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Lena, il sogno: sottomessa e schiava cap.2
14.07.2025 |
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"Ahaaaaaa… godo mio signore, sborro, Siiiiiiiiii…godoooooo!”
Li vedo raggiungere l’acme del piacere nello stesso momento; urlano e Lena impadronendosi del plug si fotte la fica in maniera..."
M. la prende per i capelli e la fa inginocchiare, poi la colpisce sulla schiena e le ordina-“Lecca cagna, lecca e pulisci tutto. Non lasciare traccia del tuo piacere e della tua sborra.
Quasi se lo aspettasse, Lena inizia a leccare il pavimento, lappando proprio come farebbe una cagna. Ma non prima di aver risposto al suo padrone.
-“Sì, mio signore, lo faccio subito, perdonami. Ecco, mio padrone, tutto ciò che desideri.”
Ogni due o tre lappate, alza lo sguardo e fissa il suo padrone e dopo un tempo che a me sembra indefinito, M. le ordina di smettere e di rimanere a pecora col viso schiacciato sul pavimento. Dalla sua borsa recupera un collare e, mettendogli un piede in testa, tenendola inchiodata al pavimento, le sistema il collare e le attacca un guinzaglio.
-“Ora sei una vera cagna.”
M. le toglie il piede dalla testa e piazzandosi davanti a lei resta in attesa. Lena sembra incerta sul da farsi, come in attesa di un ulteriore ordine, ma poi, come colpita da una illuminazione, inizia a leccare i piedi del suo padrone. Per avere un suo assenso alza la testa e lo guarda negli occhi. Un ghigno sul volto del mio sodale le conferma che è sulla strada giusta e a quel punto la mia femmina, proprio come una cagna inizia a leccargli i piedi con lunghe lappate. M. solleva la pianta, puntando a terra il tallone e Lena la lecca, risale e succhia le dita e insinua la lingua negli interstizi. Poi passa all’altro piede, riservandogli lo stesso trattamento. Deve eccitarla molto questa ennesima umiliazione. M. le accarezza la schiena fino a sfiorare le natiche e insinuandosi nel solco, raggiungendo il suo buco del culo. Ci gioca un po’, massaggiandolo per diversi secondi e questo ha un grande effetto sulla mia donna perché il culo e la parte anale sono una di quelle più sensibili e gli orgasmi che riesce ad avere con quella parte del suo corpo sono di gran lunga le più intense perché lei riesce a combinare il piacere, godendo col suo meraviglioso culo, ma partendo da una intensa stimolazione di fica e clitoride. In poche parole, una multi-orgasmica. Ma l’elemento che la eccita maggiormente in tutto questo è essere posseduta analmente ed è una ulteriore prova di quanto le piaccia subire il potere e il dominio del maschio. Quindi spompinare e farsi inculare sono tra le pratiche che più di altre la fanno impazzire di eccitazione e piacere. E la testimonianza di quanto ami usare la bocca e la lingua per dare e procurarsi piacere la fornisce non appena M. fa scivolare i pantaloni di lino alle caviglie, liberandosene con poche mosse. La sua asta è tesa, dura, la cappella a punta lucida e gonfia.
-“Alzati e resta in ginocchio con le mani dietro la schiena.”
Le ordina. Lena esegue e si ritrova davanti al viso, a pochissimi centimetri, quel gran cazzo di M. che ha già potuto ammirare altre volte in video o foto mentre si segava e quando eruttava sborra come una pompa. Scene che hanno da sempre eccitato Lena, al pari degli ordini perversi che lui l’ha obbligata ad eseguire, godendo di questa reazione e ritenendo, a ragione, essere la causa di quella performance da parte del suo attuale padrone.
Ora ha davanti agli occhi quella carne dura e pulsante, piena di vene e di dimensioni più grandi di quello che aveva sempre immaginato. L’odore di minchia che le arriva alle narici la stordisce e il primo istinto è di sentirne anche il sapore. Un altro dei pregi della mia femmina è quella di saper godere sfruttando tutti i suoi sensi e olfatto e gusto rientrano tra questi. L’odore del cazzo pulsante e duro insieme alla sua consistenza in bocca o anche al tatto, tra le mani o mentre le sfiora il corpo, la mandano fuori di testa. Lei sa come godersi queste sue sensibilità e il primo movimento del viso teso a sfiorare con la guancia la cappella di M. le provoca un gemito. Si fa scivolare sul collo e fino al lobo dell’orecchio tutta l’asta, gustandosi il calore di quella carne. Poi lo fa passare sotto il mento e finalmente lo sfiora con le labbra per tutta la sua lunghezza. M. geme e sospira, poi sbotta:
-“Cazzo se sei una bocchinara meravigliosa; tu sai come far impazzire un maschio solo sfiorandolo.”
Lena sorride e si gode quell’apprezzamento, socchiudendo gli occhi e lasciando arrivare una fitta di piacere alla fica. Poi tira fuori la lingua e con la punta gioca con la cappella del suo padrone. Lo fissa negli occhi e con espressione provocatoria, quindi lecca e succhia la goccia di liquido preseminale che compare sul meato urinario. Poi spalanca la bocca e lo ingoia più che può, imprigionandolo con le labbra e mulinando la lingua attorno alla cappella. Questo trattamento strappa un rantolo di piacere a M. che la prende per i capelli, le blocca il viso e inizia a spingerle il cazzo in gola, come se le stesse fottendo la fica.
Lena rischia di soffocare ma non si sottrae, poi quel porco perverso del mio partner allenta la presa e la lascia spompinare, godendosi le innegabili capacità di Lena di straordinari succhiacazzi che io conosco bene.
Poi le solleva ancora il viso e si piega verso di lei che apre la bocca e come se lo aspettasse da sempre si lascia sputare violentemente in bocca un bel po’ si saliva che si preoccupa di riversare su quel palo di carne del suo padrone. Ancora un minuto di questo lussurioso sbocchinamento e quando M. le solleva la testa e fa scivolare la sua saliva sulla cappella e le ordina di non perderne neanche una goccia, lei si affanna a leccare, succhiare e spompinare senza sosta. Poi M. solleva una gamba appoggiandosi con la pianta del piede su una sedia e le ordina:
-“Adesso voglio vedere se, come sostiene il tuo uomo e signore, quella lingua sa dare piacere in mille modi diversi; Fammela sentire dappertutto.”
Dopo avermi rivolto un’occhiata non so se di gratitudine o rimprovero per quella mia intima confidenza violata, il volto di Lena si allarga in un sorriso compiaciuto e siccome so che ama sottomettersi e umiliarsi con quel gesto osceno e lussurioso perchè la fa sentire succube, sottomessa e schiava, inizia a leccargli le natiche, mordendo fino ad arrivare al suo culo, iniziando a penetrarlo e ottenendo dei rantoli di piacere da parte dell’uomo che la portano ad intensificare i suoi movimenti di lingua.
Quel trattamento dura qualche minuto ancora e ho modo di apprezzare quanto leccare il suo padrone ecciti la mia donna. Lo posso vedere dalle tante volte in cui, osservandola da dietro, la sua fica e il suo buco del culo che si contraggono. Istintivamente le accarezzo la fessura e mi godo gli umori che le fuoriescono colandole lungo l’interno cosce. Le infilo un dito poi due e la sento muggire come una vacca, ma senza lasciare uscire quel gran cazzo dalla sua bocca. muove i fianchi e col pollice le massaggio il culo, forzando appena e, essendo ormai sudato, penetro fino alla nocca. Inizio a fotterla così con le dita e lei sembra apprezzare. M. è quasi al limite e non ha certo intenzione di godere schizzando a vuoto o nella bocca di Lena; non adesso almeno. Quindi, tira fuori il cazzo gocciolante di saliva e le ordina di occuparsi del mio di cazzo, facendola salire sul letto e mantenendo la sua posizione da cagna. Mi sistemo con le spalle appoggiate alla testiera del letto e con la mia donna che si posiziona a pecora, offrendo la visione del suo culo e della sua fica spalancata a M.
Inizia a leccare e succhiarmi le palle, il culo e il cazzo mentre la percepisco in trepida attesa per il trattamento che intende riservarle M.
-“So che ti piace subire gesti e azioni sfrenate sul tuo corpo e adesso farò sparire in questo bel buco del tuo culo qualcosa di grosso, duro e lungo.”
Così dicendo, recupera un plug di circa 10 centimetri di lunghezza e con un diametro massimo di oltre tre centimetri nella parte più larga.
Lena non può vederlo, ma appena M. lo punta nel suo culo e inizia a forzare ne avverte tutta la potenza e, ancora col mio cazzo in bocca, rantola, poi il dolore si fa più forte e, liberatasi della mia minchia, urla.
-“Ahaaaaaa… cazzo è grosso mio signore così mi apri il culo. Ohoooooo…”
-“Tra 5 minuti mi implorerai di muoverlo per sentirlo di più e mi pregherai di spaccartelo questo bel culo.”
M. le risponde e quelle frasi le finiscono in fica insieme alle dita, iniziando ad eccitarla ancora di più. Mi fissa negli occhi e solo col labiale pronuncia:
-“Sei un maiale perverso e depravato…ma ti amo”.
È il segno di quanto desiderasse quello che sta accadendole e di quanto me ne sia grata.
Il suo padrone nel giro di qualche minuto la porta a una vetta tale di piacere che i movimenti della bocca sul mio cazzo e sulle mie palle è frenetica, convulsa e ho idea che stia proprio per godere. Posso vedere distintamente il movimento della costante penetrazione del plug che entra ed esce dal culo della mia donna e che le procurano un godimento fuori dal comune. Ad intervalli di qualche secondo la vedo abbandonare il mio cazzo per gemere sempre più forte.
-“Ohooooo, si, si, si…così godo mio signore e tu non vuoi che io lo faccia ancora?”
-“Se lo fai ti frusterò a sangue dappertutto e sulla fica e poi ti farò leccare le ferite dal mastino del portiere di questo hotel.”
Quella minaccia suona vana perché, conoscendo la mia donna, l’avrà fatta eccitare proprio per la sua perversione nell’averla pronunciata. Quindi si concentra sulla mia minchia e inizia a segarla e spompinarla con più impegno. Non so quanto resisterò ma quelle immagini di noi tre al massimo della lussuria e della perversione stanno facendo impazzire di eccitazione.
-“Ti sei comportata da vera cagna in calore, ubbidiente e servizievole e meriti qualcosa di duro ma anche di caldo e pulsante.”
Con queste parole M. tira fuori dal culo della mia femmina il freddo plug e senza attendere oltre le infila in un sol colpo il suo cazzo fino alle palle. È certamente un po’ più grosso del plug, ma già lubrificata e allargata, Lena lo accoglie con un lungo gemito che testimonia il suo dolore per l’improvvisa penetrazione e del subitaneo piacere, perché M. inizia a sgrillettarle il clitoride con una mano e poi, le infila il plug tolto dal culo in fica, strappandole un urlo di piacere.
La mia donna mi guarda e non può fare a meno di dirmi in un sussurro:
-“Amore sto impazzendo di piacere e amo tutto quello che quest’uomo mi sta obbligando a fare. Mi fa sentire veramente una gran troia, una lurida puttana, una cagna in calore e se in questo mi chiedesse di prostituirmi lo farei senza oppormi. Ahahah…”
Urla il suo piacere e inizia a muovere i fianchi favorendo quella straordinaria inculata che sognava da sempre di subire proprio da M.”
A volte spompina il mio cazzo, poi lo sega ma è totalmente concentrata nell’essere brutalizzata e inculata da M. che la prende per i capelli e dopo averla insultata:
-“Troia. Troia. Puttana, stai per godere, lo sento. Il tuo culo mi stringe così tanto il cazzo che tra un po’ annegherà nella mia sborra. Cosa sei? Dillo, urlalo, lurida vacca da monta.”
-“Si, si, si. Sono una troia, la tua puttana, la tua cagna. Montami come una vacca, la tua. Sborrami nel culo, pisciami dentro la tua sborra. Ahaaaaaa… godo mio signore, sborro, Siiiiiiiiii…godoooooo!”
Li vedo raggiungere l’acme del piacere nello stesso momento; urlano e Lena impadronendosi del plug si fotte la fica in maniera parossistica, prolungando il suo orgasmo e riempiendo il letto e le lenzuola della sua sborra. La vedo tremare per il piacere, quasi come se avesse le convulsioni.
M. le infligge gli ultimi affondi e intanto si piega sulla sua schiena, le lecca le spalle fino al collo, la obbliga a flettersi col suo volto verso il mio, poi avvicina il suo e le lecca il viso, le labbra. Lei inizia a baciarmi, accoglie la sua lingua e la mia, leccandole e succhiandole insieme con grande lussuria e lascivia. Lena ancora preda dei postumi degli orgasmi appena raggiunti si lascia andare, ricevendo le ultime spinte dei fianchi di M. e penetrandosi lascivamente col plug fino a smettere del tutto.
M. si rende conto che io non ho ancora goduto e le ordina di fare tutto ciò che io le chiederò per raggiungere il mio piacere.
Sopra la testiera del letto un ampio specchio riempie la parete. La prendo per i capelli e senza violenza ma in modo deciso la obbligo a sistemarsi a pecora di fronte allo specchio della parete, dicendole.
-“Ora ti dimostrerò quanto sei troia perché godrai ancora, mentre ti fotterò fica e culo e ti guarderai mentre lo farai, ma ancora di più perché sborrerai come una cagna ninfomane di fronte al tuo padrone.
M. va alla toilette e dallo scrosciare dell’acqua intuiamo entrambi che si è dato una ripulita. Nel giro di un minuto è di nuovo lì, sul letto insieme a noi, ci osserva mentre, segandosi con noncuranza il cazzo, si gode il mio cazzo che, intanto, sparisce nel culo della mia donna.
-“Sai M., Lena pensa che io sia perverso perché le ho appena infilato il cazzo nel culo dove tu hai già sborrato; in realtà è più perversa di me perché questa è una cosa che adora e se invece che in culo tu le avessi sborrato in fica, sarebbe impazzita di eccitazione nel chiedermi di leccarla ancora fresca della tua sborra.”
-“Bastardo, porco e perverso. Attribuisci a me le tue perversioni, ma non posso non ammettere che hai ragione e tutto quello che hai detto è la verità. Come è vero che farmi sbattere da te di fronte al mio padrone in questo momento mi rende orgogliosa e fiera della cagna sottomessa e schiava che sono diventata. J imploro di fare di me ciò che volete.”
Lena risponde tra il supplichevole e il compiacente mentre inizia a muovere i fianchi, favorendo i movimenti del mio cazzo che le trapana il culo. Inizia a gemere, dando prova di quanto adori sentirsi troia e sottomessa. Guarda M. come in attesa di un suo ordine che finalmente arriva.
-“Succhiami il cazzo, puttana, so che lo adori.”
Lena sorride e appena M. si inginocchia davanti al suo viso, glielo prende in bocca, leccando e succhiando con lascivia, godendoselo e guardandosi allo specchio scoprendo ancora una volta, il piacere di sentirsi proprio una gran puttana vogliosa.
M. adesso è al massimo della sua erezione e vuole godersi la fica stretta della mia donna; per cui si insinua tra le sue e le mie cosce e appena punta la cappella in corrispondenza della fica, Lena vi si impala con grande piacere, gemendo forte.
-“Ahaaaaaaa… cazzo che godimento, miei signori sono la vostra troia, la vostra puttana, la vostra schiava e farò tutto ciò che mi ordinerete, ma fatemi godere vi imploro.”
M. le strizza i capezzoli e senza lasciarli la attira a sé continuando a tirarli e facendo urlare la mia donna. Ma so che quel dolore è solo fonte di altro piacere. Glieli prende in bocca, li lecca, li succhia e poi li morde, forte. Lena urla, ma non smette di farsi impalare la fica e inculare. Sta per perdere ancora il controllo mentre M. la prende per i capelli e le infila la lingua in bocca poi la allontana e tiene la bocca aperta, invitandola a fare quel gesto che la fa tanto arrapare: sputargli in bocca e poi andare a raccogliere il frutto dei suoi umori, ravanandogli ancora la bocca con la sua lingua. Mi piego verso di loro e mi unisco alle loro lussuriose leccate con risucchi di saliva reciproci. Non resistiamo molto e infatti, dopo un paio di minuti di ulteriori affondi, penetrazioni e inculate, sono il primo a raggiungere l’orgasmo e a riversare sborra nel culo della mia donna.
-“Ahaaaaaaaa… bastardi, porci, perversi godo, godo, godooooooo…”
Lena urla e sborra e a quel punto M. si unisce riscaldandole la fica con la sua sborra calda. Affannati e sudati ci accasciamo, distendendoci l’uno a fianco all’altro con Lena in mezzo a noi e in quel momento viene fuori l'intuizione geniale quanto perversa di M.; infatti, sii piega con il viso tra le sue cosce e inizia a leccarle la fica da cui sta uscendo la sborra che le ha appena riversato. Non intendo lasciarlo da solo e mi unisco a quella leccata perversa, facendo eccitare di nuovo Lena.
-“Che depravati siete miei signori; leccatemi e fatemi godere ma poi voglio assaggiare i vostri e i miei umori. Nel giro di due minuti Lena urla ancora il suo piacere, invadendo la nostra bocca con la sua sborra. Recuperiamo tutto quel nettare e in sincrono le facciamo gustare i nostri e i suoi umori in un bacio perverso, lussurioso e lascivo. Poi l’epilogo più naturale, tutti sotto la doccia insieme, Lena che ci sbocchina ancora, facendosi sborrare in bocca e chiedendoci di riempirla di pioggia dorata. Cosa che facciamo, inondandole bocca, viso, capelli, seni, mentre lei si sgrilletta il clitoride ancora una volta godendo come una puttana vogliosa. Si alza in piedi, prende entrambi per la nuca e ci bacia, slinguandoci insieme, contemporaneamente e rendendoci partecipi di quei sapori.
Rimaniamo per qualche minuto a goderci gli ultimi spasmi del nostro piacere, poi decidiamo di rinfrescarci per la cena che ci attende e, chissà, per una notte di sesso ancora più sfrenato.
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