bdsm
Dominata dall'amico di mio figlio. cap.4
23.05.2025 |
14.026 |
3
"Il senso di pienezza che questa nuova presenza le dà è totale; mi confida poi, che avendo intuito che quelle potevano essere le dita del suo porco, anche se tendeva a negarlo, immaginare quel..."
I due mastini si guardano e intanto, si sono preparati, sono del tutto nudi. Sembrano due statue greche e sono arrapanti al solo guardarli. Anche il mio uomo si libera degli indumenti ed è già con il cazzo semieretto; segno che tutta la situazione ormai lo coinvolge sia mentalmente sia fisicamente.Davide ha già in mano una cinghia di cuoio con un manico e Gab dà ordini al mio maschio di sistemarsi a circa un metro da me pronto, immagino, per godersi lo spettacolo e non solo. L’amico porco di Gab sistema la sbarra a cui sono sospesa in modo da dare loro le spalle mentre uno specchio di fronte a me rimanda la mia immagine di schiava pronta al sacrificio.
La prima cinghiata mi arriva da Davide, forte, sulle natiche. Le mie urla di dolore sono, tuttavia, strozzate; dopo un paio di secondi ne arriva un’altra ad incrociare sempre sul culo. Altre urla da parte mia, mentre dallo specchio noto che Davide si sta portando proprio di fronte a me. Gab da dietro mi prende per i capelli e mi urla:
-“Brucia, mammina troiona?”
La sua vena sadica trabocca dalle sue parole e mentre lo fisso negli occhi supplichevole, Davide mi assesta un'altra cinghiata sui seni. Non ho la forza e il fiato di urlare il mio dolore e capisco che le pause tra un colpo e l’altro sono date in modo scientifico, perché possa assorbirle e tollerarle meglio. Mentre subisco lo sguardo crudele di Gab, la cinghia di Davide si abbatte sul mio ventre, pizzicando con la punta il mio monte di venere, quasi all’inizio della mia fessura. Non urlo più, chiudo gli occhi e attendo il prossimo colpo, sperando che il mio corpo si assuefaccia. Tremo per il dolore, ma dalla quinta alla decima cinghiata non reagisco neanche più; come se il mio fisico quasi iniziasse a desiderare quelle percosse. Davide è affaticato, proprio a causa della violenza con cui mi ha colpito e a un cenno di Gab si è fermato. Un calore si irradia sulle zone più colpite ed erogene: dai seni, ai capezzoli, dal ventre al culo, alle terminazioni anali, alla vulva, al clitoride, fin dentro la fica. Inizio a muovere il corpo, contorcendomi come un'invasata; una sorta di formicolio mi invade e anche i miei carnefici notano questo cambiamento.
Gab é il primo a rendersene conto, presumo abbia maturato una grande esperienza in tal senso perché con tono deciso si rivolge al mio uomo.
-“La tua troia inizia a "collaborare"; più che lei, la sua fica e il suo culo. Controlla e scoprirai che é già in un lago.”
Poi fa un cenno a Davide che si avvicina alle mie spalle e, in attesa che il mio maschio proceda a quella laida e oscena ispezione tra le mie cosce, mi massaggia il culo, le gambe e la schiena, afferra i miei seni a coppa e su ogni zona le sue mani vi rilasciano sopra un unguento, donandomi grande refrigerio su tutto il corpo, ma provocandomi contemporaneamente intensi brividi di piacere. Il mio uomo adesso mi fronteggia, ha una strana aria seriosa, sembra essersi calato anche lui nella parte del torturatore vizioso e ha il cazzo duro e dritto per l’eccitazione. Deduco che finalmente sta realizzando la sua e la nostra fantasia più perversa: stanno per seviziare la sua donna sotto i suoi occhi. Non posso fare a meno di pensare che è un lurido porco bastardo che gode della mia “sofferenza”, ma sa che per me quel trattamento, appena iniziato, è puro piacere e si trasformerà in osceno godimento.
Fa scivolare la mano sulla fessura, fino al culo; poi con le dita la allarga e infila prima il medio, poi l’anulare e poi l’indice. Scava e mi attira verso di sé in modo deciso. Gemo per il piacere di quella manovra semi violenta. Intanto Davide si attarda con la mano nel solco tra le mie natiche e in modo rapido mi infila due dita nel culo, iniziando ad allargarle, penetrando. Sento i movimenti delle loro dita che si scontrano, facendomi impazzire di piacere. Come una cagna in calore, muovo il bacino, cercando di assecondare i loro movimenti per ricavarne il massimo del godimento.
La voce di Gab interrompe quell’idillio tra il mio essere una gran troia e i miei due carnefici.
-“Ditemi in che condizioni è questa cagna!”
Il primo a rispondere è Davide.
-“Questa troia è proprio in calore e la sua sborra calda le è arrivata fino al culo, tanto è bagnata.
-“Adesso la mia puttana sarebbe in condizione di prendere in fica qualunque cazzo di qualsiasi dimensione.”
Interviene il mio maschio, lasciandomi basita per come mi ha trattato di fronte a quei maiali depravati. Non mi sento offesa, anzi questo livello di umiliazione a cui stanno per portarmi non fa altro che farmi godere mentalmente ed eccitare senza ritegno.
Gab dà un altro ordine.
-"Bendatela! Da questo momento non dovrà più sapere chi le farà cosa, potrà percepirlo solo con tutti gli altri sensi."
Davide si affretta a recuperare una benda nera in seta e a legarla dietro, sulla nuca. Tutto si fa buio e perdo ogni riferimento visivo. Da questo momento in poi ognuno di loro abuserà del mio corpo e lo potrà oltraggiare come vorrà e questo aumenta il mio desiderio di perversione e depravazione. Potrò solo intuire gesti, movimenti, violenza, percosse e penetrazioni in tutti i buchi senza conoscerne gli artefici, ma solo immaginarli o, meglio, desiderando inconsciamente chi di loro possa essere, così come ho confessato poi al mio uomo, raccontando ogni attimo di quei meravigliosi, lussuriosi e osceni frangenti.
Ed è questo il motivo per cui da adesso in poi sarà suo compito raccontare quanto accaduto in quella villa, arricchendola della mia narrazione, fatta di voglie nascoste, di desideri e perverse pratiche erotiche, oscene mai confessate.
Osservo Lena e la vedo in trepidante attesa, il suo corpo sembra fremere e il suo respiro si fa lento e profondo. Adesso, come mi ha poi riferito, il suo più grande interrogativo sarà: di chi saranno quelle mani, quel cazzo duro a chi apparterrà quella bocca che la bacia, lecca e succhia i suoi capezzoli?
In quei frangenti matura la sua decisione per cui il suo corpo sia solo un pezzo di carne calda, tremula e vogliosa che, oltre a tanta sofferenza e crudeltà, dovrà procurarle piacere e godimento. Pertanto, qualsiasi contatto sarà solo carnale anche se sarà impossibile non dare un volto a quelle mani, a quel cazzo e a quel corpo che aderisce al suo.
Davide le si avvicina da dietro e le fa scivolare le dita nel solco tra le natiche, raggiungendo subito il su buco del culo e trapanandolo con due dita. Lena sporge il culo, facilitandogli l’ingresso. La consegna per tutti è non parlare ad eccezione di me; lei non dovrà avere la minima consapevolezza. Questo aspetto è drammatico, ma nello stesso tempo aumenta l’eccitazione proprio per il livello di lussuriosa perversione. La lingua di Davide le lecca le spalle, e il collo, poi la morde forte, facendola urlare. Mi avvicino e inizio a leccarle i capezzoli e i seni, la vedo sorridere, segno che ha riconosciuto il "tocco". Scendo fino al pube e mentre si gode la mia lingua sulla fessura, una cinghiata la colpisce ai seni, facendola gridare di dolore. C’è una particolare vena sadica nel comportamento di Gab, come se volesse punire ogni gemito di piacere della mia donna, ma non può fare a meno di ammettere che quelle scene lo eccitano enormemente perché il suo cazzo è durissimo. Mi allontano per permettere al porco sadico di colpirla ancora sul ventre, sul pube e sulle cosce; almeno sei o sette volte. Poi si blocca. Da un flacone estrae un unguento e inizia a passarlo delicatamente sulla parte colpita, lentamente, quasi con dolcezza. Lena mi ha confessato che in quel momento pensava fossi io a spalmarle la crema e si é goduta quel tocco. In realtà Gab ha continuato, insistendo sul pube e facendo scivolare solo un dito tra le pieghe della fica fino a soffermarsi all’ingresso, poi, sempre lentamente solo con il polpastrello ha iniziato a giocare con la sua fica, facendola impazzire di piacere. Quell’atteggiamento delicato che le ha riservato dura poco; il suo viso si indurisce ancora e senza preavviso la penetra con tre dita fino in fondo, strappandole un gemito di dolore e piacere. Lei, mi ha detto poi, che era sempre convinta che il bastardo fossi io e quando lui ha iniziato a leccarle i seni, il viso e a succhiarle la lingua lei ha risposto con grande trasporto. Il suo porco bastardo non solo si divertiva, ma godeva a trattarla da cagna e schiava. Il movimento della sua mano dentro la fica della mia donna dura solo un paio di minuti, poi smette di scoparla così, la libera dell’asta di acciaio che le blocca le caviglie, facendomi segno di penetrarla. Insieme a Davide la solleviamo, tenendola per le cosce e in una frazione di secondo sono col cazzo dentro il suo succoso sesso, ormai un lago. Davide non perde tempo e le punta la cappella sul buco del culo e, dopo averci giocato per qualche secondo, a un cenno di Gab, la penetra lentamente ma profondamente. Il gemito che fuoriesce dalla bocca della mia femmina è di intenso piacere. Mi ha confessato che in quel momento era da un po’ che desiderava che Davide la penetrasse e non appena ha capito che ero io ad averle trapanato la fica, non ha fatto altro che desiderare che quel porco le riempisse il culo con la sua minchia. Essere posseduta in quel modo le dà un senso di totale asservimento al maschio e lei adora essere succube, prendendolo tra le natiche.
Nel giro di un paio di minuti Lena geme e quasi urla il suo piacere. Perde la cognizione del tempo, ma ha la lucidità per cogliere un movimento che sul momento non riesce a decifrare. Mentre la penetro in fica, Gab si pone di fianco a noi e prova a penetrarla a sua volta con un dito, assecondando i movimenti del mio cazzo. Lei lo percepisce e ancora di più quando le dita di Gab diventano due. Il senso di pienezza che questa nuova presenza le dà è totale; mi confida poi, che avendo intuito che quelle potevano essere le dita del suo porco, anche se tendeva a negarlo, immaginare quel gesto invasivo, osceno, aveva aumentato il suo desiderio di perversione e depravazione.
All’improvviso la sentiamo urlare tutto il suo godimento; la sua sborra invade il mio cazzo e la mano e il braccio di Gab, riversandone sul pavimento. La sento tremare in ogni fibra del corpo e lasciarsi andare, appoggiando il capo sul petto di Davide mentre il porco ancora la lecca e la morde, non smettendo di scoparle il culo e provocandole gli ultimi spasmi di piacere.
-“Liberatela e fate leccare a questa cagna la sua sborra sul pavimento.”
Ordina Gab. Con Davide la liberiamo e per qualche secondo la sosteniamo. Poi il suo porco la prende per i capelli e le sibila all’orecchio:
-“Lecca tutto troia, sei qui per soffrire prima di tutto e poi godere!”
Quelle parole, proprio perché pronunciate da lui, la feriscono e la mortificano più di quanto immaginasse, ma la sua anima perversa trasforma anche questo in un momento di intimo erotismo e mi confessa, poi, che lo ha adorato per come l’ha trattata.
Sempre bendata, Lena si inginocchia e al tatto individua le zone che deve leccare e lo fa proprio come una cagna, lappando e leccando. Senza dovercelo dire ci avviciniamo a lei circondandola e il primo a offrirle un piede nudo da leccare e proprio Gab. Al contatto del piede con la sua lingua Lena inizia a leccare con più enfasi, le dita, la monta, poi la pianta, leccando tra le dita. Sa di non poter usare le mani e con la bocca va in cerca delle altre estremità; come mi riferisce dopo perde completamente il senso dell’orientamento e a quel punto non sa a chi appartengono quelle gambe. Gab con le dita le solleva il mento e la costringe a risalire con la lingua. Lena intuisce e inizia a leccare l'interno coscia, raggiungendo lo scroto. Sente un sapore pungente che in altre circostanze sarebbe stato sgradevole, ma quel senso di selvatico e l’odore intenso le riempiono le narici, le arrivano al cervello e si trasformano in nuove fitte di eccitazione in fica. Lecca quelle grosse palle. Non sa a chi appartengono ma le riempiono la bocca e percepisce all’attaccatura un’asta durissima. La percorre tutta fino alla cappella, la lecca, la succhia e ci gioca, godendosi quella durezza. La mano sulla testa la spinge verso il basso e lei ingoia, riempiendosi la bocca, arrivando in fondo alla gola, quasi soffocandola. Non immagina chi sia colui che sta spompinando e non le importa; in fondo lei è solo carne calda, tremula, vogliosa!
Continua...
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Dominata dall'amico di mio figlio. cap.4:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
