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La vendetta cap. 1


di Clelia_Rocco_coppia
23.10.2025    |    7.015    |    6 9.4
"-“Voglio sapere a quale altra lussuriosa porcata stai pensando in questo momento!” -“Lo scoprirai presto, devi solo fidarti e affidarti, presto potremmo vivere una nuova e straordinaria..."
Tra le tante cose che apprezzo di Elena c’è sicuramente la sua forte personalità. Donna bella, avvenente, affascinante, con tanta classe, dotata di un’indole tranquilla e tollerante che lei sa coniugare, tuttavia, con un carattere fermo e deciso. Tra le nostre quattro mura, poi, si trasforma, diventando un’altra persona, totalmente e sessualmente sottomessa, asservita e in totale antitesi con la donna energica e autorevole.
Una fortissima e reciproca attrazione fisica ha caratterizzato da subito il nostro rapporto, unita alla fortunata combinazione di ritrovarci ad amare il sesso allo stesso modo, volendolo sperimentare in tutte le sue manifestazioni, senza porsi limiti, ma affrontando ogni nuova sessione o pratica con totale assenza di pudore. Ciò che, tutt’ora, ci lega in maniera indissolubile.
Non è stato, comunque, tutto così scontato tra noi. Femmina con profondo senso di appartenenza, se per un verso è capace di amare e quasi venerare il proprio uomo, dall’altro una istintiva gelosia le impone di non condividerlo con altre donne. Questa è stata la prima condizione che ha imposto nel nostro rapporto quando ci siamo aperti ad alcune esperienze di sesso condiviso con altri soggetti. Infatti, nel nostro ménage c'è stato posto solo per alcuni maschi che, prima di ogni cosa, dovevano piacere a lei.
Personalmente non ho fatto alcuna fatica ad accettare queste condizioni perché il piacere della mia donna è in gran parte uno degli elementi che nella nostra unione alimenta la mia eccitazione e il mio stesso piacere. Quindi fissate queste semplici regole, abbiamo vissuto e condiviso alcune esperienze di sesso che ci hanno sempre appagato e resi più vicini, vogliosi e costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo da sperimentare.
Tutto questo fino al momento in cui un evento particolare non ha rivoluzionato la nostra vita di coppia "affiatata e unita".
L'artefice di questo “disastro” sono io; consapevole, peraltro, di una possibile immediata reazione che avrei scatenato in lei, ma soprattutto conscio di ciò che ne sarebbe conseguito e che si è, poi, manifestato sotto le mentite spoglie di una vera e propria vendetta da parte sua nei miei confronti, sconvolgendo la nostra vita intima e sessuale.
Tutto è iniziato qualche mese addietro, in un momento in cui la nostra vita sessuale viveva una fase routinaria e, pur essendo appaganti tutti i momenti in cui facevamo sesso, entrambi abbiamo concordato che da qualche tempo mancava un po’ di pepe che rendesse i nostri incontri ancora “memorabili”. Elena, tuttavia, ha liquidato la cosa, dicendo:
-“Amore io non mi preoccuperei troppo, secondo me è solo uno stadio passeggero. Perché non fai lavorare la tua proverbiale fantasia erotica, dando fondo alla tua profonda lussuria e alla tua sottile perversione.”
Per rassicurarla ho risposto:
-“Credo che in fondo tu abbia ragione; pertanto, ti prometto che ci rifletterò sopra e certamente mi inventerò qualcosa di nuovo, magari che non abbiamo mai sperimentato.”
Mi ha guardato con aria saccente, incalzandomi con una affermazione caustica.
-“Sei il solito porco, amore; presumo che tu abbia già in mente qualcosa. Siccome di te mi fido, non voglio sapere cosa ti inventerai perché mi sorprenderai da gran porco quale sei!”
Si é avvicinata e mi ha baciato con grande passione, lingua in bocca e con la mano che andava a cercare il mio cazzo per saggiarne la durezza che é arrivata in pochi secondi. Dopo di che si é staccata e, sorridendo soddisfatta, ha detto.
-“Non mi deludi mai, amore. Sei sempre col cazzo in tiro e anche stavolta hai superato il mio test. Ora ti lascio ho troppe cose da fare.”
Dire che l’avrei scopata distesa sul tavolo della cucina è pleonastico, ma il fatto di avermi mollato senza tante scuse e in preda di una fortissima libido, mi ha lasciato molto deluso.
Ho realizzato, a quel punto, che serviva, davvero, una sferzata al nostro rapporto e che doveva essere qualcosa di eclatante, che avrebbe lasciato un segno indelebile.
La prima mossa tattica messa in atto è stata limitare la mia abituale attenzione nei suoi confronti fatta di abbracci, carezze intime, baci lascivi e continue provocazioni sessuali e al quarto giorno di questo trattamento sono arrivato ad ignorarla garbatamente.
Ma Elena è donna troppo esperta per non avere colto l’atmosfera raffreddarsi di giorno in giorno e un sabato mattina mentre siamo ancora a letto si avvicina e mi sussurra:
-“In questi ultimi giorni mi hai trascurato e ho molto sentito la tua mancanza, amore.”
Intanto, mi lecca l’orecchio, mordendolo e facendomi diventare il cazzo duro; poi si mette a cavalcioni sopra di me, non prima di avermi sfilato i boxer e di essersi sistemata con la fica proprio sopra il mio cazzo. Quindi inizia ad ondeggiare con i fianchi, sfregando lentamente la minchia ormai dura sul solco tra le grandi labbra e iniziando a mugolare come una gatta in calore.
-“Vedo che rispondi ancora alle mie sollecitazioni, grandissimo porco. Ahaaaaaa… sìììììììì.”
Per un minuto va avanti così, prima solo mugolando, poi gemendo e guaendo come una cagna in calore. Ho sempre adorato vederla perdere il controllo e so che sta per accadere ancora. Finalmente esplode:
-“Cazzo, cazzo, cazzo! lo voglio dentro adesso mentre non sono ancora bagnata. Voglio sentire il sottile dolore che mi provoca quando la mia fica asciutta si stringe attorno al tuo bel cazzo e mi penetra.”
Si solleva appena, impugna la mia carne ormai durissima e la punta al centro del suo sesso, sedendosi sopra e impalandosi fino alle palle.
-“Ahaaaaaa. Come brucia; è come se adesso tu stessi abusand0 di me porco e so che a te piace troppo fottermi così, a secco. Ammettilo, bastardo.”
Lo dice gemendo, compiaciuta e aspettando la mia reazione che arriva prontamente.
-“Sei proprio una gran troia. Non vedevi l’ora di averlo tutto dentro in questo modo, proprio per vivere l’emozione di questo piccolo stupr0. Ti eccita troppo, puttana.”
-“Si, lo sono e sai che impazzisco quando mi slabbri la fica così. Il dolore che il tuo cazzo mi provoca è lo stesso che ho provato la volta in cui mi hanno sverginato. Il dolore si è trasformato subito in eccitazione e piacere perché già la mia mente lo viveva così.”
-“Non so chi dei due sia più immorale, ma credo che la tua mente fosse perversa già da adolescente. Che gran porca devi essere stata, amore.”
É cosí concentrata su ciò che le ho appena detto che risponde a tono.
-“Se devo essere sincera già a 11 o 12 anni le mie pulsioni sessuali hanno segnato la mia giovane esistenza. Il mio primo orgasmo a quell’età, me lo ha provocato lo spigolo di un tavolo su cui inconsapevolmente mi ero appoggiata, schiacciandoci sopra il clitoride e avendo avuto, così, le prime convulsioni erotiche che si sono trasformate subito in un intenso orgasmo. Poi è stato un crescendo di esperienze e orgasmi; appena possibile, ti racconterò come ho perso la mia verginità. Adesso fottiti questa troia, fai godere e sborrare questa puttana che ormai è troppo tempo che non gode. Ahaaaaaaaa; hoooooooo.”
La mia provocazione non è completa, quindi la incalzo.
-“Io ti conosco bene e so che se adesso ti chiedessi, perché e come stamattina è scattata la tua libido da cagna in calore, scoprirei che, da quella gran succhia-cazzi che sei, ti sarai nutrita con qualche fantasia perversa, come una da vacca da monta.”
Non finisco la frase che risponde come se lo avesse già elaborato nella sua mente.
-“Porco bastardo, depravato. Mi conosci proprio bene. Allora sappi che tutto è partito da un sogno che ho fatto stanotte. Uno sconosciuto di cui ho visto nitidamente il viso, ma che non ho mai visto in vita mia, mi stava montando proprio come una cavalla sotto i tuoi occhi, mentre una puttana ti spompinava e lei la conosco bene, perché è l’unica femmina, veramente troia che ti farei scopare sotto i miei occhi e che scoperei volentieri insieme a te. Ma ora fottimi e fammi godere, come una maiala.”
La prendo per i fianchi e la costringo a distendersi di schiena, mentre, senza uscire dalla sua fica calda e fradicia, inizio a pomparla forte con affondi profondi e decisi. Mentre il mio ventre sbatte sulla sua fica, provocando un rumore così sguazzante e arrapante al punto che Elena, ormai eccitatissima, inizia urlare, accompagnando il ritmo della mia penetrazione.
Le metto una mano sul collo, stringendolo e aumentando il ritmo del mio cazzo che scivola nella sua fica come un coltello caldo nel burro e, finalmente, le sento urlare tutto il suo piacere.
-“Ahaaaaa, sì, sì, sì. Amore godo, godo come una puttana, sbrodolo come una troia. Fottimi, non smettere, sbattiti questa cagna in calore e inonda di sborra questa lurida succhia-cazzi, sono la tua schiava, fai di me quello che vuoi, ma non smettere di farmi godere.”
Urla, trema, sento pulsare e contrarre la sua fica attorno al mio cazzo, ma io non sono ancora pronto e, quindi, insisto, rallentando però il ritmo, continuando a scoparla quasi a farle gustare la mia minchia che la penetra in profondità.
-“Si, amore, sì. Così, lento, tutto dentro, ma non finire. Dammelo tutto, e goditi la fica grondante e ancora vogliosa del tuo cazzo. trapanami come quella gran pompinara che mi hai fatto diventare.”
-“Tu sai bene cosa voglio veramente da te, troia?”
La provoco ancora. Sorride beffarda, di gusto, ma si sta già godendo quello che le farò di lì a poco, e tuttavia, risponde.
-“Il mio culo, porco. È quello che vuoi; ma mi devi inculare in questa posizione, standomi sopra perché voglio vederti in viso quando mi riempirai il culo di sborra calda e mi farai godere ancora nel modo che, sai bene, amo di più: farmi inculare. Ora Fottimi, amore.”
Senza attendere oltre, le sollevo le gambe sulle mie spalle, tiro fuori il cazzo da quella nicchia calda e bagnata e punto la cappella sul suo buco. Elena, ormai è esperta e appena sente che con la minchia forzo l’ingresso, mi respinge, consentendomi di far scivolare il cazzo tutto fino alle palle e, intanto, la mia mano sul suo collo continua a stringere sempre più forte.
-“Ohooooooo. Cazzo, lo sento in gola. Muoviti lentamente, voglio godermelo così, porco bastardo, rotto in culo. Ahaaaaaaa, sì, sì, sì, stringi con quella mano, toglimi il fiato!”
Inizio a pomparle la minchia nel culo prima lento, poi aumentando il ritmo ed Elena sembra gradire molto perché agita i fianchi in modo scomposto volendo anticipare la penetrazione; poi sbotta.
-“Fottimi, rapido, forte, violento; rompimi il culo, fammelo sentire in pancia, ma non fermarti, sfondamiiiiiii.”
-“Troia, puttana, pompinara, succhiacazzi, cagna in calore, vacca da monta e grandissima rotta in culo. Tieni, tieni, ti riempio il culo di sborra, adessooooo.”
Urliamo e godiamo insieme, mentre ci baciamo, succhiandoci le lingue e leccandoci come cani. Seguiamo il flusso del nostro piacere e le pulsioni dei nostri sessi lentamente, fino a rilassarci completamente, rimanendo abbracciati e continuando a baciarci lascivamente.
Proprio in quel momento rifletto sul fatto che proprio dal suo sogno preparerò una sorta di riscossa che ci porterà a recuperare l’entusiasmo e gli stimoli che sembravano un po’ appannati e che avevano steso un velo di routine sulla nostra vita di coppia.
Elena coglie questo attimo di riflessione e mi chiede.
-“Voglio sapere a quale altra lussuriosa porcata stai pensando in questo momento!”
-“Lo scoprirai presto, devi solo fidarti e affidarti, presto potremmo vivere una nuova e straordinaria esperienza, amore.”
Le rispondo persuasivo e insinuante. Mi guarda dubbiosa e sorride, poi esclama:
-“Vedremo ma il mio istinto mi dice che, forse, non dovrei fidarmi, ma siccome non mi hai mai deluso, attenderò con ansia di potermi buttare in questa prossima avventura.

Continua…
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