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Rose 4/8


di MissSerena
20.05.2024    |    1.466    |    0 9.4
"Esteban e Bruce mi presero per i piedi, tenendoli in modo che avessi le gambe ben aperte ed il sedere leggermente rialzato, poi Don iniziò ad infilarmi le..."
Come promesso Bruce mi chiamò dopo qualche giorno, ma poi saltò tutto per colpa di un suo problema familiare, col risultato che il nuovo appuntamento fu fissato a sabato sera, il che per me era decisamente meglio in quanto avrei avuto tutta la giornata di domenica per riprendermi. Perché se c'era qualcosa di fin troppo chiaro, è che non si sarebbe trattato di un 'banale' in contro fra noi, ma che ci sarebbero state altre persone, il che se da un lato mi metteva una certa apprensione, dall'altra m'eccitava a dismisura.
Per un qualcosa che andava ben oltre la semplice civetteria femminile, passai tutto il sabato pomeriggio a rendermi migliore, facendo quindi la ceretta, e finendo col depilarmi anche il pube, col risultato di ritrovarmi la passera di una ragazzina. Ben sapendo che il mio fondoschiena non ne sarebbe uscito intatto, feci anche un paio di clisteri prima d'uscire di casa; quindi, indossai il più sexy dei miei completini intimi, un tre pezzi push-up, tanga a vita alta e reggicalze, il tutto di pizzo e raso color blu intenso, per finire con delle calze velatissime, che facevano sembrare le mie gambe leggermente abbronzate.
Anche se i primi caldi si facevano sentire, scelsi un lungo abito di colore a fiorellini, che però lasciava vedere mezza gamba grazie ad uno spacco frontale.
Dopo aver calzato delle semplici decolté mi guardai a lungo allo specchio anche per dare gli ultimi tocchi di trucco, ma anche per chiedermi se fossi sicura di quel che stavo facendo. Bruce, infatti, m'avrebbe sicuramente fatto partecipare almeno ad una piccola orgia, dove sarei stata trattata peggio d'una puttana dei bassi fondi, senza aver alcuna voce in capitolo su quello che m'avrebbero fatto.
D’altra parte, la voglia di provare nuove sensazioni sempre più forti cresceva ogni giorno di più, e pur sapendo che prima o poi avrei trovato il mio limite, quello non era certo l'esser stata una volta con due uomini.
Così con la testa pieni di pensieri, compreso quello che ci fosse un'altra donna, presi la macchina per recarmi dal mio giovane amante, ritrovandomi ben presto imbottigliata nel traffico a causa di paio d'incidenti.
Arrivai così da Bruce con mezz'ora di ritardo, ma soprattutto con una gran bisogno d’urinare, tanto che come entrai neanche lo salutai per infilarmi subito nel bagno, riuscendo per un soffio a non farmela addosso.
Dopo essermi ripulita per bene sentii chiaramente la voce di diversi uomini fuori dalla porta, di cui uno aveva un chiaro accento latino, senza però riuscire a comprendere i loro discorsi.
Presi fiato per poi aprire la porta e ritrovarmi un terzetto talmente assortito da sembrare finto.
Alla destra di Bruce c'era il sosia di Samuel Jackson in versione pelato, con tanto di vestito alla Pulp Fiction e sigaretta d'ordinanza. Alla sinistra invece c'era un uomo più tozzo e basso, dall'aspetto del tipico indio sudamericano, alto quanto me e con una faccia che era tutto un programma.
"Rose loro sono Esteban detto il cileno e Don, due mie cari amici che non credono quanto tu sia amante del cazzo." disse Bruce facendo una presentazione a dir poco originale quanto di cattivo gusto.
I due uomini furono del tutto spiazzati dalla volgarità del loro amico, tanto che era evidente che non sapevano come muoversi, così ruppi l'imbarazzo dando ad ognuno di loro un bacio sulla guancia mentre li salutavo con un banale ciao.
"Non so se tutto quello che dice ti te Bruce è vero." disse Don quasi scivolando dietro di me "Però è indiscusso che sei una gran fica !"
"Questo non lo si può certo negare." gli rispose Esteban mettendomi le mani sulle spalle "E secondo me senza questo vestito è ancora meglio."
"Se è per questo vediamo subito." ribatté Don facendo scivolare verso il basso la lampo del vestito, che poi finì a terra, lasciando senza fiato i tre uomini che mi videro con la sola lingerie addosso.
Esteban fu il più veloce, e quasi di rabbia prese la mia testa con le mani per baciarmi con fin troppo irruenza, seguito a ruota dal più scuro dei tre che s'impadronì delle mie tette senza neanche togliermi il reggiseno.
"Ragazzi non mi strappate nulla di dosso perché chi rompe paga." dissi loro in un vano tentativo di fermare i loro bollori.
Il fatto di trovarmi in mezzo a tre uomini, di cui due erano dei perfetti sconosciuti, non mi dava alcun imbarazzo, anzi appagava quel mio ego che per troppi anni era rimasto nascosto. Ben presto mi resi conto che toccarmi non gli bastava più, così mi tolsi il reggiseno primo d'abbassarmi e ritrovarmi subito la mazza di Bruce davanti alla faccia, che presi in mano e subito dopo fra le labbra.
In modo fin troppo civile vista la situazione, anche gli altri due uomini sfoderarono le loro spade, e se quella del cileno era più o meno come quella del padrone di casa, quella di Don era decisamente più lunga, anche se ancora un po' floscia, per far sì che mi prendessi cura anche di loro. Usando entrambe le mani e la bocca riuscii a soddisfare tutti e tre prima fuori dalla porta del bagno, e poi in camera, dove però m'inginocchiai per terra per essere più comoda.
Nonostante nessuno dei tre mi toccasse in alcun modo, sentivo che fra le gambe avevo un mezzo lago, e non volendo aspettare oltre, mi sistemai carponi al centro del letto, invitando Bruce a fare gli onori di casa.
"Che ne dici di dare il buon esempio, o vuoi che faccia tutto da sola." gli dissi passandomi una mano sulla passera.
"Certo che ti scopo, ti ho fatto venire apposta." mi rispose mettendosi dietro di per poi penetrarmi con la sua solita irruenza.
Gli altri due però non rimasero fermi, così me le ritrovai davanti con le loro mazza dure da succhiare e segare a mio piacimento.
"Che vi dicevo ?" disse Bruce ai suoi due amici "Rose è una troia coi fiocchi, una di quelle a cui il cazzo non basta mai."
"Non vedo l'ora di metterglielo nel culo." gli rispose Esteban "Anche se magari non dice nulla perché ce l'ha già spanato."
I tre iniziarono a girarmi intorno alterandosi fra chi mi era davanti, e chi dietro, quasi senza mai smettere di darmi della poco di buono, ma del resto cosa mi potevo aspettare da una situazione del genere, unica donna in mezzo a loro ?
Dell'eterogeneo terzetto Bruce era il più violento, anche se in fondo si 'limitava' a darmi dei sonori schiaffi sulle natiche mentre mi scopava, mentre a Esteban piaceva mettersi il più in alto possibile, in modo da usare anche il suo peso ad ogni affondo, e Don che invece ogni volta tirava fuori quasi del tutto la sua mazza, per poi spingermela dentro in tutta la sua oscena lunghezza.
Quanto a me godevo forse anche più di loro pur riuscendo a non darlo troppo a vedere, aiutata dal fatto che avevo sempre uno dei loro membri in bocca. Era però evidente che col passare del tempo il mio piacere quasi fuoriusciva come se la passera fossero un rubinetto aperto, tanto che le loro mazze per quanto ragguardevoli quasi sguazzavano dentro di me.
"Fammi vedere come ti muovi." mi disse perentoriamente il più basso sdraiandosi vicino a me.
Anche se mi era fin troppo chiaro dove voleva andare a parare, feci quello che m'aveva chiesto, così gli presi il pene con una mano per poi dirigerlo senza alcuna esitazione verso la mia passera, dentro la quale scivolò molto velocemente. Poi fu il turno di Don, che m'infilò la mazza in bocca con fin troppa fretta, quasi volesse chiudermela per impedire che potessi dire qualcosa. Chi invece non la tenne chiusa fu Bruce, che si sistemò dietro di me, ed i cui intenti erano fin troppo chiari.
"Ora te lo sbatto nel culo come ti piace tanto, non è vero mia bella signora un po' tanto troia ?" mi chiese con un tono che definire ironico è ancora poco.
"Mi stavo domandando cosa aspettassi a farlo." gli risposi beffarda "Pensa che stavo andando a cercare un modulo di richiesta."
L'uomo si comportò da vero maschio alfa che deve quasi punire la donna che ha sotto di lui, così dopo aver fatto entrare la sola cappella nel mio retto, mi prese per i fianchi e spinse quanta più mazza poteva dentro di me, cercando di farmi urlare per il dolore e cogliendo un po' di sorpresa anche gli altri due per quanto fosse stato brutale.
"Vedi se trovi anche un modulo per farti rompere il culo." mi disse dopo alcune furibonde penetrazioni.
"Parla meno e scopa di più." gli risposi stringendo i denti per il dolore.
Sentendo quelle parole di sfida, lui divenne ancor più violento, tanto che per la troppa foga alcune volte la mazza gli uscì dal mio sfintere, per poi rientrarvi con ancora più vigore.
Per quanto male mi facesse, non riuscivo però a non godere, tanto che oramai tenevo la mazza di Don in mano più per non farla afflosciare che altro, e quando lo vidi muoversi per prendere il posto di Bruce ebbi ben più di un momento d'apprensione, perché se avesse usato lo stesso metodo m'avrebbe provocato non so neanch'io quanto dolore.
Il più nero dei tre invece mi fece abituare al suo randello prima di mettere le marce alte, e lui sì farmi urlare anche se di puro piacere.
"Sì, così, continua così ! Voglio sentire il tuo cazzo fino in gola." gridai senza alcun pudore.
"Certo che te lo do il cazzo, anche se alle puttane come te non basta mai." mi rispose Don prima di dare un paio d'affondi davvero poderosi.
Era però chiaro, che più lui e Bruce mi sbattevano usandomi peggio d'una bambola gonfiabile, più io godevo senza peraltro fare nulla per nasconderlo.
Quando loro sentirono l'orgasmo farsi sempre più vicino, mi fecero sdraiare per potermi sodomizzare uno alla volta, mentre gli altri mi sbattevano o la mazza o i testicoli in bocca. Alla fine, mi vennero tutti in faccia mentre io mi masturbavo usando tre dita, ritrovandomi così il viso quasi del tutto ricoperto dal loro seme.
"Ora sì che bisognerebbe farti una foto." mi disse Bruce prima di passarmi un piccolo asciugamano "Titolo la puttana dopo aver preso dei cazzi."
Ci fu una risata collettiva, e qualche altra battuta non certo da educanda, ma mentre io credevo che fosse tutto finito, gli uomini avevano ben altri progetti.
Esteban e Bruce mi presero per i piedi, tenendoli in modo che avessi le gambe ben aperte ed il sedere leggermente rialzato, poi Don iniziò ad infilarmi le sue dita dentro le mie porte del piacere senza seguire alcun filo logico, con l’unico scopo di farmi eccitare nel minor tempo possibile.
Sollecitata in quel modo non impiegai certo ore ma minuti a riavere voglia di loro, e pur cercando di non darlo a vedere, il mio desiderio era sempre più evidente, sino a quando non potei più trattenermi e chiesi in modo esplicito di prendermi.
"Quand'è che la finite di giocare e mi date i vostri cazzi." dissi loro ritrovandomene subito due vicino alla bocca.
Se io era estremamente eccitata, i miei tre compagni d'avventura non lo erano da meno, infatti ben presto le loro mazze tornarono ad essere dure come il marmo.
"Questa volta dammi il culo." mi disse Esteban al quale era evidente piaceva stare sotto e fare il meno possibile.
"Eccoti accontentato." gli risposi dandogli le spalle ed impalandomi analmente su di lui.
A quel punto m'aspettavo che uno degli altri due s'occupasse della mia passera; invece, Don prese dell'olio dallo strano profumo dolciastro, che fece cadere molto abbondantemente proprio sopra il mio buchetto. All'inizio crebbi che fosse un modo per poi potermi sodomizzare con ancora più forza di prima, ma quando lo vidi ungersi la mazza, compresi che le sue idee erano ben altre.
"Visto che sei una troia da culo vediamo come te la cavi con due cazzi dentro, e non dire nulla tanto lo sappiamo benissimo che non aspetti altro che farti sfondare in coppia." mi disse poggiando la sua cappella sopra il membro dell'amico.
Non so perché ma rimasi in silenzio, un po' perché era del tutto inutile che provassi a protestare, un po' perché in realtà era vero quello che m'aveva appena detto, e del resto era inevitabile che prima o poi accadesse una cosa del genere.
Cercai solo di rilassarmi il più possibile, e per mia fortuna Don non si comportò da animale, sodomizzandomi con una certa calma mentre Bruce cercava di chiudermi la bocca col suo randello.
Ciò nonostante, provai un dolore che cresceva man mano il pene dell'uomo m'entrava dentro, ma non fu mai insopportabile, e cominciò a scemare dopo un paio di affondi molto lenti da parte di Don.
"Vedi che ti piace, adesso respira normalmente e goditi i nostri cazzi." mi disse l'uomo facendo scendere ancora un po' d'olio sul suo membro.
Nonostante non avessi mai provato un vero orgasmo anale, via via che il dolore passava, il piacere si fece così intenso che mi sembrò quasi d'averne uno dopo l'altro.
Anche quando Bruce prese il posto del nero non cambiò quasi nulla, e anzi il suo modo di fare più violento mi fu appena percettibile, tanto m'aveva dilatata Don.
Esteban da parte sua m'insultava senza sosta, parlando anche spagnolo, ma non era poi difficile comprendere cosa mi dicesse, anche quando non capivo una sola parola.
Ebbi il primo orgasmo quando Don fece finta di sbagliare orifizio, e m'infilò la sua mazza dentro la passera, lasciandomi tutto il tempo per godere quel momento prima di riprendere la doppia penetrazione anale.
Il tempo perse per me ogni significato, presa com'ero nel godere di quello strano terzetto, senza dare alcuna importanza al fatto che mi stavano usando peggio di una puttana, facendo quasi a gara a chi mi sbatteva più forte.
Per la prima volta in vita mia mi sentivo libera, come se la scoperta di quel lato di me che non avevo mai lasciato uscire allo scoperto, fosse d'improvviso diventato predominante su tutto il resto, ed il mio unico obbiettivo era godere il più possibile. Per farlo non esitai a masturbarmi nonostante mi stessero sodomizzando in due, arrivando così all’ultimo orgasmo che distrusse ogni mia residua forza, lasciandomi come uno straccio bagnato in mano loro.
Don se ne accorse, e non volendo fare sesso con quella che più che una donna era una bambola senza vita, fermò l'assaltò al mio retto e mi fece inginocchiare sul letto.
Uno dopo l'altro tutti e tre mi schizzarono il loro orgasmo nuovamente sulla faccia, ma questa volta non ebbi la forza di fare nulla, se non toccarli sulle gambe, forse più per rimanere ferma che altro.
Impiegai una buona mezz'ora a riprendermi quel tanto che bastava per andare in bagno e darmi una lavata, poi mi rivestii e li salutai per riprendere la macchina e tornare a casa guidando molto piano.
Una volta chiusa la porta di casa dietro di me mi spogliai in tutta fretta per buttarmi sotto la doccia, quasi volessi lavare uno sporco che in realtà era solo in qualche angolo del mio cervello.
"Sei proprio una cattiva ragazza." dissi a me stessa "però cazzo quanto hai goduto."
E una mano scivolò fra le gambe a cercare chissà quale conforto.

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