Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > La Passione Nascosta di Elena
tradimenti

La Passione Nascosta di Elena


di Riuky74
17.10.2025    |    1.605    |    1 7.0
""Più profondo, " sussurrò, e lui spinse su, colpendo quel punto che la faceva vedere le stelle..."
Elena aveva compiuto 50 anni da pochi mesi, ma il suo corpo era un tempio di curve mature e invitanti: seni pieni e sodi che sfidavano la gravità, fianchi larghi che ondeggiavano con una sensualità innata, e una pelle olivastra che profumava di vaniglia e desiderio represso. Sposata da venticinque anni con Marco, un uomo solido e affettuoso di 52 anni, Elena aveva scoperto, quasi per caso, il brivido del tradimento consensuale. Marco lo sapeva tutto: non solo lo sapeva, ma lo incoraggiava. "Vai, amore mio," le sussurrava ogni mattina, baciandola sulla fronte mentre lei si preparava per la giornata. "Portami indietro i tuoi racconti, i tuoi gemiti immaginati. Mi eccita pensarti così libera." Era un cornuto felice, eccitato dall'idea di sua moglie che si concedeva ad altri, che tornava a casa con il corpo segnato da tocchi estranei, e lui la reclamava dolcemente dopo, leccando via i residui del piacere altrui. Elena amava quella dinamica: le dava potere, la faceva sentire una dea del sesso, padrona delle sue scelte. Sceglieva con cura come e dove farsi scopare, dove farsi sborrare, variando ogni volta per assaporare il contrasto, per mantenere vivo il fuoco che ardeva dentro di lei.La sua routine era un balletto di orari precisi, un'agenda segreta di lussuria che si intrecciava con la vita quotidiana. Ogni amante era diverso: corpi, età, stili, e lei orchestrava tutto, decidendo il ritmo, le posizioni, il finale esplosivo. Iniziava la mattina presto, con il primo appuntamento, e finiva la sera tardi, tornando da Marco con il cuore che batteva forte e la figa gonfia di ricordi.Il Mattino con Luca: Il Giovane Stallone nel BoscoAlle 7:30 del mattino, quando il sole filtrava timido tra le foglie autunnali del bosco dietro casa loro – un'oasi di querce secolari e sentieri nascosti, dove l'aria era fresca e profumava di terra umida e resina – Elena incontrava Luca, il suo amante ventottenne, un personal trainer atletico con muscoli scolpiti e un cazzo spesso come un polso, venoso e sempre pronto. Era il contrasto perfetto con Marco: giovane, rude, animalesco. Elena lo sceglieva per iniziare la giornata con energia brutale, per sentirsi viva nel sudore e nella natura selvaggia.Quel giorno, indossava un tailleur attillato grigio, ma lo aveva già slacciato durante il tragitto in macchina. Luca la aspettava appoggiato a un tronco muschioso, i pantaloni della tuta abbassati quel tanto che bastava per mostrare l'erezione mattutina. "Cazzo, Elena, sei una milf da urlo," ringhiò lui, afferrandola per i fianchi e premendola contro la corteccia ruvida. Lei rise, un suono gutturale e complice, e gli morse il labbro inferiore. "Oggi ti voglio duro, Luca. Niente preliminari sdolcinati. Scopami come se fossi la tua preda."L'emozione la travolse come un'onda: il cuore le martellava nel petto, un misto di eccitazione proibita e potere assoluto. Sapeva che Marco era già sveglio a casa, forse masturbandosi pensando a lei lì, nel bosco, con un altro uomo. Luca la girò di spalle, le alzò la gonna fino alla vita, strappandole le mutandine di pizzo con un gesto secco. Il suo cazzo balzò fuori, caldo e pulsante, e la penetrò da dietro in un colpo solo, facendola ansimare contro l'albero. "Sì, così... più forte," ordinò lei, arcuando la schiena. Lui obbedì, affondando con spinte violente, il suono dei loro corpi che sbattevano echeggiando tra gli alberi. Elena sentiva la figa dilatarsi, i succhi che colavano lungo le cosce, mescolandosi alla rugiada del mattino. Sceglieva di farsi scopare così, in piedi, contro la natura, per il brivido dell'esposizione: ogni fruscio di foglie poteva essere un passante, un vicino, e questo la faceva contrarre intorno a lui, stringendolo come una morsa.Luca accelerò, le mani che le strizzavano i seni attraverso la camicetta, pizzicandole i capezzoli duri come sassi. "Sto per venire," grugnì lui, il fiato corto. Elena, padrona del momento, decise il finale: "No, non dentro. Sborrami in bocca, voglio assaggiarti mentre ti guardo negli occhi." Lo spinse a terra, sulle foglie umide, e si inginocchiò, prendendolo in bocca con avidità. Le labbra si chiusero intorno alla cappella gonfia, la lingua che roteava sul frenulo mentre lui pompava i fianchi. Lo succhiò profondo, fino in gola, soffocando i conati per il piacere di dominarlo. Luca esplose con un ruggito, schizzi caldi e salati che le riempirono la bocca, colandole agli angoli delle labbra. Elena ingoiò tutto, leccandosi le dita, e lo baciò forte, facendogli assaggiare se stesso. "Bravo ragazzo," mormorò, pulendosi con un fazzoletto mentre lui crollava esausto. L'emozione era euforica: si sentiva potente, una predatrice che aveva reclamato la sua preda. Tornò a casa con il sapore di lui in bocca, e Marco la baciò subito, assaporando il segreto con un sorriso complice.Il Pomeriggio con Roberto: Il Collega Maturo in UfficioAlle 14:00, nel cuore della pausa pranzo, Elena si rifugiava nell'ufficio di Roberto, un avvocato di 55 anni, elegante e posato, con capelli brizzolati e un cazzo curvo che sfregava esattamente sul suo punto G. L'ambiente era il suo studio in centro città: pareti di libri antichi, una scrivania di mogano lucido, tende pesanti che filtravano la luce del sole pomeridiano, creando ombre intime. Qui, Elena sceglieva la raffinatezza, il sesso lento e controllato, un contrasto con la furia mattutina. Roberto era il suo amante "intellettuale", quello che la faceva sentire desiderata per la mente oltre che per il corpo.Entrò con un caffè in mano, fingendo una riunione di lavoro, ma i suoi occhi lo tradirono: bruciavano di anticipazione. "Ho pensato a te tutto il giorno," disse lui, alzandosi e chiudendo la porta a chiave. Elena posò la tazza, si sedette sul bordo della scrivania, e aprì le gambe lentamente, rivelando le calze autoreggenti e la figa rasata che pulsava già. "Oggi voglio che mi lecchi fino a farmi implorare," comandò lei, la voce bassa e autoritaria. L'emozione era diversa: un calore profondo, una connessione erotica che la faceva sentire vulnerabile ma al comando, come se stesse negoziando un contratto del piacere. Sapeva che Marco, a casa, stava pranzando da solo, immaginandola nuda su quella scrivania, e questo la bagnava di più.Roberto si inginocchiò tra le sue cosce, le mani che accarezzavano le gambe setose, e immerse la lingua nella sua fessura calda. Elena gemette piano, afferrandogli i capelli, guidandolo esattamente dove voleva: sul clitoride gonfio, poi dentro, leccando i lembi umidi. "Lì... sì, succhia," ordinò, mentre lui obbediva con maestria, la barba che le grattava piacevolmente la pelle. Il suo corpo si inarcò, le tette che premevano contro la camicetta sbottonata, e lei si masturbò i capezzoli mentre lui la portava al limite. Dopo due orgasmi – il primo un fremito leggero, il secondo un'esplosione che la fece tremare – lo tirò su, slacciandogli i pantaloni. Il suo cazzo emerse, curvo e rigido, e lei lo montò a cavalcioni sulla sedia girevole, facendolo scivolare dentro con un sospiro di pienezza.Cavalcarono piano all'inizio, i fianchi che roteavano in cerchi lenti, la scrivania che cigolava sotto il peso. Roberto le succhiava i seni, mordicchiando i capezzoli, mentre Elena controllava il ritmo, alzandosi e abbassandosi con deliberata lentezza, sentendo ogni vena pulsare contro le pareti interne. "Più profondo," sussurrò, e lui spinse su, colpendo quel punto che la faceva vedere le stelle. L'allungarono: minuti di spinte misurate, pause per baci profondi, lei che gli graffiava la schiena lasciando segni rossi. L'emozione montava come una marea: tenerezza mista a lussuria, la consapevolezza che questo era un furto di tempo prezioso, rubato al mondo fuori. Quando Roberto ansimò "Vengo," Elena decise: "Sborrami sulle tette, voglio sentirlo colare caldo." Lo fece sdraiare sulla scrivania, gli montò il petto e lo segò forte con la mano, la bocca che lo leccava la cappella. Lui schizzò in archi potenti, il seme bianco e denso che le ricoprì i seni, colando tra la valle profonda. Elena lo sparse con le dita, assaggiandone un po', e lo pulì con la lingua prima di rivestirsi. "Grazie per il 'riposo'," disse con un occhiolino, lasciando l'ufficio con il reggiseno appiccicoso e un sorriso soddisfatto.La Sera con Alex: Lo Straniero Selvaggio in MotelAlle 20:00, quando il crepuscolo avvolgeva la periferia industriale, Elena parcheggiava la sua Audi davanti al Motel Luna, un posticino anonimo con neon sfarfallanti, letti con lenzuola a fiori sbiaditi e un odore di disinfettante misto a sesso vecchio. Qui la aspettava Alex, un operaio rumeno di 35 anni, muscoloso e tatuato, con un cazzo enorme, lungo e spesso, che la riempiva fino a farla urlare. Era il suo amante "selvaggio", quello per notti di passione grezza, e lei lo sceglieva per scaricare la tensione accumulata, per perdersi in un abbandono totale.Alex aprì la porta della stanza 12, nudo dalla vita in giù, una birra in mano. "Elena, mia puttana italiana," la salutò con accento pesante, tirandola dentro e chiudendo a chiave. Lei rise, eccitata dal suo approccio diretto, e si spogliò lentamente, lasciando cadere il vestito sul pavimento logoro. L'ambiente era kitsch: un specchio sul soffitto che rifletteva ogni mossa, una TV che borbottava un film porno in sottofondo, e il letto che cigolava già all'idea. L'emozione era primordiale: un fuoco liquido nello stomaco, la scarica di adrenalina di essere una donna sposata in un motel con uno straniero, sapendo che Marco la aspettava sveglio, con il telefono in mano per i suoi messaggi criptici – "Sto bene, amore. Presto da te.""Stasera ti voglio in ogni buco," disse Alex, spingendola sul letto a quattro zampe. Elena annuì, il cuore che le scoppiava: adorava questa sottomissione apparente, ma era lei a dettare le regole. Lui la leccò da dietro, la lingua che esplorava l'ano e la figa, facendola contorcersi. "Entra, cazzo, scopami il culo," ordinò lei, e Alex obbedì, lubrificandola con la saliva e i suoi umori prima di spingere dentro lentamente. Il dolore iniziale si trasformò in piacere acuto, il suo ano che si apriva intorno alla sua circonferenza, ogni centimetro che la dilatava. Gemette forte, afferrando le lenzuola, mentre lui pompava con ritmo crescente, le palle che sbattevano contro la sua pelle.Allungarono il rapporto: lui la scopò analmente per minuti interminabili, alternando spinte lente e profonde a colpi rapidi, le dita che le stuzzicavano il clitoride per farla venire due volte, i succhi che schizzavano sul letto. Poi la girò, la penetrò vaginalmente missionario, le gambe di lei sulle sue spalle, affondando fino all'utero. "Dio, sei così bagnata," grugnì lui, sudando copiosamente. Elena lo cavalcò poi, rimbalzando sul suo cazzo, i seni che ondeggiavano ipnotici nello specchio sopra di loro. L'emozione era travolgente: ondate di estasi che la facevano piangere di piacere, la sensazione di essere usata ma al contempo regina, con Marco nella mente come un'ancora di amore perverso.Quando Alex tese i muscoli, pronto a esplodere, Elena comandò: "Sborrami in faccia, coprimi tutta." Lo fece inginocchiare, masturbandolo furiosamente mentre lui le schizzava addosso: fiotti caldi che le colpirono le guance, le labbra, i capelli, colandole sul mento. Lei aprì la bocca per prenderne un po', ingoiando con un gemito, poi si pulì con le dita, leccandole una per una. "Sei un animale," disse, baciandolo teneramente nonostante il casino. Si rivestì, lasciando il motel con il viso ancora appiccicoso sotto il trucco, e mandò un messaggio a Marco: "Torno. Porta il lubrificante."Il Ritorno a Casa: Il Cornuto FeliceElena rientrò a mezzanotte, il corpo esausto ma raggiante, con l'odore di tre uomini diversi sulla pelle. Marco la aspettava in salotto, in accappatoio, un bicchiere di vino in mano. "Raccontami tutto," disse lui, gli occhi che brillavano di eccitazione. Lei si sedette sulle sue ginocchia, aprendo le gambe per fargli sentire la figa gonfia e sensibile. Mentre gli narrava i dettagli – il bosco umido, la scrivania lucida, il letto del motel – Marco la toccava piano, leccandole i residui secchi di sperma dalle tette e dal viso. "Sei la mia dea," mormorò lui, penetrandola dolcemente mentre lei finiva il racconto. Il loro sesso fu tenero, un contrappunto alle scopate feroci della giornata: lui dentro di lei, piano, mentre lei gli sussurrava quanto lo amasse per questo, per la sua accettazione totale.Elena si addormentò tra le sue braccia, sazia e appagata, sapendo che domani l'agenda sarebbe ricominciata. Era la sua vita: una sinfonia di desideri, scelte libere, e un marito che la adorava per ogni goccia di piacere che portava a casa.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La Passione Nascosta di Elena:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni