orge
Scambio con zia Sara 1
15.10.2025 |
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"Il viaggio di ritorno lo facciamo in silenzio ed ascoltando solo la musica della radio..."
Lui lo conosco, abita in un paese vicino, trovo parecchio strano esca da casa degli zii alle 9:00 del mattino; non ho orari fissi nello studio in cui lavoro e sta mattina, passando in macchina davanti a casa degli zii, ho visto quell’uomo uscire dalla porta d’ingresso.Zio lavora in officina e inizia presto la mattina, zia lavora saltuariamente, il primo pensiero é stato che zia tradisce suo marito, ma loro sono sempre stati una coppia affiatata, dev’esserci qualche altro motivo.
Passano un paio di mesi e un’altra mattina vedo lo stesso uomo montare in auto nel piccolo parcheggio vicino a casa degli zii; i miei sospetti tornano.
Dopo un paio di giorni rivedo quell’auto, mi fermo, torno indietro e parcheggio di fronte a casa degli zii; attendo quasi mezz’ora e lo rivedo uscire dalla porta di casa, scatto un paio di foto col cellulare.
Nelle due settimane successive, l’appostamento si ripete un altro paio di volte; ormai mi é chiaro che zia tradisce.
Sono ormai al quarto appostamento, dopo aver fatto le foto dell’uomo attendo qualche minuto, ho una specie di piano in testa, mi faccio coraggio, esco dall’auto e suono al campanello.
Quando mi vede zia mi saluta con la sua solita giovialitá, lei ha da poco compiuto i 52, ha 23 anni più di me, é bassa di statura, fisico magro e tonico, poco seno ed un sedere che trovo stupendo, il suo viso la fa sembrare molto più giovane, con occhi scuri, labbra fini, è il solito taglio a caschetto con i capelli bruni che le arrivano alle spalle.
Le dico di getto cosa ho visto ed inizia a negare, poi ad inventarsi scuse, é agitata e quando le ho detto che ho le foto mi urla contro per alcuni minuti, si sta quasi per mettere a piangere.
“Zia ora ascolta l’ultima cosa che ho da dirti almeno” finalmente mi lascia parlare e vedo i suoi occhi pieni di rabbia nei miei confronti.
“Cancelleró le foto e non diró nulla a nessuno a due condizioni”.
“Quali sarebbero?” chiede lei.
“Che smetti di vederlo e che mi accompagni in un posto”.
“E dove dovrei accompagnarti?!” Non ho mai visto zia così irritata, sento un imbarazzo iniziare a salire ma mi dico ora o mai più.
“Una cosa che dovrá restare fra di noi. É un locale per incontri. Per scambisti” lei sbarra gli occhi ora stupita oltre che arrabbiata “devi solo accompagnarmi senza far nulla” mi affretto ad aggiungere.
Zia rimane in silenzio per un po’ “L’hai detto a qualcuno quello che hai fotografato?”.
“No zia”.
“Se ti accompagno cancelli appena torniamo a casa e tieni tutto per te intesi? Non ne parli con nessuno nemmeno con i tuoi amici o chissà chi. Quando sarebbe sta roba?”.
“Domani o sabato zia” lei mi guarda arrabbiatissima, inizio a pensare che ho gestito parecchio male la cosa.
“Per domani sera m’invento qualcosa, sabato impossibile senza preavviso”.
Cala il silenzio e ci salutiamo.
Passo tutta la giornata e quella seguente fino a sera in panico, zia non ha chiesto nulla riguardo alla richiesta e mi viene il dubbio che abbia in mente qualcosa o che possa raccontare del mio ricatto.
La sera di giovedì parcheggio e come da accordi lei mi raggiunge e sale in macchina, non risponde al saluto.
Passano 10 minuti in silenzio e lei mi domanda in maniera molto irritata “Senti ma mi vuoi dire dove stiamo andando? Non so che sega mentale ti sei fatto ma io ti accompagno solo per farti cancellare le foto, questi sono i patti, non faccio nulla di nulla”.
Mi sento in imbarazzo ora “E’ un locale di incontri. Non devi mica far nulla, mi serve solo una donna per entrare in coppia”.
Ancora una lunga pausa di silenzio poi lei riprende “Sei pure scambista e vieni a fare la predica a me”.
“Non sono scambista ma son solo curioso, se andassi da solo dovrei pagare 150€ e non mi va” lei smette di parlarmi, dopo mezz’ora di silenzio arriviamo, scendiamo dalla macchina; all’entrata paghiamo il biglietto.
Siamo in un residence, é una calda sera estiva, si vedono le luci di un gran giardino e della piscina illuminata anche se nessuno é lì a godersela.
Entriamo nella hall, c’é un piano bar con una coppia di mezz’età intenta a parlar col barista al bancone; mia zia si siede in una grande poltrona di vimini “Io aspetto qua e fai presto” é scontrosa, nemmeno mi guarda; io proseguo nell’altra sala: altro piano bar, molto più scura con qualche luce colorata che gira per la stanza, c’è una postazione dj vuota e della musica, noto su un divano un signore sulla 60ina nudo e una signora della stessa etá praticargli un pompino, quelli che sembrano i rispettivi partner sono seduti di fianco a loro e chiacchierano, sono tutti e quattro nudi.
“Finalmente un bel giovane” mi giro e un uomo molto elegante allunga la mano, gliela stringo “Manuel” si presenta lui.
“Matteo, piacere”.
“Solo?” mi chiede.
“No, ma la mia compagna non é proprio in serata”.
“Lei é Alina” la donna al suo fianco é molto più giovane di lui, dimostra 40anni, una bella donna anche se non il mio tipo: bionda platino, bocca molto pronunciata con labbra probabilmente rifatte, un trucco molto appariscente, occhi chiarissimi sembrano quasi chiusi, un corpo longilineo, è più alta di me aiutata dai tacchi, indossa un vestitino bianco attillatissimo dalla gonna ultra corta, sedere appena accennato, una terza di seno; mi dà la mano e mi sorride.
“Poca gente stasera e nessun giovane purtroppo, così un bel giovane come te spicca subito. Prima volta qui?” mi dice lui mettendomi una mano sul petto, avvicinandosi sorridente.
“No, non ci vengo spesso però” mento, non voglio apparire uno sprovveduto anche se chiedendomelo forse lo pensa, noto che non mi toglie la mano dalla spalla “credo di doverti avvisare che sono etero”.
Entrambi sorridono e lui continua “Ben un vero spreco. Aspetti qualcuno? O possiamo offrirti da bere?”.
“Non aspetto nessuno. Non sarei qui per bere a dir il vero, ma accetto volentieri” ridiamo assieme.
“Se non ti va di bere andiamo a sederci, vuoi conoscere meglio Alina?” lui chiacchiera molto, lei é sorridente e silenziosa, li seguo in una camera piccola, ci sta a mala pena un letto ad una piazza e mezza.
“Hai esami del sangue?” mi chiede lui, non avevo immaginato servissero “No, ho solo profilattici” mi fa sì con la testa e si siede a bordo letto, lei al suo fianco e io mi mi siedo al fianco di lei, non sento imbarazzo ma capisco di non saper comportarmi in questa situazione.
“Fagli vedere che non indossi le mutandine” le dice lui; Alina apre le cosce ed il mini vestitino mostra la sua fica depilata, allungo la mano e con due dita l’accarezzo; accarezzo un po’ quelle labbra ed infilo un dito, lei sembra gradire anche se non lo dimostra apertamente.
Lui si stringe a lei per guardar la mia mano fra le cosce e dice “Ti piace Alina?” Ha un tono molto eccitato.
“Certo, sei una bellissima donna”.
“Dimostrale che ti piace, toccala come vuoi, o se sei eccitato puoi farglielo vedere” mi dice lui.
Io sposto la mano sul seno e lo palpeggio piano sopra il vestito; poi, come m’ha detto lui, slaccio i miei jeans, lei mi aiuta ad abbassarli con i boxer fino a metà cosce, la mia erezione è a metà, loro mi guardano il cazzo.
“Prendiglielo in bocca” le dice, poi rivolto a me “ti va un pompino? Ma vietato non avvisare”.
Lei non attende la mia risposta, si piega in basso e sento un forte calore quando lo prende fra le labbra; succhia piano, lo afferra con la mano, é caldissima la sensazione e lo sento diventar duro.
Lui si alza si leva i pantaloni e i boxer, si masturba davanti a noi mentre la compagna continua un pompino meraviglioso, caldo e lento.
“E’ duro? Dai mostramelo” le dice, lei rialza la testa e tiene il mio cazzo duro in mano masturbandolo piano, lui aumenta la velocità con cui se lo mena, ha un cazzo fino abbastanza lungo, la sua voce é molto eccitata; decido di osare e con la mano sulla sua testa la spingo piano in basso, lei non fa resistenza e prende la mia cappella in bocca, la stringe con le labbra mentre alza e abbassa la testa.
Lui le si mette dietro e la fa alzare, lei é in piedi piegata a 90 per praticare il pompino, le solleva il vestito scoprendole il culetto, prende in mano il suo cazzo spingendoglielo dentro.
Alina non fa un piega continua il pompino e mi dà sempre più piacere, lui la penetra standole dietro a colpi profondi e distaccati, ansima e guarda di continuo lei farmi il pompino.
“Mostramelo” le dice e lei risolleva la testa sempre tenendolo fermo con la mano ma stavolta spalanca la bocca e dà un profondo respiro, poi un altro ancora lento e profondo mentre lui la penetra.
Lui mi guarda l’erezione mentre lei mi masturba “Hai una bella cappella complimenti”.
“Grazie” gli dico a disagio per quel complimento da un uomo.
“Riprendiglielo in bocca” le dice ma lei continua a respirare a bocca spalancata.
“Vuoi che continuo io?” mi chiede lui.
“No!” Rispondo sospirando, siamo tutti e tre estremamente eccitati, lei cerca di ripiegarsi per prendermelo in bocca ma esita e lui ha una specie di convulsione e geme chiudendo gli occhi.
Alina spalanca la bocca e lo prende quasi in gola, ora muove la testa velocemente ed è una goduria sentirle muovere la pelle sotto la cappella con la lingua.
“La prossima volta fai gli esami del sangue il giorno prima, così le veniamo dentro tutti e due” a sentir quelle parole sento le palle pulsarmi.
“Sto venendo, togliti”.
Alina si leva subito e mi stringe il cazzo fra le due mani segandomelo e schiacciandomelo, godo e vengo sulle sue dita, tre schizzi bianchissimi; lei si risolleva e mette le sue labbra sulle mie dandomi un lento e lungo bacio.
“É stato divertente” mi dice lui mentre guardo la sua compagna uscire dalla stanza “e per la prossima volta se vuoi una bocca diversa pensaci” ci stringiamo la mano e vedo anche lui uscire per andar verso il bagno.
É passata una mezzoretta e, ancora eccitato per l’accaduto, sento un forte senso di colpa verso zia; mi sistemo ed esco, non é più sulla sedia in vimini, ritorno dentro e la vedo nella sal buia seduta in disparte.
“Hai finito? Andiamo?”.
Le faccio sì con la testa ed usciamo, saliamo in macchina.
“Cancella le foto ora” mi dice.
“Zia le ho giá cancellate. Non avrei mai detto nulla” le do il cellulare, lei ricerca nelle foto e nelle cancellate e me lo restituisce, appoggia la testa al finestrino e singhiozza iniziando a piangere.
“Zia che…”.
“Non devi dirlo a nessuno. Ma che cazzo Matteo! Che ti salta in mente?”.
Io non so che rispondere, lei smette di piangere, facciamo il viaggio di ritorno in silenzio.
Siamo al parcheggio vicino a casa sua, prima di aprire la porta, ancora irritata mi chiede “Almeno ti sei divertito stasera?”.
Mi fissa “Sì zia” resta a fissarmi qualche istante poi esce senza salutarmi.
Rivedo zia a pranzo della domenica dai nonni un mese dopo, mi evita, viene da me solo al momento di salutare a fine pranzo.
“Il prossimo sabato” mi dice guardandomi seria negli occhi, ci metto un po’ a capire, faccio sì con la testa.
Provo a scriverle durante la settimana, lei mi liquida velocemente; mi scrive venerdì dandomi semplicemente l’orario pre cena e il solito parcheggio; sono puntuale e la guardo attraversare la stradina, ha un giubbino, vedo una gonna con calze nere e scarpe con un po’ di tacco.
“Parti subito non voglio che qualcuno ti veda” dice montando, io parto.
“Ho detto che sono a cena con la vecchia compagnia di amiche” ricala subito il silenzio imbarazzato per almeno metà tragitto, é sempre lei a riprendere la discussione.
“Che tu ci creda o no io non l’ho più visto. Possiamo dimenticarcene?”.
“Zia, ti credo. Per me è una storia chiusa. Che tu ci creda o no non l’avrei mai detto a nessuno. É che peró zio” lei m’interrompe “Tuo zio ha 58 anni. Non lo lascerei mai ma ha 58 anni, capisci”.
Scende ancora il silenzio poi provo a chiederle “Stasera zia…”.
“No, non chiamarmi zia stasera; e quando siamo lì non avvicinarti troppo, hai capito che intendo”.
“Sei ancora arrabbiata”.
Lei fa no con la testa e per un attimo mi accarezza la mano “Cazzo Matteo, dovevi venir a ricattarmi?”.
“Pensavo che ti meritassi un po’ di paura”.
Arriviamo al parcheggio, lei cammina al mio fianco e mi sta attaccata “Stai molto bene così”.
“Grazie” mi risponde e sembra un po’ più distesa, in verità la preferisco senza tutto quel trucco in viso.
Appena dentro capiamo che c’é molto più giro dell’ultima volta, qualcuno all’esterno, e appena dentro la hall ci sono una decina di persone al primo banco bar.
Ci consegnano le chiavi dell’armadietto dello spogliatoio, entriamo e siamo in imbarazzo entrambi, riponiamo solo borsetta giubbino e portafogli.
Nella seconda hall l’atmosfera é molto più intensa, una ventina di persone per lo più di mezzetà, la maggior parte nude, sul lungo divano due uomini in piedi si fanno spompinare da due donne sedute vicine.
“Adesso che si fa?” mi chiede lei.
“Non so, non sono mica un esperto”.
“Ma se c’hai messo solo un minuto a trovare quei due l’altra volta”.
Guardo zia, le sto per chiedere come fa a sapere dei due, se m’ha visto ma un uomo al suo fianco si gira completamente nudo, corpo abbastanza massiccio, non troppo alto, un po’ di pancetta, un cazzo semi eretto non troppo lungo ma molto tozzo, ha un’espressione contenta, sento solo che si chiama Carlo mentre si presenta a zia, mi distraggo a guardar la sua compagna dietro di lui con cui stava parlando.
La signora ha un bel fisico per la sua età, sembra aver una pelle fin troppo liscia, seno grande e visibilmente rifatto con tette tonde e separate, un culetto all’insù ma il viso, seppur molto truccato, mostra una signora sulla sessantina.
Mi domando come far a dire a zia di rifiutare questa conoscenza quando la vedo appoggiare entrambe le mani al petto dell’uomo “è molto più giovane di me e per questo ho bisogno di un uomo maturo di tanto in tanto” la sento dire, lui mi stringe la mano “Piacere Carlo. Che ne dite se beviamo qualcosa in giardino” non fa a tempo a finire la frase che zia si mette in punta di piedi e prende fra le sue labbra quelle dell’uomo, si baciano e lui subito porta le sue mani a palpare il culo di zia.
A piene mani glielo stringe e le solleva la gonna per infilare le sue mani sotto.
Mi stupisco che zia si sia buttata in due secondi e cerco un modo per farle capire che non vorrei vedermi costretto con quella signora dal viso vecchio.
Il cazzo dell’uomo é completamente in tiro, a nessuno sembra importare se non a me che osservo la scena; finalmente si staccano dal bacio e lui si rivolge a me “Andiamo che ti presento mia moglie, dev’essere in giardino”.
Zia evita proprio di incrociare il mio sguardo, é molto seria, e mentre sto cercando di comunicare con lei arriva una signora leggermente più alta di me, indossa solo una mutandina nera e degli stivali neri al ginocchio con tacchi larghi ed alti; un seno piccolo, capezzoli scurissimi, capelli ricci tenuti in alto; si mette fra me e l’uomo e gli guarda il cazzo che eretto sembra più corto e più grosso ancora “Lei é Carla. Carla e Carlo” mi dice lui divertito “stessa stanza?”.
Senza riflettere dico “Sì” e zia mi folgora con lo sguardo, sto per ribattere ma Carla mi bacia la guancia vicinissimo alla bocca, sento il suo profumo delicato e mi guarda viso a viso “Sono Carla piacere e tu?”.
“Matteo”.
“Siete nuovi? Ultimamente qui non si vedono più molti giovani. Vi siete già accordati?” zia e Carlo si stanno allontanando su per le scale.
“Accordati? No. Ho fatto gli esami del sangue ma Sara credo di no di recente”.
“Se é la prima volta che ci conosciamo usiamo solo il profilattico. Scambiamo solo i partner o tutti con tutti?”.
La osservo estasiato “Sai che sei una donna molto attraente?” lei fa un largo sorriso “Giovane e adulatore” allungo una mano sul suo seno, la sua tetta sta completamente nella mia mano, la tasto piano con tutte le dita e sento la sua mano sui miei pantaloni tastarmi l’erezione che inizia a crescere “Stasera meglio scambiarci i partner, Sara ha i suoi tempi”.
Lei si volta e la seguo sulle scale, le tengo una mano sul sedere che sembra di pietra e lei si lascia tastare mentre cammina, dev’essere una sportiva, ha spalle larghe e un sedere e cosce di marmo.
Entriamo in una camera da letto, luce rossastra, in una parete una vetrata che dà sul corridoio, un letto matrimoniale, un divano e 4 abat-jour.
Vedo zia di spalle, é completamente nuda e sta limonando in piedi con Carlo, lui si sta masturbando leggermente e tiene la cappella contro il ventre di zia, lei sembra ancor più piccola.
Carla si sfila le mutandine, io mi slaccio i jeans e mentre mi levo la maglia sento la mano di Carla entrarmi nei pantaloni aperti, mi tasta l’erezione stando sopra i boxer, sento che mi si gonfia.
“Mi piace sentire che si indurisce” mi sussurra.
Io mi avvicino a lei e appoggio le mie labbra alle sue, lei si lascia leccare il labbro inferiore e poi spingiamo le lingue una contro l’altra.
La sua mano mi accarezza sopra i boxer; nel bacio cerco di sfilarmi i pantaloni; Carla si stacca e guarda in basso, abbassa l’elastico e prende in mano il mio cazzo eretto tastandolo e soppesandolo.
“Mi piace dare il sedere e questa é una misura un po’ limite, se ti dico no tu ti togli subito ok?”.
Prendo nelle mani le sue tette e le palleggio piano, continuiamo a baciarci a lungo, sento un gemito di zia ma Carla cattura la mia attenzione staccandoci dal bacio e sospirando, strofina il suo viso sul mio petto, sul ventre, apre la bocca e lo prende fino a metà; me lo risucchia forte, poi molla la presa ed inizia un su e giù morbido con la testa; dà un altro forte risucchio poi si stacca “mettiamoci comodi” si siede sul letto e la raggiungo.
Guardo zia di spalle mentre Carla me lo riprende in bocca seduta sul letto; quell’uomo le stringe il sedere con una mano mentre l’altra la tiene davanti fra le cosce di zia, la sta masturbando; zia invece glielo prende e sega con entrambe le mani, stanno in piedi e continuano a limonare incessantemente; torno a guardar Carla.
Con la mano le stacco la testa dal mio cazzo e la spingo indietro, si distende a letto e apre le gambe, mi inginocchio sul materasso e inizio a leccarle l’interno coscia, passo a leccare l’altra coscia e sento le sue dita fra i miei capelli, mi prende e mi sposta la testa fra le cosce e mi schiaccia sulla sua fica; apro la bocca e la bacio, la lecco, mi aiuto a tenerle aperte le labbra con le dita; é bagnata e i suoi umori sanno di donna, quel sapore dolciastro e le piace perché respira di naso, tiene sollevata la testa per guardare e mi continua a passare le mani fra i capelli.
Ho il clitoride fra le labbra e lo tiro due volte “Stronzo” dice lei eccitata e divertita, mordicchio appena le labbra facendole solo sentire i denti poi ripendo ad infilarle la lingua e sento gemere, gemiti svelti, la voce é di zia.
“Porco” mi par di sentir zia dire fra i gemiti; sollevo la testa da quella fica bagnatissima ormai e a pochi centimetri dal mio viso quello di zia.
É a pecora con le ginocchia sul materasso, Carlo é in piedi sul pavimento e da dietro la penetra dando forti colpi secchi non continui.
Zia mi guarda a pochi centimetri dal mio viso, a volte emette un gemito, mi fissa negli occhi, mi alzo in piedi accanto all’uomo, la vedo distogliere lo sguardo per non guardarmi nudo.
Carla si gira e si mette a 90 di fianco a zia, l’uomo accarezza il culo della compagna poi torna ad afferrare i fianchi di zia, io infilo il profilattico e lo appoggio alla fica di Carla, é allargata ed entro facilmente, é molto lubrificata e calda, afferro i suoi fianchi e spingo forte, inizio eccitato a pomparla velocemente da subito, “Ohhhh piano” dice lei ma lo dice ridendo e cerco di pomparla ancor più velocemente.
“Ohhhhh ohhhh ohhhhhh” ascoltando quello strano verso ripetuto di Carla, vedo dietro la vetrata un capannello di persone, molte ci guardano altre parlano fra loro.
Il culo sodo di Carla fa molto rumore ad ogni colpo, anche lui cerca ora di scoparla velocemente ma per qualche ragione é discontinuo e dà dei colpi secchi.
“Caaaazzo” quasi urla Carla e si divincola da me, si gira e si mette seduta aprendo le cosce e toccandosi la fica leggermente “Mi par di essermela fatta addosso” dice.
I gemiti di zia sono più controllati ma ora più frequenti.
Salgo con le ginocchia sul materasso, abbraccio Carla inducendola a stendersi, io le sto sopra, la sento aprire le cosce ed é facile penetrarla, lo spingo piano in fondo assaporando il calore e lo sfregamento “Fallo come prima” mi sussurra all’orecchio iniziando a leccarmelo.
Spingo le mie mani sotto il suo sedere, é estremamente sodo come le cosce, lo afferro ed inizio a muovere il bacino con velocitá; il materasso si muove e lei riprende ad ansimare mentre sopra di lei cerco di penetrarla più velocemente possibile.
“Dai sbattimi” mi sussurra all’orecchio mentre ansima.
Cerco di guardare indietro zia ma non ci riesco, continuo a sentire i suoi gemiti bassi e regolari “Ecco” dice a voce alta Carla “Ecco!” ripete e dá un breve e alto urlo afferrandomi il sedere con le sue mani.
Sento chiaramente la sua fica pulsare mentre viene, il mio cazzo a quella sensazione cede, inizia a farsi sentire l’orgasmo, so che é imminente.
Mi sollevo appena col busto e porto una mano sul mento di Carla infilandole la punta di due dita in bocca “Succhiale” le dico piano per non farmi sentire da zia; Carla ubbidisce immediatamente e le succhia fissandomi negli occhi.
Do un paio di secche pentrate e lo sento, dalle palle mi si smuove qualcosa e sento il profilattico riempirsi mentre cerco di penetrare a colpi la fica caldissima di Carla.
“Sei venuto?” chiede lei rilassandosi, io riprendo le penetrate stando sopra di lei a busto alzato “Si, vuoi che esca?”.
“Resta dentro ancora un po’” ha un bellissimo sorriso, lei allarga le cosce e io vado molto meglio, continuo a penetrarla con un buon ritmo ma non forsennatamente come prima; il materasso si muove e vedo Carlo mettersi inginocchiato vicino al viso della moglie, il suo cazzo é semi moscio, scappellato, ha appena levato via il profilattico che ha in mano e sua moglie non esita, prende in bocca la sua cappella e lo ripulisce muovendo circolarmente la lingua, io continuo a penetrare ma rallento, giro la testa.
Zia ha già reinfilato le calze e si sta rimettendo il vestito, ritorno a riguardar Carla che succhia la cappella al marito mentre lui respira come un porco, mi sfilo.
“L’ho sentita godere” mi dice lui molto contento “adesso vi va di bere qualcosa tutti e quattro assieme?”.
Vendo zia uscire dalla stanza; mi levo dal letto, e mi rivesto “Recupero Sara, ci vediamo più tardi”.
Mi ci vuole un po’ a trovare zia seduta fuori in giardino.
“Meglio che ritorniamo” mi dice, a me sembra presto ma lei sembra stizzita.
“Va bene” le dico e le tendo la mano per aiutarla ad alzarsi, lei mi guarda e da prima sembra arrabbiata, poi prende la mia mano e le scappa un breve sorriso.
Ci avviamo verso il parcheggio “Questo va bene se non vedo nessun altro quindi?” mi chiede scontrosa “Cosa zia?”.
“Farlo qui va bene ma se lo faccio con un altro a casa non va bene?”.
“Pensavo avessimo detto che era tutto dimenticato. Per me puoi far quel che vuoi. Qui credo sia solo… uno sfogo, avere una relazione con una persona fissa é altro”.
“Era solo sesso” dice lei “ok dimentichiamo tutto”.
Montiamo in auto “Quindi ci torniamo o no?” mi chiede.
“Se ti va, ma potresti essere anche meno scontrosa”.
Il viaggio di ritorno lo facciamo in silenzio ed ascoltando solo la musica della radio.
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