bdsm
Dominata dall'amico di mio figlio. cap.5
06.06.2025 |
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"Vederla succube, schiava, umiliata mi eccita enormemente e so che anche questa consapevolezza da parte sua di questa mia reazione, alimenta la sua lussuria e il suo senso di perversione..."
Davide le accarezza le natiche con un piede e si insinua tra loro fino a scivolare sulla fessura fradicia. La mia troia si piega appena offrendo meglio le sue terga e allargando le gambe per facilitare quel contatto lussurioso e perverso. Non smette di spompinare Gab e, intanto, Davide tenta di penetrarle la fica con le dita dei piedi. Lena non capisce la natura di quel contatto, ma la eccita molto e fa di tutto per farsi penetrare. Questa sua performance dura un paio di minuti, poi Gab, dopo aver malvolentieri abbandonato quella bocca avida di cazzo, fa un cenno al suo amico perché si attivi, preparandola per il prossimo trattamento a cui la vuole sottoporre. Lena è costretta da Gab a stare a pecorina con un piede sul collo fino a toccare il pavimento col viso. Le accarezza il culo e leggo sul suo volto tutta l’eccitazione per poter disporre del corpo della mia femmina con tanta libertà e perversione.Le massaggia il buco e inizia a masturbale con la sola punta delle dita lo sfintere. Lei geme e tenta di assecondarlo, sperando che la penetri, ma lui vuole solo torturarla ed eccitarla. Poi inizia a percuoterle le natiche con violente manate, procurandole dolore e sofferenza, ma lei impazzisce per quel trattamento. Poi inizia a batterle la fica a mano aperta prima in modo leggero poi sempre più forte, rapido, bruciante. Per più di un minuto Lena urla, ma non si sottrae, poi finalmente un lungo gemito e un orgasmo che le toglie il fiato, la fanno sborrare come una fontana.
-“Lecca, troia, raccogli tutto lurida cagna.”
Gab, perversamente la prende per i capelli e la obbliga a leccare la sua stessa sborra. Intanto Davide è arrivato col suo armamentario e, dopo la raccomandazione di Gab di “ripulirla” per bene, si accinge a praticare alla mia donna un corposo “clisma”. Lena intuisce subito ciò che le sta accadendo, ma ormai, come mi ha svelato successivamente, è decisa a subire qualsiasi umiliazione. Dopo averle introdotto una buona quantità di tiepido liquido, l’amico di Gab la prende per un braccio e la porta in bagno, facendola sedere sul water e ordinandole di non togliersi la benda e di chiamarlo non appena si sarà liberata in modo da aiutarla a ripulirsi. La mia donna esegue alla lettera e quando urla di essere pronta, Davide l’assiste e, usando un doccino attaccato al vaso, la lava tra le natiche a lungo, poi aiutandosi con la mano fa lo stesso trattamento alla sua fica, soffermandosi sul suo clitoride col getto e facendola gemere di piacere. Poi l’asciuga e la riporta al centro della stanza. Mi avvicino le accarezzo il viso, l’attiro a me prendendola con un braccio per la vita e la bacio con passione. Lei mi riconosce e mentre sussurra un “ti amo”, risponde al mio bacio con trasporto, cercando con la mano il mio cazzo duro che le sfiora il fianco. Davide, nel mentre, ha sistemato una originale cavallina per esercizi ginnici al centro del locale, quindi, afferra la mia femmina per i capelli in modo deciso e col mio aiuto la posiziona col ventre a contatto con la parte in cuoio dell’attrezzo, lasciando fuori testa e bacino. A quel punto fica e culo di Lena sono totalmente offerti alla vista e a qualsiasi abuso la si voglia sottoporre. Le mani le vengono fissate con delle cinghie alle gambe anteriori mentre le gambe della mia donna, sfruttando dei supporti collegati alle gambe anteriori dell'attrezzo ed estensibili come quelle del lettino del ginecologo, vi vengono adagiate sopra e oscenamente allargate, quasi ad obbligarla ad una sorta di spaccata. La vedo smarrita e muove il capo come se volesse percepire quello che le accadrà di lì a poco. In un sussurro Gab mi ordina di massaggiarla e prepararle fica e culo. Mi armo, quindi di creme e inizio a passarle sul corpo, in particolare mi soffermo tra le natiche e le infilo dentro prima un dito e poi due e, infine, un altro, provando a dilatarle lo sfintere perché so già le intenzioni di quei porci bastardi. Gab si avvicina col cazzo sempre in tiro al suo viso, glielo fa scivolare sulle guance, sul collo, tra le labbra. Lena tenta di catturarlo senza riuscirci. La vedo mentre annusa e si riempie le narici di quel tipico odore del cazzo duro, caldo, pulsante ed eccitato. Il suo istinto da cagna è in allerta. Finalmente Gab le accarezza la testa e glielo infila in bocca lentamente. La mia donna non ha idea di chi sia quella minchia ma per lei in quel momento è solo carne dura, fremente calda e vogliosa… come lei! Quindi imbocca, lecca, succhia e se lo fa scivolare fino in gola ingoiandolo tutto. Adora sempre di più quel tipo di trattamento e da un po’ si è abituata a prenderlo fino a toccare le palle con la lingua. Davide, intanto, le ha sistemato un cazzo di gomma in fica e attraverso una piccola pompa ne aumenta il volume e le vibrazioni. Lena inizia a rantolare ma non abbandona quel cazzo. Credo che in quel momento stia toccando le vette più alte della sua depravazione e, conoscendola, sta godendo più la sua mente in quel momento che il suo corpo. A mia volta non posso fare a meno di godermi mentalmente e fisicamente quel momento. Vederla succube, schiava, umiliata mi eccita enormemente e so che anche questa consapevolezza da parte sua di questa mia reazione, alimenta la sua lussuria e il suo senso di perversione. Gab l’abbandona e fa cenno al suo amico di sostituirlo, lasciando Lena in preda a una eccitazione mostruosa perché quel fallo gonfio dentro la sua fica vibra facendola impazzire di piacere. Lui a quel punto prende posto tra le cosce spalancate della mia femmina e le punta la cappella tra le natiche. Lena sta in allerta a quel contatto e quando lo sente violare il suo buco del culo lentamente ma inesorabilmente, perde ogni controllo e urla un sììììììììì lunghissimo, abbandonando per qualche secondo il cazzo duro di Davide. La vedo che perde la cognizione del tempo e si lascia andare, a gemiti continui, mentre tenta, invano, di andare incontro a quella oscena penetrazione. Gab adesso la tiene per i fianchi, le infligge bordate profonde e violente, colpendola con una cinghia sulle natiche, sulle spalle, sui fianchi. Intanto, Davide le trapana la bocca col suo cazzo, tenendole la testa con le mani e fottendola così, fino a quando non lo sento urlare e sborrare come un idrante nella bocca della mia donna. Poi lo tira fuori e continua a schizzarle sborra in faccia, tra i capelli sulle spalle. Anche Gab è al limite e in un momento di parossismo, aumenta al massimo le vibrazioni del fallo nella fica della mia femmina e con gli ultimi colpi di bacino, le scopa il culo, fino a far uscire completamente il suo cazzo, rimettendolo dentro fino alle palle e riversando nel suo culo una gran quantità di sborra che inizia a fuoriuscire durante gli ultimi affondi. Lena ormai ha chiaro il quadro di ciò che le sta succedendo e chi é che in quel momento sta abusando del suo corpo e questa sua certezza non fa che aumentare la sua lussuria e il suo desiderio di perversione al punto che, non appena sente inondare il culo di sborra calda, urla tutto il suo piacere tremando e sussultando per un tempo lunghissimo. A quel punto mi avvicino al suo viso, le tolgo la benda e dopo averla baciata in bocca, finisco di godere nella sua bocca, avvolto dalle sue labbra e dal calore della sua lingua che lecca e succhia, svuotandomi completamente in quell'antro da meravigliosa succhiacazzi.
Slego Lena, liberando le braccia, le tolgo il fallo vibrante tra le natiche e l’aiuto a rimettersi in piedi. Quindi la prendo in braccio, dirigendomi nella nostra camera, lasciando quei due porci perversi nella stanza del piacere. Mentre entriamo nella nostra alcova lei mi guarda in faccia e mi dice:
-“Sei un porco, bastardo e perverso! Hai goduto mentre mi umiliavano; mentre schiavizzavano la tua femmina, mentre abusavano del suo corpo. Vero, bastardo?”
Il suo tono non è di rimprovero ed ha una luce strana negli occhi e, intanto, le rispondo –“Si, amore. Ho goduto nel vederti trattare come in fondo speravi e desideravi.”
Quindi, Lena continua. –“Sei proprio un depravato, ma sappi che ne ero al corrente e saperlo non ha fatto altro che arraparmi come una troia, una vacca, una cavalla da monta. Ora fottimi, voglio che la tua sborra si mischi alla loro dentro il mio corpo e voglio rivivere quei momenti nella mente mentre mi fotti come quella lurida puttana che mi hai fatto diventare. “
Chiusa la porta della nostra camera, abbiamo ripreso ad amarci e a distruggerci di piacere, urlando tutto il nostro godimento, sperando che quei maiali, perversi, potessero sentirci.
Fine.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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