Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Stefania, una donna da consolare cap3
tradimenti

Stefania, una donna da consolare cap3


di Midi90
14.10.2026    |    1.179    |    0 9.6
"«Adesso ti riempio anche qui, e poi ti faccio scendere», le dico con il fiato corto, mentre riprendo a spingere con decisione nella sua figa, ormai completamente fradicia e accesa..."
Terzo capitolo della mia avventura estiva con Stefania!
Buona lettura!


Il sabato è volato via in un limbo di totale distrazione. Per tutto il giorno non ho fatto altro che pensare alla notte appena trascorsa e a quello che mi aspettava. Ho cercato di riempire le ore dedicandomi a qualche faccenda in casa e sbrigando un paio di commissioni rimaste in sospeso, ma la mia mente era costantemente fissa su Stefania. Ogni volta che guardavo l'orologio, il tempo sembrava scorrere a rallentatore. Nel pomeriggio sono andato a correre per scaricare un po' di quell'adrenalina accumulata e stancare il corpo, per poi concedermi una lunghissima doccia rilassante, curando ogni dettaglio prima di vestirmi. Quando finalmente sono scoccate le nove e mezza di sera, sono salito in macchina. Durante il tragitto sentivo il battito accelerare a ogni chilometro che mi avvicinava a lei.
Arrivato come sempre alle ventidue in punto sotto casa sua, il telefono squilla ed è lei che mi invita a salire. Questa volta, non appena la porta blindata si apre, la trovo ad accogliermi sulla soglia con un look che mi toglie il fiato, facendo schizzare l'eccitazione alle stelle. Indossa un completo intimo di pizzo semitrasparente che stringe ed esalta le sue forme: il balconcino valorizza il suo enorme seno, mentre lo slip sgambatissimo mette in risalto i fianchi generosi e le gambe lisce, slanciate da un paio di tacchi a spillo neri lucidi, alti e provocanti. I capelli sono lasciati liberi e ricadono morbidi sul collo scoperto, accendendo ancora di più la mia voglia.
Mi fa entrare e, prima ancora che io possa dire una parola, si lancia con le braccia attorno al mio collo per travolgermi con un bacio profondo e bagnato, che sa già di promesse e di passione.
«Pronto per la sorpresa?» mi chiede con gli occhi lucidi di malizia, allontanandosi di un soffio ma rimanendo vicinissima.
«Sempre pronto, ma pensavo fosse questa la sorpresa...» le rispondo con un sorriso, accarezzandole un fianco caldo.
Lei ricambia il sorriso con un’occhiata complice che promette scintille, mi prende con decisione per mano e mi fa strada lungo il corridoio, guidandomi verso la penombra della camera da letto. I suoi tacchi battono un ritmo regolare e sensuale sul pavimento, mentre l'oscillazione del suo fondoschiena davanti a me cancella ogni altro pensiero.
«Adesso vedrai...» sussurra, voltandosi appena prima di varcare la soglia della stanza.
Non entriamo in camera da letto, ma mi conduce davanti alla porta chiusa della stanza accanto.
Si volta verso di me con un sorriso malizioso e divertito: «Questa sera non lo facciamo nel letto del cornuto... Ho preparato la stanza degli ospiti!» mi dice ridendo, prima di abbassare la maniglia e spalancare la porta.
Quello che mi si presenta davanti agli occhi mi lascia completamente di stucco e fa schizzare l’eccitazione al massimo livello possibile.
La stanza è avvolta in una penombra caldissima, illuminata soltanto da una striscia di luci soffuse a led posizionata lungo il perimetro del pavimento, che proietta ombre sensuali sulle pareti. Il letto è stato visibilmente spinto e addossato contro il muro, liberando l'intera area centrale della stanza. Proprio lì, ancorata a un robusto gancio d'acciaio fissato direttamente al soffitto, pende un'altalena erotica. Le spesse cinghie di pelle nera lucida, rifinite con cuciture rosse, e le ampie fasce imbottite in velluto — progettate appositamente per sostenere il corpo e lasciarlo sospeso a mezz'aria — oscillano leggermente a pochi centimetri dal tappeto, pronte all'uso. L'aria è impregnata di un profumo leggero di vaniglia e cuoio, un invito esplicito e audace che apre la strada a una notte di pura e sfrenata passione.
Vedendomi così sorpreso, mi guarda divertita e mi chiede: «Allora? Non sai cos'è?»
Io cerco di ricompormi, ma non posso fare a meno di nascondere l'evidente e prorompente protuberanza nei pantaloni.
«Certo che so cos'è... Non ti facevo porca fino a questo punto.»
Lei ribatte subito, spostandosi verso il letto addossato al muro; si siede sul bordo e accavalla le gambe con assoluta lentezza.
«Beh, ti avevo detto che anni fa sapeva come farmi divertire, quel cornuto... Anni fa, appunto...»
Mentre lo dice, schiude leggermente le gambe e si accarezza il collo con un movimento sinuoso, sfidandomi con lo sguardo. Io mi sfilo la t-shirt con un gesto rapido e mi avvicino a lei, travolgendola con un bacio profondo. Subito dopo mi accascio tra le sue gambe e comincio a tempestare la sua pelle di baci caldi. Stefania si lascia andare all'indietro sul materasso, sollevando i piedi sul letto e permettendomi di sfilarle l'intimo in un attimo. Continuo a baciarle l'interno coscia, risalendo centimetro dopo centimetro verso il centro del suo desiderio, per poi fiondarmici ed esplorarla avidamente con la bocca.
La stanza si riempie subito dei suoi gemiti. Spingo la lingua con foga e intensità, infilando contemporaneamente due dita all'interno della sua figa caldissima per dare il ritmo. Nel giro di qualche minuto la tensione accumulata la stringe in un orgasmo intenso e travolgente, che la fa fremere sul letto.
Riprendendo fiato a fatica, mi fissa con gli occhi lucidi di passione e mi dice:
«Adesso che sono caldissima, possiamo cominciare...» indicando con un cenno del capo l'altalena che oscilla al centro della stanza.
La aiuto ad alzarsi dal letto e la guido con cura verso il centro della stanza, dove le fasce dell'altalena attendono di sostenerla. Con gesti calmi ma decisi, la aiuto a posizionarsi e la assicuro alle cinghie, regolando le prese per farla sentire stabile e a suo agio.
Stefania si ritrova così sospesa a più di un metro da terra, in una posizione incredibilmente provocante e sensuale. Le ampie fasce imbottite di velluto nero le sostengono perfettamente il bacino e la schiena, mentre le cinghie laterali le tengono le cosce divaricate e sollevate a mezz'aria, lasciando la sua figa bagnata completamente esposta e rivolta verso di me. In quel modo, senza l'appoggio dei piedi sul pavimento, ogni suo minimo movimento fa oscillare l'altalena in modo sinuoso. I tacchi a spillo spiccano nel vuoto, accentuando la curva perfetta delle sue gambe.
Mentre lei dondola leggermente in quella sospensione che la rende totalmente vulnerabile e bellissima, io faccio un passo indietro. La fisso per qualche secondo, assaporando lo spettacolo, e mi finisco di spogliare, sfilando i pantaloni e le mutande per liberare tutta la mia eccitazione ormai incontenibile sotto il suo sguardo magnetico.
«Sono tutta tua», mi sussurra con uno sguardo infuocato e magnetico che cancella ogni mia traccia di freno inibitore.
A quell'invito, mi fiondo ancora una volta con il viso tra le sue gambe sospese, assaporando la sua essenza con foga ed energia. Poi mi rialzo, afferro saldamente le cinghie dell'altalena per stabilizzare l'oscillazione e mi unisco a lei penetrandola con un movimento profondo, impetuoso e travolgente. Sfruttando la sospensione del suo corpo, inizio a spingere con un ritmo serrato e vigoroso fin da subito.
La stanza si riempie del suono dei nostri corpi e del leggero cigolio del gancio al soffitto. Per accentuare la provocazione e assecondare la forte carica erotica del momento, alterno gli affondi a schiaffi decisi sul suo bel culo sodo e scoperto, facendola sussultare e dondolare a mezz'aria.
Questa dimostrazione di possesso totale fa letteralmente impazzire Stefania: stringe le mani attorno alle cinghie superiori, inarca la schiena ed esalta l'intensità della situazione gridando il mio nome. Mi fissa con gli occhi lucidi di puro piacere e mi incita a non fermarmi, chiedendomi di spingere ancora più forte, sempre di più, completamente travolta da quella passione sfrenata.
La passione all'interno della stanza è ormai fuori controllo. Assecondo ogni sua richiesta, mantenendo un ritmo serrato e profondo, stringendo i fianchi con forza fino a farle raggiungere l'ennesimo culmine. Sento la fluidità del suo desiderio scivolare lungo il mio cazzo e poi colarmi sulle palle per poi bagnare il pavimento, ma non accenno a diminuire l'intensità del momento.
«Sì... sì, così!» grida Stefania, spingendo il bacino verso di me e assecondando ogni colpo, completamente in estasi nonostante la sospensione. Poi, guardandomi con occhi carichi di foga, mi lancia una nuova sfida: «Riempimi anche il culo porcooo!»
A quella richiesta sento un brivido di pura follia. Esco rapidamente da lei e, sfruttando la stabilità delle cinghie, cambio traiettoria per entrare con una spinta decisa e vigorosa nella sua intimità posteriore.
«Madonnaaa, sì!» urla, un misto di dolore iniziale e piacere assoluto che la travolge all'istante.
Continuo a spingere con foga, sento le pareti del suo culo che si dilatano ad ogni colpo, dominandola a mezz'aria, finché non sento un brivido potentissimo corrermi lungo la schiena. È il segnale: affondo l'ultimo colpo e libero tutto il mio seme denso dentro di lei. Ma non mi fermo subito. Accompagno gli ultimi impulsi con movimenti decisi, provocando la fuoriuscita del mio seme che le scivola lungo la pelle.
«Vengo ancoraaaa! Non ti fermare!» mi incita con il fiato corto mentre io la accontento.
Sotto il peso di quell'intensità esagerata, Stefania si lascia andare completamente. Muscoli e tensioni cedono di schianto, liberando un getto violento e improvviso di liquidi che esplode da davanti, bagnando me ed il pavimento in un momento di totale e incontrollata estasi.
Comincia a tremare e a ridere contemporaneamente, con il fiato corto: «Madonna... erano anni che non venivo così!» sussurra, mentre il flusso finalmente si esaurisce.
Nel frattempo io sono uscito da lei. Mi abbasso immediatamente sotto l'altalena e comincio a baciarla e leccarla lì in mezzo, ripulendo la sua pelle da ogni singola traccia di quella passione, mentre lei rimane sospesa, visibilmente stremata ma felice.
Rialzo per un attimo la testa, la guardo negli occhi e le sorrido con malizia: «Non ho finito...»
Le rientro dentro con forza, con l'energia ancora completamente amplificata dall'intensità di quanto appena vissuto.
«Adesso ti riempio anche qui, e poi ti faccio scendere», le dico con il fiato corto, mentre riprendo a spingere con decisione nella sua figa, ormai completamente fradicia e accesa.
«Sì, sì... scopami come quel cornuto non fa da anni!» grida lei, e quelle parole non fanno altro che incitarmi a spingere ancora di più, con un possesso totale.
Raggiungo rapidamente un nuovo orgasmo, farcendola profondamente, continuando a mantenere un ritmo serrato fino a quando non sento l'ultima goccia esaurirsi. Quando finalmente esco, Stefania è completamente sfatta, abbandonata e immobile nella sua sospensione. Mi avvicino al suo viso e le do un bacio dolce: «Adesso ti faccio scendere.»
La aiuto a slegarsi dalle cinghie, sostenendo il suo corpo morbido, e ci spostiamo sul letto accanto. Ci stendiamo sul materasso, bagnati di sudore e dei liquidi della nostra passione che ci colano lungo la pelle.
«Madonna, che scopata...» mi dice, girandosi su un fianco per guardarmi.
«Davvero... Non ti facevo così incredibilmente porca...» ammetto, accarezzandole una spalla.
Mi invita ad andare a rilassarci sotto la doccia e, mentre l'acqua scorre sui nostri corpi, comincia a raccontarmi di quando, fino a una decina di anni prima, il marito la faceva godere e la accontentava sessualmente, anche con giochi erotici particolari.
«Pensa, una volta in vacanza abbiamo fatto sesso a tre con un inserviente dell'hotel dove risiedevamo», mi confessa con naturalezza, lasciandomi profondamente incuriosito da quella rivelazione. «Poi non so cosa sia successo... Da un giorno all'altro ha smesso di scoparmi come si deve.»
La rassicuro subito, accarezzandola sotto l'acqua: «Finché lo vorrai, posso accontentarti io.»
Nel frattempo ci asciughiamo, ci rivestiamo e rimettiamo a posto la stanza degli ospiti, smontando tutto e cancellando ogni traccia per non lasciare indizi. Poi ci spostiamo finalmente in salotto, rilassandoci insieme sul divano con un tè freddo per riprendere le forze.
Mentre sorseggio il tè, Stefania mi fissa intensamente dall'altro lato del tavolino.
«Devo confessarti una cosa...» sospira, appoggiando i gomiti sulle ginocchia e stringendo il bicchiere tra le dita. «Quello che più mi eccita di farlo con te... è il fatto di cornificare mio marito.»
La ascolto in silenzio, profondamente incuriosito da quello che mi sta dicendo e dalla piega che sta prendendo il discorso.
«Quindi... pensavo che sarebbe ancora più eccitante rischiare un po' di più», continua lei, con una luce quasi febbrile negli occhi.
«In che senso?» le chiedo, posando il bicchiere sul tavolo e concentrando tutta la mia attenzione su di lei.
«Nel senso che vorrei vederti anche quando lui è qui in città, proprio come la nostra prima volta... Domani pomeriggio torna. Aspettati una mia chiamata nei prossimi giorni.»
Conclude la frase alzandosi di scatto dal divano per fiondarsi su di me e baciarmi con un'urgenza improvvisa, lasciandomi il sapore delle sue labbra impresso nella mente. Mi accompagna alla porta e ci salutiamo con un ultimo sguardo complice, prima che la porta si chiuda con un clic secco.
Mentre scendo le scale nella notte fonda, nuovi pensieri e fantasie proibite cominciano a farsi strada nella mia testa. L'idea di prenderla sotto il naso del marito, con il brivido costante di essere scoperti da un momento all'altro, comincia a tormentarmi, eccitandomi da morire nonostante le ore di passione sfrenata che ci siamo appena lasciati alle spalle...
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Stefania, una donna da consolare cap3:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni