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Superguenda - Capitolo due


di MissSerena
24.09.2023    |    3.111    |    4 8.6
"Com (quelli volgari saranno subito cestinati)..."
Diana Prince aveva pochi ma ben fermi punti fermi nella vita, uno che Clark Parker fosse il fidanzato perfetto, in attesa che diventasse il marito perfetto, l'altro che Bruce Bammer aveva fra le gambe quello che più che un semplice pene, era il più grosso strumento di piacere che una donna potesse volere.
Non che Clark fosse poco dotato, e del resto non si sarebbe mai messa con un uomo che non era in grado di soddisfarla a letto ma Bruce era un vero e proprio animale da sesso, che più di una volta l'aveva fatta tornare a casa con le gambe piegate.
Ovviamente Bruce aveva un livello culturale molto inferiore a quello del suo fidanzato, che amava portarla all'opera mentre il primo al massimo era tipo da discoteca, e non era neppure un campione di buone maniere, visto che aveva il 'piccolo difetto' di strapparle quasi sempre le mutandine, col risultato che quando andava da lui evitava d'indossarle, finendo col fare la figura della perfetta troia.
Anche dopo la telefonata di Clark che rimandava il loro appuntamento a quella seguente, lei era andata dal suo stallone preferito. il quale l'aveva semplicemente scopata per un paio d'ore, sbattendola per tutto il suo appartamento bagno compreso, finendo col venirle in faccia perchè "Le puttane come te vanno sempre battezzate."
Per una donna presa spesso ad esempio per eleganza e classe, l'esser trattata come una volgare troia era per certi aspetti un'esperienza unica, e Diana aveva imparato che non poteva fare a meno di dar sfogo a quel suo lato così perverso, che però teneva ben nascosto dagli occhi dei cosiddetti benpensanti, lasciando che venisse allo scoperto solo con uomini come Bruce, per i quali era solo uno scopare e nulla più.

Quella sera credendo che il suo fidanzato era rimasto in castità per tutta la durata della quarantena, decise d'indossare la sua lingerie migliore, un completo di raso rosa e pizzo nero che avrebbe fatto resuscitare un morto, coperto da un castigatissimo abito verde acqua che nulla lasciava trapelare se non le gambe fasciate da velatissime calze nere.
Se da un lato sperava che quel forzato distacco avrebbe portato Clark a farle la dichiarazione, dall'altro non aveva alcuna fretta di convolare a nozze, ben sapendo che quell'uomo non le sarebbe mai scappato via, e che la loro unione era a prova di bomba, sempre che lui non avesse mai scoperto i suoi tradimenti.
Quando però la porta di casa del suo fidanzato si aprì davanti a Diana, quello che vide non fu un uomo dall'aspetto impeccabile, ma una travestita con un seno abbastanza pronunciato.
"Che razza di scherzo è questo !" disse la donna entrando nell'appartamento "Ma soprattutto cosa diavolo ti passa per il cervello, insomma io volevo uscire e tu ti combini peggio di una battona !"
"Vieni a sederti, credo sia il caso di spiegarti un paio di cose." le rispose Clark portandola per mano sul divano.
L'uomo le spiegò in modo fin troppo dettagliato quello che gli era successo, evitando però di raccontarle la sua avventura al sexy shop, finendo coll'alzarsi per mostrare il suo piccolo pene.
"E quello sarebbe il tuo cazzo ! Dai dov'è il trucco che non ci credo !" esclamò Diana divertita, ma soprattutto non credendo ai suoi occhi.
"Volendo il trucco c'è, basta che mi tocco qui." rispose Clark che iniziò a giocherellare coi suoi capezzoli.
Il pene dell'uomo prese a crescere sino a raggiungere i trenta centimetri, con un diametro di almeno otto, lasciando di stucco la donna.
"Cazzo è più grosso di quello di Bruce..." mormorò Diana pentendosi subito per quello che aveva appena detto.
"E chi sarebbe questo Bruce, uno che ti scopi mentre non ci sono ?" le chiese Clark afferrandole un braccio.
Fra i due nacque una violenta discussione, alla fine della quale Diana fu costretta a confessare i tradimenti facendo infuriare Clark che la trascinò di forza nella sua camera.
"Visto che ti piace il cazzo grosso, vedrò d'accontentarti, e credimi sarà un piacere trattarti come una troia." le disse mentre la spogliava quasi strappandole l'abito di dosso "Ma del resto cosa sei se non una puttana dai gusti costosi da scopare come meglio si crede. Adesso in ginocchio e inizia a leccarmi palle e cazzo, anzi parti dal mio culo così mi diverto di più, e ti avverto se provi a usare anche una sola mano t’inculo a secco e me ne frego se te lo rompo tanto da farti sanguinare."
La donna fu costretta a ubbidire, e l'essere di fatto sottomessa all'uomo che l'aveva sempre trattata coi guanti, le diede una carica particolare, tanto che quasi si gettò fra le gambe di Clark. Con la sua maestria Diana aprì al massimo le cosce del suo nuovo dominatore, per poi quasi scoparlo usando la lingua, che infilò ripetutamente dentro l'ano dell'uomo, facendolo gemere come non l'aveva mai sentito.
Una volta che il membro ebbe raggiunto la sua massima erezione, la donna risalì velocemente sui testicoli per poi leccare quell'asta che era, per lei, la più grande mai vista, cercando di far eccitare ancor di più Clark.
"Dimmi puttana, quand'è che ti sei fatta scopare da questo Bruce ?" chiese l'uomo spinto dalla gelosia.
"Ieri sera." confessò Diana avendo compreso che era del tutto inutile mentire.
"Te l'ha messo anche in quel culo di merda che hai ?"
"No quello mai, almeno non a lui."
"Bene perchè dopo me lo prenderò, adesso intanto vienimi sopra che così ti abitui al mio nuovo cazzo."
La donna fu quasi sorpresa da tanta gentilezza, ma allo stesso tempo si mosse come un lampo per mettersi sopra quello che considerava ancora il suo fidanzato, e s'impalò su di lui cercando di muoversi sì in fretta, ma senza sentire troppo dolore viste le dimensioni della sua mazza.
Diana prese tutto quel membro quasi senza accorgersene, e non appena ebbe finito la su discesa verso il paradiso, iniziò a gemere come una pazza mentre riempiva di baci Clark.
"Sì così dimmi che ti sto facendo godere, non sai come mi piace il tuo gran cazzo, voglio sentirlo tutto dentro ancora e ancora."
"Sei solo una puttana vogliosa di cazzo !" ribatté l'uomo afferrandole le chiappe con forza "Ieri sera eri a farti scopare da un altro e adesso mi vuoi solo perchè ho il cazzo più grosso del suo."
"Sì è vero mi piace il cazzo grosso, però solo tu mi fai sentire donna, quindi fammi tua e godiamo insieme."
Clark tenendola stretta a se, si sollevò per poi farla sdraiare sul tavolo, dove iniziò a fotterla con tutte le sue forze, senza darle un attimo di respiro.
"Vuoi il mio cazzo ? Eccotelo ! Però sia chiaro che d'ora in poi sarai solo la mia puttana personale, quella da scopare punto e basta, altro che teatro e cene eleganti, solo bocca fica e culo!"
"Tutto quello che vuoi, sarò la tua troia e penserò solo a farti godere e lo sai perchè ? Perchè hai un cazzo fantastico e scopi da Dio !"
L'uomo continuò ad insultare, ma soprattutto a fottere senza sosta Diana, la quale sembrava non sentire nulla, ma avere una voglia senza fine, quasi non le bastasse quello che stava subendo. Così Clark la prese per portarla davanti alla finestra, dove la fece piegare in avanti con le gambe ben aperte, ed infine poggiarle la cappella contro la passera.
"Se davvero vuoi il mio cazzo dillo adesso, ma bello forte così che lo sappiano tutti."
"Dammelo Clark o Guendalina o come cazzo vuoi che ti chiami, ma scopami." rispose la donna.
"Allora apriti bene il culo perchè te lo voglio sfondare, e sia chiaro che non mi farò alcuno scrupolo come tu non te ne sei fatta a mettermi le corna."
Diana si rese conto d'esser finita in una trappola perfetta, in quanto Clark le avrebbe certamente fatto male, ma lei non poteva urlare essendo alla finestra, ma non potendo fare a meno d'andare avanti si portò le mani sulle natiche per aprirle il più possibile.
Come aveva promesso Clark fu la brutalità fatta a persona, non solo non usò alcuna delicatezza infilandole quasi due terzi della sua enorme nerchia dentro al primo affondo, ma in seguito la tirò del tutto fuori per sodomizzarla nella stessa violenta maniera, sino a quando non l'ebbe penetrata completamente.
La donna non urlò semplicemente perchè non aveva abbastanza aria nei polmoni per farlo, tanto quella dimostrazione di forza le tolse il fiato, riuscendo a malapena ad emettere un lungo gemito per il gran dolore provato.
"Allora mia bella signora del cazzo, quante volte mi hai fatto cornuto, cinque ? Dieci ? Cento ! ! !" le chiese ironicamente Clark dandole dei sonori schiaffi nelle chiappe.
"Meno di dieci e la maggior parte sono state storie di una sera, lo giuro. " rispose Diana sperando in un minimo di clemenza.
"E quanti ti hanno sfondato il culo ? Perchè è chiaro che ti piace non solo prenderlo dietro, ma che te lo sbatta dentro bello forte."
"Un paio, ma ti prego rallenta perchè così mi fai solo male."
"Taci troia che non sei altro, romperti il culo è l'unico modo per punirti per avermi tradito solo per scopare ! E pensare che volevo sposarti, così mi sarei ritrovato più corna di un branco di cervi puttana del cazzo."
Clark continuò la sua vendetta violentando il povero ano di Diana senza mai calare d'intensità, ma più andava avanti più si sarebbe voluto trovare al suo posto, con un uomo ben dotato che gli avrebbe riservato lo stesso trattamento. Perchè nonostante si stesse comportando da uomo, anzi da maschio alfa, il suo più forte desiderio era quello d'esser lui la femmina sottomessa, magari da quel Bruce del quale la sua oramai ex ragazza gli aveva decantato le doti di stallone.
Inoltre Clark stava iniziando a capire che quando il membro gli diventava di dimensioni mostruose, aveva anche problemi di bruciori a tutti i genitali, che crescevano col passare del tempo. Così nonostante il desiderio di vendetta non si fosse ancora appagato, decise di dare un minimo di tregua alla compagna infedele.
"Sdraiati sul tavolo con la testa in fuori." ordinò alla donna che fu ben lieta d'obbedire, se non altro per avere un po' di sollievo al suo martoriato retto.
Non appena Diana fu sul tavolo, Clark le infilò di forza il pene fra le labbra, allungando subito dopo le mani sui capezzoli che iniziò a torturare tirandoli in alto o strizzandoli far le dita.
"A fare pompini sei sempre stata bravissima, anzi qualche sera ti devo portare in uno di club col glory hole, così ne potrai fare a decine e bere qualche litro di sborra. Ora succhiami bene il cazzo, così dopo ti scopo ancora fica e culo, tanto a te non basta mai, non è vero mio bel troione ?"
La donna non riuscì a rispondere, con la bocca piena del membro di Clark, mentre la sua mentre era già arrivata a quando sarebbe stata brutalizzata da quell'uomo che sino a poco prima era stato l'essere più gentile che avesse mai incontrato. A Diana però quella trasformazione piaceva di più di quanto osasse dire, anche se era stata sodomizzata come non le era mai successo in tutta la sua vita, ma in fondo quell'essere trattata come una poco di buono aveva sempre avuto su di lei un fascino perverso, e poco le importava del dolore che doveva provare per appagare quel lato che cercava sempre di tenere nascosto.
Quando Clark sentì i suoi genitali nuovamente pronti a riprendere le danze, si piazzò davanti a Diana per afferrarle con forza le gambe, e dopo averle portate un po' in alto, riprese a scoparla come le aveva promesso, alternando le sue porte del piacere, senza più badare a quel fosse.
"Sì così scopami fica e culo, culo e fica e fammi godere !" urlò la donna senza più freno inibitore, assorbita com'era dal piacere che stava provando.
"Certo che ti scopo troia che non sei altro !" ribatté Clark "Ti voglio rompere tanto il culo che quando torni da quello il suo cazzo ci balla dentro."
"E chi ci torna d lui quando ho te !"
L'uomo non si fece però intenerire da quella che in fondo era una dichiarazione d'amore, ma rimise Diana carponi per sodomizzarla con la stessa brutalità usata prima.
La donna era su un'altra dimensione, ed invece che protestare, o ancor peggio piangere per quello che stava subendo, iniziò a toccarsi sempre più intensamente, sino a ritrovarsi alcune dita dentro la passera. Vedendola godere così intensamente Clark divenne se possibile ancor più violento, dandole anche dei sonori schiaffi sulle natiche, arrivando a colpirla anche con tutte e due le mani contemporaneamente, ma così facendo si avvicinò sempre di più al suo orgasmo.
Era sua abitudine venire dentro a Diana sapendo che lei prendeva la pillola ma quella sera volle umiliarla sino in fondo, così si piazzò davanti a lei, per metterle una mano nei capelli in modo da tenerle la testa ferma, per poi segarsi quel tanto che bastava per schizzarle il suo piacere in faccia.
"Ora che sei perfetta puliscimi il cazzo, perchè non vorrai mica sprecare un po' della mia sborra, non è vero ?"
La donna non gli rispose, ma leccò l'asta sino a ripulirla di ogni traccia del rapporto, e quindi rimanere ferma non sapendo cosa fare. Sorprendendola un po' Clark la mandò in bagno per ripulirsi e quindi mandarla via dicendo che doveva decidere del loro futuro, decisione che Diana accettò senza dire nulla.
In realtà l'uomo voleva rimanere solo per tornare ad essere Guendalina, e poter usare il suo fallo su di se per almeno un paio d'ore, prima di crollare distrutto con poche idee sul da farsi, e per di più molto confuse.


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