tradimenti
L'amico porco, la trans e mio marito Cap1
03.09.2025 |
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"Mi slaccia i bottoni della camicetta fino a farla scivolare sulle spalle e poi sul pavimento, mettendo in mostra l'intimo di pizzo nero che sostiene il mio seno da adolescente..."
Ste’ è uno dei miei pochissimi amici maiali, con cui io e il mio uomo amiamo giocare e provocarci reciprocamente.Gli ultimi scambi di messaggi con questo gran porco di Ste’ mi hanno acceso il fuoco tra le cosce. Forse una tempesta di ormoni o forse solo la mia natura da troia, ultimamente sempre più lussuriosa e bisognosa di nuove esperienze, fatto sta che i nostri confronti sono diventati sempre più perversi.
Saperlo arrapato durante le nostre chat fatte non di sole parole, ma anche di immagini e video osceni, mi manda fuori di testa. Sono certa che, come me, in quel momento pur di godere anche lui sarebbe disposto ad immaginare gli scenari più depravati.
Nel nostro messaggio più recente ho fatto cadere anche l’ultimo velo di pudore, avendolo sfacciatamente invitato a venire il giorno successivo presso lo studio dove lavoro perché possa dimostrare fin dove sarebbe capace di spingere la sua depravazione nei miei confronti.
Domani è sabato e lo studio è chiuso; Tuttavia, ho detto al mio capo - che è anche il mio uomo - che io sarò in ufficio perché dovrò incontrare un “cliente speciale” e mentre lo dico sorrido in modo connivente. La sua risposta è lapidaria:
-”Troia! Dovrò essere dettagliatamente informato sull’esito di questo incontro speciale.”
-”Sai bene che non vedrò l’ora di raccontarti tutto nei minimi dettagli, vero?”
-“Ne sono certo, ma non sempre mi piace attendere gli esiti degli eventi, qualche volta li anticipo”.
Dopo questa frase sibillina che faccio fatica a comprendere mi saluta e mi bacia in bocca con passione e lussuria; poi con una mano mi accarezza il culo e, sollevando il corto vestito, si insinua nel solco tra le natiche fino a raggiungere la mia fica. le sue dita scavano un po’ e mentre lo bacio gemo di piacere. poi si allontana e mi dice:
-”Come prevedevo, solo pensarlo e parlarmene ti fa bagnare. Tu come ti definiresti?”
-”Io lo so come, ma voglio sentirlo da te.”
-”Che sei una gran puttana?”
È uno dei tanti momenti in cui ci lasciamo andare ai “nostri complimenti” ma in quel momento e per quella circostanza è come se mi avesse appena fatto assaggiare la punta del suo cazzo in fica, senza penetrarmi del tutto. Chiudo gli occhi e mi godo la sensazione di eccitazione che quella fitta mi ha provocato al centro del sesso.
-”A presto amore.”
Lo dice mentre mi bacia ancora una volta e sorridendo, beffardo, se ne va.
Mi preparo, mettendomi in tiro, trucco leggero da signora per bene - mi eccita passare da moglie perfetta quando so di essere una gran troia - abito corto, leggero ma sobrio e che, tuttavia, esalta la forma dei miei fianchi, ma soprattutto delle mie natiche, tornite, sode, alte; elemento di grande attrazione per tutti i maschi che hanno avuto modo di ammirarlo e di quei pochi che lo hanno veramente potuto apprezzare. Inoltre, è comodo tale da consentire in qualunque circostanza un’agevole ispezione del mio corpo e delle mie parti intime. Reggiseno nero di pizzo modello push-up, anche se i miei boccioli non lo richiedono, ma adoro sentire i capezzoli sfregarsi sul merletto, provocandomi una sottile eccitazione; perizoma stile filo interdentale e tacco12 per completare l’outfit.
Sono pronta e, per alleggerire la tensione erotica che mi pervade e che mi inumidisce la fica, per l’incontro imminente con quel gran porco di Ste’, Decido di andare un’ora prima in studio per accertarmi che non ci sia nessuno.
Appena varcato l’ingresso del mio ufficio, la prima sorpresa è del tutto inattesa. In quel momento capisco il significato della frase sibillina del mio padrone sugli “eventi da anticipare”; dalla grande vetrata che separa l’open-space dalla sua stanza, lo vedo seduto alla sua scrivania mentre si intrattiene con una figura femminile. La donna indossa una gonna che le modella culo e fianchi e una camicetta di organza trasparente da cui si intravede il reggiseno di pizzo bianco. La vedo di fianco, altissima, lunghi capelli scuri, ma con fianchi armoniosi e un culo che fa concorrenza al mio. Non appena Paolo accenna un saluto nella mia direzione, lei si gira del tutto, mostrando un viso bellissimo, occhi scuri, bocca carnosa e sorriso da spot pubblicitario, con una bellissima chiostra di denti bianchi. Ora è completamente rivolta verso di me e posso ammirare il bellissimo seno che irrompe sotto la sua camicetta con capezzoli scurissimi. Ne sono affascinata e sento a stento il mio capo che fa le presentazioni.
-“Cristina, lei è Gloria, una mia carissima amica giornalista a cui avevo promesso un’intervista e che abbiamo dovuto anticipare per ragioni di pubblicazione. Gloria, come sai giá e per averla vista nei video e nelle foto che ti ho mostrato, lei è Cristina la mia segretaria particolare, responsabile affari generali e insieme a me memoria storica di questa azienda. Ma è anche la mia femmina e soprattutto la mia sottomessa, la mia schiava, insomma.”
Paolo calca i toni sui termini “femmina, sottomessa e schiava” e lo dice, fissandomi negli occhi e poi dando un’occhiata di intesa a Gloria. Lei sorride, avendo recepito la natura del complesso rapporto tra me e il mio capo.
Lui si alza dalla poltrona e, come a marcare il territorio mi raggiunge e si posiziona dietro di me, cingendomi in un abbraccio che manifesta il suo possesso e la mia appartenenza a lui.
Gloria sorride sorniona e si avvicina in un modo veramente intimo al punto che l’iniziale mio imbarazzo sparisce del tutto perché intuisco che non è nuova a questi comportamenti del mio uomo/capo/padrone, magari, manifestate in altre circostanze simili a questa con lei protagonista.
Un piccolo attacco di gelosia mi prende allo stomaco, ma è solo un attimo, sono ancora stretta a Paolo e, mio malgrado, le sorrido complice a mia volta. Il mio maschio, quindi, si scosta appena solo per farmi ammirare e nello stesso momento, afferra il mio abito dall’orlo e lo solleva fin sopra i fianchi, lasciando scoperti culo e fica, protetti solo da un minuscolo perizoma. Gloria mi gira un po' attorno per apprezzare meglio la "mercanzia". Mi piace quando lui dispone di me in questo modo, senza attendere il minimo assenso da parte mia. Istintivamente allargo il compasso delle mie gambe e attendo gli eventi.
-“Avrai intuito che Cristina da perfetta schiava, quale é, si è già resa pronta e disponibile. Dico bene cagnetta?”
Mentre fa questa affermazione mi passa le mani davanti e con entrambe le mani scosta l’intimo, allarga le grandi labbra, facendo vedere la mia fica già bagnata ed eccitata. Queste sue manipolazioni - che per altri sarebbero umiliazioni - per me sono sempre in fitte di eccitazione tra le mie cosce.
-“Certo, mio signore; per te tutto ciò che desideri.”
Pronuncio queste parole con voce roca per l’eccitazione e con una convinzione che a Gloria arriva per intero. Immagino stia già pensando a come tra poco potrà abusare di me e del mio corpo a suo piacimento. Lei, intanto, mi ha già conquistata non solo per la sua bellezza e avvenenza, ma anche per il suo carisma e la sua personalità. Gloria mi piace e ne sono profondamente attratta.
All’improvviso rifletto sul fatto che tra meno di un’ora arriverà anche Ste’ in questo ufficio e, considerando che Paolo era già al corrente della possibile natura del nostro incontro, immagino che questa sua iniziativa tenda a rendere ancora più intrigante per tutti, questa lussuriosa, oscena, perversa mattinata. Decido, quindi, di non avvisare il mio amico porco di ciò che potrà attenderlo e, caso mai, deciderà lui stesso se restare e unirsi a noi o andarsene.
La voce del mio capo mi riporta alla realtà e, lasciando scivolare il bordo del vestito lungo i fianchi, esclama:
-“Gloria, ritieni che Cristina possa ancora indossare l’abito o debba provare qualcosa di più provocante e lussurioso per noi? Puoi disporre di lei come credi e che da adesso, oltre che i miei, dovrà eseguire anche i tuoi ordini."
-"Da quando mi hai mostrato i vostri video e le vostre foto non desidero altro che fottermi la tua segretaria nonché la tua schiava; Lei è, certamente, una donna di classe e una femmina straordinariamente attraente e merita che io abusi di lei con un outfit di classe e non come una volgare puttana. Far emergere la troia che si nasconde dentro questa elegante signora per bene sarà ancora più eccitante".
Gloria sa come usare le parole e ha intuito che essere umiliata mi eccita non solo mentalmente ma anche sessualmente e in quel momento la mia fica pulsa di eccitazione. Anche Il mio uomo è rimasto colpito da quelle frasi e lo conferma il suo cazzo già duro che preme tra le mie natiche e le sue mani che da sopra il tessuto strizzano forte i miei capezzoli.
Mi vedo riflessa sulla parete a specchio di fronte a noi che rimanda l’immagine di me già preda di una eccitazione quasi parossistica, ma riesco, comunque, a notare che dalla porta di ingresso della stanza, si intravede chiaramente una figura maschile: É Ste'.
Il porco bastardo deve essere lì già da un po’ e, immagino, si sia goduto la mia iniziazione da schiava e puttana sottomessa da parte del mio capo di fronte alla sua amica troia e perversa.
Lo vedo nitidamente che armeggia con la patta dei suoi pantaloni fino a mostrare un gran bel cazzo già duro e che inizia a segare con sublime ed esasperante lentezza.
Anche il mio uomo si è accorto della sua presenza, ma è come se l'avesse già prevista perché resta calmo e, rivolgendosi a me, dice:
-"Gloria ha ragione, sarà eccitante tirare fuori una gran troia da questa tua mise da Signora; di questo potrà goderne anche il tuo amico guardone perverso che ci osserva già da un po'; non lo pensi anche tu, Cry?"
Lo fisso con uno sguardo già carico di eccitazione e sono solo in grado di bisbigliare solo un:
-"Si mio Signore, é così".
Con una mano mi accarezza il viso, l’altra la passa più volte tra i miei lunghi capelli neri, lisci. Poi scivolano insieme sul collo, stringendolo e strappandomi i primi gemiti; ormai sono totalmente schiava delle sue voglie.
Mi slaccia i bottoni della camicetta fino a farla scivolare sulle spalle e poi sul pavimento, mettendo in mostra l'intimo di pizzo nero che sostiene il mio seno da adolescente.
Le sue dita si insinuano sotto il tessuto leggero fino a stringere forte i capezzoli già turgidi e strappandomi un gemito misto tra sofferenza ed eccitazione mentre il mio maschio mi sussurra:
-“Porca, adori questo mix di dolore e piacere e sono certo che tra le cosce, proprio come una puttanella di primo pelo, devi essere già un lago.”
Ancora una volta quelle parole mi umiliano e mi eccitano da impazzire.
Gloria, tuttavia, non rimane spettatrice inerme e quelle scene devono aver eccitato anche lei perché si avvicina e inizia ad accarezzarmi la parte interna delle cosce fino agli inguini, sfiorando, sfacciatamente, con le dita le mie grandi labbra già grondanti di umori. Supera il bordo del sottile tessuto del mio perizoma, gioca con la rugiada che la mia fica vogliosa produce copiosamente, poi senza esitazione ne infila due dentro, strappandomi un forte rantolo di piacere:
-“Ahahahahaghh. OhohohohOhOhOhOhOh, sììììììììììì...”
"Questa gran troia è già un torrente di umori".
Esclama Gloria; la sua voce stranamente roca, quasi baritonale, è già carica di desiderio, e ho già idea di cosa può essere capace questa splendida cavalla.
Le sue dita sono immerse in quel mix di succhi che è il mio sesso e si muovono penetrando lentamente, ma profondamente, in modo circolare, ritmato. Dalla mia bocca vengono fuori un continuo susseguirsi di gemiti che salgono di tono sempre più.
Paolo mi libera del reggiseno e inizia a stringere tra le dita i miei capezzoli, procurandomi dolore e piacere, li schiaffeggia senza troppa violenza, iniziando ad alternare le dita e la bocca con la lingua che lecca e le labbra che succhiano voraci quei turgidi bottoncini, come volesse trarne del latte saporito; quindi, inizia a morderli, lasciandomi il segno dei denti.
Senza rendermene conto mi ritrovo del tutto nuda, in piedi e preda di quei due demoni mentre Ste’ è uscito dalla sua clandestinità e si è avvicinato impugnando il suo cazzo ed è già pronto a dare sfogo alla sua voglia.
L'aria in quella stanza è satura di sesso lo respiriamo tutti e sembriamo degli animali in calore. Paolo mi blocca le braccia dietro la schiena mentre Gloria, inginocchiata tra le mie cosce oltre alle dita dentro la mia fica ha aggiunto anche la sua lunghissima lingua e non riesco a stabilire se mi stanno fottendo due cazzi di una consistenza diversa nello stesso buco oppure mi sto lasciando scopare da un cazzo mentre una vera cagna mi lecca, e lappa dentro. La sensazione è lussuriosamente oscena e mi fa tremare, fremere e sussultare di un piacere perverso, animalesco. Per un paio di minuti urlo la mia voglia e spero in un imminente orgasmo, e se di Paolo conosco la sua crudeltà in questi frangenti, Gloria si rivela ancora più perfida; Infatti, non ha alcuna intenzione di farmi godere e, anzi, mi riserva un trattamento speciale perché tira fuori la lingua e le dita e inizia a schiaffeggiarmi a mano aperta la vulva, ripetutamente e con sempre maggiore intensità. Per circa due minuti mi sottopone a questo supplizio e sento che sta per arrivare un orgasmo devastante come uno tsunami di godimento; ma quella femmina maligna, bastarda e depravata della mia nuova padrona si blocca improvvisamente, lasciandomi in preda a una voglia di godere e ad una frustrazione che genera in me odio puro per entrambi.
-"Che grandissima troia, volevi già godere vero?"
Esclama Gloria con voce roca e baritonale, strana per una donna, mentre sorride beffardamente.
Paolo, intanto prendendomi per i capelli mi trascina in maniera decisa, quasi violenta, su un ampio divano, mi posizione a pecora e, denudato totalmente, mi obbliga ad imboccare la sua verga che inizio a spompinare, mio malgrado, con grande foga e desiderio. Sì, avere la minchia in bocca, sentire quell’odore e quel sapore pungente di maschio, quasi selvatico, mi fotte il cervello e si trasforma in tante fitte in fica.
Gloria si sistema alle mie spalle provvedendo a togliersi anche lei gli abiti.
Ste' non sa su chi concentrare la sua attenzione. Vedermi sbocchinare il cazzo, se poi è anche quello del mio capo, lo manda fuori di testa.
Ma Gloria lo attrae veramente tanto e, quindi, dedica maggior attenzione al corpo statuario della mia nuova signora e padrona. All’improvviso noto che la sua faccia assume un'espressione di straordinario stupore.
Senza smettere di lappare e godermi il magnifico cazzo del mio maschio, dedico per un momento anch’io la mia attenzione a Gloria che, una volta nuda, manifesta tutta la sua “eccentrica” natura.
Vista da dietro ha un culo maestoso, due gambe lunghissime e ben muscolate; accenna a girarsi e quel movimento evidenzia il suo bel seno e quella postura esalta la sua immagine di dominatrice. Ma ció che sconvolge, appena mi si pone frontalmente, è ciò che dal pube si manifesta come una piccola straordinaria proboscide. Un cazzo enorme, duro, pieno di vene, con una cappella grossa e lucida; quel palo di carne dura è veramente potente e bello da vedere!
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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