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Ilaria - capitolo nono (finale)


di MissSerena
15.03.2024    |    2.568    |    1 9.8
"” So di mentire, il collare posso indossarlo come e quando voglio, ma la voglio nel mio Dungeon per farle capire chi comanda adesso in città..."
Capitolo nono

I primi gironi dopo il ritorno dalla villa sono frenetici, l'articolo è già pronto e gli do giusto un'occhiata più per curiosità che altro. Ma mi prendo lo stesso un paio di giorni al termine dei quali mi raggiunge Daniela con la sua slave Viola.
Il nostro ricongiungimento è un cocktail di sesso e dominazione che dura diverse ore al termine delle quali lei mi giura amore e devozione eterna. Viola accetta di diventare la mia seconda schiava, quella che s'occuperà di tenere in ordine la casa oltre che servirmi ogni volta che ne avrò voglia.
Il giorno dopo Daniela trova un villino appena fuori città dove ci trasferiamo poco dopo e festeggiamo la nuova abitazione con un’orgia di sesso sadomaso senza precedenti. Ma il meglio deve ancora venire.
Nel giro di pochi giorni le mie due slave trasformano una stanza in un perfetto Dungeon, Viola che è la figlia d'un falegname dimostra grande senso pratico nel costruire croci, gogne e altre cose simili mentre Daniela svaligia un sexy-shop comprando ogni altro tipo d'attrezzatura.
Ma il mio pensiero è anche rivolto alla baronessa Adriana Volpi che so aspetta una mia chiamata. Quello che però non sa è il collare che Madame X mi ha donato. Se di bianchi da perfetta slave ne esistono una quarantina, quelli neri come il mio sono decisamente più rari, Tya m'avevo detto che la Mistress ne ha dati solo sei e che chiunque sia stata alla villa sa il potere che hanno. Il collare nero impone sottomissione verso chiunque lo indossi pena la messa al bando da ogni ambiente Bdsm degno di rispetto. E di certo Adriana non s'aspetta che io ne abbia uno.
Quando la chiamo non ne faccio alcun cenno volendo vedere il suo sguardo stupito al momento in cui me lo vedrà indosso.
“Carissima Baronessa non mi dica che non aspettava una mia chiamata.”
“Se è per quello ho atteso anche troppo.”
Il suo tono è arrogante come sempre, sono sicura che già sogna una serata in cui sottomettermi ai suoi capricci per poi cacciarmi di casa piena di voglia.
“Mi dispiace averla fatta attendere, ma mi sono ritrovata nel bel mezzo di un trasloco, però sono certa che vorrà venirmi a trovare al più presto.”
“Veramente sei tu che dovresti venire da me.” mi risponde stizzita credendosi ancora la padrona della situazione.
“Lo so ma le dovrei far vedere una cosa che purtroppo non è trasportabile; quindi, devo insistere perché sia lei a venire da me.”
“E di cosa si tratta ?”
“Le posso solo dire che è un omaggio di Madame X per la sua persona e che non sono stata autorizzata a sapere il contenuto.”
So di mentire, il collare posso indossarlo come e quando voglio, ma la voglio nel mio Dungeon per farle capire chi comanda adesso in città.
“Va bene se è un regalo di Madame non posso non accettare, facciamo domani sera alle nove.”
“Per me non ci sono problemi allora l'attendo, un attimo che le d'ho indirizzo.”
È come se la vedessi scrivere quel che le detto col suo ghigno stampato in faccia, sicura di sé e del suo potere, e una sottile eccitazione pensando a quanto le riserverò mi sale fino al cervello.
Il giorno successivo lascio presto il lavoro per potermi dedicare meglio al mio appuntamento. Mi occupo prima delle mie due slave a cui faccio indossare body a rete forati nei punti erogeni e scarpe di vernice nera con tacco altissimo. Poi dopo un bagno rigenerativo, loro mi cospargono di olio al miele e quindi indosso una tuta in latex nero e un paio di stivali alti dello stesso colore. Infine, metto il mio prezioso collare coprendolo con un foulard.
Adriana arriva in ritardo come tutte le primedonne, e appena entra comincia col suo sarcasmo.
“Vedo che ti sei fatta due servette che non sanno riconoscere una vera Mistress !”
“Carissima la sicurezza non ti manca di certo.”
La mia risposta la spiazza anche se solo che per un attimo, di certo m'aspettava molto più remissiva al suo volere.
“Non mi dirai che dopo una settimana alla villa sei diventata un Mistress ?”
“E tu saresti in grado di dirlo ?”
“Certo che sì e non vedo chi possa contraddire il mio giudizio.”
Adriana si sta infuriando mentre le mie due slave non si muovono di un millimetro intimorite da entrambe.
“Il tuo giudizio viene ben dopo quello di una vera dominatrice mia cara Adriana e lo sai benissimo anche tu.”
“E chi sarebbe questa donna in grado di decidere chi debba comandare fra me e te, vorrei proprio conoscerla.”
“Madame X ad esempio…”
Il nostro non è un dialogo, ma una partita di scacchi, solo che la stiamo giocando entrambe all'attacco in attesa della mossa risolutrice.
“Ah ah, e non mi dire che dopo neanche sette giorni con lei ti ha degnata della sua attenzione, io sono stata cinque volte in quel posto e so quanto mi stimi.”
“Non penso proprio visto che non porti il suo collare.”
“E tu chi ti credi d'essere eh...Ora proverai la mia collera piccola puttanella arrogante.” Prima che possa muoversi faccio scivolare il foulard a terra e Adriana si blocca impietrita.
“Allora chi si sottometterà a chi ?” le chiedo carica di disprezzo.
Lei inizia a balbettare frasi sconnesse finché non riprendo la parola.
“Stammi bene a sentire, stasera e ogni volta che ne avrò voglia, tu sarai la mia, anzi la nostra schiava ubbidiente pronta a correre da me. Non ti sputtanerò in pubblico non perché non lo meriti, ma solo perché non mi servirebbe a nulla, ma non costringermi a cambiare idea, sono stata chiara ?”
“Si.” mi risponde a bassa voce.
“Si cosa !” le urlo in faccia
“Si Padrona.”
Ora è mia e non vedo l'ora di farglielo sentire sulla pelle.
“Bene vedo che hai capito, ora spogliati, ti voglio nuda e senza scarpe.”
Adriana inizia a spogliarsi lentamente, non so se lo faccia per prendere tempo o per cercare di rendersi più sexy e quindi uscirne con meno segni possibili, ma la lascio fare finché non si è tolta tutta la sua lingerie da puttana di classe. Solo a quel punto do ordine a Daniela di metterle un bel collare pesante e di attaccare all’anello posto sul davanti un guinzaglio il cui manico finisce presto nelle mie mani.
“Viola non pensi che come cagna Adriana sia incompleta ?” chiedo alla mia slave col massimo dell’ironia di cui sono capace.
“Credo che le manchi una coda Padrona.” mi risponde non nascondendo un certo sarcasmo che Adriana mal sopporta.
”Brava la mia schiavetta quindi vedi di provvedere, la voglio perfetta prima di cominciare.”
Senza che nessuna dica niente, Adriana si piega in avanti mettendo in mostra il suo bel culo e subito dopo Viola, senza alcuna dolcezza, le infila nel buchetto un plug dotato di coda facendole uscire un piccolo gemito di dolore.
“Bene ora sei perfetta, solo che non sei ancora a quattro zampe come dovresti, non vorrai che inizi ad usare la frusta fin d’ora spero.”
”No Padrona.” mi risponde mentre s’inginocchia ai miei piedi.
Mi faccio accendere una sigaretta e inizio a camminare con la mia nuova cagnolina la fianco, voglio prima umiliarla a dovere e so che ci sto riuscendo perché lei non riesce a trattenere uno sguardo carico di disprezzo. Giro per quasi tutta la casa accelerando ogni tanto il passo e facendole fare uno sforzo disumano per starmi dietro finché non torniamo nel mio Dungeon con Adriana un po’ a corto di fiato.
Sottomettere una donna come lei non dev’essere solo una questione fisica ma soprattutto mentale, ogni volta che passiamo in qualche stanza Adriana non sa cosa c’è dentro né quello che l’aspetta. La sua unica vera paura è quella di perdere la sua rispettabilità al di fuori di casa mia, essere additata come una puttana pronta a tutto pur di soddisfare le voglie di chi è con lei. Il mio scopo invece è quello di renderla un’altra schiava devota del mio piccolo harem e non solo per i suoi soldi, ai quali certamente penso, ma anche e soprattutto per le porte nel ‘bel mondo’ che lei mi può aprire, oltre ad un innegabile senso di vendetta nei suoi confronti.
“Dimmi baronessa dei miei stivali ti fanno mica male le ginocchia ?”
”Un poco Padrona.”
”E allora alzati in piedi e mettiti con la schiena contro quella croce.”
Con l’aiuto di Daniela Adriana si alza per mettersi davanti ad una croce di Sant’Andrea dove le vengono legati i polsi e le caviglie lasciandola completamente alla mia mercé.
“Secondo te ora cosa ti dovrei fare, quale pena pensi di meritare per la tua insolenza.”
”Quella che la mia Signora riterrà la più opportuna sapendo che merito quel castigo.”
“Allora inizieremo con qualcosa di leggero, slave iniziate a leccare la passera di questa puttana ma senza farla venire o per voi saranno guai seri.”
Viola e Daniela dopo un momento d’indecisione si mettono fra le sue gambe e iniziano a ricoprirle il pube di baci prima e lunghe leccate poi, quando vedo che Adriana inizia a gradire quel dolce trattamento prendo un piccolo flogger molto morbido e prendo a frustarla piano sui seni dove i capezzoli si ergono giù duri.
“Voi due serve toccatevi fra di voi, voglio vedere la lussuria scendere sulle vostre cosce !”
Sempre più incredule le due donne iniziano a masturbarsi a vicenda mentre continuano e dedicarsi al sesso di Adriana, che da parte sua continua a ricevere piccoli colpi che non fanno altro che eccitarla ancora di più. Lo spettacolo che si presenta davanti ai miei occhi è di una bellezza sconvolgente, due donne che si toccano a vicenda mentre leccano avidamente il sesso di una terza che ormai stenta a trattenere il piacere che prova.
Quando vedo che Adriana comincia a godere decido di lasciarla con l’acquolina in bocca, infilo un grosso strap-on e faccio mettere Daniela e Viola a pecora davanti a lei ordinando ad entrambe di non smettere di masturbarsi a vicenda. Comincio con Daniela la cui fica luccica per tutti gli umori che ormai fuoriescono senza sosta, il fallo entra come un coltello nel burro, ma non ho fretta ne voglia d’essere violenta, anzi la scopo con molta calma con colpi lenti e lunghi, che le fanno assaporare fino in fondo quel cazzo di gomma. Quando poi passo a Viola non cambio nulla, anche con lei sono più una perfetta amante che la sua padrona portandola fin troppo rapidamente all’orgasmo. Voglio che lei capisca quanto piacere sono in grado di dare, ma allo stesso tempo in lei deve solo crescere il desiderio d'essere mia. Adriana mi guarda incredula, di certo non s’aspettava che la tralasciassi dedicandomi a chi in fondo ho sempre con me, e aspetta con ansia la mia prossima mossa.
Decido di lasciarla cuocere nel suo brodo, ma in un’altra posizione.
“Adesso slegatela e fatela sdraiare sul tavolino basso.” Ordino alle mie slave mentre scelgo con calma un frustino.
Daniela capisce ben presto le mie intenzioni mentre Viola si limita ad eseguire meccanicamente il mio ordine. Quando la nobildonna è come la voglio io mi metto a cavalcioni sulla sua faccia spingendole il fallo in bocca.
“Leccalo fino in fondo e gustati il piacere che so donare visto che non ce ne sarà per te.”
Adriana inizia un pompino in piena regola mentre la colpisco senza forza in mezzo alle gambe facendola ben presto sussultare, ma non per il dolore che è di certo marginale, ma piuttosto per la voglia d’orgasmo che ormai non riesce più a trattenere. Ogni volta che la paletta del frustino si abbatte sul suo sesso questo non fa che aumentare il suo gonfiore e far fuoriuscire nuovi e sempre più copiosi umori, ormai anche lei ha capito il mio gioco ma non può sottrarsi al mio sottile sadismo. E così mentre la insulto dandole della donnaccia vogliosa di cazzo a lei non rimane che bere il piacere delle mie slave e sentire la sua fica pulsarle all’impazzita. Avendo la bocca piena poi non può neanche dire nulla né fare alcun cenno con la testa ed il vederla in quello stato mi eccita in una maniera mai provata. Forse è in quei momenti che capisco il mio potere e la mia capacità di dominare non col la frusta ma con la mente, il sottile piacere che si prova quando si nega ciò che la propria sottomessa più ambisce, sia questa una carezza o un violento colpo di flogger. Continuo a lungo quel gioco finché non decido di cambiare di nuovo le carte in tavola, allora faccio semplicemente mettere Adriana in ginocchio con le mani dietro davanti alla poltrona dove mi accomodo a gambe aperte prima di chiamare le mie due schiave del piacere.
“Daniela e Viola leccate la vostra Signora fino a farla venire, ma senza fretta voglio gustarmi fino in fondo il godimento che saprete darmi.”
Viola si butta subito in mezzo alle mie gambe per spostare leggermente lo strap-on in alto e lasciare la mia fica completamente libera, poi insieme a Daniela comincia a leccarmi intorno alle grandi labbra. Anche se è non dà molto che sono le mie schiave, hanno subito capito come comportarsi, non c’è gara fra loro ma vera collaborazione, mentre una si dedica alle labbra sia piccole che grandi, l’altra si occupa del clito, succhiandolo e stimolandolo con lingua e dita.
Godo di loro e dello sguardo carico d’invidia di Adriana che assiste immobile sperando di poter venire al più presto, ma soprattutto godo con tutti i sensi anche annusando quell’aria così pregna di sesso o ascoltando i miei stessi gemiti. Madame X m'ha insegnato a trattenere l’orgasmo ed ora faccio tesoro di quella lezione facendolo durare il più possibile, lingue e dita lavorano senza sosta nella mia intimità ma sono io a decidere quando è giunto il momento di renderle inoperose lasciandomi andare all’apice del piacere.
Rimango per un po’ immobile con le mie slave che leccano il mio orgasmo, poi mi alzo e sollevo Adriana prendendola per il guinzaglio.
“E ora secondo te cosa farò ?” le chiedo fissandola negli occhi.
“Non lo so, sei diabolica questo è certo, ma sei anche una Mistress come non ne avevo mai conosciute.”
”Semplice ti lascio tornare a casa tua quindi rivestiti e vattene.”
Lei rimane impietrita, non sa che dire così l’incalzo senza dar tempo di pensare.
“O preferisci masturbarti davanti a noi e regalarci anche tua umiliazione da poveretta ?”
“No…io..ecco..”
“Tu non puoi chiedermi nulla, non sei nulla se non una Miss da operetta, buona solo a farsi forte coi deboli, ecco perché mi sei inferiore.”
Adriana allora abbassa il capo, come ultimo segnale di resa incondizionata, ma subito dopo si getta ai miei piedi quasi a non volersi staccare da me.
“Ti prego Ilaria fammi godere, sono già la tua schiava, almeno non farmi tornare a casa così, come io a suo tempo ho fatto con te meritandomi poi la tua vendetta.”
“Quant’è che non ti fai scopare come si deve mia cara baronessa del cazzo?”
“Troppo, sono stata una stupida inseguendo il mio sogno di Mistress e non capendo chi sono realmente.” mi risponde facendomi anche un po’ di compassione col suo tono dimesso.
“Allora è il momento di rimediare, ma a modo mio, ti sbatterò fino a renderti insensibile fica e culo, ora mettiti nell’unica posizione in cui deve stare una puttana davanti ad una signora.”
Mentre lei mi mette a pecora con la faccia sul pavimento e le gambe aperte al massimo mi tolgo lo strap-on per indossarne uno che, sul davanti, ha due grossi falli. Questo ‘giochino’ se l’era fatto fare quasi su misura Daniela, da un artigiano di sua conoscenza, per poter scopare Viola quando ne aveva voglia, ma ora è diventato uno dei miei preferiti che uso quando voglio sfondare una delle mie slave.
In quella posizione Adriana è quasi irresistibile, non solo posso apprezzare il suo culo ancora tonico, ma soprattutto il suo buco del culo ancora stretto che sembra quasi una piccola rosa pronta a sbocciare. Lascio cadere un po’ di saliva giusto per favorire quella doppia penetrazione, poi punto le punte dei falli sulle rispettive aperture e inizio a spingere. Per un attimo lei s'irrigidisce ma basta una piccola sculacciata per farla rilassare e prenderla fino in fondo mentre un lungo gemito si alza per tutta la stanza. Le prime penetrazioni sono lente ma solo per permettermi di allargarla quel tanto che basta per cavalcarla dopo come meglio credo, cioè come la cagna che in fondo è. Le afferro i capelli con una mano e inizio a sbatterla senza sosta, lei ha subito un violento orgasmo ma io non mi fermo neanche per un attimo, anzi l'incalzo sempre di più.
“Sei proprio una troia mia cara baronessa del cazzo, a te non basterebbe un esercito per toglierti tutte le voglie di minchia.”
“Si Padrona sono una puttana, la tua puttana...”
“Ora ti rompo il culo come non te l'ha mai fatto nessuno e tu mi pregherai d'andare avanti.” “Siii spaccami tutta sono tua !”
La scopo fino ad esaurire tutte le mie forze mentre lei non conta più gli orgasmi che ha avuto, ma non certo intenzione di lasciarla andare. Mi sfilo da dietro di lei e ordino a Viola di portarmi un paio di falli prendendoli fra i più grossi che abbiamo, quando li ho nelle mani ne ficco uno subito nel culo di Adriana spingendolo fino in fondo. Poi ne faccio uscire circa la metà e inizio a far entrare nello stesso buco il secondo.
“Ahh mi stai spaccando...”
“Taci troia non è quello che volevi ?”
“Sì ma non così !”
È vero hai la fica vuota !”
Daniela mi porta subito un altro fallo che finisce immediatamente nella fica di Adriana ormai ridotta ad un lago. Ormai è in balia di ogni mia perversione ma so bene che gode di ciò così torno a sfondarle il culo finché i due cazzi non le sono del tutto dentro.
“Eccola la nostra nobildonna ! Tre cazzi dentro e gode ! Non sei neanche degna della mia attenzione tanto sei troia ma ti farò godere lo stesso, schiave scopate il culo di questa puttana finché non vi dico di smettere. E tu lercia battona fai scorrere quel fallo che hai nella fica, non vorrai mica lasciarlo li fermo e inutile.”
Mentre le due slave la scopano brutalizzandole il culo, mi sfilo il doppio strap-on e le metto la fica in faccia.
“Guadagnati il tuo piacere leccando la fica della tua padrona.”
Adriana per quanto sconvolta dal piacere allunga la faccia verso il mio sesso e comincia a leccarlo, ma di certo godo di più vedendola sfondata ai miei piedi che per il lavoro della sua lingua. Daniela e Viola infatti sembrano due indemoniate e la fottono di gran carriera il culo dove i due falli entrano ed escono senza sosta. Ma anche Adriana per quanto non sia nel pieno delle sue facoltà si masturba di gran carriera. Alla fine, ho il mio orgasmo, questo sì da vera Mistress con ai suoi piedi le schiave sottomesse. Ma voglio mettere la ciliegina sulla torta così ordino alle mie slave di mettersi vicine ad Adriana lasciandole i falli dentro. Mi lascio andare ad una lunga pisciata liberatrice con loro tre che si contendono la mia pioggia dorata fino a leccarsela a vicenda dalle facce o bevendo le gocce che cadono per terra. Poi congedo le tre schiave e me ne vado a dormire lasciando libera Adriana di tornare a casa sua , ma sempre pronta a soddisfare ogni mio desiderio.


Epilogo

Grazie al giro di conoscenze di Adriana sono diventata una delle più ricercate Mistress dell’intero paese, e ormai non faccio distinzione se chi chiede di mettersi ai miei piedi è una donna o un uomo.
Ho ovviamente lasciato il mio lavoro di giornalista per dedicarmi unicamente alla mia carriera di dominatrice, che non solo mi regala ben più lauti guadagni, ma anche immense soddisfazioni.
Daniela e Viola sono diventate le mie perfette assistenti, e qualche volta lascio riassaporare alla prima il piacere del dominio, soprattutto con gli uomini che lei considera inferiori a prescindere.
Sono anche rimasta sempre in contatto con Tya, ma anche con Madame X, fonte inesauribile di buoni consigli, che segue sempre molto attentamente l’andamento della mia vita come Mistress.
Ed è quasi inutile concludere che non ho mai detto nulla del ‘piccolo’ segreto che lei ha fra le gambe.

FINE

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(quelli volgari saranno subito cestinati)


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