bdsm
mia madre e il porco del mio patrigno cap.3
07.08.2025 |
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"Con una mano mi tortura la fica, penetrandola al punto che posso sentire sfiorare il cazzo nel mio culo..."
Vanessa é da un po' che non si fa viva. Poi, una sera, improvvisamente una notifica su WA mi preannuncia due suoi messaggi.Sono seduta comodamente sul letto, le luci basse per creare un po’ di penombra.
-“Mi hai contagiata, puttana e dopo quel giorno ho scatenato il suo “anaconda”!”
Questo il primo messaggio sembra criptico e vi è allegata una foto di un cazzo enorme, visto di fronte sembra lungo con la cappella a punta sottile e grosso alla base; pieno di vene con due enormi palle, è uno straordinario esemplare di minchia e solo guardarlo mi provoca una prima fitta di eccitazione alla fica.
Apro il secondo messaggio e leggo:
-“Sono stata scoperta mentre spiavo i miei e questa è la mia punizione”.
Allegato c’è un video che faccio partire. Vanessa è in piedi, posta di fianco, le mani sopra la testa, i lunghi capelli biondi che le arrivano quasi a coprirle il culo. Completamente illuminata è bellissima e sensualissima in quella posizione da sottomessa.
Nell’inquadratura scorgo anche la figura di un uomo a un paio di metri da lei, nudo, spalle larghe, ventre da bevitore e gambe da lottatore; non distinguo il viso. Il suo cazzo, invece, è ben visibile e riconosco "l’anaconda" della foto precedente; in video sembra ancora più enorme. Si avvicina a Vanessa e, finalmente, posso distinguere nitidamente il viso di quell’uomo; ha lineamenti truci ed è il padre della mia amica.
Ora é dietro di lei e le fa sentire quel grosso serpente tra le natiche; le accarezza la fica e, ad alta voce in modo che si possa sentire nel video, le dice:
-“Ora ti rompo il culo, puttana. Ci hai spiati, devi essere punita.”
-“Si, mio signore, merito tutto questo. Voglio essere la tua schiava devota e accetterò ogni punizione che tu vorrai infliggermi.”
Lui la fa girare in posizione frontale rispetto al punto di ripresa e sempre da dietro le punta la cappella in fica e la penetra inesorabilmente.
-“Ahaaaaaa. Sììììììììì… grazie padrone, fottiti pure questa puttana; sfonda questa cagna in calore, puniscila come merita.”
Quelle scene mi hanno fatto bagnare; il video dura 20 minuti; mi sistemo di fronte al grande specchio, spalanco le cosce oscenamente e sul tablet di fronte a me faccio scorrere le immagini di quel bastardo che si fotte sua figlia, senza ritegno.
Attrezzata di succhiaclitoride e del mio fido dildo nero, vibrante con cui inizio a stimolare il clitoride; nel frattempo sento le invocazioni di Vanessa al padre perverso.
-“Sì, Sì, Sì! mio signore, spaccami la fica, ti prego. Ahaaaaaaaa…Dio, lo sento, mi stai aprendo in due. Fottiti questa vacca, sfondala, falla urlare… Ohooooooo…!”
L’uomo la incalza.
-“Sei proprio diventata una grandissima cagna in calore e non ci sono cazzi che ti bastano; adori essere umiliata e abusata. E adesso dimmi, chi ha il merito di questo tuo cambiamento?”
In attesa di risposta, l'uomo tira fuori il cazzo dalla fica e lo punta nel culo della mia amica, penetrandola centimetro dopo centimetro, inesorabilmente. Lei urla, ma lui si ferma solo quando le palle toccano le natiche della mia amica.
Sono arrapata all’inverosimile per quelle scene così morbose, cariche di profonda lussuria; la mia attenzione, tuttavia, viene catturata da movimenti strani e, davanti alla porta della mia camera, celato solo dall’oscurità, scorgo la figura di Orlando, il mio patrigno.
Mi osserva da un po’ e deve aver guardato il video di Vanessa con quel porco di suo padre. Noto che ha il suo bel cazzo in mano e lo accarezza lascivamente. Ci guardiamo negli occhi attraverso lo specchio, poi torno a concentrarmi su Vanessa, attratta dalle sue urla mentre un devastante orgasmo la travolge. In quello stesso istante anche suo padre è colto dal godimento e fa in tempo a tirare fuori il cazzo dal culo della mia amica mentre rantola per il suo piacere e riversa in bocca e su tutto il corpo la sua sborra. Poi lei lo riprende in bocca e lo sbocchina, ripulendolo delle ultime gocce di sborra.
Quella scena e l'inquietante presenza del mio patrigno non fanno che aumentare la mia eccitazione; intanto mi godo quell’attesa spasmodica, perversa prima del piacere finale; quindi, rallento le vibrazioni del mio giocattolo, proprio mentre Orlando si avvicina, posizionandosi di fronte a me. Si piega appena e mi passa una mano sulla fica fradicia, poi si strofina i polpastrelli come a saggiare la consistenza e la viscosità della mia sborra; se le porta in bocca, leccandole, poi sulle mie labbra e mi ordina:
-“Hai un buon sapore. Lecca, puttana!”
Eseguo il suo ordine, assumendo la classica posizione da cagna; mi prostro, poggiando il viso sui suoi piedi nudi. Mi mette le dita sotto il mento, sollevandomi la testa fino all’altezza del suo cazzo duro e pulsante; impugna il cazzo me lo passa sulle guance, sul collo e sulle labbra; poi mi ordina:
-“Tira fuori la lingua piccola succhiacazzi e non muoverla!”
Eseguo e tenendo con una mano il suo cazzone alla base, inizia a passarmi la cappella sulla lingua, fa scivolare tutta l’asta su di essa, facendomela leccare fino alle palle. La mia fica è un torrente e la mia voglia di chiudere le labbra attorno a quella minchia pulsante per leccarla e succhiarla tutta è mostruosa. Per circa un minuto mi godo quella penetrazione, facendo scivolare quel cazzone dentro la bocca e sulle labbra; poi lo tira fuori e mi ordina di mettermi in piedi piegata a 90, con le mani appoggiate sulla pediera del letto.
Eseguo senza fiatare mentre la mia voglia di sesso è crescente e così forte da far male; quindi, le sue mani iniziano ad impastarmi le natiche, le allargano e, infine, percepisco qualcosa di umido, di bagnato che mi arriva proprio sul buco del culo. Poi avverto qualcosa di caldo morbido, insinuante. Orlando mi sta leccando il culo da dio. Sento entrare quel piccolo serpente, mentre mi passa una mano tra le cosce fino a raggiungere il clitoride e sottopormi col suo pollice a un lussurioso supplizio. Un movimento davanti alla porta della camera attira la mia attenzione. La mia splendida e lussuriosa madre ci osserva, sorride quasi compiaciuta, ma il suo sguardo ha un chè di laido, di dissoluto. Indossa una camicia da notte trasparente che, vista la sua altezza, non le copre fica e culo. Ma devo ammettere che è bellissima e desiderabile e per la prima volta ho intensissime pulsioni sessuali nei suoi confronti.
L’istinto è quello di alzarmi e lasciare la stanza, ma le mani di Orlando sulla mia fica e sul mio culo sono salde e, dentro di me, trovarmi col suo uomo che slinguazza il culo di sua figlia mi arrapa morbosamente.
Una manata bruciante su ogni natica mi scatena fitte di piacere in fica e subito dopo Orlando mi penetra il culo con il suo dito medio. Il bastardo ha mani grandi e callose e quel dito mi scopa come un piccolo cazzo.
Inizio a gemere poiché da sempre il mio godimento più intenso e completo proviene dal mio culo; quindi, mi bastano pochi affondi per perdere il controllo e iniziare a gemere e a urlare frasi sconnesse, insultandomi e dandomi io stessa della troia e della puttana, infine, incitando Orlando a rompermi il culo. Penso, poi, che farlo davanti a lei è il massimo della perversione.
-“Elena, senti come urla la tua puttanella, è infoiata come una cagna in calore, secondo me ha solo bisogno di una bella minchia che le fotta per bene, questo magnifico culo.”
Mia madre mi affianca, io sempre piegata sul letto, la guardo mentre raccoglie a coda i miei lunghi capelli, si piega e mi bacia sulle labbra. Poi sento la sua lingua che le lecca e a quel punto è istintivo, le infilo la lingua in bocca, cercando la sua, che non mi nega. È un bacio carico di passione ed erotica lussuria, ma senza foga. Mi sorride con quegli occhi bellissimi poi, rivolta al suo uomo:
-“Hai ragione amore, è pronta e molto disponibile; inculamela questa troia, voglio che diventi una troia, la nostra puttanella di lusso.”
Sono scioccata da quelle espressioni, ma la mia mente perversa e soprattutto la mia fica sono di parere opposto perché ricevono solo segnali e fitte di eccitazione.
-“Allora apriamo le danze, riservandoci di conservare la sua dolce verginità per più nobili finalità erotiche e di lucro. Tu sai cosa desidero da sempre amore? Ricordi?”
Lei lo guarda e mentre sale sul letto, appoggiandosi con le spalle alla testiera, si sistema di fronte a me con le cosce spalancate, si libera della camicia da notte, e risponde al marito.
-“Certo che lo so amore e come vedi mi sto preparando per farti godere lo spettacolo.
Orlando, mi colpisce due volte sul culo con una manata e mi ordina:
-“Monta sul letto, piccola troia, mettiti a pecora e tieni bene aperte le cosce. Stasera riceverai il tuo battesimo col tuo primo vero cazzo nel culo.”
Il loro modo di trattarmi non fa che aumentare la mia voglia di sottomissione nei loro confronti. Essere la loro schiava è ormai, il mio desiderio più grande e so di essere disposta a tutto per esaudirlo. Guardo mia madre che mi sorride e la vedo scivolare in avanti come per trovare la posizione più comoda per ciò che ha in mente. La sua fica ora è a pochi centimetri dal mio viso, ne posso sentire il profumo. È di un meraviglioso color rosa/carne, già fradicia di rugiada umida e così aperta che sembra un’ostrica meravigliosa con le sue grandi labbra pronunciate e il clitoride turgido.
Gli effluvi di quel fiore sbocciato passano dalle mie narici al cervello e il primo desiderio è affondarci il viso, infilarci la lingua, leccarle le labbra e succhiarle fino a stringere tra le labbra quel clitoride ormai duro, così sporgente e scappucciato come un piccolo cazzo.
_” La desideri così tanto questa fica?”
Mi chiede lei, intuendo i miei pensieri osceni, guardandomi negli occhi con passione e amore. Accenno un timido sì con la testa e mentre lei mi accarezza i capelli, spingendomi dolcemente per la nuca verso quel succoso promontorio di carne fremente, Orlando, che ha seguito quel nostro scambio come avesse ricevuto un segnale, mi infila il suo gran cazzone nel culo, tutto fino alle palle.
-“Ahahahahah… bastardo cosí mi romoi il culo! Fermati fa male.”
Per lui risponde mia madre.
-”Ma, veramente, pensavi gran puttanella che eravamo qui solo per il tuo piacere? Certo, te lo godrai tutto quel cazzo nel tuo bel culo, ma stasera ci farai divertire molto, entrambi. Quindi, dimostra di essere quella troia che vuoi diventare!”
Rimango allibita per quella sua sortita e come sempre, questa ennesima mortificazione si trasforma in eccitazione sessuale spasmodica.
Intanto, Orlando inizia a fottermi il culo con maestria, lui sa come inculare una femmina e adesso che il dolore è quasi del tutto scemato, posso concentrarmi su quello spettacolo di fica che ho davanti.
La sua mano mi accarezza i capelli, e capisco che devo dare inizio al mio banchetto, ma lo farò a modo mio. L’esperienza con Vanessa mi ha insegnato molto e adesso so come far godere una donna. Inizio a leccarle le cosce vicino agli inguini, poi li mordicchio e infine lecco e succhio.
La lingua a punta sulle grandi labbra, a picchettarle, poi sul clitoride, appena sfiorato e infine senza preavviso le infilo la mia lunghissima lingua in fica.
-“Ahahahaha… che gran troia, mi stai torturando, puttanella. Ma continua, mi
Inizio a leccarle e succhiarle le grandi labbra, poi ancora dentro la fica per circa un minuto e infine, mi dedico a quel piccolo cazzo che è il suo clitoride. Mordo con le labbra ma poi succhio in modo deciso, forsennato. La sento urlare e insultarmi in tutti i modi e mi concentro ancora di più, iniziando a massaggiarle il culo con due dita. Intanto, Orlando ha preso il ritmo e quel cazzo nel culo mi sta devastando di piacere. Con una mano mi tortura la fica, penetrandola al punto che posso sentire sfiorare il cazzo nel mio culo. So che non resisterò ancora per molto ma ho deciso che devo fottere per bene quella troia della mia mammina. Quindi, prendo il mio dildo nero lo passo nella sua fica per lubrificarlo, glielo infilo dentro per aumentare la sua voglia di minchia e subito dopo lo tiro fuori, glielo punto nel culo e la penetro lentamente, ma fino in fondo.
-”Puttanaaaaa. Mi stai spaccando il culo, troia! Sìììììììì…”
Non smetto di leccarla, ma Orlando non mi dà tregua; quindi, devo a tutti i costi far godere quella puttana di mia madre. Quindi oltre al dildo nel culo le infilo tre dita in fica e infine le succhio il clitoride tanto da farla delirare. Dura qualche secondo perché, eccitatissima ancora prima di iniziare a leccarla e penetrarla, la sento esplodere e urlare il suo piacere.
-“Godo, godo, godoooooooo…! Cazzo, sto impazzendo, non fermarti amore, sfondami, aprimi in due, ma non smettere. Ahahahahaha…. Sì, sì, sìììììììììì… Ohohohohoh…”
La sento tremare in ogni fibra, non smette di urlare e mi inonda la faccia con la sua sborra che lecco e lappo come una cagna. Grazie anche a Orlando che nel frattempo ha rallentato i suoi affondi, facendomi sentire ancora di più il piacere di quella nerchia che abusa meravigliosamente del mio culo. Ma tra i loro desideri ci sono quelli di godersi una puttanella adolescente, gustandosela nel vero senso del termine. Vedo, infatti mia madre girarsi e sistemarsi con la faccia tra le mie cosce e con la mia fica a cavallo del suo viso.
-”Amore, sono pronta; inizia a fotterti questa cagna, montandola come merita.”
-“Aspettavo questo tuo ordine amore.”
Orlando le risponde perentorio, poi comincia ad affondare i colpi, mentre mia madre inizia a leccarmi la fica, a farmi sentire dentro la sua lingua. Inizio a urlare come un maiale sgozzato.
-“Ahahahahahahaha… Dio non resisto, godo mamma, godo, godooooooo… non fermarti bastardo, aprimi il culo, sfondalo, sborraci dentro, e poi falla leccare a questa puttana di tua moglie. Cazzo che gran troia sei, mamma. Ma io ti amo tanto, tutta… sìììììììììì….”
Il mio orgasmo è iniziato e non smette. Orlando ci da dentro col suo cazzone, colpendomi con i palmi delle mani sul culo e aumentando la mia eccitazione. È intanto la mia fica erutta sborra che la mia cagna della mia genitrice raccoglie e ingoia. Non riesco a smettere di godere e tremare per il piacere. Poi, finalmente, lo spasmo dell'orgasmo si placa. Ma Orlando non ha ancora goduto e lei lo invita ad andarle vicino. Lo fa sistemare dietro di lei e si impala sul suo cazzo, offrendogli il culo. Ora ho di nuovo la sua bella fica davanti al mio viso. Lei mi guarda e ordina:
-“Leccaci troia, visto che lo sai fare bene e intanto masturbati, mi eccita vederti arrapata, sei uno spettacolo. Come vedi tra noi c’è una discreta familiarità: amiamo godere col culo più che con la fica.”
Sorrido e penso che abbia ragione. Quindi inizio a lappare e leccare quella succosa ostrica; fino ad arrivare al culo e leccare quelle meravigliose palle di Orlando. Nel giro di qualche minuto quella vacca da monta inizia a godere e a schizzarmi in faccia la sua sborra che sa di salato visto che forse la sua vescica un po’ ha ceduto. Orlando non resiste ancora per molto e dopo qualche secondo lo tira fuori e mi ordina:
-“Succhialo, cazzo, spompinami e ingoia la mia sborra, piccola succhiacazzi. Ahahahahahah… Che gran troie siete, due grandissime cagne in calore… ohohohoho… sììììììì.”
Mi riempie la bocca di sborra e quella che gocciola sulla fica di mia madre vado a raccoglierla con grande piacere, leccandola proprio dalla fessura dove era finita. Ci fissiamo negli occhi e sorridiamo. Impugno ancora il cazzo di Orlando e sotto i suoi occhi, inizio a sbocchinarlo e ripulirlo delle ultime gocce di sborra, soffermandomi a leccare l’asta fino alle palle e piú del dovuto.
Poi stanca e appagata, mi abbandono con la testa sul suo ventre. Lei mi accarezza i capelli e le spalle, mentre Orlando ci abbraccia insieme e commenta:
-“Ora ho due puttane da soddisfare e siccome l’età avanza, mi dovrò attrezzare.”
-“Che bastardo sei, sempre pronto a farmi fare la puttana con altri e adesso vorresti coinvolgere anche la nostra piccola schiava?”
-“Magari lo desidera anche lei?!”
Sorrido senza rispondere ma rifletto sul fatto che mi attendono mesi intensi da vivere con loro e ancora… sono vergine!
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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