tradimenti
La Vendetta cap. 2
26.10.2025 |
3.889 |
5
"
Elena mugola con il mio cazzo in gola; la situazione la sta portando al parossismo..."
Trascorrono un paio di settimane e, seppur con meno sfrontatezza, mi “faccio cercare” ripetutamente da Elena. Il nostro sesso diviene sempre più spinto, passionale e trasgressivo; tuttavia, avvertiamo che manca ancora quel tocco di audacia che entrambi ricerchiamo. Le propongo quindi una serata in un club privé rinomato nella comunità scambista, sufficientemente lontano dalla nostra residenza abituale. Elena accetta con entusiasmo, confessando che desiderava propormelo da tempo.Il venerdì successivo iniziano i preparativi. Alle 19:30 la mia donna è intenta a truccarsi davanti allo specchio del bagno, indossando esclusivamente i suoi tacco-12; una provocazione studiata per scatenare la mia libido e risvegliare l’istinto più torbido in me. Ci riesce perfettamente. Mi posiziono dietro di lei e, mentre si applica il fard, le sfioro i capezzoli con le dita inumidite di saliva; poi mi sporgo per alitarvi sopra, strappandole un gemito di piacere a cui seguono i soliti insulti.
— «cazzo se sei porco, amore. Sai sempre come farmi perdere il controllo. Porco, porco, porco!»
Lo dice gemendo intensamente, poiché nel frattempo succhio quei bottoncini ormai eretti e turgidi. Faccio scivolare una mano tra le sue natiche, conquistando il suo stretto orifizio, mentre con l’altra sono già sulla sua fessura umida.
— «Bastardo lussurioso, mi stai letteralmente facendo impazzire. Sìììììì! Non puoi fare così, sei proprio un lurido maiale.»
Le mie dita sono ormai dentro la sua fica e la possiedono con movimenti ritmici, uncinando la parte più sensibile della sua vagina, mentre con il pollice dell’altra mano ho violato il suo ano; nel frattempo, indice e medio si aggiungono alle dita già nella fica.
— «Bastardo, porco, stai abusando di me, lo sai vero? Però non smettere... continua! Voglio godere e sborrarti sulle mani, uomo depravato e perverso. Sìììììì!»
Proseguo così: lento, insinuante, profondo, ma senza mai condurla al culmine. Ormai è completamente mia succube, sottomessa, schiava, e infatti esclama:
— «Amore ti prego fammi godere, non resisto più, voglio urlare come una cagna in calore!»
Invece di rispondere, rallento in modo lascivo e osceno i movimenti delle dita nella sua fica e nel sedere; lei se ne avvede immediatamente.
— «Fai il bastardo perché sai che desidero il piacere e che sono totalmente tua succube. Adesso farei qualunque cosa per te, non ti rifiuterei nulla. Non ne posso più; voglio il tuo cazzo, lo voglio nel culo, tutto!»
Ma il mio atteggiamento resta inflessibile e la incalzo:
— «Quindi adesso sei totalmente nelle mie mani?»
— «Sì, porco.»
— «Mi pare, però, che tu sia ancora troppo scontrosa e propensa agli insulti. Se hai deciso che stasera sarò il tuo padrone e signore, devi cambiare registro e dimostrarmi di essere la mia schiava, intesi, troia?»
Il mio tono è serio e sferzante. Inizio, quindi, a possederla con le dita in modo rapido e violento.
— «Sì, sì! Farò ciò che vuoi, padrone. Mi prostrerò ai tuoi piedi e sarò più compiacente del solito. Potrai chiedermi qualunque cosa!»
Mi godo questo momento di dominio assoluto; la percepisco pronta a soddisfare ogni mia voglia, anche la più depravata. Tuttavia, stasera dovrà soffrire: voglio esasperarla al punto che, dopo l’affronto che le farò subire, mediti solo una vendetta impietosa. Gelo la sua passione dicendole:
— «Ok, cagna; allora inizia subito, perché da questo momento ti è vietato eccitarti o avere orgasmi fino a destinazione. Continua a prepararti, tra venti minuti partiamo.»
Il suo volto si trasforma: l’espressione carica di desiderio muta in un livore unico, con lampi d’odio nello sguardo. A fatica recupera l’aplomb, completa il maquillage e rinfresca le parti intime ancora eccitate con acqua fredda. Lascio la toilette e, ultimato il mio abbigliamento, vado ad attenderla in auto.
Dopo cinque minuti arriva: splendida, erotica nel suo tubino nero che fascia il corpo mettendo in risalto il fondoschiena sodo. Completano la mise i tacco-12 e una catenella alla caviglia con anello d’oro, segno di appartenenza a un padrone. Prevedo scintille. Durante il tragitto, provo a rompere il ghiaccio chiedendole quali limiti vogliamo porci. Mi gela rispondendo:
— «Mio signore, stasera sono la tua schiava; tu hai il potere di decidere ogni cosa per noi. Farò tutto senza riserve.»
— «Bene; allora ti ordino di dirmi cosa ti senti pronta ad affrontare e cosa, invece, non vorresti fare.»
Riflette qualche secondo, poi risponde:
— «Visto che posso scegliere, desidererei essere leccata solo da un uomo maturo con un bel cazzo, evitando i giovani stalloni. Un maschio "stagionato" sa come far impazzire una donna senza irruenza. E desidero che questo avvenga mentre mi dedico a fare la succhiacazzi per te godendomi il tuo cazzo nel modo più osceno possibile. Infine, se avrò voglia di qualcosa di insolito, vorrei scegliere io come e con chi soddisfarla.»
Senza guardarla, acconsento prontamente:
— «Ok, hai facoltà di farlo. Dal momento in cui entreremo nel club, gestirai tu l’inizio della serata.»
— «Grazie mio signore, te ne sono grata.»
Percepisco però un velo di sottile inganno nella sua voce. Per il resto del viaggio scambiamo solo poche parole.
All’ingresso del club ci consegnano delle maschere, ma Elena decide di non indossarla. Esploriamo il locale, immerso in un'atmosfera erotica fatta di luci soffuse, musica di sottofondo e profumi speziati. La vedo dirigersi con passo deciso verso dei salottini dove coppie e singoli si scambiano effusioni lascive. Appena incrocia il mio sguardo per un assenso, le faccio un cenno d’intesa e la seguo. Ci accomodiamo su un divano; accanto a noi siede un uomo di circa sessant'anni, affascinante e prestante. Intuisco sia lui il prototipo di maschio maturo che cercava.
Alla sua sinistra siede una giovane donna di circa 25 anni. Lui le accarezza le cosce, scoprendole la fica priva di intimo. La ragazza indossa un collare di cuoio e oro; gli accarezza il cazzo sopra i pantaloni, cercando di liberarlo. L’uomo fissa Elena sfacciatamente. Lei mi guarda per saggiare la mia reazione; io le sorrido, dandole via libera. La giovane sta ora facendo uno straordinario, pompino al maschio maturo, mentre lui le accarezza la testa come una cagnolina.
Elena decide di rompere il ghiaccio e inizia a baciarmi con trasporto, massaggiando il mio cazzo sopra il tessuto. Le sollevo il vestito mettendo a nudo il sedere e la fica, scoprendo che non indossa il perizoma. Mentre la bacio, continua a provocare l'altro uomo con lo sguardo. Il mio cazzo è ormai libero ed Elena ne lecca la punta senza smettere di fissare provocatoriamente l'estraneo. Il messaggio è chiaro: l’uomo si inginocchia di fronte a lei, rivolgendomi un’occhiata interrogativa. Elena mi fa capire che è lui che desidera.
— «Se vuoi, puoi solo leccarla!» intimò all'uomo.
Lui acconsente, allarga le cosce di Elena — che asseconda il movimento senza smettere di spompinarmi — e inizia a leccarla con lingua larga, lasciando una scia di saliva fino all'inguine. La morde appena e poi ne lecca la fessura con foga Quasi lappando come un mastino.
Elena mugola con il mio cazzo in gola; la situazione la sta portando al parossismo. Quando l'uomo le infila la lingua nella fica, un gemito intenso esce dalla sua bocca.
— «Mio signore, grazie per permettermi di godere della lingua di questo meraviglioso porco.»
Il suo tono è di sfida, non di sottomissione. Rimango impassibile, sapendo che la sua tracotanza vacillerà presto.
— «Sai già che hai il mio permesso, cagna.»
Lei scivola sul bordo del divano e ordina:
— «Leccami tutta, anche il culo! Stasera voglio godere solo con la tua lingua.»
— «Sì, mia signora, ti farò godere come desideri.»
— «Allora fottimi con questa lingua, splendido maiale.»
L’uomo penetra la sua fica e il suo orifizio con dita e lingua contemporaneamente. Elena, ancora carica per la frustrazione accumulata a casa, raggiunge un primo orgasmo travolgente. Quando lui inizia a leccarle il sedere, lei perde ogni freno.
— «Sì, infilamela tutta, voglio che mi scopi il culo con la lingua!»
L’uomo inizia a masturbarsi e la mia donna osserva quel cazzo duro quasi ipnotizzata. Conoscendola, vorrebbe sentirlo ovunque: certamente in bocca, poi nella fica e, infine, nel culo, desiderando quasi di essere violata. Nel frattempo, la giovane ragazza si inginocchia vicino a me e impugna timidamente il mio cazzo. Elena se ne accorge ma non protesta per equità di trattamento, forse. La ragazza inizia a darmi una sbocchinataalla minchia magistrale. Vedo che Elena mal sopporta l’iniziativa, ma è troppo concentrata sul secondo orgasmo che sta per regalarle l’uomo maturo.
— «Sìììììì, godo! Non smettere, cazzo! Leccami anche l’anima!»
Elena resiste a stento dal gridare a quell'uomo di possederla fisicamente. A quel punto forzo la situazione: ordino alla giovane di mettersi dietro al suo uomo e di leccarlo trable natiche mentre lo masturba. Lei esegue subito. Elena sorride e mi sussurra un convinto «porco bastardo». Ma la sua espressione cambia quando mi sistemo dietro la giovane, puntando il mio cazzo contro il suo orifizio anale. In pochi istanti la possiedo profondamente.
Elena vorrebbe andarsene per il mio "tradimento", ma decide di restare per non darmi soddisfazione. Agendo d’impulso, afferra l’uomo per la testa e ordina:
— «Voglio questo tuo cazzo nella fica. Fottimi adesso, davanti a quel porco del mio uomo!»
L'uomo carica le gambe della mia donna oscenamente spalancate sulle spalle e punta il suo membro durissimo tranle sue cosce.
— «Non lubrificare, la voglio asciutta! Voglio sentire il dolore mentre mi spacchi la fica, bastardo.»
Lui esegue: la penetra con un colpo solo.
— «Ahaaaaaaaa. Sììììì! Sfondami, scopami, sbattiti questa troia e fallo davanti a lui!»
— «Certo splendida troia, ora ti scopo per bene. Proprio come farei con una puttana.»
Inizia a possederla profondamente. Elena è totalmente succube: il trattamento la eccita perché l'uomo è esperto e perché la tratta come una zoccola sotto i miei occhi. Io continuo a possedere la ragazza, ma osservo Elena che, vedendo un capannello di uomini masturbarsi attorno a lei, invita un giovane nero ad avvicinarsi. Lui si inginocchia e le porge il suo membro imponente; lei lo impugna con aria di sfida verso di me.
— «Ha ragione l’uomo che ti possiede: sei solo una gran troia, una vacca da monta, una cagna in calore!» la insulto.
— «Sì, sono una troia, una puttana, una cagna in calore e anche una gran succhiacazzi; ma stasera sono la loro puttana. Non la tua. Ora fottiti!»
Si siede sull'uomo maturo, dandogli le spalle e impalandosi sul suo cazzo. Urla di piacere mentre viene posseduta nel culo. Poi ordina al giovane nero di inginocchiarsi e penetrarle la fica con la sua nerboruta minchia. La doppia penetrazione le strappa forti urla ma il dolore si mischia al piacere. Lo spettacolo è eccitante: Elena sta consumando la sua vendetta, ma so anche che questa a cui sto assistendo non sarà un'azione isolata; Conoscendola, avrà in mente di infliggermi una punizione piú severa.
Elena, da quella cagna che è, apprezza lo scenario lussurioso, circondata da uomini eccitati a causa sua. Abbandono la ragazza e mi unisco al gruppo per godermi la sua performance. Lei mi guarda e mi insulta ancora:
— «Porco, bastardo! Goditi la tua femmina trapanata da due veri maschi e goditi tutto il la sborra che questi maiali mi riverseranno addosso. Guardami e godi, se ne sei capace! Ora Sborrate i vostri cazzi sul corpo di questa puttana!»
Elena ormai ha perso il contatto con la realtà. Dopo gli spasmi del piacere, gli uomini la costringono in ginocchio. Uno dopo l’altro, iniziano a inondare il corpo di seme caldo: viso, bocca, seni, capelli. Lei si spalma quel fluido con le mani, sfidandomi con lo sguardo. Mi avvicino, la prendo per i capelli e le ordino di aprire la bocca.
— «Ingoia tutto, puttana! Puliscimi il cazzo, troia. Non dimenticare che sei la mia schiava, cagna!»
Mi sorride beffarda.
— «Sì, sei il mio padrone, ma stasera ho realizzato anche le tue fantasie, non solo le mie. E se pensi sia finita qui, ti sbagli di grosso.»
Dopo essersi ripulita, si ripresenta vestita e profumata. Senza guardarmi, dice solo: «Andiamo, voglio tornare a casa». Durante il viaggio regna un imbarazzante e profondo silenzio. Una volta arrivati, si mette a letto dandomi le spalle.
E ora attendo la sua vendetta.
Continua...
...
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La Vendetta cap. 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
