La notte della depravazione
Il filmato proseguiva mentre lei rimaneva concentrata sul giocattolo e sull'obiettivo. Si accarezzava il seno, infilando il dildo in vagina e posizionando il succhiatore sul clitoride. Era fradicia, colava umori da tutte le parti; aveva allargato le gambe, distendendole sul tavolino. La mano che prima le toccava il seno adesso massaggiava l'ano, in un susseguirsi ininterrotto di orgasmi. Nella sua mente i ricordi affioravano vivi: la volta con il ragazzino Federico, la coppia che la spiava dal balcone di fronte, Maurizio che finalmente aveva capito che donna fosse, le esperienze con Maristella e Franco, i giochi saffici con Pia al cinema, il car sex con i guardoni. Ogni ricordo corrispondeva a un orgasmo. Si stava sfondando con il dildo, il culo con le dita e il clitoride gonfio al massimo per via del succhiatore. Si esponeva alla telecamera immaginando che tutti quegli amanti la stessero guardando. I suoi buchi erano pieni, gridando: "Bastardi, guardate questa puttana che si sta esibendo per voi! Il solo pensiero che mi state guardando mi fa sbrodolare come una troia". I suoi liquidi e un po' di squirt bagnavano il pavimento, mentre il divano era ormai diventato un lago.
In quel momento, dalla telecamera arrivò una voce: "Sborra, puttana! Fai vedere ai miei amici quanto sei cagna, spaccati la figa e il culo come una zoccola". Maurizio era al lavoro e stava mostrando ai colleghi la moglie che godeva; tutti, con il cazzo in mano, si stavano facendo le seghe in onore di Alessandra.
Il gioco andò avanti ancora per un po', finché Maurizio, terminato il turno di notte, si mise in viaggio per tornare a casa. Nel frattempo, Alessandra si era completamente dimenticata di aver invitato per una pizza Sharon ed Ernesto. Maurizio li aveva puntualmente incontrati in strada e stavano salendo insieme. Aperta la porta, si trovarono davanti a uno spettacolo inaspettato: Alessandra era lì, scosciata, con le gambe sul tavolino, mentre si masturbava con il succhiatore e sbrodolava come una vacca.
Maurizio si aspettava qualcosa del genere, ma gli amici restarono allibiti. Sharon era una bellissima ragazza argentina, tutta fuoco e passione; Ernesto, un cubano un po' timido ma molto affascinante. Vista l'iniziale imbarazzo dei due, Alessandra prese l'iniziativa da perfetta padrona di casa: "Se qualcuno vuole favorire, è il benvenuto. Sharon, dai, vieni a leccarmi la figa! È tanto che questa troia aspetta una lingua come la tua". La ragazza rimase un attimo bloccata, poi, sentendo quelle parole e vedendo l'amica godere e colare come una cagna, si fiondò sulla sua intimità, cominciando a succhiare il clitoride e infilando due dita in vagina a mo' di uncino per raggiungere il punto G. "Sì, dai, amore, succhiami tutta, infila tre dita e toccami anche il culo! La rosellina è sensibile alle dita di una troia come voi... Ragazzi, spogliatevi, voglio vedere i vostri cazzi!".
Maurizio non se lo fece ripetere due volte: in un attimo fu nudo, alzò la gonna di Sharon, le mise una mano nelle mutande e cominciò a massaggiarle il fondoschiena. Ernesto, invece, sembrava quasi impietrito nel vedere la compagna leccare avidamente Alessandra ed essere toccata da Maurizio. Non voleva lasciarsi andare, ma il suo corpo rispondeva diversamente, e quando Alessandra gli disse: "Ernesto, mettimi il cazzo in bocca, fammi sentire una puttana", il cervello gli andò in tilt. Si abbassò i pantaloni tirando fuori una bestia enorme, simile a quella di un cavallo, e si avvicinò alla bocca di Alessandra, che non aspettava altro. Fece fatica, ma lo inghiottì fino alle palle, quasi a soffocarsi. Si fermò solo un istante per dire: "Un cazzo così non l'ho mai preso, stasera lo voglio in tutti i buchi, Ernesto, sarò la tua troia", e continuò a succhiarlo a due mani.
La scena era di un'eroticità pazzesca: Alessandra distesa sul divano con la testa di Sharon tra le gambe che continuava a ripulirla, mentre in bocca aveva il membro enorme di Ernesto che la riempiva. Nel frattempo, Maurizio aveva spogliato Sharon e, mettendosi in ginocchio, la stava possedendo alla pecorina, facendole aumentare il ritmo e l'intensità della leccata. Lo stesso Maurizio, mentre scopava Sharon, aiutava Alessandra a gestire il cazzo di Ernesto, dicendole: "Amore, stasera ce lo gustiamo insieme questo ben di dio".
Subito dopo, Maurizio fece staccare Sharon da Alessandra, la buttò contro il muro e continuò a penetrarla: "Sharon, quanto ho sognato di riempirti la figa e spaccarti il culo! Stasera cambiamo le coppie, tu sei solo mia, ho una gran voglia di riempirti di sborra". Sharon, ormai in preda ai fumi della libidine, non capiva più nulla: "Bastardo, mi piace il tuo cazzo da vecchio porco! Ernesto, tu dicevi che non sarebbe stato capace di farmi godere? Questo maiale è un toro scatenato, adatto a una vacca come me".
Prima di venire, Alessandra si staccò dal cazzo di Ernesto, lo trascinò con sé verso il biliardo e si sdraiò con la pancia sul tavolo, dicendogli: "La mia figa è tua, fai quello che vuoi, l'unica condizione è che voglio squirtare con il tuo cazzo dentro. Fammi sentire la vacca che sono per te stasera!". La sua figa era fradicia; il membro di Ernesto, bagnatissimo della saliva di Ale, le aprì le gambe e la riempì. La scopava come si fa con la peggiore delle sgualdrine, dandole colpi da stantuffo. Alessandra veniva in continuazione, ululando: "Ernesto, che cazzo che hai! Questo ti fa sentire più di una troia, crea dipendenza, nessuno mi ha mai fatto sborrare così... ti prego, vienimi dentro!". "Posso?" "Sì, sì, riempimi la figa, poi chiamo Maury a berla tutta, oggi mi sento la più grande troia della terra". Nel frattempo, Maury stava inculando Sharon. Ernesto, dopo aver scaricato una quantità industriale di sborra dentro Ale, non era ancora sazio; vedendo Sharon che prendersi il culo da Maurizio, si sdraiò per terra, fece salire la compagna sulla sua faccia mentre continuava a essere presa da dietro, e Ale, a sua volta, cominciò a leccargli il viso e le labbra. Riconoscendo il sapore del marito, la cosa la eccitava ulteriormente. Ernesto, dal canto suo, aveva subito una metamorfosi: da uomo timido e insicuro si era trasformato in un maiale perverso. Vista la scena, prese il bacino di Ale, lo sollevò e, senza alcuna preparazione, le prese il culo come si fa con la prostituta del quartiere. Ale fece solo una piccola smorfia prima di gemere: "Porco, prendimi il culo, inculami intanto che lecco la figa di tua moglie!". Le partì un orgasmo devastante che le fece quasi girare gli occhi.
Continuarono così per diversi minuti tra leccate e penetrazioni anali, finché gli uomini vennero dentro i corpi delle rispettive amiche. Crollarono tutti e quattro sul pavimento, esausti.
Poco dopo, Alessandra, la più perversa del gruppo, propose un sessantanove allargato per pulirsi fighe e cazzi, ma con una variante a quattro: le due donne e i due uomini si disposero insieme. Alessandra e Sharon cominciarono a leccarsi a vicenda infilandosi le dita nel culo, e Maurizio ed Ernesto fecero lo stesso, ormai ridotti a quattro maiali insaziabili. Le donne si scambiavano umori con le lingue mentre si dicevano le cose più spinte, raggiungendo altri due orgasmi devastanti. I due uomini, inizialmente con Maurizio più disinibito che leccava il cazzo di Ernesto con avidità dalla cappella alle palle, vennero raggiunti anche da quest'ultimo: Ernesto, superata ogni resistenza iniziale, si lasciò andare, forse inebriato dal sapore della figa della moglie e del membro dell'amico, cominciando a succhiare come una vera professionista.
Alla fine, tutti e quattro vennero nelle bocche dei rispettivi partner, in un miscuglio di sborra, umori e piscio che li portò alla depravazione totale.
Si addormentarono tutti abbracciati sul pavimento, risvegliandosi al mattino con la tacita promessa che quella notte era stata solo l'inizio.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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