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Ilaria - prologo


di MissSerena
10.01.2024    |    2.914    |    4 9.8
"Da qualche tempo sono sulle tracce di quella che viene chiama ‘La Villa’, un luogo non meglio precisato, dove le donne dell’alta società scoprono i piaceri..."
Prologo

Mi chiamo Ilaria Marchisio e vorrei essere una giornalista ‘seria’, di quelle che fanno sensazionali inchieste, per poi andare a raccontare quanto hanno scoperto in televisione, arrivando magari ad avere un programma tutto loro. La realtà è che scrivo in un giornale di provincia, dove sono finita più per caso che per scelta, col risultato che mi ritrovo a scrivere di cronaca rosa, che odio con tutta me stessa anche se è diventato il mio unico impiego. Il mio piccolo mondo è fatto di feste di beneficenza, matrimoni fra finti vip e aule di tribunale dove finiscono per scannarsi quasi tutte le coppie di nuovi arricchiti, o miracolati da qualche talent televisivo.
Dicono di me che assomigli a Eva Kant, peccato che non abbia mai incontrato un Diabolik che mi sappia apprezzare per quel che sono, ma si sa che la vita non è perfetta.
Da qualche tempo sono sulle tracce di quella che viene chiama ‘La Villa’, un luogo non meglio precisato, dove le donne dell’alta società scoprono i piaceri della dominazione e sottomissione saffica. Dopo qualche mese d’indagine ho in mano ben poco, so solo che si è ammesse dietro presentazione di una donna che vi è già stata e che la tariffa d’ingresso è superiore ai 20.000€. Per il resto brancolo nel buio più totale non essendo riuscita a sapere neanche dove si trovi questa villa, né tanto meno chi ne sia il proprietario, finendo col credere che si tratti più di una leggenda metropolitana che di qualcosa di reale.

Una sera però ad una cena di lavoro, un imprenditore della città molto su di giri, mi confida che la baronessa Adriana Volpi, una delle donne più in vista della città, è stata più volte ospite in quel luogo. Ne è certo perché la baronessa non solo è una lesbica dichiarata, ma perché sa che ama circondarsi di giovani donne sulle quali esercita un controllo quasi assoluto.
Il principale problema è che non so come entrare in contatto con la nobildonna, ma la fortuna mi viene di nuovo incontro, sotto forma di serata benefica organizzata dalla baronessa stessa. I soldi per la donazione mi vengono offerti dal giornale che come al solito non bada a spese davanti ad un’occasione del genere, e così posso partecipare a quella cena esclusiva.
Per l’occasione mi sono comprata anche un vestitino elegante, giusto per non sembrare una marziana e, grazie al mio fisico longilineo, ma allo stesso formoso dove serve, non sfiguro di certo tra le donne presenti alla serata.
Per tutta la sera non faccio che seguire con lo sguardo la baronessa fino a trovare il momento giusto per fare la sua conoscenza. La donna è una splendida cinquantenne che non sfigurerebbe affatto in un porno a tema milf, e il vestito griffato non fa altro che farla sembrare ancor più bella. All’inizio mi complimento con lei, e poco dopo le chiedo se è disponibile ad un’intervista con l’unico scopo di dare maggior risalto alla sua organizzazione.
All’inizio lei è restia, ma di fronte alla possibilità d’avere una buona pubblicità senza spendere un centesimo, mi concede un paio d’ore per il pomeriggio del giorno dopo.

Così mi presento nel suo appartamento, in una zona molto esclusiva del centro, armata di taccuino e tante speranze. Questa è forse la mia ultima occasione di abbandonare la squallida provincia e magari chissà il mio sogno di diventare una giornalista vera si sta finalmente per avverare.
Lei m’accoglie in maniera quasi fredda, si vede che non ha voglia di parlarmi e che lo fa solo per dovere. Dopo un’oretta in cui mi spiega in maniera esaustiva la sua organizzazione no-profit, cerco di portare il discorso su binari per me più interessanti.
“Baronessa, cambiando argomento, una donna come lei cosa fa per divertirsi quando non è impegnata nel suo ruolo diciamo istituzionale.”
Lei rimane quasi spiazzata dalla mia domanda e cerca di portare la risposta sulle località alla moda in quel momento.
“Baronessa non mi dica che va solo a Cortina o Cannes ?”
Il suo sguardo si fa improvvisamente attento, e sembra valutare la mia persona minuziosamente. Poi con un sorriso malizioso, quasi complice, mi si rivolge per la prima volta dall’inizio intervista, con interesse
“E secondo te dove andrei a riposarmi ?”
”Non so per questo glielo sto chiedendo.”
”Non fare la stupida e dimmi quello che sai o esci subito da casa mia.”
Capisco che mi devo giocare le poche carte che ho in mano, e che devo farlo più che bene.
“Mi è capitato di sentire, una sera, ma le dico subito che la fonte non sia il massimo dell’attendibilità, che lei ami frequentare un ritrovo per donne in cerca d’emozioni diverse dal solito.”
“E sentiamo che tipo d’emozioni.”
“Il sottile piacere del dominare e d’esser dominate da proprie simili, insomma una cosa fra donne, del resto lei è una lesbica dichiarata non è vero Adriana ?”
Lo dico tutto d'un fiato come se fosse l'unica maniera per aver il coraggio di dirlo passando anche io al tu. Ormai giochiamo alla pari a carte scoperte, e di fronte a certe cose il titolo nobiliare scompare per lasciare posto solo al suo nome, lei mi guarda con sempre più malizia, penso che mi salterebbe addosso se solo gli dessi via libera, ma si contiene per vedere quanto ne so.
“Ilaria tu pensi che io possa andare in un posto del genere ?”
“Ne sono certa anche se non ho nessuna prova in merito.”
Ormai la nostra è una partita di scacchi dove si passa in continuazione dall’attacco alla difesa, ed alla fine è lei a cedere.
“Tu cosa vuoi da me.”
“La possibilità d’entrare alla Villa, so che senza presentazione è impossibile e.…” Non mi lascia finire la frase mettendomi un dito davanti alla bocca.
“Se vuoi il tuo lasciapassare vieni qui alle nove, e non provare a fare la furba come voler entrare lì dentro per poi scrivere un articolo sul tuo squallido giornale. Posso farti entrare ma solo se vuoi provare qualcosa di davvero diverso, ma ripeto sei fai la scema poi mi dispiacerebbe che capitasse un ‘incidente’ a una ragazza carina come te.”
“D’accordo alle nove.”
Le parole mi sono uscite tremanti, non so in cosa mi sto cacciando, ma se non riesco questa volta mi toccherà passare il resto della mia vita in quel giornaletto di provincia
Mi accompagna alla porta senza dire nulla e senza sapere quanto sia soddisfatta del mio lavoro. Faccio un salto in redazione dicendo che ho una buona pista per andare alla Villa, ma che mi servono i soldi per pagare il soggiorno, così il mio caporedattore me li trova con un paio di telefonate senza chiedermi come sono arrivata a quel punto, sapendo che tanto non gli direi nulla.

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