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Gay & Bisex

Scopato da mia moglie!


di Sissy_bella
19.09.2025    |    4.476    |    8 9.7
"Avvertii una sensazione di freschezza e di benessere e mi abbandonai con un gran sospiro..."
Katia non prese molto bene il fatto che io mi facessi scopare da Roberto. L’ho saputo da lui che mi raccontava dei tanti messaggi ricevuti dalla mia ex in cui lo rimproverava di avermi circuito per vendicarsi di lei che lo aveva lasciato.
Forse era soltanto gelosa che il suo vecchio amante adesso se la facesse con me, o forse disapprovava che lui le mandasse le nostre foto più intime come se volesse ostentare il suo dominio su di me. O forse chissà, magari era soltanto incuriosita dalla svolta che aveva preso la mia vita.
Il fatto è che a un certo punto mi scrisse una mail in cui mi chiedeva di incontrarci e mi dava appuntamento per il giorno dopo a casa sua (ex casa nostra). Diceva di avere una proposta interessante da farmi e io mi chiesi di che cosa si potesse trattare. In un post scriptum mi pregava di indossare dell'intimo femminile, suggerimento inutile visto che ormai da tempo avevo abolito boxer e mutande maschili per passare a minuscoli slip da donna e tanga coloratissimi. Del resto, Roberto mi aveva ordinato di farmi trovare sempre vestita da femmina e con il culo pronto alla monta. Mi aveva anche regalato un plug che tenevo spesso infilato dietro per abituarmi ad avere il buco sempre allenato. Ormai era diventato il padrone assoluto della mia vita sessuale e devo dire che mi soddisfaceva egregiamente. Era un vero toro da monta e io la sua cagna sempre in calore.
Comunque, accettai l'invito della mia ex moglie con un po' di curiosità e anche di timore; non vedevo Katia da parecchio e non riuscivo a capire che cosa potesse volere da me. Una proposta interessante o indecente?
Mi recai da lei con una certa agitazione addosso: mi domandavo come fosse diventata in questi anni. Si era mantenuta bella come un tempo oppure no? Vincendo il nervosismo suonai all'ora stabilita e lei mi aprì il cancello senza nemmeno domandare chi fosse. Trovai aperta anche la porta di casa e, titubando, entrai.
Katia mi accolse con un bel sorriso amichevole, il che mi rassicurò sul fatto che le sue intenzioni non fossero ostili. Indossava un abitino corto e leggero (eravamo in piena estate) ed era scalza. Aveva ancora la bellezza di un tempo, quella di una matrona romana, e sembrava quasi che gli anni non l'avessero nemmeno sfiorata. Seno alto e prorompente che si affacciava dalla scollatura del vestito e gambe lunghe e forti con le unghie dei piedi laccate. Mi fece una certa impressione rimettere piede in quella casa che ci aveva visto tante volte complici, prima tra noi e poi insieme ai suoi amanti che io mi compiacevo di assecondare nella mia passata esperienza di cuckold.
Mi chiese come stavo e cercò di parlare del più e del meno ma io, devo ammettere con un po' di eccitazione, le domandai subito quale fosse la proposta che aveva intenzione di farmi.
"Lo vuoi sapere subito? Non vuoi prima bere qualcosa oppure..."
"No", la interruppi. "Dimmelo subito, ti prego".
"Va bene. Ma prima togliti i vestiti e fammi vedere come sei messo sotto...".
La cosa dapprima mi lasciò stupito, ma poi acconsentii. Ero curioso di capire doveva volesse andare a parare Katia…
Sorridendo mi sfilai le scarpe, poi la camicia e infine i pantaloni. Tutto con studiata lentezza. Katia non perdeva un movimento e si avvicinò di un passo per vedere meglio. Alla fine rimasi dritto davanti a lei con il reggiseno, calze autoreggenti e le mutandine rosse che nascondevano il mio pisellino. Un ciuffetto di peli spuntava da sopra l'elastico.
"Mmmm" approvò lei a braccia conserte. "Ti sei depilato per bene".
"Ci passo molto tempo".
"Ottimo risultato. Hai la pelle liscia quasi come la mia. Posso toccarla?"
Feci segno di sì con la testa, lei si avvicinò e abbassò leggermente le calze. Cominciò a passare le sue mani lugo la pancia, le cosce, l'interno delle gambe. Aveva un bel tocco delicato che non ricordavo più e che mi fece subito eccitare. Lei si mise a ridere guardando il pisellino che si dava da fare dentro le mutande.
“Ho sempre pensato che ti piacesse più il cazzo dei miei amanti che la mia fica. Mi sono sbagliata, forse?”
"No. Molto di più il cazzo, è vero" ammisi. "Allora? Questa proposta?"
"Sì, la proposta. Vieni con me".
Mi prese per mano e mi condusse in camera da letto.
Non era più quella di un tempo: Katia l'aveva rivoluzionata tutta e anche il letto era cambiato: molto più alto e a una piazza e mezzo.
"Stenditi" mi disse.
Visto che sembravo indeciso, mi prese per le spalle e mi accompagnò lei sul bordo del letto e poi, con una leggera spinta, mi obbligò a sdraiarmi.
"E adesso?"
"Adesso guarda..."
Lentamente Katia si sfilò il vestito e rimase in reggiseno e mutandine, come me. Devo dire che capivo benissimo come mai avesse avuto tanti amanti in passato e di sicuro tantissimi anche adesso. Era ancora una magnifica donna, almeno per quelli che amano il genere. Il suo sguardo, poi, era qualcosa d’incredibile: torbido e provocante come quello di una tigre infoiata!
Si avvicinò all'armadio e tirò fuori qualcosa che teneva in una scatola. Dandomi le spalle armeggiò con una cintura di cuoio nera che si allacciò con molta cura. Alla fine si girò e mi guardò negli occhi.
Lanciai un fischio d'ammirazione nel vederlo: in mezzo alle gambe, dritto e duro e leggermente venoso, aveva un bellissimo cazzo di gomma di un colore molto simile a quello naturale.
"Dio mio, che bello" esclamai. "Quant'è lungo?"
"Non si parla di misure adesso" disse lei avvicinandosi al letto. Si mise in ginocchio sopra il bordo e mi allargò le gambe per sistemarsi in mezzo. La punta del cazzo di gomma quasi sfiorava le mie chiappe.
"Che vuoi fare?" domandai con la voce strozzata.
"Tu che pensi?" disse lei.
E, visto che non rispondevo, mi ordinò di prendere l'unguento che stava lì, sul comodino. Allungai una mano e glielo porsi. Lei mi sfilò le mutandine alzandomi le gambe e tenendole unite, poi tornò a sistemarle larghe e mise un po' di gel prima nel buchetto e poi sulla punta del suo dildo.
"Aspetta un attimo" provai a dire.
"Sssshhh" mi fece lei posando il tubetto. "Adesso stai zitto. L'unica cosa che voglio sentire sono i tuoi gemiti, siamo intesi?"
Dissi di aver capito e mi rilassai. Lei mi massaggiava il buco con maestria e infilava piano piano le dita che erano pregne dell'unguento. Avvertii una sensazione di freschezza e di benessere e mi abbandonai con un gran sospiro.
"Ti piace, vero? Lo sapevo. È così che fa Roberto, prima di incularti?"
Le dissi di no, che lui era molto più violento.
"Con te è più bello".
"Grazie".
Allora sfilò le dita e appoggiò la punta del cazzo sul mio buchetto.
“Aspetta…”
"Ssshhh" ripeté mentre iniziava ad infilarmelo piano piano, con amore.
"Oh sì" mormorai stringendo sempre più forte le lenzuola con le dita. " Oh sì, è meraviglioso..."
"Prendilo, prendilo tutto" e nel dirlo spingeva sempre un po’ di più.
Centimetro dopo centimetro me lo infilò tutto dentro e stette un po’ così, immobile per farmelo sentire bene.
"Ti piace? Dimmi che ti piace."
"Sì. sì, mi piace, non provo nessun dolore con te. È il regalo più bello che potessi farmi. È fantastico, come hai fatto a pensare una cosa simile?"
“Perché sapevo che ti sarebbe piaciuto. E ho sempre desiderato possederti così, come un maschio…”
Volevo prendermi il cazzetto in mano e masturbarmi ma lei me lo impedì.
"Tienilo libero, vedrai che verrà da solo..."
Da quel momento in poi iniziò un movimento lento ma continuo che mi stordì come se mi avessero dato un pugno in testa; ero letteralmente sconvolto dal piacere. Non potevo credere che Katia mi stesse davvero inculando, eppure era così e sembrava che non volesse smettere mai. La vedevo sopra di me, bellissima, le sue mani appoggiate sui miei capezzoli, il seno che si muoveva velocemente al ritmo del suo respiro, gli occhi come quelli di una cacciatrice che ha catturato la sua preda.
Io gemevo, mi mordevo le labbra, mi tenevo una mano in bocca per non strillare, l’ho addirittura morsa; poi non ce la feci più e lanciai un grido altissimo di piacere.
"Godi, godi come la puttana che sei diventata" disse con un sorriso perverso, senza smettere di incularmi.
Era stravolta anche lei ed era bellissimo vederla insistere su di me avanti e indietro come se avesse fatto sempre quel gioco lì. Come se avesse aspettato anni per punirmi adesso per tutto il sesso che non avevo saputo darle.
"Sì... Sì... così… ancora… ancora…" dicevo io e sentivo di non poter resistere per molto. "Sto venendo" l'avvertii, ma lei non smise per questo di incularmi e dopo un po' spruzzai il mio seme sulla pancia e gridai di piacere.
"Non smettere, ti prego..."
"E chi lo vuole?" disse lei. "Ti voglio battezzare una volta per sempre, troietta mia, così che non vorrai altri cazzi che il mio. Ti scoperò fino a che non mi supplicherai tu di smettere. Ti piace l'idea di diventare la mia troietta?"
Continuando a godere le dissi di sì, che non avrei più scopato altri cazzi che il suo, che volevo diventare la sua troietta e che, dopo di questo, me lo doveva far prendere in bocca.
"Per la bocca ne avrai un altro, questo è giusto giusto per il tuo culetto".
La cosa andò avanti per un bel po': mi fece mettere a pancia in giù, culo in alto e lei tutta dentro che spingeva con una furia che doveva aver represso in tutti quegli anni. Mi riempiva il culo con il suo cazzo finto e mi diceva cose oscene, mi schiaffeggiava le chiappe e poi mi strapazzava il pisello ma smetteva prima che venissi.
“Sei una cagna, una lurida cagna: lo sai?”
“S… sì, lo so… lo so!”
“E allora godi, godi come una cagna!” e nel dirlo spinse con ancora più foga e mi lasciò libero il cazzo.
Senza più le sue dita che sapientemente avevano rallentato la venuta, il mio pisellino cominciò a sbrodolare fino a quando non venni di nuovo. Mi abbandonai a un urlo liberatorio, agitai le mani sul letto stringendo le lenzuola, chiusi gli occhi e singhiozzai a lungo. Ero completamente sfinito e felice. Katia si adagiò sopra di me, ansimante pure lei; avvertivo il peso del suo seno sulla schiena e gocce di sudore le colavano copiosamente. In un sussurro le domandai se volesse godere anche lei.
"Oggi no" disse Katia dopo un attimo di silenzio. "Oggi è tutto per te. Verrà il momento, non faccio niente per niente. Promettimi che quando tornerai lo indosserai tu questo, e mi farai godere tu come una cagna. Prometti! E promettimi pure che non ti farai più toccare da quel bastardo di Roberto! È uno stronzo, ti rovinerà la vita come la stava rovinando a me".
La guardai negli occhi e, piangendo di piacere, glielo promisi.
“Adesso stai zitto, che non ho finito con te. Ci riposiamo, ti fai una doccia, mangiamo qualcosa. Poi ricominciamo. Ti scoperò, ti sfonderò il culo per tutto il giorno, ti farò piangere dal piacere e dal dolore! Lo so che lo vuoi”.
“Sì, lo voglio! Lo voglio… sì… è quello che ho sempre desiderato, farmi scopare da te… ti prego, spaccami il culo… ancora e ancora…”
Mentre la supplicavo di non darmi tregua, di non smettere mai, dentro di me sapevo però una cosa e una soltanto.
Che oramai ero diventata una vera puttana…

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