito da un leccata sul capezzolo da parte di Luca. "Urla per me, troia." Matteo obbediva, il dolore che si tramutava in estasi, il culo che pulsava vuoto. Poi, un fisting: Diego immerse la mano nel buco di Matteo, lubrificato con piscia fresca, stirandolo piano fino al polso. "Senti come entri tutto? Sei il mio guanto di carne," gemette Matteo, orgasmo che lo scuoteva senza eiaculazione.Intanto, il gruppo si divideva in coppie e terzetti. Giovanni e due bear si dedicavano a un double penetration: Giovanni in mezzo, un cazzo in culo e uno in bocca, mentre masturbava un terzo. "Riempitemi, bastardi," implorava, il corpo che tremava per lo stiramento. Fabio, il muscoloso, si prendeva un treno anale: uno dopo l'altro, quattro cazzi lo penetravano, lasciando il suo buco un cratere gocciolante. Alex, sovrano, si unì a un cerchio di masturbazione reciproca: mani callose che accarezzavano aste venose, pollici che sfregavano glandi sensibili, gemiti che si sincronizzavano.Il climax arrivò in un'esplosione collettiva. "Venite tutti sul palco. Ora!" Alex ordinò, e gli uomini si radunarono, accarezzandosi furiosamente. Primo fu Matteo, il twink che schizzò archi bianchi sul petto di Alex, singhiozzando: "Per te, padrone!" Luca seguì, il suo carico spesso che colava sul pavimento come colla. Diego spruzzò sul viso di Giovanni, che leccò avidamente. Uno dopo l'altro, undici eiaculazioni: fiotti che dipingevano corpi, pavimenti, volti – un lago di seme caldo e appiccicoso.Ma Alex non aveva finito. "Ora, pulite con le lingue." La folla si buttò in un festino cannibale: lingue che leccavano sperma da cazzi molli, da buchi dilatati, da pance pelose. Alex, al centro, fu il banchetto principale: bocche che si alternavano sul suo cazzo, succhiando residui di piscia e pre-cum, mentre lui si masturbava per un ultimo round. "Sborrerò in faccia al primo che mi fa venire." Fu Luca, la barba intrisa, a vincere: Alex esplose, fiotti potenti che gli coprirono il viso, colando negli occhi e nella bocca aperta.Esausti, coperti di fluidi secchi e freschi, gli uomini crollarono in un mucchio di membra intrecciate. Alex, ansimante ma vittorioso, passò tra loro, baciando fronti sudate. "Siete i miei guerrieri del piacere. Domani, di nuovo. Più duro."E così, nel cuore di Roma, l'orgia continuò nelle menti febbrile, un ciclo eterno di cazzi, buchi e liquidi proibiti, dove il confine tra dolore e godimento svaniva in un'estasi maschile infinita.

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