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Lui & Lei

Cesare e Nadia


di bullmarchigiano
17.06.2026    |    264    |    1 8.7
"Quando il ragazzo se ne andò, lei mi saltò addosso, mi baciò con la bocca ancora sporca di lui e mi disse tra le lacrime di piacere: «Ti amo da impazzire… e amo che tu mi lasci essere così..."
La nostra storia sporca e bellissima

Mi chiamo Cesare, ho 38 anni. Nadia, la mia porcellina ufficiale, ne ha 34.
Siamo sposati da nove anni e stiamo insieme da dodici.
Ci siamo conosciuti durante una festa di facoltà all’università. Io ero al terzo anno di Economia, lei al secondo di Lingue.
Quella sera indossava un vestitino nero corto che le fasciava il culo in un modo indecente. Ballava al centro della pista con le braccia alzate, i capelli castani lunghi che le ondeggiavano sulla schiena, e quando i nostri sguardi si incrociarono mi sorrise con quegli occhi verdi da gatta che mi hanno fottuto il cervello all’istante. La conquistai con una battuta stupida e una tequila. Quella stessa notte finimmo nel mio appartamento da studente. Nadia non era timida. Mi spinse sul letto, mi tolse i jeans e mi prese in bocca con una fame che non avevo mai visto. Poi si tolse le mutandine, si mise a cavalcioni e mi cavalcò come una troia posseduta: la sua tette, che ballavano, fianchi che roteavano, e gemiti sempre più forti finché non venne gridando, contraendosi intorno al mio cazzo. Io venni poco dopo, dentro di lei, tenendola per il culo.
Da quel momento capii che avevo trovato la donna della mia vita.

Per i primi tre-quattro anni la nostra vita sessuale fu già intensa: scopavamo tutti i giorni, a volte anche due volte. Le piaceva essere presa forte, le piaceva il dirty talk, le piaceva quando la chiamavo puttana mentre la scopavo da dietro. Le piaceva anche essere guardata: una volta, durante una vacanza in Grecia, facemmo sesso sul balcone dell’hotel mentre un vicino ci guardava dalla finestra. Nadia venne due volte sapendo di essere osservata.
Fu lì che capimmo entrambi quanto ci eccitava l’idea di essere visti.

Il vero cambio di marcia arrivò durante una vacanza a Ibiza, cinque anni fa.

Eravamo in un beach club affollato. Nadia indossava un bikini minuscolo che lasciava vedere quasi tutto. Un ragazzo spagnolo alto, moro, con il corpo da calciatore, iniziò a ballare con lei. Io ero al bancone a bere un mojito e li osservavo. Vidi le sue mani grandi scendere sul culo di Nadia, stringerlo, e lei invece di spostarsi spinse il bacino contro di lui. Quando tornò da me, aveva le guance rosse, gli occhi lucidi e le mutandine bagnate.
Mi sussurrò all’orecchio:
«Mi ha toccata… mi ha infilato una mano sotto il bikini mentre ballavamo. E io gliel’ho lasciato fare.»
Quella notte in hotel la scopai come un pazzo. Lei mi raccontava ogni dettaglio mentre la penetravo: come il cazzo duro di lui le premeva contro la pancia, come le aveva sfiorato la fica da sopra il tessuto. Venni dentro di lei con un orgasmo violentissimo, immaginando la scena.
Da quel momento iniziammo a parlarne seriamente a letto, durante i preliminari o dopo il sesso. Io le confessai che invece di gelosia avevo sentito solo eccitazione pura. Nadia ammise che le piaceva essere desiderata da altri, sentirsi una troia, liberare la porca che aveva dentro senza vergogna. Ma entrambi fummo chiari: niente da soli. Tutto insieme.
Io volevo partecipare, volevo vederla, toccarla, scoparla mentre altri la usavano, e volevo che anche lei mi vedesse mentre giocavo con altre.
Il nostro primo vero scambio avvenne un anno dopo, a Milano. Conoscevamo un ragazzo di 28 anni tramite amici comuni.
Lo incontrammo in un bar, bevemmo qualcosa, poi lo portammo in un hotel vicino. Io mi sedetti in poltrona, completamente vestito, mentre lui spogliava Nadia. La baciò, le succhiò le tette, le infilò due dita dentro.
Nadia mi guardava negli occhi mentre gemeva.
Poi lui la mise a quattro zampe sul letto e la scopò forte. Io mi alzai, mi avvicinai, le infilai il cazzo in bocca e la facemmo nostra insieme.
Nadia venne tre volte quella notte, tremando e urlando. Quando il ragazzo se ne andò, lei mi saltò addosso, mi baciò con la bocca ancora sporca di lui e mi disse tra le lacrime di piacere:
«Ti amo da impazzire… e amo che tu mi lasci essere così puttana con te.»

Da allora abbiamo trasformato il nostro esibizionismo e lo scambio in un gioco costante e condiviso. Ci piace farci guardare mentre scopiamo, ci piace invitare altri a partecipare attivamente: a volte un uomo solo, a volte una ragazza, a volte un’altra coppia intera. Tutto avviene sempre in nostra presenza, con noi due al centro. Io adoro vedere Nadia che si fa usare da altri mentre mi guarda, e lei adora vedermi scopare un’altra ragazza o partecipare insieme a lei con un uomo o una coppia.

Nadia è diventata la mia porcellina ufficiale. Fisicamente è un sogno: 1,68 m, 58 kg, tette naturali terza abbondante con capezzoli grandi e sensibili che si induriscono al minimo tocco, vita stretta, culo alto e rotondo che ondeggia quando cammina, gambe lunghe e toniche, fica sempre perfettamente depilata, stretta, calda e incredibilmente bagnata. Le piace essere trattata da troia quando giochiamo: le piace essere chiamata puttana, le piace essere riempita, le piace quando la guardo mentre un altro la scopa e le dico quanto è bella da vedere così, aperta e vogliosa.

Io non sono un cuckold. Non mi eccita essere umiliato. Mi eccita condividere la mia donna bellissima, vederla perdere il controllo, vedere il suo corpo che reagisce a mani e cazzi diversi, e poi riprendermela, baciarla, scoparla mentre è ancora calda e bagnata del piacere degli altri. Il nostro patto è semplice e assoluto: tutto deve eccitare entrambi. Se uno dei due non è al 100%, si ferma. Siamo una coppia esibizionista che ama lo scambio, ma sempre insieme, sempre complici, sempre partecipi.
Negli ultimi due anni la nostra complicità è diventata quasi telepatica. Basta uno sguardo in un locale, in vacanza o anche a una festa tra amici, e capiamo se vogliamo far partecipare qualcun altro o semplicemente farci guardare mentre scopiamo come animali. Dopo ogni esperienza torniamo a casa più uniti, più arrapati, e il sesso tra noi due diventa ancora più intenso e sporco.
Nadia sa che sto scrivendo le nostre storie. L’altro giorno, mentre eravamo nudi a letto dopo aver scopato come pazzi, con la mia sborra che le colava ancora lungo la coscia, mi ha guardato con quegli occhi da troia soddisfatta e mi ha detto mordendosi forte il labbro inferiore: «Scrivi tutto per bene, amore… descrivi quanto sono porca, quanto mi piace aprire le gambe davanti ad altri mentre tu mi guardi, quanto mi eccita sentirmi riempire sapendo che poi sarai tu a scoparmi ancora più forte.
Voglio che ogni episodio sia zuppo di lussuria. E quando avrai finito di scrivere, leggilo ad alta voce mentre mi lecchi la fica ancora gonfia e bagnata. Voglio venire sulla tua lingua ricordando quanto sono stata puttana per noi due.»
Ecco chi siamo.
Una coppia che si ama profondamente, che scopa da dio tra di noi, e che ha scelto di vivere la propria sessualità senza limiti, esibendosi e facendo partecipare altri nel nostro piacere più sporco, più intenso e più bello possibile.
E questa è solo l’inizio della serie delle nostre avventure.







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