Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Anna , Giorgio ed il "gentile nonnetto"
tradimenti

Anna , Giorgio ed il "gentile nonnetto"


di Firstbig_Gift
10.02.2026    |    3.969    |    8 9.3
"" E quando finalmente si unirono, fu con una lentezza rituale, un'attenzione nuova alle sensazioni, alle curve, ai profumi del corpo dell'altro..."
Il primo profumo fu quello della terra bagnata, delle magnolie appassite e del tabacco leggero. Fu quello che li avvicinò a lui. Era sempre sulla stessa panchina, al parco Villa Borghese, alle cinque del pomeriggio preciso. Leggeva Montale con una lente d'ingrandimento d'argento. Giorgio e Anna, mano nella mano durante la loro passeggiata rituale, notarono l'eleganza trasandata del signore: la tweed jacket consunta ai gomiti ma di taglio perfetto, i capelli bianchi a onde grigie, le mani nodose che accarezzavano le parole sulla pagina.

Fu Anna a rompere il ghiaccio, una settimana dopo, commentando la raccolta che teneva in grembo. "Le occasioni", disse. Lui alzò lo sguardo, occhi color dell'acetone, sorpresi ma non infastiditi. "Un giovane che cerca la traccia perduta", rispose, la voce un po' roca, ma calda come la brezza di ottobre. Iniziò così, una frequentazione fatta di chiacchiere letterarie, di ricordi di viaggi suoi (era stato un diplomatico), di silenzi complici. Si chiamava Elio. Con loro, trent'enni precari di spirito e abbienti di fatto, Elio parlava senza condiscendenza, ma con la distanza curiosa di un entomologo. Anna, soprattutto, lo incantava. La trovava "non filtrata", diceva.

Il secondo profumo fu quello dello chardonnay e della cera d'api nel loro appartamento in via Margutta. Lo invitarono a cena. Anna scelse con cura un vestito che era un ossimoro: un body in pizzo nero, coperto (ma solo nominalmente) da una camicetta di chiffon color ossidiana. I pantacollant erano una seconda pelle fosca, opachi fino al ginocchio, poi seminati di micro-laser che catturavano la luce. Non erano trasparenze gridate, erano sussurri tessili. Elio notò, certo. Un lampo nelle pupille, subito domato dalla cortesia. Giorgio, divertito e segretamente elettrico, osservava tutto.

La conversazione fluiva, vino e confidenze. Elio parlò di un amore perduto in Giappone, decenni prima. Anna, con le guance arrossate dall'alcol e dall'emozione, si sporse verso di lui. "Elio", disse, la voce un tono più bassa del solito. "C'è una cosa che vorrei chiederti. Un desiderio. Una curiosità che mi brucia."

Giorgio tese le orecchie. Elio rimase immobile, la forchetta sospesa.

"Viviamo in un'epoca che esibisce tutto, ma senza mistero", continuò lei, giocando con lo stelo del bicchiere. "Tu… tu sei un uomo di un'altra epoca. Hai un'aurea di riservatezza, di segreto. La mia curiosità è… sensoriale. Vorrei vedere. Vorrei vedere se l'essenza, la forza vitale, resiste al tempo, protetta dal mistero."

"Anna…", mormorò Giorgio, più per dovere che per convinzione.

Elio non si offese. Sembrò piuttosto assorto in un calcolo interiore. "Cosa proponi, mia cara?" chiese, con una calma che fece accelerare il cuore di Anna.

"Di venire da noi. Di lasciare che io sia… naturale. Che io cammini per casa, nuda. Che tu mi guardi. E che io, a mia volta, possa vedere la tua reazione. Tutta la tua reazione. Voglio sapere se il profumo della memoria e del desiderio può essere ancora più intenso di quello della semplice giovinezza."

Il silenzio che seguì fu carico come prima di un temporale. Poi Elio annuì, una sola volta. "Accetto. Come un esperimento estetico. Un gioco di sensazioni."

Il terzo profumo, quello della sera dell'incontro, fu un mix deliberato: legno di sandalo e gelsomino che Anna si era spalmata sui polsi, l'odore del vecchio legno dei mobili di Elio, e un'anticipazione acuta, metallica, che sembrava emanare dalle pareti.

Elio arrivò alle nove. Anna era in camera. Giorgio aprì, teso. "È pronta", disse semplicemente.

Elio si sedette nella poltrona di pelle nella sala, la stessa da cui ammirava i loro libri. Non sembrava un vecchio in quella posizione. Sembrava un sovrano in esilio.

E poi, Anna uscì.

Non ci fu musica, né parole. Solo il lieve fruscio dei suoi piedi nudi sul parquet. Era completamente nuda, salvo i pantacollant neri, quelli opachi che ora, nella penombra, sembravano fatti di ombra liquida. Il pizzo del body era solo un ricordo sulla sua pelle. Il suo corpo era quello di una trentenne atletica, morbida nei punti giusti, un inno alla salute e alla cura. Ma non era una sfilata. Era una lenta, agonizzante esplorazione. Si fermava davanti a una libreria, fingendo di leggere un titolo, l'arco della schiena in curva perfetta. Si chinava a raccogliere un libro immaginario, offrendo la prospettiva dei glutei racchiusi in quella nera seconda pelle. Si appoggiava allo stipite della porta, un braccio sopra la testa, il seno teso verso la luce fioca del lampadario.

E gli occhi di Elio la seguivano. Senza avidità, con una concentrazione assoluta. Le sue mani stringevano i braccioli della poltrona. Il suo respiro, prima regolare, divenne più profondo, più controllato. Anna gli passò davanti, lentissima. Si fermò a meno di un metro da lui. Lo guardò negli occhi. Poi, il suo sguardo scese, deliberatamente, verso il suo bacino.

Lì, sotto la stoffa impeccabile dei suoi pantaloni di lana fine, c'era una tensione inconfondibile. Una cresta netta, imponente, che deformava il tessuto. Non era un rigonfiamento timido. Era un'affermazione. Un arco teso da settant'anni di vita, di ricordi, di perdite, e di una vitalità che non chiedeva permesso per manifestarsi. Era grande, nella sua estensione eretta e nel suo significato.

Anna trattenne il respiro. Una vampata di calore, intensa e umiliante nella sua immediatezza, le salì dalle viscere alla gola. Non era trionfo. Era stupore, e una forma di reverenza. Giorgio, dall'angolo della stanza, vide tutto: la bellezza esposta di sua moglie, la reazione potente, quasi archeologica, dell'uomo più vecchio, e l'intrigo che si dipanava non più a tre, ma a quattro, includendo quel quarto elemento muto e testimoniale che era il desiderio di Elio.

Anna, spezzando l'incantesimo, si avvicinò ancora di più. Con un gesto lentissimo, che non era un invito ma un omaggio, tese una mano e sfiorò, solo per un istante, con le punte delle dita, la stoffa tesa sopra quella forma. Sentì la sua compattezza, il calore attraverso il tessuto.

Elio chiuse gli occhi. Un sussurro rauco gli sfuggì: "La traccia… non è perduta".

Poi Anna si ritrasse, e come era entrata, scomparve nel corridoio, lasciando dietro di sé il profumo del gelsomino, del desiderio e del potere immenso, vertiginoso, di un mistero svelato.

In salotto, rimasero i due uomini. Elio aprì gli occhi. Non cercò di nascondere nulla. Guardò Giorgio. Non c'era sfida in quello sguardo, né vergogna. C'era una verità semplice e desueta.

"Vostra moglie", disse Elio, la voce più roca del solito, mentre l'erezione iniziava lentamente a placarsi, ma l'impressione che aveva lasciato era indelebile, "ha cercato un profumo. Credo abbia trovato un estratto puro, che voi, forse, date per scontato. La ringrazio. E vi ringrazio."

Quella notte, Giorgio e Anna non fecero l'amore subito. Parlarono a lungo, nell'oscurità, corpi avvinghiati. Lei tremava ancora. "Non era quello che mi aspettavo", mormorò contro il suo petto. "Era di più. Era come toccare non un uomo, ma la Storia stessa del desiderio."

E quando finalmente si unirono, fu con una lentezza rituale, un'attenzione nuova alle sensazioni, alle curve, ai profumi del corpo dell'altro. Anna chiuse gli occhi e vide non Elio, ma la sua forza silenziosa, la linea netta sotto la stoffe grigia. E fu, per entrambi, la scoperta di un nuovo intrigo: quello di sapere che il desiderio è un oceano, e loro avevano appena navigato lungo una costa inesplorata, profumata di terra, di vino e di legno di sandalo.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Anna , Giorgio ed il "gentile nonnetto":

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni