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Gay & Bisex

Cap 8 - Notte "di nozze" (C&C1)


di Raphs_0406
21.03.2026    |    1.173    |    0 8.5
"Schiaccio il bacino contro di lui e caccio un urlo, Drag geme, non ce la fa più, per poco non cade all'indietro mentre si lascia andare..."
Appena torniamo in cella Drag mi fissa compiaciuto, in attesa della mia reazione quando vedo la novità.

«Ma serio?» Faccio io, mentre guardo la coperta a due piazze per terra al posto delle due singole di prima.
«Siamo saliti di livello»

Drag si mette a ridacchiare, fiero.

Soprattutto questa coperta si vede che non è del carcere: è una coperta normale, altro che quelle trapunte sottili di prima.

Mi guardo intorno e vedo che le copertine di prima sono tornate sulle brandine, e guardo con desiderio anche i cuscini nuovi che sono sulla coperta nuova a due piazze.

Sembrano morbidissimi.

Mi viene da ridere quando vedo l'espressione piena di aspettativa di Drag: sembra lo sposo dopo aver dato i regali di nozze, ma letteralmente.

«È incredibile» dico con sincerità.
«Ti adoro»

Drag sogghigna, soddisfatto.
«Battezziamo la coperta nuova, su»

Mi stringe a sé e mi bacia, socchiudo un attimo gli occhi e vedo con soddisfazione che ha chiuso i suoi, e li chiudo anch'io.

Evidentemente non ha più paura che succeda qualcosa di brutto durante un bacio.

Si stacca tutto ansimante, è ansioso di provare anche lui la coperta, probabilmente, visto che andare a letto con me non è esattamente una novità.

Mi lascio spogliare, è abbastanza delicato, si sveste in due secondi anche lui e mi trascina sulla coperta.

Mi rilasso all'istante: cazzo se è morbida. Per poco non mi metto a gemere per il piacere.

«Ti piace?» Mi chiede lui, sopra di me.

«Meraviglioso» ammetto, chiudendo gli occhi.

Lo stringo a me e lo bacio con trasporto, se lo merita dopo aver procurato una coperta del genere.

Mi accarezza il corpo, con molta più delicatezza del solito, per poco non mi metto a ridere per il solletico.

Sembra che stia disegnando su di me da quanto sia goffo nel tentativo di essere delicato.

Drag ridacchia, un po' imbarazzato, e torna normale con le mani.

Almeno non è male, lo tocco di rimando anch'io, sospirando.

Davvero non è male.

È tutto eccitato, ansima per la voglia, mi guarda con aspettativa ma incredibilmente sta aspettando.

È mezzo sdraiato sopra di me e non dà segno di volermi girare.

Poi mi rendo conto all'istante del gesto che devo fare, e sento tutto l'entusiasmo cadere giù.

Mi maledico da solo per farmi questi scrupoli: avevo aperto le gambe già migliaia di volte a chiunque mi desse una banconota, questo qui è Dragan, è addirittura più intimo dei miei clienti, ci passo ogni minuto di ogni singolo giorno insieme.

Ma penso tra me e me che io e Drag possiamo anche essere amanti ufficiali o robe del genere, ma sarò sempre io quello che deve aprire le gambe e farsi sfondare.

Ma di che cazzo mi lamento, però? È ovvio che è così. Non può essere mica il contrario.

«Che c'è, Cas?» Mi fa lui, un po' deluso dalla mia esitazione.

Si tocca un attimo come per farmi capire che cosa sta aspettando, e cerco di non pensare a quello che mi è appena venuto in mente.

Gli sorrido con tutto il calore possibile e penso dalla felicità che ho sentito oggi pomeriggio quando mi ha sollevato e baciato.

«Niente, mi stavo godendo la coperta» mormoro, lo tiro a me per un altro bacio, poi spalanco le cosce cercando di non fare una smorfia.

Drag è soddisfatto, pensavo che mi avrebbe preso subito, invece sento che sta cercando di darmi piacere con le mani.

È così inaspettato che quasi mi metto seduto.

«Cosa?» Mi scappa senza nemmeno le pensarci.

Drag ridacchia leggermente imbarazzato, ma non si ferma.

«Com'è?» Si limita a domandare.

In realtà non sento granché, anni di vendita hanno dato i loro frutti, ma capisco la buona volontà di Drag.

«Bellissimo» mormoro, e mi metto a sospirare con qualche gemito.

È molto compiaciuto quando vede che il mio corpo risponde.

«Hai voglia, eh?» Mi fa, rosso dall'eccitazione.

«Certo» mi affetto a rispondere, tanto il corpo ha risposto in automatico e non saprà mai se sono sincero o no, ma in realtà un po' di desiderio ce l'ho, per stanotte quasi voglio Dragan.

Appena penso a questo mi sento già meglio, e rilasso le gambe.

Drag se ne accorge subito, forse mi si è accelerato un po' il respiro, ridacchia trionfante, si posiziona meglio e mi prende con un gemito.

Mi abbraccia stretto, mezzo sollevato su di me, e mi bacia ancora.

È abbastanza delicato, o forse è la posizione che gli impedisce di mettersi a sbattere come al solito.

Non mi importa, lo bacio di rimando e intreccio le mani dietro la sua schiena.

È bello, sono sincero. Riesco quasi a convincermi che siamo solo due adolescenti amanti a letto, e basta.

Le coperte sono morbide sotto la schiena.

Drag si stacca dalla mia bocca, sorride, si appoggia tutto su di me.

Lo tengo tra le braccia mentre accelera un po', ma non esagera.

Gemo un po', è abbastanza naturale, non devo fingere neanche troppo, lo accarezzo sulle schiena e gli sfioro le spalle e il collo con le labbra.

Drag trema dal piacere.

«Cas, ti adoro» dice, guardandomi.

Sorrido di rimando e lo chiudo tra la gambe, sento che in questa posizione affonda più in profondità ma non è male.

Drag ridacchia, mi dà un buffetto in faccia. «Fai il birichino, Cas?»

«Quello che vuoi tu» dico io, per provocarlo lo stringo ancora di più e spingo direttamente io il bacino contro di lui, mi inarco a fatica per raggiungerlo ma ci riesco.

Drag si mette a ridere, poi mi gira a pancia in giù, si sdraia su di me e mi abbraccia il petto.

Per poco penso che voglia tornare alla modalità "esco e affondo" sbattuto e mi preparo psicologicamente, ma poi scopro che si sta trattenendo dallo sfogarsi in modo puro.

«Arrivo» mi bisbiglia alle orecchie, poi inizia a muoversi abbastanza lentamente.

Affonda fino in fondo ma non sbatte, le mani intorno al mio petto non mi stringono fino a soffocare.

«Bello» mi ritrovo a dire con sincerità, Drag si gonfia tutto sulla mia schiena, mi abbraccia più forte, sento che mi bacia un orecchio.

Tiro a me un cuscino e affondo il mento sopra, gemo per il piacere, mi rilasso tutto.

«Proprio bello, Drag» ripeto, sento che si inarca su di me e affonda con più forza, ma non fa male.

«Cas, sei davvero perfetto» ansima lui, appoggiandomi le mani sui fianchi, sento che non ce la fa più.

Mi metto sui gomiti da solo per aiutarlo, sento che sogghigna, compiaciuto.

«Mi vuoi, Cas?» Domanda Drag, mentre già inizia a sbattere, ansimante, è bollente.

Sta sudando, lo sento anche senza vederlo.

Mi giro verso di lui per guardarlo, socchiudo gli occhi e mi lecco le labbra, lentamente.

«Ti voglio, Drag»

Mi accarezzo da solo la schiena, scivolo giù con la mano fino quasi a toccarlo.

Drag sta andando fuori di testa, ma seriamente. Ansima così tanto e ha gli occhi completamente sbarrati.

Mi mordo le labbra per non ridere, lo eccito ancora di più.

In quel momento mi chiedo se davvero sono così seducente o è solo Drag che è altamente reattivo.

Si china verso di me, mi attacco alla sua bocca, mi bacia con così tanta fame che quasi si ferma.

«Sei davvero bellissimo, Cas» mi fa, baciandomi poi il collo, mi mordicchia leggermente.

Glielo lascio fare, chissene se rimane poi il segno. Dopo oggi pomeriggio posso andare in giro anche con morsi in faccia.

Mi giro in avanti e mi impegno a gemere in modo più naturale possibile.

Sono così impegnato a cercare di godere, perché vorrei davvero godere stavolta, che non sento nemmeno la ronda.

Quando l'agente impreca tra se e se non sento neanche imbarazzo, anzi, che guardino pure, mi faccio un po' di pubblicità gratis.

Caccio addirittura un gemito più forte e sensuale degli altri e mi contorco tutto.

Drag mi fissa sbalordito, gli scappa un gemito di piacere mentre contraggo i muscoli e sento che lo sto avvolgendo stretto.

«Cristo, Cas, vacci piano...» geme lui, tremando, si china sulla mia schiena e mi abbraccia, cambia angolazione, sospiro ancora e lo bacio.

Drag è così vulnerabile in quel momento che mi fa quasi tenerezza.

Io sono invece perfettamente lucido.

Mi chiedo con un brivido se potrebbe finire ammazzato se cercassero di ucciderlo in un momento del genere, poi mi dico che è impossibile, e alzo il volume dei gemiti.

Drag si raddrizza a fatica, affonda ancora con tutte le forze, trema tutto.

Schiaccio il bacino contro di lui e caccio un urlo, Drag geme, non ce la fa più, per poco non cade all'indietro mentre si lascia andare.

Devo mordermi l'interno guancia per non ridere quando si ritrova quasi a gambe in aria e deve aggrapparsi a me per non cascare sulle coperte.

Continua a gemere di piacere mentre finiscono le ultime contrazioni.

Mi guarda estasiato, si butta su di me e mi gira supino, mi si sdraia addosso e mi bacia con trasporto.

«Bello, Cas, davvero» dice, con un ghigno.

Ha finito quasi completamente sulla coperta, penso tra me e me che lo ha battezzato fin troppo.

L'odore di disinfettante è già scomparso da minuti, sostituito dal suo.

Mi ritrovo a respirare il suo odore con il naso tra i suoi capelli castani e mi dico che non è male, ma davvero. Molto maschio, se devo essere sincero.

«Cosa fai, mi annusi?» Si mette a ridere, tutto compiaciuto.

Poi sento la sua mano muoversi e capisco dove vuole arrivare.

«Drag, non c'è bisogno...» Sono così imbarazzato che quasi indietreggio strisciando.

«Ma no, devi finire anche te!» Protesta, sento che è sincero.

Mi dico che non capirò mai Dragan, tanto vale assecondarlo nei momenti in cui è quasi normale, così mi accascio sulla coperta e lascio che il corpo faccia da solo.

Cerco di godere un po', aggiungo i sospiri e vedo che Drag è soddisfatto.

Ridacchia quando inarco il bacino per assecondarlo e accelera con le mani.

«Com'è?» Chiede ancora.

«Bello, bello» gemo piano, cerco di concentrarmi sulla sensazione e un pochino riesco a godere, anche se sono anni che mi stacco completamente dal corpo.

Alla fine finisco anch'io, prolungo un gemito e Drag mi guarda compiaciuto, e si sdraia di nuovo su di me, incurante di sporcarsi.

Lo guardo con un sorriso sincero.

«Grazie, Drag» dico piano, accarezzandogli la schiena.

Mi passa una mano tra i capelli, e mi squadra.

«Sei davvero carino, Cas» commenta, sfiorandomi il viso. «Quanti anni hai detto che hai?»

Faccio un sospiro. «Diciassette»

«Stai per compierne diciotto o diciassette compiuti?» Insiste ancora.

Non capisco dove voglia arrivare.

«No, li ho compiuti a febbraio» esito, poi mi azzardo: «e tu?»

Mi guarda un po' imbarazzato.

Non avevo mai saputo l'età esatta di Drag, l'ho sempre immaginato diciottenne o poco più, anche se con quei lineamenti marcati e l'aria minacciosa potrebbe sembrare perfettamente anche ventenne.

«Per adesso ne ho diciassette anch'io» bisbiglia, arrossendo un po'.

Rimango a bocca aperta.

È impossibile da crederci.

«Tu?! Diciassette? Ma che cazzo...»

Si mette a ridacchiare. «Oh, Cas, fai il bravo. Compio diciotto a luglio, sono sempre più grande io»

Rimango a fissarlo sbalordito.

Quel Drago famigerato del carcere...
È diciassettenne. Che cazzo, ma davvero.

Mi convinco che è solo un'altra delle cose perverse di Dragan e mi rilasso.

«Meglio così. Di clienti quarantenni ne ho avuto fin troppi»

Mi arriva uno schiaffo sulle natiche.

«Io non sono un cliente» sbotta, un po' stizzito.

Per placarlo lo bacio e avvolgo le gambe intorno a lui.

«Tu sei il mio Drag» gli dico, sorridendo.

È soddisfatto, scende da me e si sdraia accanto.

Mi accocolo contro di lui e lo abbraccio, una gamba tra le sue, mi strofino contro.

Drag ridacchia, è tutto gonfio d'orgoglio. Poggia una mano sui miei fianchi, si gira verso di me e affonda la testa nei miei capelli.

È quasi tutto normale.

Adesso che so che è grande come me fa quasi ridere.

«Com'è che ti sei chiamato Angelo della stazione?» Domanda lui, guardandomi.

Mi irrigidisco un po'.

Mi accarezza e mi affonda la testa dei capelli ancora di più, mi abbraccia stretto.

E cedo.

«Perché alcuni dei miei clienti mi conoscono anche nell'altra vita» dico, amareggiato. «Mi chiamo Gabriel, non so se te lo ricordi. Te l'ho detto il primo giorno, no?»

Mi viene in mente il ricordo sgradevole del nostro primo incontro in refettorio mesi fa e cerco di non pensarci. Il punto zero. È passato un'eternità.

«Gabriel come angelo, no? È una cazzo di barzelletta sporca, in pratica, e si divertono a chiamarmi così quando mi sfondano» spiego, rassegnato.

Drag si mette a ridacchiare. «In effetti hanno proprio ragione, ma io preferisco Cas. Molto più diretto, e suona perfetto per te»

«Anch'io» affermo, esausto.
Se pure Drag si mette a chiamarmi angelo non ce la farei.

«Notte, Cas. Dormi che domani forse arrivano già i tuoi vestiti» dice piano, poi, accarezzandomi compiaciuto.

Mi sistemo più stretto a lui e sospiro, è veramente bello stare su quella coperta grande e morbida, Drag è caldo come sempre e i cuscini perfetti.

Mi dico che è andata meglio a me che agli altri, se devo essere sincero.

«Notte, Drag. Ti adoro» e chiudo gli occhi. La presenza di Dragan è calda e rassicurante. Mi stringo ancora di più.
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