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La Dea del Latex e i Suoi Schiavi Passivi
22.10.2025 |
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""Prendila tutta, puttana! La mia crema nel tuo culo da frocio!"Matt esplose subito dopo, il suo cazzetto che eiaculava getti miseri sul ventre di lei, macchiando il latex nero..."
Valentina era una visione da peccato capitale: una travesti di trentadue anni con un corpo scolpito da ormoni e palestra, tette gonfie e sode da coppa D impiantate sotto la pelle liscia, un culo rotondo e alto che sfidava la gravità, e un cazzo da urlo – venti centimetri di carne venosa e spessa, sempre semi-eretto sotto le gonne attillate. Quella sera, indossava un corsetto di latex nero lucido che le strizzava la vita da vespa, lasciando le tette debordare come frutti maturi, capezzoli rosa scuro che bucavano il tessuto. Sotto, calze a rete e tacchi a spillo da dodici centimetri, e un trucco da femme fatale: labbra rosse come sangue fresco, occhi contornati di nero che promettevano rovina.I suoi ospiti erano due gemelli identici, Alex e Matt: venticinquenni magri e pallidi, con corpi da nerd sottomessi – cazzi piccoli e rosei, non più di dodici centimetri eretti, e un'attitudine passiva che li rendeva perfetti giocattoli. Indossavano solo slip di latex trasparente che non nascondevano nulla, collari di cuoio con guinzagli, e tremavano già di anticipazione. Valentina li aveva pescati online, in un forum di sottomessi, promettendo una notte di "addestramento totale". "Siete i miei puttanelli stasera," aveva detto al telefono, la voce un ronfo vellutato che li aveva fatti venire nei pantaloni. "Passivi, obbedienti, e pronti a bere ogni goccia."La scena si aprì nel suo appartamento loft, illuminato da luci rosse soffuse che danzavano sul latex come olio bollente. Valentina li fece entrare a quattro zampe, guinzagli in mano, e li legò ai piedi del letto king-size con cinghie morbide. "Inginocchiatevi, cagnolini. Mostratemi quanto siete affamati." Alex e Matt obbedirono, i visi arrossati, i cazzi che guizzavano negli slip tesi. Lei si sedette sul bordo del letto, aprì le gambe con lentezza felina, rivelando il suo cazzo già duro e pulsante, la cappella viola che trasudava pre-cum cristallino. Non portava mutande – solo il lattice che le fasciava le cosce. "Leccatemi i piedi prima. Fatevi perdonare per essere nati così patetici."I gemelli strisciarono avanti, lingue rosa che saettavano sulle sue décolleté lucide, leccando il cuoio misto a sudore salato. Valentina gemette piano, una mano che scivolava sul suo pacco, masturbandosi pigramente mentre li guardava. "Bravi, puttane. Ora salite." Li fece alzare, spingendo le loro teste contro le sue tette enormi. Alex prese il capezzolo sinistro, succhiandolo come un lattante affamato, i denti che graffiavano la carne sensibile; Matt il destro, la lingua che roteava intorno all'areola larga, facendola contrarre in brividi di piacere. Lei afferrò i loro capelli – biondi e morbidi – e li spinse più forte, soffocandoli nel suo petto caldo e profumato di vaniglia e sesso. "Succhiate più forte, merde. Fate male, se osate."Mentre i gemelli la veneravano, Valentina slacciò i loro slip, tirando fuori quei cazzi minuscoli: eretti, ma ridicoli rispetto al suo mostro. Li masturbò con disprezzo, le unghie laccate che graffiavano le cappelle sensibili. "Guardate questi pisellini. Non valgono nemmeno un bacio." Alex gemette nella sua scollatura, il pre-cum che gli colava dalle dita di lei; Matt ansimò, spingendo i fianchi invano. Lei rise, una risata bassa e crudele, e li spinse a terra di nuovo. "A quattro zampe, culini in aria. Vi apro come vergini."Si alzò, il cazzo che dondolava pesante tra le gambe, e si posizionò dietro Alex per primo. Il suo buco era rosa e stretto, depilato per l'occasione, che pulsava di paura e desiderio. Valentina sputò sulla cappella, lubrificandola con saliva filamentosa, poi premette la punta contro l'ano contratto. "Rilassati, troietta. O ti spezzo." Spinse piano all'inizio, centimetro dopo centimetro, dilatando le pareti calde e vellutate fino a quando non fu sepolta fino alle palle. Alex urlò, un misto di dolore e estasi, il suo cazzo che schizzava pre-cum sul lenzuolo. Lei iniziò a pompare, spinte lente e profonde che le facevano sbattere le tette contro la schiena di lui, il latex che scricchiolava a ogni affondo. "Senti come ti riempio? Il tuo culo è il mio nuovo giocattolo."Matt guardava, masturbandosi furiosamente il suo cazzetto, ma Valentina lo fermò con uno schiaffo. "Non toccarti, puttana. Lecca le palle del tuo fratello mentre lo fotto." Lui obbedì, strisciando sotto Alex, la lingua che guizzava sulle sacche pelose di lei – no, sulle sue? No, Valentina aveva le palle lisce e rasate, tese e calde. Matt le leccò avidamente, succhiando la pelle salata mentre il cazzo della sua dea entrava e usciva dal culo del gemello con schiocchi umidi. L'aria si riempì di gemiti: Alex che singhiozzava di piacere, "Più forte, padrona, scopami il culo!", Valentina che grugniva come un animale, le unghie che affondavano nei fianchi di lui lasciando segni rossi.Dopo minuti di scopata brutale, Valentina si ritrasse con un 'pop' bagnato, l'ano di Alex che si contraeva vuoto e rosso. "Il tuo turno, Matt. Sdraiati e apri le gambe come una figa." Lo spinse supino, le cosie divaricate, e montò su di lui come una amazzone. Il cazzo le scivolò dentro il suo culo con facilità – era già lubrificato dal sudore e dal pre-cum – e lei cavalcò con foga, le tette che rimbalzavano selvagge, schiaffeggiandosi contro il ventre piatto di lui. Matt urlò, le mani che artigliavano il lenzuolo, il suo cazzetto che sfregava contro la pancia liscia di lei a ogni rimbalzo. "Sì, padrona! Il tuo cazzo mi spacca, oh cazzo!" Valentina accelerò, il clitoride – no, la base del suo cazzo che sfregava contro il suo, un doppio piacere che la faceva gemere rauco.Alex, ancora ansimante, fu ordinato di unirsi: "Leccami le tette mentre lo fotto." Lui obbedì, inginocchiandosi accanto, la bocca che divorava un capezzolo, mordendolo piano mentre Valentina pompava. Il trio era un caos di carne e latex: sudore che colava, cazzi che pulsavano, buchi dilatati che gocciolavano lubrificante. Valentina venne per prima, un orgasmo violento che le fece contrarre il cazzo dentro Matt, schizzando fiotti roventi di sborra nel suo intestino – calda, densa, che lo riempì fino a traboccare in rivoli bianchi sulle cosce. "Prendila tutta, puttana! La mia crema nel tuo culo da frocio!"Matt esplose subito dopo, il suo cazzetto che eiaculava getti miseri sul ventre di lei, macchiando il latex nero. Alex, negato fino ad allora, fu costretto a leccare tutto: la sborra di Valentina dal culo del fratello, il suo stesso pre-cum dal pube di Matt. "Pulisci, schiavi. Lingue fuori, come cagnolini." Loro obbedirono, lingue che saettavano su pelle appiccicosa, assaggiando il sapore salato e amaro del seme misto a sudore.La notte non finì lì. Valentina li legò schiena contro schiena, cazzi flaccidi che sfregavano inutilmente, e li penetrò a turno – prima Alex di nuovo, poi Matt – fino a farli implorare pietà. "Vi riempio di nuovo, puttanelle. Siete i miei buchi personali." Ogni eiaculazione era un marchio: sborra che colava dai loro ani rossi e gonfi, cazzi esausti che non si indurivano più. Alla fine, li lasciò lì, legati e coperti di fluidi, mentre si accendeva una sigaretta – un tocco di forced smoking per i polmoni affumicati – e li guardava dormire. "Domani, tornate. O vi cerco altri passivi da spezzare."Valentina era la regina delle trav, e quei due? Solo i suoi schiavi eterni, buchi passivi per il suo piacere infinito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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