Gay & Bisex

Corrado


di MissSerena
20.07.2022    |    10.542    |    6 9.3
"” Sento le sue dita aprirmi l’ano, poi la cappella poggiarcisi contro, ed infine un dolore infinito perché lui ha dato una spinta così potente da far..."
Siccome ho in mente di scrivere un seguito a questo racconto, che non sarà un 'semplice racconto gay', pubblico quella che sino ad oggi è la mia unica storia senza donne, sperando che piaccia ai tanti lettori omo che mi seguono qui.

Il mio nome è Corrado e sono il classico nerd, un secchione appassionato di videogames, che ovviamente non scopa mai. A differenza di molti miei simili, però non sogno avventure erotiche con la bella della scuola, ma con una trans che si prenda la mia verginità anale, o meglio quel che ne resta. Perchè quando rimango solo in casa, e con una madre infermiera e un padre che vive in un’altra città succede molto spesso, mi metto davanti a qualche video con delle trans e non solo mi masturbo, ma mi sodomizzo con quel che capita, anche se non ho mai avuto il coraggio di comprare un vero dildo o qualcosa di simile. Ovviamente nella mia mente quella che m’infilo nel retto non è una zucchina o una candela, ma la nerchia di una bella trans che mi scopa sino a sfinirmi, venendomi poi in faccia mentre io mi masturbo come un pazzo.
Nei miei sogni c’è spesso Yasmine Lee, che altri non è che la mia pornostar preferita, che mi tratta come una puttanella, scopandomi prima in bocca e poi nel culo, facendomi suo più volte prima di venire fra le mie labbra mentre io mi sego senza sosta.
Una sera ho anche provato ad entrare in un locale gay, se non altro per provare un pene vero, ma vedere tutti quegli uomini mi ha messo solo una gran paura, così sono uscito quasi scappando, giurando a me stesso che mi sarei sempre tenuto lontano da posti del genere.

Come al solito però il destino è dietro l’angolo, anzi nel mio caso dentro una palestra.
Ad una lotteria ho infatti vinto un mese di accesso illimitato alla palestra di Ludovica, una gran bella signora di cui si faceva un gran parlare, e non certo in termini lusinghieri. La voce più ‘gentile’ era che fosse una mezza ninfomane, che aveva fatto morire il marito a forza di far sesso, e che una volta divenuta vedova, avesse aumentato le sue voglie, usando la palestra come una sorta di maschera per poter scopare senza ritegno.
Insieme a lei c’è quasi sempre suo figlio Adolfo, uno che definire un bel ragazzo è ancora poco, e non per niente quasi tutte le sue coetanee vanno in palestra proprio per cercare di stare con lui.

La sera del ‘fattaccio’ sono stanco morto, anche se ad esser sinceri non c’è voluto poi molto, un po’ di tapis roulant e qualche esercizio, e mi ritrovo senza forze e completamente ricoperto di sudore. Non volendo uscire in quello stato penoso, aspetto che la palestra si svuoti, perché mi vergogno non poco a farmi vedere nudo, e quando credo che non c’è più nessuno, mi spoglio e vado sotto la doccia. Non faccio però in tempo ad insaponarmi che arriva Adolfo, il quale non solo è nudo, ma sventola una mazza degna d’un attore porno,
“Corrado non sapevo che fossi ancora qui.” mi dice aprendo l’acqua della doccia vicino la mia “T’ho visto prima e sinceramente facevi ridere, però secondo me hai ampi margini di miglioramento, anche perché quel che conta è l’impegno.”
Io balbetto qualche frase senza senso, poi lui da dietro mi mette entrambe le mani sulle spalle, che inizia a massaggiare mentre continua a parlare.
“Poi sei anche duro come un legno ! Devi imparare a usare bene la tua forza, perché altrimenti ti fai solo il culo e non ottieni nulla.”
Più parla e più le sue mani scivolano verso il basso, facendo diventare il suo massaggio di un erotismo unico al mondo, che mi fa sciogliere come un cubetto di ghiaccio sotto il sole.
“Lo so che non sei come tutti quegli sfigati che vengono qui per cercare di rimorchiare.” mi dice mentre le mani scivolano sulla schiena sempre più in basso “Tu non guardi i culi e le tette delle ragazze, e se non ho visto male neanche i pacchi dei ragazzi, quindi vuol dire che non sai neanche tu quel che vuoi, o forse lo sai e non lo vuoi dire a nessuno.”
Alla fine la sua mano arriva sul mio culo, per infilarsi nel solco delle chiappe, dove inizia a scorrere dalla base dei testicoli ad alcune dita sopra il buchetto.
“Adolfo io...” balbetto ormai ad un passo dall’estasi.
“Tu sei solo un frocetto che vuole il mio cazzo.” mi risponde premendo un po’ il dito contro il mio ano “Ma se farai tutto quello che dico io ci divertiremo tutti e due, ma prima dimmi solo se sei vergine.”
“Sì.” gli dico vergognandomi di confessargli quanto mi piaccia infilarmi oggetti nel retto.
“Bene ora girati e prendimi in mano il cazzo.”
Obbedisco e mi rendo subito conto che nonostante sia ancora floscio, il suo pene è già più grosso del mio che invece è in piena erezione. Così con una mano inizio a segarlo mentre con l’altra gli palpo dolcemente i testicoli, sentendoli indurire fra le dita. Lui però non s’accontenta delle mie mani, ma soprattutto vuole farmi capire chi comanda e perché.
“Adesso in ginocchio e rendi omaggio al mio cazzo.” mi dice repentinamente, ed io non posso che fare quel che lui vuole.
Mi ritrovo così con la sua mazza davanti alla faccia, ma Adolfo invece d’infilarmela in bocca, me la sbatte più volte sul viso, per poi mettermi una mano fra i capelli e spingermi le labbra contro i suoi testicoli.
“Leccami le palle e fallo bene, perché il mio cazzo te lo devi meritare.”
“Sì Adolfo tutto ciò che vuoi.” gli rispondo ormai ridotto a poco meno di una nullità.
Inizio a passargli la lingua sui testicoli, assaporandone quel sapore di maschio dominante che io non ho mai avuto. Nella mia mente sono i genitali di una trans, magari quella Yasmine che sogno spesso mentre mi fa suo, con le sue belle tette che rimangono immobili nonostante mi stia scopando senza darmi tregua. La mia bocca passa quasi senza che me ne renda conto, dalle palle al cazzo, che ricopro di piccoli baci pieni di devozione. Lui però non vuole dolcezza, ma solo rimarcare il suo ruolo, così mi spinge in gola la sua nerchia, tanto in profondità che faccia fatica a non vomitare. Cerco di respirare solo col naso, mentre lui mi sta letteralmente scopando in bocca, facendomi presagire cosa succederà in seguito, quando vorrà un’altra parte del mio corpo.
“Sdraiati sulla panca e alza le gambe.” mi dice all’improvviso prima di prendere il flacone di docciaschiuma.
“E quello a cosa serve ?” gli chiedo non sapendo cosa vuole fare.
“Per lubrificarti il culo idiota ? Non sarà il massimo ma è sempre meglio di niente.”
Sento quella sostanza vischiosa entrarmi un po’ dentro l’ano, e per un momento credo che in lui non ci sia solo voglia di prevaricazione, ma anche desiderio di farmi godere.
“Ora te lo metto dentro, ma tu non provare a toccarti altrimenti m’incazzo sul serio.”
Non mi da neanche il tempo di rispondergli che sento la sua cappella entrarmi dentro, e subito gemo di dolore, ma non dico nulla e aspetto che mi passi. Mi sento bruciare dentro, ma del resto Adolfo ha un gran cazzo, ed io di fatto sono quasi vergine, però cerco lo stesso di rilassarmi per non sentire ancor più dolore. Però più lui mi entra dentro, più sento male, sino a quando un gemito non diventa un piccolo urlo di dolore.
“Taci idiota anche perché te l’ho messo tutto dentro il culo.”
Lo sento tirarsi indietro e poi in avanti diverse volte, ma il tutto è così lento che tutto il dolore che provavo si trasforma in un piacere sempre più travolgente. Apro gli occhi e non vedo Adolfo, ma Yasmine che mi sta scopando come nei miei sogni più segreti, e non riesco più a trattenere ciò che sto provando.
“Si fammi tuo, scopami tutto !” urlo senza più alcun pudore.
“Certo che ti scopo frocio che non sei altro !” mi risponde lui aumentando il ritmo “Voglio romperti il culo in due.”
A quel punto non riesco più a trattenermi, e mi prendo il pene in mano per segarmi, e non impiego molto per arrivare all’orgasmo.
“Sii godo...godoo” urlo mentre mi riempio la mano col mio stesso sperma.
Adolfo invece di farmi riprendere, s’infuria diventando di una violenza che non riesco a contrastare, così mi ritrovo piegato contro un tavolo, con lui dietro di me.
“T’avevo detto di non farti seghe pezzo di merda che non sai altro.” mi urla “Ora ti rompo il culo così vediamo se capisci la lezione.”
Sento le sue dita aprirmi l’ano, poi la cappella poggiarcisi contro, ed infine un dolore infinito perché lui ha dato una spinta così potente da far tremare il tavolo.
“Ahh così mi fai troppo male.” gli dico quasi piangendo.
“Taci frocio anche perché non meriti altro.”
Non solo non riesco a muovermi, ma non posso neanche impedire che lui mi violenti in quel modo, e quindi subisco senza dire nulla. Anche se il dolore tende a scemare, le sue parole o meglio i suoi insulti, m’impediscono all’inizio di provare una qualsiasi forma di piacere, e mi sento solo un bamboccio fra le sue mani. Nonostante ciò non vorrei per nulla al mondo che Adolfo smetta di scoparmi, se non altro perché per la prima volto sto provando un vero pene, e non qualcosa trovato in giro per casa.
All’improvviso però è come se vedessi di nuovo Yasmine, e riprendo a godere, forse anche più di prima ma non apro bocca per paura della sua reazione. Riesco a godere di ogni suo affondo, di ogni lembo di pelle della sua mazza che mi entra nel retto, della sua cappella quando arriva a fine corsa. Adolfo però comprende che non sono insensibile al suo cazzo, così mi riversa contro una nuova dose d’insulti.
“Tanto lo so che stai godendo frocio che non sei altro.” mi dice mentre mi sbatte senza pietà “Ma giuro che se provi a riprenderti il cazzo in mano ti sfondo il culo con tutta la mano.”
Nonostante non riesca più a trattenere i miei gemiti di piacere, non oso neanche sfiorarmi l’uccello, ma trattengo ogni goccia di piacere sino a quando non è lui a venire.
Con la solita brutalità mi fa inginocchiare davanti a lui, poi mi poggia la cappella sulle labbra spalancate, ed infine mi schizza il suo piacere per tutta la gola.
“Bevi a guai a te se fai cadere una solo goccia !” mi dice prima di lasciarmi la testa.
Per paura di non riuscire a soddisfarlo m’infilo in bocca metà del suo pene, che poi lecco ripulendolo di ogni traccia di sperma, prima che lui s’appoggi esausto al tavolo.
“Mettiti a pecora, così t’infilo questo nel culo mentre ti fai la tua bella sega.” mi dice riprendendo per l’ultima volta il flacone di docciaschiuma, che effettivamente ha una vaga forma di dildo.
“Ma come … io...” gli rispondo balbettando come al solito.
“Tu hai goduto anche quando t’ho inculato peggio d’una troia, e non dirmi che non è vero perché so benissimo cos’hai provato. In fondo sei solo un frocetto che ha provato il cazzo per la prima volta, e non voglio che te ne vai senza aver goduto sino in fondo. Quindi adesso fai quello che t’ho detto così dopo ce ne andiamo tutti e due a casa felici e contenti.”
Mi metto carponi sulla panca e mi prendo il pene in mano, lui mi sodomizza col flacone, ma come prima sono troppo eccitato per resistere a lungo. Vengo nuovamente nella mia mano, ma anche se questa volta il piacere è minore rispetto a prima, sono felice lo stesso, e come un idiota ringrazio Adolfo per avermi fatto godere.
Lui mi ride in faccia, poi quasi mi tira addosso i miei vestiti e mi ordina d’andarmene perché è tardi e lui ha ancora molto da fare, così mi rivesto e senza dire nulla me ne vado a casa mia.
Ho il culo in fiamme e mi brucia anche un po’ l’uccello, e non riesco a non pensare a come il solo immaginare Yasmine abbia cambiato ciò che stavo provando, senza trovare una risposta che mi soddisfi anche minimamente.
Una volta a casa controllo i miei risparmi, che non sono molti, ma spero che bastino per togliermi quella curiosità che mi sta distruggendo : andare con una trans e vedere come godo con lei.
Ma forse prima dovrei capire chi sono e cosa voglio.

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