tradimenti
La Vendetta cap. 6. Finale.
30.11.2025 |
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"Andrea si posiziona davanti al mio viso, mentre Elena indossa un’imbracatura con due falli di silicone..."
Domenica pomeriggio, dopo aver ultimato i preparativi per la serata, io ed Elena ci dirigiamo verso la villa indicata dal suo nuovo dominus, situata in un luogo isolato a circa venti chilometri dalla cittadina.Al nostro arrivo, varchiamo il cancello e parcheggiamo davanti a quella che ha l'aspetto di un'antica casa coloniale. Una volta scesi, attraversiamo una porta socchiusa, richiudendola alle nostre spalle. Su una consolle alla nostra destra, Elena raccoglie un foglio di istruzioni; senza rivelarne il contenuto, mi rivolge un sorriso appena accennato. Poi, con passo risoluto, si dirige verso un’altra porta, entrando come se conoscesse già l'ambiente. La seguo in una stanza dall'atmosfera ovattata, caratterizzata da luci soffuse e specchi posizionati al centro del soffitto e sulle pareti; in un angolo arredato con cura spiccano alcuni cassettoni e un letto a baldacchino.
Al centro del locale domina un massiccio tavolo rotondo mentre, accanto al letto, alcune cinghie pendono dal soffitto. Ai piedi del letto è sistemata una sorta di cavallina ginnica, alta circa 70 cm, dotata di cinghie su ogni piede di sostegno. Noto diverse telecamere certamente, pronte a riprendere ogni nostra mossa. Sulla parete di fronte al letto, un'enorme TV si accende improvvisamente, trasmettendo immagini che abbiamo già vissuto: Elena in auto con lui, mentre lo implora di possederle la fica con le dita, urlando il suo piacere e godendo come una troia. Poi la vediamo ancora mentre, prima di accogliere la verga in bocca, fissa la dashcam e poi me, quasi a voler anticipare l'atto. Infine, i gemiti e gli insulti del suo maschio perverso che, nel culmine del piacere, le riversa in bocca il suo seme caldo; la sequenza si chiude con un primo piano di Elena che, spavalda, gioca con la lingua prima di deglutire, mostrando la bocca vuota a conferma del gesto. Per concludere questa performance da puttana da marciapiede, ripulisce il cazzo dell’uomo.
Mentre la mia donna mi ordina di spogliarmi, la TV mostra un altro video: siamo a casa nostra, durante l'ultima depravazione ordinata dal suo padrone. Io sto raccogliendo con la lingua gli umori della sua fica dopo essere stato penetrato profondamente dal suo vibratore. Poco dopo godo intensamente perché quella puttana della mia donna mi sta regalando un pompino meraviglioso, massaggiando e succhiando i miei genitali. Il filmato si chiude con noi due che ci baciamo lascivamente, scambiandoci i fluidi appena emessi e i residui di quelli del suo maschio dominante.
Elena versa un liquido ambrato da una caraffa in due coppe e me ne offre una. Ignoro la natura della bevanda, ma bevo senza esitare, avendo comunque una vaga idea di cosa possa contenere.
Vengo fatto sedere su un grande puff ai piedi del letto, ma solo dopo che Elena mi ha legato nudo, mani e piedi, alle cinghie della pediera del letto. Mi ritrovo così vulnerabile, con le gambe spalancate e le braccia tese, impossibilitato a muovermi. Subisco tutto senza opporre resistenza, leggendo sul volto della mia compagna una profonda soddisfazione. Il suo abito è aperto sul davanti e, a parte i tacchi vertiginosi richiesti dal suo signore, è completamente nuda. Il trucco pesante, la frangia che le incornicia il viso e l'atteggiamento la fanno apparire proprio come una puttana pronta a battere i viali, eppure resta splendida.
All’improvviso, una porta si apre e appare finalmente l’uomo che, nelle ultime settimane, ha trasformato Elena in una troia, una cagna, una puttana sottomessa. È come se lui l'avesse liberata da ogni pudore, recidendo i legami che la identificavano ancora come "la donna di un altro". Osservandola, ho la sensazione che lei si sia totalmente svincolata da ogni catena.
Lui appare giovanile, sotto i quarant'anni, con una tunica di lino bianca che ne evidenzia il fisico tonico. Elena lo raggiunge e, seguendo un copione prestabilito, lo spoglia, restando in attesa ai suoi piedi. Lui le preme un piede sulla testa, in un gesto a metà tra la carezza e l'atto di dominio. Il mio cazzo reagisce immediatamente; mi maledico, ma vedere Elena così soggiogata mi eccita in modo animalesco.
Appena liberata, Elena, come una cagna esperta, inizia a leccargli i piedi risalendo lentamente fino ai genitali e alla sua asta già turgida. Mi umilia vedere la mia donna ignorarmi completamente per comportarsi da vera puttana con lui, ma allo stesso tempo la cosa mi eccita terribilmente. Osservo il mio "rivale": fisico asciutto, sguardo profondo e carismatico. Intuisco perché lei ne sia attratta: quest'uomo è certamente un manipolatore esperto.
— "Alzati e raggiungiamo il nostro ospite," ordina lui.
Si posizionano a pochi centimetri da me. Dalla mia posizione sono costretto a guardarli dal basso, il che accentua la mia sottomissione psicologica. Davanti al mio viso, il suo membro svetta arrogante e pulsante. Elena nota il mio sguardo ammirato e sorride beffarda.
— "Andrea, mio signore, vedi come guarda il tuo cazzo? È già pronto per te… per noi."
Finalmente conosco il nome del suo nuovo padrone. Elena aderisce col corpo al suo fianco, impugna il suo membro e con l'altra mano ne accarezza le natiche. Lui risponde accarezzandole il sedere. Questa complicità mi ferisce, eppure alimenta la mia lussuria. Lui la bacia con foga e dai gemiti di lei capisco che la sta penetrando con le dita. Elena mugola come una cagna in calore e inizia a praticargli una lenta masturbazione, poi si rivolge a lui fissandomi negli occhi.
— "Il mio cornuto è pronto; la sua natura di cuckold è emersa non appena ha visto la sua femmina fare la troia con un altro. Ma voglio vedere fin dove si spinge: ho bisogno del tuo meraviglioso cazzo da condividere con lui."
Senza più ritegno, si inginocchia davanti a me e inizia a praticargli un pompino. Sento l'odore e il calore di quell'atto.
— "So che muori dalla voglia di farlo anche tu. Facciamolo insieme, troione."
Mi provoca, baciandomi e facendomi sentire il sapore dell'uomo a cui ha appena succhiato il cazzo. Quando accosta quella carne alle mie labbra cerco di scostarmi, ma lei mi afferra per i capelli, guidandomi fino a sentire il calore di quella mazza. L’odore mi conquista e istintivamente inizio a leccare; le nostre lingue duellano su quell'asta pulsante.
— "Apri la bocca, puttana, e succhia questo cazzo. So che lo vuoi."
Obbedisco. Andrea mi spinge il membro in gola; quasi soffoco, ma poi trovo il ritmo. Da uomo, so come dare piacere e inizio a usare la lingua con maestria. Il bastardo rantola soddisfatto.
— "Il tuo cornuto ci sa fare, sembra una puttana nata, un vero succhiacazzi. Vedremo se è anche un maiale pronto a farsi usare."
Elena sembra in estasi nel vedermi agire come una troia. Mentre resta accovacciata, estrae un fallo di cuoio e inizia a penetrarsi la fica, insultandomi pesantemente:
— "Sei proprio una cagna in calore! Guardati come sei perverso mentre fai il pompino come una lurida prostituta!"
All'improvviso Andrea si scosta da me, afferra Elena e la mette a pecora proprio davanti ai miei occhi. Senza esitazione la penetra nella fica con un colpo secco. Lei urla di piacere. Farsi possedere davanti a me la fa impazzire.
— "Guardami, succhiacazzi! Guarda come questo stallone sfonda la mia fica! Tra poco mi riempirà di seme e tu sai bene cosa dovrai fare!"
Anche Andrea è ormai travolto dalla foga:
— "Troia, non godere ancora! Prendi quel fallo e usalo nel sedere di questo cornuto, ma non farlo sborrare: è qui per servire!"
Elena obbedisce con sarcasmo. Prende il dildo, lo insaliva e lo spinge nel mio ano. Urlo per il dolore improvviso.
— "Lurida troia, mi stai rompendo il culo! puttana perversa!"
Nonostante la mia sofferenza, lei continua fino a penetrarmi del tutto.
— "Rilassati, ora verrà il piacere. Ti sei rivelato una gran puttana."
Mentre Andrea continua a possederla, il rumore dei loro umori riempie la stanza. Dallo specchio, l'immagine che restituiamo è di una perversione assoluta. Elena urla di voler godere insieme al suo padrone.
— "Allora godi, troia, e poi sai cosa fare!"
In una sincronia perfetta, gridiamo tutti e tre. Io e Andrea la inondiamo di seme. Lei, come una cagna in calore, riceve tutto con estasi. Poi mi bacia, passandomi il mio stesso seme, e mi ordina di ripulirle la fica con la lingua.
Leccarla mi eccita profondamente. Lei si rivolge ad Andrea:
— "Padrone, questo bastardo lecca meglio di una puttana, mi fa impazzire!"
Poi, su ordine di Andrea, lei si posiziona sopra il mio viso e mi inonda di urina e umori. È un'umiliazione suprema che ormai desidero. Riprendo a leccare come una cagna, mentre le penetro il sedere con le dita. Elena è una troia nell'anima, una puttana fino al midollo che gode ferocemente.
Il liquido bevuto all'inizio mantiene i nostri cazzi turgidi. Andrea ordina di prepararmi per la fase successiva. Vengo slegato e posizionato sulla cavallina ginnica, di nuovo immobilizzato ma con il bacino esposto. Elena mi accarezza e mi bacia le natiche.
Andrea si posiziona davanti al mio viso, mentre Elena indossa un’imbracatura con due falli di silicone. Uno entra in lei, l'altro resta pronto per me.
— "Ora questo cazzo ti spaccherà il sedere. Diventerai la nostra puttana."
Inizio a praticare un pompino ad Andrea mentre Elena, da dietro, mi penetra l'ano con il fallo di silicone.
— "Che troia che sei, te lo prendi tutto! È stupendo vederti così mentre fai il pompino al mio padrone!"
Andrea rantola:
— "Che lingua ha questo cornuto, fa pompini migliori dei tuoi, Elena!"
Elena gode per l'ennesima volta, poi si toglie l'imbracatura e viene a baciarmi per assaporare il gusto del seme di Andrea sulla mia bocca. Subito dopo, Andrea mi penetra con forza, montandomi come una vacca.
— "Godo a vederti così, come una puttana da strada! Chiavatelo tutto, voglio sentirlo urlare!" grida lei.
In pochi minuti, siamo di nuovo al culmine. Elena scivola sotto di me e inizia a succhiarmi come una cagna. Tra la spinta di Andrea e la bocca di Elena, esplodo in un urlo di piacere, seguito subito dopo da Andrea che mi riempie le viscere.
Quando tutto sembra finito, Andrea ci offre dell'altro liquido fresco.
— "Piero, stasera domino io. Esprimi un desiderio e sarà esaudito."
— "Voglio possedere insieme a te questa grandissima puttana della mia donna," rispondo.
Andrea approva:
— "Usa pure questa troia come il nostro sborratoio privato. Questa puttana non aspetta altro."
Trascino Elena per i capelli e la faccio inginocchiare.
— "Apri quella bocca da succhiacazzi, troia!"
Le uriniamo addosso sul viso e sul corpo. Lei sembra estasiata, spalmandosi il liquido ambrato ovunque, per poi riprendere a praticare un doppio pompino con perizia. Andrea la insulta ancora, dicendo che in quella fica potrebbe entrarci di tutto.
Ci spostiamo sul letto. Ordiniamo alla nostra puttana di impalarsi sui nostri membri.
— "Voglio che il mio padrone mi sfondi il sedere e tu la fica. Voglio essere trattata come una puttana da marciapiede," urla lei.
Si posiziona tra noi, accogliendo entrambi. Gemiti e insulti riempiono l'aria.
— "Sfondatemi, fate di me la vostra troia, la vostra puttana, la più lurida delle vacche da monta!"
Decido di osare di più e chiedo ad Andrea di entrare nello stesso orifizio. Lui acconsente e ci ritroviamo a penetrarle insieme il culo. Elena urla per l'intensità, ma continua a spronarci. Andrea usa anche il fallo di cuoio nella sua fica. L'orgasmo ci travolge quasi contemporaneamente, riempiendola completamente dei nostri semi.
Elena, tremante, sussurra:
— "Bastardi, mi avete rotto il culo, ma mi avete fatto godere come una troia. Vi amo per questo."
Andrea si riveste e lascia la stanza. Elena, ancora tra le mie braccia, mi accarezza e mi bacia.
— "Porco! Ti amo, tanto."
FINE.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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