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Due giorni prima del lunedì ( 2 )


di Maranonperchiunque
07.09.2025    |    3.572    |    20 9.9
"Sul balcone di fronte, appoggiato alla ringhiera, c’era il dirimpettaio; ci stava osservando..."
Due giorni prima del lunedì (2)

Tornai in tutta fretta verso casa.
Mio marito mi stava aspettando al bar sorseggiando un aperitivo con un conoscente.
Accostai, salì, un cenno di saluto all’amico e partimmo.
Efrem abita al terzo e ultimo piano senza ascensore e sicuramente saremmo arrivati alla sua porta grondando sudore, ma, sapendo cosa mi stava aspettando, non mi posi il problema.
Abbiamo conosciuto Efrem grazie a Riccardo e Giulio, i due ragazzi conosciuti e apprezzati al laghetto, una sera che Andrea li aveva invitati in pizzeria.
In un tavolo poco distante c’erano due loro amici, Efrem e Biagio; che fosse una coincidenza ?
Gustammo allegramente le nostre pizze, mentre ogni tanto Riccardo alla mia destra e Giulio alla mia sinistra allungavano una mano ad accarezzarmi le cosce; mi ero messa la minigonna apposta.
Notavo che Efrem mi osservava. Non era il mio tipo, ma in lui c’era un qualcosa che mi attraeva; non era la sua giovinezza o il suo fisico, ma il suo sguardo che trasmetteva timidezza e un po’ di malinconia.
L’animo della crocerossina si stava risvegliando in me.
Finimmo di cenare, praticamente in contemporanea e i due ragazzi passarono a salutarci.
Andrea li invitò ad accomodarsi al nostro tavolo offrendo il caffè, un amaro, un limoncello o ciò che desideravano.
Accettarono volentieri.
Ma torniamo a noi.
Dopo tre rampe di scale trovammo Efrem sulla porta di casa a riceverci, nudo; mi abbracciò stretta stretta appoggiando le labbra fresche sulle mie, sussurrando: “ Benvenuta tesoro!”
Lui è uno chef e cucina come fosse una missione.
Una sera ci invitò a cena a casa sua; avvertivo il suo sguardo che seguivano i miei movimenti, lo guardavo e lui abbassava gli occhi.
I cibi erano squisiti e le bevande ottime, forse troppo.
Non so se fossi elettrizzata dal vino o dalla sua timidezza, ma quando andò in cucina lo seguii lanciando uno sguardo d’intesa ad Andrea, che rispose con un sorriso sornione.
Efrem stava prendendo qualcosa in un mobiletto; lo abbracciai da dietro, si girò meravigliato e gli baciai la bocca.
Sembrava non aspettasse altro.
Tutta la sua timidezza svanì per incanto, mi strinse forte a sè baciandomi furiosamente e premendo il suo pacco contro il mio inguine.
Esplosi in un orgasmo.
La sua mano andò a cercare ciò che trovò, una figa bagnata che stava aspettando il suo cazzo.
Mi sollevò di peso e mi portò in camera adagiandomi sul letto, mi divaricò le gambe e tuffò il suo viso fra le mie cosce bagnate da rivoli di umori. Usava la lingua come si lecca un piattino che ha contenuto il cibo preferito; con passione.
Poi saliva a baciarmi mentre le sue dita mi penetravano facendomi squirtare e tornando poi a leccarmi golosamente.
Mi sentivo su un altro pianeta.
Appoggiai il busto sul letto
offrendogli le mie natiche nude; Andrea era sulla porta, ci stava osservando accarezzandosi ciò che era già gonfio.
I miei sensi si eccitavano al pensiero di procurare piacere a entrambi e ancor di più a me, impaziente di essere presa alla pecorina mentre guardavo il mio amore che si stava masturbando.
Efrem non aveva fretta di scoparmi.
Le sue calde mani mi allargarono le natiche per baciarmi là dove non batte mai il sole, ma dove una bocca e una lingua sanno come fare godere una femmina.
Mordevo il cuscino per non urlare mentre la sua lingua si faceva strada nel buchetto e le sue dita mi titillavano il clitoride facendomi squirtare il mondo.
E poi il suo cazzo dentro la mia figa, duro da far paura, una esplosione di piacere mentre mi teneva i fianchi e mi scopava con frenesia mentre i testicoli sbattevano contro il clitoride gonfio.
Intanto Andrea si era avvicinato a noi, mi fecero girare appoggiandomi a terra e gemendo mi inondarono della loro calda crema.
“ Sei un amore “ mi disse Andrea baciandomi.

Dunque, tornando a noi, dove eravamo rimasti?
Ah si!
“ Benvenuta tesoro !”
“ La cena è pronta, ma Andrea mi ha avvertito che tu avresti piacere di una bella doccia in nostra compagnia…vuoi ?”
“ Certo! “
Il suo box doccia è stato ricavato da una ex vasca da bagno e quindi in grado di ospitare comodamente tre persone.
L’acqua tiepida scorreva copiosa sopra di noi; quattro mani insaponavano in ogni dove il mio corpo, mentre le mie stringevano i loro cazzi ardenti; mi chinai, li baciai per poi ingoiarli. prima uno, poi l’altro e poi ancora e ancora, rimandando a dopo cena il grande epilogo.
Ci sedemmo a tavola, completamente nudi; si era fatto buio e con la portafinestra aperta sul terrazzo entrava una piacevole brezza.
Efrem aveva preparato una cena squisita e il vino ottimo.
Mi alzai per sparecchiare e lo vidi.
Sul balcone di fronte, appoggiato alla ringhiera, c’era il dirimpettaio; ci stava osservando.
Facendo finta di nulla continuai a sparecchiare aiutata da Efrem che, appena aveva le mani libere, mi palpava le tette o il culo mettendomi la lingua in bocca in un bacio appassionato; io ricambiavo menandogli il cazzo.
Anche il dirimpettaio se lo stava facendo.
…continua
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