incesto
Il frutto maturo
17.07.2025 |
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"Pimi!"
A quelle parole non capii più niente presi una monta quasi selvaggia per riempirla con tutto il seme che avevo in corpo " vemgooooo" urlò sotto di me , "ti riempi..."
Mi chiamo Alessandro e fin da piccolo il mio legame con mio zio è stato speciale, fui testimone della loro storia d'amore e quando si sposò lo ritenni l'uomo più fortunato del mondo. Anna, sua moglie, aveva 32 anni io solo 7, era una donna di rara bellezza, capelli lunghi e mori, un viso leggermente ovale che, a mio parere, ricordava i volti di note attrici degli anni 60.Un seno esageratamente bello, sodo e magnetico, nel senso che quando portava magliette attillate, nonostante la presenza del reggiseno, si manifestavano da sotto, in modo prepotente i capezzoli, grossi e non esagero, come una falange di di un mignolo di un bambino di 5-6 anni, oppure quando indossava capi con scollature minime la porzione di seno che si vedeva attirava forse non solo il mio sguardo ma quello di un qualsiasi uomo con gli ormoni funzionanti, alta e magra con due gambe slanciate e toniche.
Ogni volta che c'erano riunioni di famiglia scherzavo con mia zia dicendogli che da grande l'avrei sposata generando ilarità in tutti i presenti.
Zia mi ha sempre ricambiato con forti abbracci che mi consentivano bene di gustarmi il contatto con quelle poderose mammelle.
L'atteggiamento non cambiò mai fra noi, tanto il mio legame speciale con mio zio tanto con zia Anna, neanche dopo la nascita di mia cugina Betty che avvenne 10 anni più tardi.
Il rapporto fra i miei zii degenerò frutto di incomprensioni rivendicazioni che all'epoca non capivo ne comprendevo, e fui usato come ago della bilancia con Betty che stava benissimo con me e i suoi zii ed ero la munizione per far si che accettasse di uscire con suo padre, visto che l'affidamento era stato dato a zia.
Col passare del tempo entrambi si rifecero una vita sentimentale, ma ancora oggi penso che entrambe le situazioni fossero frutto di paventare l'un l'altro un'apparente felicità che di fatto era mancante.
Un'estate mi ritrovai ospite di mia zia, Betty era uscita con le amiche per andare in una discoteca in un paese vicino che dirle ormai prossima alla maggior età?
Il suo compagno l'aveva accompagnate e fatto da taxi al loro rientro per consentirgli di bere e non preoccuparsi di dover guidare.
Ero solo a casa con zia, stavamo guardando un film con diverse scene di sesso esplicito, stavo per fare la mia mossa quando zia, iniziò a muoversi sul divano in modo irrequieto e a farmi domande sulla mia situazione sentimentale.
Finito il terzo grado contraccambiai con la stessa moneta chiedendogli cosa ci facesse una donna tanto bella con un uomo che poco considerava e da cui veniva ignorata per tutto il tempo.
Le mie domande l'avevano evidentemente turbata, si alzò come se avesse bisogno di riordinare le idee, preparò due bicchieri di Baileys, che sapeva gradissi porgendomene uno, lo tracannò tornando a riempirsi il bicchiere, mi alzai e la chiamai a me "zia!" tornò indietro abbracciandomi forte iniziando a piangere come una fontana. con la guancia sulla mia spalla, e la maglietta ormai bagnata continuavo a tenerla stretta a me.
Sembrava, anzi era, così fragile impotente ma soprattutto infelice, dettato dal buon senso aspettai i suoi tempi, non era il momento di incalzare risposte o eventi.
Iniziò a raccontarmi tutta la sua infelicità accumulata da poco dopo la scoperta di aspettare Betty, le sofferenze che le aveva fatto provare zio, e la vita infelice che stava vivendo.
Un fiume in piena, ascoltavo incredulo, fra tanta sofferenza, come un fulmine a ciel sereno mi chiese "davvero mi trovi ancora bella?" mentre la sua guancia non si era spostata di un millimetro.
Iniziò a raccontare di quanto la rendessi orgogliosa quando da piccino la stringevo forte dicendo a tutti che era mia e che da grande l'avrei sposata, ammise che i miei complimenti sinceri, genuini e sempre diversi e circostanziati la lusingavano nonostante fra noi corressero oltre 25 anni, Ammise che nessuno in tutta la sua vita le aveva mai fatto dono di simili apprezzamenti.
mi ripropose la domanda "allora? è vero mi consideri ancora una bella donna o lo hai detto per far felice la vecchietta difronte a te?"
Zia stava verso i 60 anni, ma sessant'anni portati divinamente. Stavo per rispondergli ma qualcuno lo fece prima di me, ebbi un'erezione pazzesca.
"WOW, non pensavo di essere in grado alla mie età di suscitare una simile reazione, in un bel giovanotto come te!"
"zia, ti ho sempre amato, e desiderato!" dissi tutto d'un fiato dando voce ai pensieri senza riuscire a controllarli, mentre giù pulsava a spron battuto.
Si strusciò sul mio sesso, i nostri sguardi si incrociarono, le labbra pericolosamente vicino, potevo sentire il caldo respiro posarsi sulla mia bocca, così come lei certamente sentiva il mio.
Il fare goliardico aveva lasciato spazio ad un qualcosa di molto intimo e privato, le mie mani al pari delle sue erano al centro della schiena e scorrevano con movimenti appena percettibili in una coccola molto sensuale.
Prese il braccio fino al riuscire ad incrociare le dita, le porto fra noi e le baciò.
L'effetto che ho su di te lo posso sentire, ma quello che hai su di me lo puoi solo toccare, mi disse con uno sguardo complice e una promessa di un qualcosa di inatteso, la mano fu guidata in basso, molto in basso.
La mano libera con fare lesto trovò il tessuto della sua gonna e si mosse in modo tale da sollevarlo, l'altra continuo lenta la sua discesa. Chiaro come mi volesse far capire la sua metà e farmi gustare quel tragitto in modo che si imprimesse in modo indelebile nella mia mente e nei miei ricordi, come se ce ne fosse stato bisogno.
Raggiunsi l'intimo, "lo senti? com'è?" "bagnato zia!" "è la mia lussuria, è l'eccitazione che tu hai creato in me" disse prima di posare le sue labbra sulle mie.
Adesso mentre le nostre labbra erano intente a conoscersi in modo intimo rispetto ai fugaci baci di circostanza fra zia e nipote, mentre la mia lingua si muoveva a specchio a quella di zia imparando una lezione accelerata di baci, la mia mano sotto l'attenta guida di zia veniva sfregata sulla mutanda, mentre l'altra si era posta a saggiare le mie dimensioni.
Dopo i primi contatti sentii il corpo essere pervaso da una scossa che raggiunse le gambe che si serrarono sul mio polso, "tutto bene ?" chiesi nella mia ingenuità.
Si era la contempo ripoggiata alla mia spalla prima di rispondere, "si tesoro, è che sei davvero enorme... e il solo pensiero mi ha fatto avere un'orgasmo!".
raggiungemmo così la sua camera, si sbottonò la camicetta, facendomi restare immobile ad osservarla, zia , a meno di un metro da me si stava spogliando per me!
Restò in intimo e venne a baciarmi ancora, risposi a quel bacio con tutta la passione che potessi, non mi ero accorto che fosse stato dovuto al pulsare del mio cazzo che lo aveva reso ben visibile anche dal jeans che indossavo. Mi sfilò la maglietta, io risposi baciando il suo collo, scendendo verso la spalla, mentre mi muovevo in un territorio inesplorato ma con una calma da veterano.
Le mani liberarono il percorso dalle spalline consentendomi di dar baci fino alla spalla, mi dovette aiutare a sganciare i ferretti del reggiseno, che cadde a terra, ci stavamo baciando e con le mani scesi dalle clavicole sui suoi meravigliosi seni.
Il gesto provocò altri tremori di piacere, il respirò accelerò mentre il mio era già fuori scala, "baciale, ti prego!"
fu la richiesta che accolsi con enorme piacere, il cazzo pulsò in modo frenetico fra le mani che lo stavano accudendo.
Il profumo, ricordo quel profumo intenso, dolce, non di bagno schiuma né di deodorante o altro prodotto chimico, il profumo intenso della sua pelle, un richiamo irresistibile per i miei baci, per la lingua che scorreva su quei globi alternandosi senza mai raggiungere il luogo del piacere, che anche io bramavo sopra ogni altra cosa. Infine lo raggiunsi, leccai in modo circolare l'areola al cui centro il capezzolo dominava la sua montagna.
Zia gemeva e sospirava, le sua mani aprirono con fare esperto il jeans, lo calarono assieme alle mie mutande, operazione che richiese un minimo aiuto, senza però che mi staccassi dal suggere quella meraviglia.
Non so come ci ritrovammo ai bordi del letto, zia mimava una masturbazione pur non riuscendo a far toccare le dita della mano avvolta al mio scettro.
Non era particolarmente lungo a mio parere, ma era largo, zia lo toccava come a voler prendere confidenza su un qualcosa che forse riteneva poco gestibile, o forse la mia lingua vorace sulle sue mammelle la stava eccitando in modo tale da non riuscire a concentrarsi su di me.
mi staccai "ti amo" dissi " Oh dio lo so , lo so" disse abbracciandomi e baciandomi con ritrovata foga, si mise in ginocchio rapidamente, lo prese alla base e iniziò a leccarlo dalle mani verso la cappella.
Quando la raggiunse sembrò volerlo ammirare, ma penso che la pausa servisse a riprendere la salivazione e inumidire al lingua.
Un timido bacio in punta, fu seguito da un turbini di baci sempre più frequenti fin quando le labbra non si richiusero appena dietro la corona.
Si fermò un attimo come a prendere confidenza con le mie dimensioni, il cazzo provava a pulsare dentro la sua bocca, impedito dalla fermezza della sua statica posizione.
Ero già all'ottavo cielo, quando la senti ritrarsi, esercitare un pressione maggiore e affondare il volto verso l'inguine consentendo alla maggior parte della mia asta di violare la sua bocca, fu un tripudio di emozioni, quando la lingua si insinuò al di sotto del prepuzio per prendere contatto con al rugosità della mia cappella, mi portò ad un secondo dall'orgasmo.
"cazzo zia sto per venire!" riuscii ad avvertirla, non si scompose, dette pochi affondi, sentii le labbra stingersi dolcemente sulla mia asta, mentre la lingua continuava a muoversi eccitandomi all'inverosimile, poté certamente percepire la risalita veloce dello sperma, non si allontanò anzi capii che si stava preparando a ricevere il mio piacere, arrivò l'inevitabile e poderosa eiaculazione.
Godetti urlando il mio piacere, poi, poi devo esser svenuto sul letto.
La mia prima volta con la donna che avevo sempre desiderato, non so dopo quanto ripresi i sensi, zia era sdraiata accanto a me, la testa poggiata sulla mia spalla. Impiegai qualche secondo a focalizzare dove fossi e cosa fosse accaduto, pensando di aver sognato tutto, ma mi fu tutto molto chiaro.
Zia stava sfiorando con i soli polpastrelli il mio cazzo privo di vita, ma non restò inerme per molto ripreso totalmente il controllo il cazzo ebbe una nuova erezione, riprendendo tutta la turgidità in pochi secondi, zia non mi aveva degnato di uno sguardo.
"ben tornato" mi disse capendo dalla mia erezione che fossi tornato nel regno dei vivi. Accelerò il movimento segandomi in modo meraviglioso, era davvero eccitante, iniziò di nuovo a pulsare mostrandogli il mio gradimento.
Mi fissò negli occhi.
"pronto per il secondo round?" mi chiese ricevendo in risposta un cenno di assenso col capo "beata gioventù"
disse mentre prendeva posizione sopra di me.
Il bacio fu intenso, si sporse in avanti e mi offrì quel seno magnifico che afferrai fra le mie mani stringendolo con forza, gemette zia fin quando non si sentì pronta.
Si mise all'altezza del mi inguine, strofinando il suo sesso sul mio, " è ora, pronto?" "sono nato pronto!"
Vedremo mi rispose con un aria di sfida e uno sguardo lussurioso, con una lentezza studiata si alzò quel tanto che bastava per poter posizionare il mio cazzo in prossimità della sua fica che capii essere già parzialmente dilatata e poi il calore.
Il ricordo del suo calore avvolgente era libidine pura, ma non era solo quello il contatto con le sue pareti vaginali rendevano il mio cazzo particolarmente sensibile.
Sembrava capace di apprezzare ogni dettaglio di ciò che non potevo vedere. Iniziò a calarsi e zia aveva qualche difficoltà nel respirare.
"tutto bene?" chiesi "s... s,.. si, certo... èc he sei davvero impegnativo... è davvero grosso.... mi staia prendo in due, o cazzo !" disse in ultimo arrivando a prenderlo tutto dentro di se.
Era in difficoltà il respiro strozzato in gola, il tremore delle sue gambe la testimonianza delle sue sensazioni che non poteva mascherare.
"è da tanto che non lo faccio.... mio dio.... mi fai quasi godere senza che mi muova..." confidandomi il suo pensiero e rendendomi orgoglioso della mia dotazione.
Bastò alzarsi e scendere una volta sola per farla esplodere in un orgasmo potente "cazzo vengo .... ahhhhhh" urlò alla stanza con un tono che sembrò liberatorio.
MI guardò con un viso rilassato che non le vedevo da tempo, le gambe non trasmettevano più le contrazioni per l'orgasmo provato.
"ti amo zia" "lo so, lo so!" e finalmente iniziò a muoversi sulla mia asta, un lento sali e scendi. alternava movimenti lenti ad altri più veloci cambiava anche l'escursione, ovvero di quanto saliva o scendeva, quando si lasciva cadere a peso morto facendo sbattere i nostri sessi gemeva forte, di quando in quando aveva bisogno di appoggiarsi sul mio petto tanto era il senso di pienezza che le trasmettevo,
Dopo i molteplici e reciproci orgasmi provati fu una cavalcata lunga , cambiammo più volte posizione, a missionario di lato facemmo un pò di 69.
Ora di nuovo a spingermi dentro di lei nella posizione del missionario, mi chiese "vuoi venire dietro?" e il cazzo a fine corsa iniziò a pulsare dentro di lei.
"oh dio che bello sentire l'effetto che ti provoco, dai che mi giro!"
SI mise a quattro zampe, mi posizionai e rientrai in lei fino in fondo accolto da un "ohhhhhh " di compiacimento. mi fermai ma mi chiese di accelerare che era al limite.
Fui preso da una foga animalesca di venirle dentro, la volevo riempire i miei affondi erano secchi sbattendo sul suo culo. Era magnifico, stavo godendo molto ma ero preoccupato potesse non gradire, come se avesse percepito i miei dubbi mi chiese di non fermarmi.
Continuai carezzando il suo culo, "per.... per ... quello ... per ... per quello ci .... sarà tempo... ora riem... pimi!"
A quelle parole non capii più niente presi una monta quasi selvaggia per riempirla con tutto il seme che avevo in corpo " vemgooooo" urlò sotto di me , "ti riempi ziaaa!" "si cazzo si... si vieni con meee!" e godemmo a pochi secondi di distanza.
Con l'ultima spinta la sdraiai completamente sul letto, io dietro adagiato su di lei.
"non posso rinunciare a te !" "neanche io, in qualche modo faremo ora vieni qui e baciami!"
Il frutto maturo era stato colto
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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