Prime Esperienze
CASTELLI DI SABBIA
08.12.2025 |
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"Ovviamente la parola inibizione e pudore sembrano non aver più molto valore all’interno di casa così come nel nostro modo di approcciarci, quest’estate pensiamo di frequentare un camping..."
Mi Chiamo Sonia oggi ho 35 anni, e ho la forza per raccontarvi la mia storia che risale all’anno scorso.Mi trovavo in una bellissima villa non molto lontano da casa nostra per festeggiarr l'arrivo del nuovo anno accompaganta dal.mio ragazzo Guido, mia sorella Chiara di 7 anni più piccola, al nostro stesso tavolo altre coppie della nostra compagnia.
I preparativi erano stati lunghi e meticolosi, il mio uomo , avrebbe fatto da cavaliere a due bellissime donne in quanto mia sorella è single nonostante i i suoi 27 anni, proprio per questo si era aggregata, nella speranza di torvare un possibile compagno serio.
Lo stato di euforia iniziale di Chiara andò man mano scemando fino ad un atteggiamento a dir poco apatico, più la serata andava scorrendo in massima allegria, più lei sembrava essere avvolta da un velo oscuro.
Essendo sole a seguito di un incidente che ci privò dei genitori in modo premeaturo fra noi si era creato un sodalizio e un legame legame che mi consentì di non separarci e restare assieme.
Il nostro legame era forgiato dal.dolore, plasmato dalla necessità di restare inisieme, si trattava di sopravvivere alla disgrazia e ci riuscimmo.
Capivo mia sorella al primo sguardo eppure qualcosa quella sera mi sfuggiva.
Mancando ormai poco meno di un’ora al brindisi, mi congedai dal tavolo di amici, la presi sottobraccio e la trascinai nel magnifico giardino presente.
L’aria fredda sembrò riuscire a portarsi via parte dei pensieri, ci fermammo a ridosso di un bellissimo albero, la guardai e l’atteggiamento era inequivocabile, mi nascondeva qualcosa.
“allora? Hai intenzione di parlarmene o tenere il broncio a vita?”
Nonostante la fievole luce non mi sfuggì il rossore delle guance a testimonianza del presente imbarazzo.
Provò ad effettuare un dribbling degno di qualche calciatore ma subito la riportai alla realtà della situazione, messa difronte all’evidenza del suo comportamento alquanto strano.
Forse non avevo menoria e ricordib di tanto imbarazzo la vedevo tanto in difficoltà
.. forse l'unico evenro simili fu quando mi riferì di aver perso al verginità ancora minorenne senza usare precauzioni e, in caso di inattesa gravidanza ci avrebbe esposto a grossissime difficoltà a al.rischio dell'intervento dei servizi sociali.
“tutti si divertono qualcuno mi ha fatto delle avance ma sono in difficoltà… non so come comportarmi!”
Il mio tacere non la stava aiutando “sai che mi puoi dire tutto… abbiamo un patto ! Sincerità e nessuna arrabbiatura! … non mi sono arrabbiata nemmeno più di tanto quando per una tua leggerezza ho rischiato di perderti!”
mi guardò facendo finta di non capire “la possibile gravidanza?” la incalzai con un viso divertito.
" sono vergine!" disse ,"non l’ho mai fatto. nemmeno un bacio, né un tocco , niente di niente … sono al totale buio" disse tutto d'un fiato.
Mi lasciò letteralmente a bocca aperta questa nuova rivelazione ,continuò.
"Quella sera Tommaso arrivò in camera ubriaco, è crollato sul letto cadendo in un sonno letargico, la mattina ero furiosa mi disse che era pronto... mi aveva però tolto la magia e non ho più voluto io, poi... per salvare le apparenze o non renderlo vittima di scherno per l'accaduto… ci siamo accordati per il racconto che ssi"
“wow.. però mi hai mentito per tanti anni… una bugia stupida e inutile!”, ma non ci voleva certo Einstein per capire che non fosse tutto lì.
“bene, niente di grave ma questa sciocchezza non giustifica il tuo stato d’animo… che ti succede!”
Dopo vari e lunghi tentennamenti “basta tesoro, basta vivere in castelli di sabbia, lo sai, possono diventare di cristallo come svanire alla prima ondata, c’è qualcosa che ti fa soffrire parlamene!”
"sono innamorata di Guido!" , disse d’un fiato .
"Guido chi?" chiesi non volendo o rifiutando di comprendere la realtà della confessione.
“il tuo Guido, cazzo! Il tuo cazzo di Guido!” “oh mio Dio, questa poi , non me l’aspettavo!” e mi rese attonita incapace di pensare in modo pragmatico, mentre Chiara continuò.
“Vive con noi Sonia, è l’unico uomo che vedo con costanza, vedo come si comporta con te, quanto sia dolce, premuroso, mi ha reso nel tempo gelosa, benché sia consapevole sia tanto effimera che ingiustificata, delle attenzioni che non ricevo da nessuno”
Fu il mio turno di estraniarmi, mia sorella continuava la sua confessione a valanga di come il suo personale sentimento fosse mutato nel tempo, come una goccia che battendo nello stesso punto erode la pietra, nonostante nessuna occasione si fosse creata per alimentarlo.
Ormai la mia mente sentiva la sua voce in lontananza ero del tutto resa incapace di ascoltarla e assimilarne il significato.
“Sono vergine, e non mi vedo con nessun altro donare ciò che ho di più intimo e prezioso!”
Continuò a parlare ma il mio sguardo era perso da qualche minuto nel vuoto.
“Sonia ! Sonia ci sei ? Mi stai ascoltando? Sonia?”
La guardai con sguardo sgomento incapace di dire una qualsivoglia sillaba, il castello di sabbia era crollato .. mi alzai allontanandomi in rigoroso silenzio.
Guido con la sua intelligenza capì nel vedermi in quello stato, e poco dopo Chiara quasi in lacrime che, fosse successo qualcosa di grave. Non ci aveva mai visto entrambe in quello stato ma fu rispettoso nel non far domande, tenendomi abbracciata in pista.
Restammo così fin quando il DJ annunciò i 5’ rimanenti all’anno nuovo, mi voltai e vidi mia sorella seduta al tavolo che manteneva a fatica una postura pronta a collassare.
“ma che è successo fuori!” mi chiese costringendomi a ripensare alla conversazione avuta, “volete iniziare così l’anno nuovo?”
Scuotendo al testa mi sforzai di raggiungerla tendendole la mano “andiamo è quasi l’ora del brindisi!”
Il tono della mia voce in chiara difficoltà rese palese a tutti l’attuale nostra difficoltà comunicativa.
Mentre andavamo al centro con le nostre coppe per lo champagne e una bottiglia da stappare “mi hai sconvolto, non so come affrontare al momento la situazione, ma resti mia sorella a cui ho fatto delle promesse: di non arrabbiarmi e che resteremo sempre unite… , la notizia mi ha fatto vacillare, ma non è mia intenzione perderti!”
CI stringemmo in un abbraccio, raggiunte da Guido mentre il conto alla rovescia era iniziato, anche gli altri ci avevano raggiunto pronti all incombere del nuovo anno “due … uno… BUON ANNO!”
La serata proseguì e il non poco alcool in corpo iniziava a dare i suoi segni, sinceramente non vorrei ricordarmi di come partì il giro di schiaffi di domande su argomenti che avrei evitato volentieri, ma due ragazze stavano limonando proprio difronte a noi.
Le confessioni di alcuni furono al certificazione che i freni inibitori fossero andati e la barca stesse salpando.
Mi stupì come le mie due amiche avessero avuto esperienze lesbiche dal semplice bacio una a un rapporto completo mai saputo. A chi fosse casto come me e Guido, a chi si nascondeva dietro una coltre di bugie come mia sorella, uns coppia ammise di aver sperimentato con reciproco piacere situazioni che andavano dallo scambio di coppia al coinvolgimento ora di un’altra donna o uomo.
Ciò lasciò molta curiosità e furono sommersi da domande quantomeno variopinte. Poi iniziarono a chiederci perché non avessimo mai provato o non ci fosse quel desiderio, mai domo, domande a cui tutti cercammo uscite di sicurezza ma si stava giocando .... Marco chiese a bruciapelo diretto ai maschi presenti se mai avessero fantasticato o desiderato un rapporto a 3 con due donne.
La risposta appare scontata… maiali si nasce non ci si diventa!
Fu tutto molto divertente ma sulla via del ritorno, mia sorella si appisolò , Guido era accanto all’autista del taxi e io riflettevo.
Nonostante non fossi proprio sobria, i discorsi di fine serata, le ammissioni di Guido e degli altri sembravano avermi smosso qualcosa di indefinito.
Ero eccitata in astinenza da sesso da una settimana, non vedevo l’ora di avere il corpo di Guido per me, e mi stavo inumidendo lo striminzito perizoma solo al pensiero di quando lo volessi per me.
Mi sorella mi toccò la mano, riportandomi alla realtà del taxi, e alla sua realtà e alle sue rivelazioni. involontariamente mi irrigidii eppure nella mia mente iniziarono a formarsi le immagini di noi 3 a far sesso, e se le prime mi inorridirono , le ultime… le ultime… mi fecero sentire sbagliata quanto sporca e perversa, ma sotto… adesso , ero un lago, non potevo rinnegarlo.
Saliti in casa non resistetti più presi il volto di Guido e lo baciai come a rimarcare il territorio, volevo sentirlo mio, che ancora aveva indosso il cappotto che sfilai con frenesia.
Un bacio lungo e carico di quelle promesse, che varcata la soglia di camera si sarebbero realizzate, aperto un occhio vidi Chiara che ci stava guardando, avvolta nel suo stupendo abito da sera blu notte, le guance arrossate tradivano l’imbarazzo e quel desiderio che aveva così faticosamente rivelato.
Non riuscivo a staccarmi e spinsi pian piano Guido dentro la nostra stanza dove il letto king size dominava in posizione centrale.
Non avevo bisogno di altro, mi sembrava tutto surreale, la testa mi girava complice l’alcool e l’eccitazione. Bloccai con un piede la chiusura della porta che Guido con una mano aveva spinto.
Raggiunta mia sorella la presi per un braccio mentre si stava per rinchiudere nella sua stanza, si voltò con aria quasi impaurita per il mio gesto.
Guido ci stava osservando, la presa si ammorbidì scendendo e rimanendo in contatto fino ad incrociare le sue dita, poi stringendole iniziai ad indietreggiare tirandola verso di me.
La trascinai fino alla nostra camera, una mano sul petto di Guido per farlo indietreggiare di un paio di passi, mentre lo baciavo portai Chiara al nostro fianco.
Mi staccai, indicai con un gesto del capo a Guido Chiara, dando segni di non capire o fingendolo, girai la sua testa verso di lei, la spinsi verso di lui finché non si baciarono a stampo.
“è il mio regalo per noi…. Ci sarà tempo per parlare, baciala!”
Mi misi dietro a Guido iniziando a spogliarlo, giacca , cravatta, mentre Chiara senza staccarsi sbottonò con me la sua camicia bianca.
Pur stando a 20 cm potevo sentire i battiti dei loro cuori pulsare come una carica di 100 cavalli. Mi stavo eccitando a guardare la scena.
Mi posizionai dietro Chiara e aprii la zip calandogli il vestito. I suoi meravigliosi seni adesso aderivano al petto del mio uomo.
Rideva nella sua bocca per l’impaccio nel gestire l’apertura dei suoi pantaloni trovando un perentorio aiuto.
Erano entrambi in mutande, mi stavo spostando ma Guido mi bloccò per baciarmi , poi imitando i miei gesti mi invitò platealmente a baciare mia sorella, cogliendomi di sorpresa.
Fu lei che d’un tratto sembrava in pace tanto con se stessa che col mondo, mi girò per baciarmi.
L’iniziale bacio casto divenne passionale tanto da , in un certo senso, farmi perdere i sensi. Stavo godendo quando capii che l’orgasmo mi stesse montando, ero nuda sdraiata sul letto, con mia sorella che mi stava succhiando il clitoride e Guido,da dietro pronto a farla sua.
“Fermo!” riuscii ad interromperlo, “sdraiati” intimai a Chiara così mentre entrambi eseguivano le mie indicazioni continuai. mentre intimavo a Guido di prenderla con dolcezza , mentre eseguivano le mie idicaizoni
“fai piano prendila con la tua proverbiale gentilezza, guardala mentre la fai tua per la sua prima volta!”
“sei vergine?” chiese capendone il significato quando il suo cazzo duro lungo e nella nroma come larghezza ballava stimolando cosi il clitoride in attesa di violare le sue carni.
“ti dono me stessa…. , disse annuendo, ora Spingi, entra!”
Il colpo di reni fu secco e senza pausa entrò di colpo entrambi sentirono l’imene rompersi mentre Chiara cacciò un urlo acuto, e le gambe nel cercare di chiudersi imprigionarono Guido che si trovò piantato ancor di più nel suo corpo.
Dopo l’urlo Chiara sembrò rimanere senza fiato “muoviti adesso Guido , muoviti attenua il suo dolore”
E pian piano il movimento fece si che il dolore lasciasse spazio finalmente alla donna in preda a nuove sensazioni ed emozioni.
Il corpo dopo poco smise di essere rigido abbandonandosi al fuoco che cresceva, al piacere che sembrava raggiungere vette non pensabili,
Mi misi vicino a lei e iniziai a baciarle un seno… “mi fai morire Soooniaaa ti prego!”
Mi staccai, avevo in serbo una sorpresa per il mio uomo e decisi che potesse esser manifestata, da un cassetto estrassi una confezione nera, e da essa uno strap on senza cinturino di un bel blu elettrico avevano cambiato diverse posizioni, ora la stava prendendo alla pecorina, era il momento.
Mi misi dietro di lui e iniziai a fare un po' di cunnilingus mentre era Chiara ad impalarsi spingendo all’indietro.
Una volta ben lubrificato, li invitai a fermarsi, entrambi mi chiesero cosa stesse succedendo. gli intimai il silenzio.
Mi appoggiai a Guido che non se lo aspettava “che cazzo fai!” “”ti scopi mia sorella… e io stasera ti faccio il culo !” dissi mentre con una spinta lo infilai per tutta la sua lunghezza.
Un urlo sordo e breve, non acuto come quello di Chiara si diffuse nella stanza, improvvisamente accesi la vibrazione ed entrambi emisero un inequivocabile gemito di piacere.
“cosa hai fatto?” mi chiese mia sorella.. “si chiama vibratore e l’ho messo in culo a Guido ,,, ora zitti scopiamo!”
Non impiegammo molto tempo a trovare il giusto ritmo, Guido comunicò l’orgasmo imminente, con un sincronismo degno di una gara di tuffi Guiso si sfilò tanto da me che da Chiara, che some si girò ricevette un sacco di schizzi in faccia.
Con un fare da porca e degna di una bagascia da strada raccolse lo sperma ovunque fosse sparso sul suo corpo per assaggiarlo e deglutirlo.
Guido esausto perse i sensi stravolto accasciandosi sul letto, Chiara capendo come non avessi raggiunto l’orgasmo, si alzò venendo a baciarmi, mi sfilò il vibratore, inserì la parte ad uovo dentro di se, avviò la vibrazione lenta
“ohhhhh … ohhhhhh uìhmmmm …, ok… ci sono” disse regolarizzando il respiro, “tocca a te sorellona !” mi sussurrò con la voce piena di desiderio prima di posizionarsi dietro di me.
Non feci resistenza aspettai che la arte più lunga del giocattolo e non proprio fine entrasse dentro di me strappandomi un gemito di piacere…
“sei fradicia come una maiala e da maiala ti tratterò”
Spinse sulla mia schiena per piegarmi e iniziò a montarmi selvaggiamente a un ritmo sempre più veloce. Il mio gemere la stimolavano a sbattermi più forte l, il rumore dei miei umori colanti come da un rubinetto erano benzina sul fuoco “forza! godi sorellona …senti come ti scopa la sorellina!” era oggettivamente troppo e non resistetti al potente orgasmo che mi procurò.
Da quella sera siamo diventati un trio siamo, con Guido siamo diventati una coppia poliamorosa, stiamo pensando di sposarci diventare una coppia e poi sposare come coppia mia sorella.
Ovviamente la parola inibizione e pudore sembrano non aver più molto valore all’interno di casa così come nel nostro modo di approcciarci, quest’estate pensiamo di frequentare un camping nudista. Chissà che qualcuno non finisca fra el nostre grinfie.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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