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Gay & Bisex

Tanti auguri a me!


di Sissy_bella
06.08.2025    |    4.449    |    13 9.3
"“Avrei preferito che fosse lei, signora, a fare il compleanno!” “Da bravo, fai bene il tuo lavoro”..."
A lungo andare, il mio interesse per l’intimo di mia moglie non deve esserle passato inosservato.
Sarà che l’accompagnavo sempre nei negozi a comprarlo, sarà che le consigliavo spesso quale prendere, che parlassi io con le commesse: il fatto è che qualche domanda se la deve essere fatta.
Così, una sera che io e Ale ce ne stavamo buoni buoni sul divano, si è girata verso di me e, a bruciapelo, mi ha chiesto:
“Senti un po’, non è mica che ti piacerebbe indossarle le mie mutandine?”
Preso alla sprovvista, sono arrossito come un papavero in fiore.
“Come dici, scusa?”
“Hai sentito bene. Le mie mutandine, le mie calze: non è che le vorresti mettere tu, ogni tanto?”
“No! Cioè… ma che domande fai?”
Ale ha sorriso, ma era un sorriso furbo, quello di una gattina che gioca col topo.
“Ti starebbero bene, sai? Hai un bel culetto, gambe lunghe e depilate, ti muovi con grazia: perché non lo ammetti che muori dalla voglia di farlo?”
“Falla finita” ho detto io, imbarazzato. “Che discorsi sono?”
“Avanti, fallo!”
Si è sollevata la gonna, si è sfilata le mutandine nere che le avevo regalato da poco e me le ha sventolate sotto il naso come un trofeo. Le ho guardate e istintivamente mi sono avvicinato, le ho tenute fra le dita e le ho annusate a fondo.
“Che buon odore che hanno…”
“Forza, spogliati che te le metto io!”
“No. Io…”
“Su, avanti!”
Come un automa, eccitatissimo da quella proposta, mi sono alzato e mi sono sfilato i pantaloni del pigiama.
“Togliti tutto” ha detto Ale divertita. Il gioco che stava portando avanti la metteva di buon umore.
Ho obbedito e mi sono spogliato nudo.
“Bravo il mio maritino. Vedo che il pisellino gradisce! Adesso ti metto le mie mutandine”.
Si è alzata dal divano, inginocchiata ai miei piedi e lentamente e con delicatezza mi ha infilato l’indumento.
“Ecco fatto” ha detto. “Fai vedere”.
Si è allontanata per guardarmi meglio.
“Girati”.
Mi sono girato e lei mi ha scattato qualche foto.
“Aspetta, così è meglio” e mi ha sistemato il filo tra le chiappe. “Che bel culetto, maritino! Lo sai che forse forse...”
Ero imbarazzato ed eccitato allo stesso tempo.
“Forse cosa?”
“Niente. Pensavo che tra qualche giorno è il tuo compleanno”.
“Sì, come ogni anno”.
“Ho in mente un bel regalo per te”.
“Non il solito libro?”
Ale è scoppiata a ridere.
“Libro? Oh, no! Aspettati un gran bel pacco, tesoro”.
Ero in piedi davanti a lei, nudo con indosso le sue mutandine e avevo il cazzetto che spingeva.
“Vieni qui, maritino” mi ha detto tornando a sedersi sul divano.
Mi sono avvicinato ancheggiando un po’.
“Brava femminuccia! Come ti muovi bene”.
Ha abbassato leggermente le mutandine, ha preso in bocca il mio cazzo e lo ha ciucciato. Nemmeno il tempo di accorgermene e sono venuto.
“Mmmm” ha fatto lei, infastidita. “Sei il solito disastro. Ma a me piaci lo stesso, sai? Adesso a dormire ma tieni le mutandine addosso tutta la notte. Domani puoi anche andarci al lavoro, ti va?”
Ero eccitato all’idea di stare in ufficio con l’intimo di Ale; parlare con quel dongiovanni del mio capo e pensare a come avrebbe reagito se lo avesse saputo.
“Certo, cara. Lo farò”.
Nei giorni successivi, mia moglie mi ha imposto di indossare il suo intimo, ogni mattina una mutandina nuova: ero così emozionato da questo gioco che in ufficio camminavo sculettando. Chissà i colleghi e il capo che cosa avranno pensato! Arrivò finalmente il giorno del mio compleanno: avevo avuto una giornata dura, avevo pasticciato diverse pratiche ed era dovuto intervenire il capo in persona a sistemarle. Naturalmente mi aveva fatto una lavata di testa che non finiva più. Tornato a casa, trovai mia moglie vestita da superfica qual era. Mi ha accolto con un gran bacio: “Tanti auguri, maritino!”
“Grazie. Vado a farmi una doccia, ne ho davvero bisogno. Non puoi capire che giornata ho avuto…”
“Povero caro. Fila in doccia! Ti ho messo il cambio sul letto, indossa solo quello, d’accordo?”
“Come vuoi tu”.
Mi ha letteralmente spinto in bagno e mentre mi lavavo la sentivo canticchiare felice. Pensavo al regalo che mi aveva fatto: cosa mai poteva aver preso? Uscito dal bagno sono andato in stanza. Sul letto c’erano, in bell’ordine: un reggiseno push up di Ale, mutandine di pizzo nero e calze autoreggenti. Le ho guardate basito.
“Vuoi che metta queste cose?” ho chiesto.
“Sì, solo quelle. Scarpe del tuo numero purtroppo non le ho trovate!” e l’ho sentita ridere di gusto.
Incuriosito e intrigato dal gioco, ho indossato con cura il suo intimo e sono tornato in salotto.
“Wow!” ha quasi urlato lei. “Che fantastica femminuccia che sei stasera!”
“Ti piaccio?”
“Sei bellissima”.
Mi ha scattato una foto, poi un’altra ma io non volevo.
“Dai, non fare foto. Se poi qualcuno le vede?”
“Non ti preoccupare, le conservo gelosamente” ma nel dirlo rideva.
“E il regalo?” ho chiesto io.
“Tranquillo, adesso arriva!”
In effetti dopo qualche minuto, mentre brindavamo con del buon vino freddo, hanno suonato alla porta.
“Il corriere col pacco?” ho chiesto.
Ale è scoppiata a ridere di nuovo.
“Bravo, il corriere col pacco!”
È andata ad aprire e ha fatto entrare un bel ragazzo sui trent’anni, alto e robusto, con dei bei muscoli e qualche tatuaggio in vista.
“Eccomi signora. E lui è suo marito?”
“Sì, caro. Lo avevi già visto in foto ma dal vivo è meglio, no?”
“Insomma” ha borbottato lui. “Avrei preferito che fosse lei, signora, a fare il compleanno!”
“Da bravo, fai bene il tuo lavoro”.
“Ma il pacco dov’è?” ho chiesto io ingenuamente.
Ale e il ragazzo sono scoppiati a ridere.
“Davvero non lo vedi?” ha detto lei.
“No”.
Si è inginocchiata ai piedi del ragazzo e gli ha slacciato i pantaloni.
“Adesso te lo scarto, maritino”.
Con delicatezza ha abbassato le sue mutande e ha tirato fuori un bel cazzo di notevoli dimensioni anche se non ancora del tutto in tiro.
“Adesso lo preparo e lui te lo serve, va bene?”
Detto fatto lo ha maneggiato sapientemente, ha sfiorato il glande con la lingua, ha leccato i testicoli fino a farglielo indurire di più.
“Signora” ha sussurrato lui “così mi fa impazzire…”
“Bravo, impazzisci. E adesso vedi di guadagnarti quello per cui sei stato pagato”.
Gli ha dato uno schiaffo sulle chiappe e lo ha spinto verso di me.
Allora ho capito finalmente che tipo di dono mi avesse fatto; sicuramente il più bel regalo della mia vita.
“Buon compleanno, maritino!” mi ha detto Ale mentre il ragazzo mi si avvicinava. “Cento di questi giorni!”

…continua


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