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LA PUTTANA MONTAGNE - Supremazia Transex
25.11.2025 |
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"Viveva fuori città in un bella villa con la compagna, una giudice Transex di Classe A, roba grossa che però era assente quella sera..."
Il giorno dopo iniziò una specie di piccola Luna di miele fra me e Sugar, la quale in fondo non voleva perdere i soldi del sussidio statale fin tanto che erano le uniche entrate del nostro nucleo familiare, e mi trattò come la sua principessina. Decise che non sarei andato a lavoro per qualche giorno e lei rimase a casa per tutto il giorno con me, prima di uscire la sera. Io e lei. La mia pappa ed io il suo maritino-schiavetto felice di averla tutta per me...dopo il rituale della pisciata mattutina, le servivo colazione a letto e mi accoccolavo sotto le sue coperte calde, abbracciandola e baciandola sulle grosse spalle, toccavo il suo corpo grasso sulla vita, i rotoli di carne nera, sfioravo le sue grosse mammelle calde e cascanti, le baciavo il collo e le orecchie, coprivo di bacetti innamorati la sua testa lucida, lei gradiva. Se era in vena lasciava che la mia mano raggiungesse il suo cazzo a riposo. Lentamente, con piacere estremo, massaggiavo quell’affare di carne nera che tanto amavo e tanto desideravo e quello si ingrossava sempre di più. Tenevo quel cazzone nero in mano, la guardavo negli occhi: TI AMO ripetevo più volte, lei mi afferrava la testa con forza e passione e mi baciava in bocca con la sua lingua grossa che afferrava la mia e la violentava provocandomi orgasmi che mi facevano vibrare tutto di piacere. Lei mi sputava in bocca ed era il segnale che potevo dedicarmi al suo fratellino nero che tenevo ancora in mano. Iniziavo allora un pompino dolce e lento con la mia faccia fra le sue cosce, lo sguardo fissato sul suo volto: le gote cascanti, le rughe profonde, la bocca bella e carnosa colorata di rosa, gli orecchini dorati, succhiavo il suo affare fissandola e ripetendo che l’amavo. “Ohhh baby la tua boccoccia da puttanella bianca mi fa impazzire ancora avanti succhiaaaaaaaaaaa I LOVE U BABBByeeee!!” ed io spompinavo e succhiavo, baciavo, leccavo le palle e riprendevo il blow-job e lei godeva dentro la mia bocca con forza.Il suo seme mattutino caldo e denso. Lo assaporavo e la guardavo in faccia innamorato. Le mostravo la gola piena di sborra calda e poi la ingoiavo. Ero digiuno e avvertii la pesantezza di quella massa di seme caldo. Le ripulii il cazzo come una devota mogliettina e lei mi tenne fra le sue braccia a riposare.
Dopo facevo colazione fuori e andavo a comprare cibo per fare qualche buon pasto alla mia padrona. Avevo un ricettario e giravo per mercatini rionali, fuori dalla zona nostra. A casa preparavo pranzi sfiziosi e saporiti: tacos, insalate di pollo, burritos per Sugar che apprezzava e mi lasciava mangiare a tavolo con lei dopo che avevo servito lei. Dopo lei si metteva alla tv, io legato e nudo ai suoi piedi a massaggiarli o adorarli, oppure voleva giocare a carte come quei pomeriggi in montagna quando fuori pioveva ghiaccio o c’erano 30 cm di neve e non potevo stare a battere. Quando giocavamo e lei beveva dalla bottiglia era più facile farla eccitare o farla arrabbiare e rimediare qualche bello schiaffo. Bastava che la battessi a carte o non fossi rapido a eseguire un suo ordine che lei mi afferrava la testa e mi mollava qualche sonoro schiaffo che io apprezzavo molto.”Grazie Padrona, grazie cara...me li merito..”
“Sì troietta, ti meriti qualche schiaffo”
giocavamo e ridevamo molto. Poi io mi mettevo a fare la troia in mezzo alle sue gambe e se ero fortunato potevo gustare ancora il cazzo padronale in bocca e beccarmi un’altra razione di sperma caldo in gola.
Preparavo la cena più robusta e se lei era stanca rimaneva a casa, altrimenti usciva. Ma io ero felici ugualmente perché l’avevo avuta tutto il giorno per me, anche se usciva a bere con le amiche era giusto e normale che fosse nel Territorio Transex. E poi tornava sempre da me in quei giorni di Luna di miele, mi trovava nel lettone e non mi faceva scendere e dormire legata al letto, ma mi prendeva a sé, mi abbracciava tutto, che goduria! Preso da lei, la mia pappa, cullato, al sicuro, il suo grosso corpo nero, le mammelle calde contro la mia schiena da ragazzo bianco e delicato. Il suo cazzo contro il mio culetto. Lo strusciavo e lei me lo infilava dentro e mi scopava mentre mi teneva abbracciato: al sicuro, protetto, amato e con un cazzone nero duro infilato nel culo, mi fotteva come una puttanella bianca, io godevo come non mai, venivo nelle mie gambe mentre lei mi scopava e poi veniva anche lei, mi riempiva il culo di sborra calda, quindi usciva dal mio culo, mi baciava e si metteva a dormire. Io invece godevo ancora, il cuore a mille, eccitato e soddisfatto, protetto, amato dalla mia pappa, sentivo il seme caldo fuoriuscire dal mio ano e godevo ancora al pensiero senza poter prendere sonno senza calmarmi.
Poi anche la nostra appagante(almeno per me, avevo preso una bella razione di cazzo padronale e carichi di sborra calda in gola o in culo)piccola luna di miele terminò. Dovetti tornare a lavorare alla mensa e Sugar riprese ad uscire a sputtanarsi i soldi, ma almeno tornava a casa a dormire e mi portò a cena fuori una domenica. Rividi anche la dottoressa per il controllo mensile e la ringraziai tanto per quello che aveva fatto, lei mi sorrise e mi strizzò l’occhio mentre la poliziotta mi ordinava di spogliarmi. Incontrammo di nuovo la psicologa transex, Miss Pinat che ci accolse nel suo studio. Stavolta il clima era più rilassato per Sugar che sapeva che la dottoressa era dalla sua parte e approvava come mi trattava e tutto quanto. Dopo le prime domande a me, Sugar tirò fuori una fiaschetta di rum e l’offrì a miss Pinat. Lei rise: “Diamine se mi va un goccio, bellezza! Noi due ci intendiamo.” si rilassarono, misero le gambe sulla scrivania bianca e larga della dottoressa e si divisero il bere. Sugar mi ordinò di sedermi per terra vicino a lei. “Sai cosa ci vorrebbe adesso? Un bel massaggio ai piedi, queste scarpe coi tacchi mi fanno male…” “Basta chiederlo Pinat, lui è un perfetto massagiatore di piedi, molto dolce e abile, permetta che le offra i suoi servigi, siamo due transex abbiamo tutto il diritto di sfruttare il lavoro degli uomini, esseri inferiori..”
“Giuste parole, Sugar….avanti damerino…
Mi alzai e presi i piedi della dottoressa, tolsi le scarpe, le annusai e poi mi dedicai ai suoi piedi, erano piedi vecchi, neri, curatissimi, ma andati. Li massaggiai con passione per fare una bella figura davanti a Sugar che beveva con lei. Quando ebbi terminato, Pinat ci congedò. “Allora ci vediamo da te una di queste sere…” fece Sugar uscendo.
Così un sabato andammo a casa di Pinat. Viveva fuori città in un bella villa con la compagna, una giudice Transex di Classe A, roba grossa che però era assente quella sera. Nella villa solo la servitù e il suo schiavo personale, Essy, un morettino sulla quarantina, magrissimo che Pinat teneva a guinzaglio. “Oh non ho portato il mio…” fece Sugar. “Ho guinzagli di ogni dimensione di là, prendine pure, preferiamo tenere le bestie maschili a guinzaglio qui in casa nostra, anche Harlene la pensa così, siamo conservatrici noi due, non crediamo a queste cose delle ex-troie che sono al pari dei transex..” “Giustissimo amore, giustissimo,” Sugar mi rifilò un ceffone e mi portò a scegliere un guinzaglio nella stanza accanto, c’era un grosso mobile a scomparsa pieno di collari fruste, frustini, pinse, parrucche, falli di gomma, manette. Sugar ne prese uno con una medaglietta sulla quale era scritto. STUPID WHITE BITCH, me lo legò al collo e mi portò di là a quattro zampe. Ci servirono dei cocktail, a me e Essy misero delle ciotole a terra e Sugar mi ordinò di bere gin e soda da lì, Essy leccava esperto davanti a me. Le due transex parlarono e bevvero. Quindi venne servita la cena a me e Essy in ciotole colorate per terra loro al tavolo, ogni tanto Sugar tirava il collare e mi faceva bere sputandomi liquido in bocca, la dottoressa invece amava martoriare il culo del suo servo col tacco degli stivali bianchi. Portava una camicetta leopardata gialla, gonna nera, era molto truccata e le puppe piccole ma strizzate erano sexy. Eravamo tutti un po’ brilli quando andammo in salotto. A Sugar venne un’idea, andò di là e tornò con una lunga parrucca bionda e un vestito a rete da donna. Mi fissò con cura la parrucca, assicurandosi che quando tirava la coda non si staccasse, quindi mi fece indossare il vestitino a rete e Essy fece altrettanto indossando parrucca da donna nera e autoreggenti. Ci truccarono appena, Essy portava una cintura di castità rosa, io un tanga. Ci ordinarono di ballare per loro facendo le troiette arrapate. Io ero eccitato, ma Essy invece era una frana, provai a stuzzicarlo con bacetti e sfregandomi al suo pacco sotto la cintura di castità, ma senza effetto. Sugar allora prese in mano l’iniziativa e mi ordinò di strusciare il mio culo da puttanella bianca sul suo pacco nero e fui felice di farlo mentre Pinat si eccitava a guardarci, si toccava un cazzetto moscio con fare libidinoso e infilava un tacco nel culo di Essy che godeva eccitato. Io feci la mia parte da troia bianca per un cazzone nero e lo feci venire duro alla mia Pappa che allora me lo sbattè dentro e mi afferrò con una mano sul fianco, con l’altra prese la coda della mia parrucca e mi montò con lussuria. Mi sbatte il suo cazzone dentro nel culo tenendomi con fermezza di fianco e dai capelli, sentivo tirare anche i miei mentre mi sfondava il culo con colpi martellanti, faceva male, ma subito dietro sentivo quel pezzo di carne nera di Sugar che mi scopava bene dentro e godevo come una vera puttanella. Ero rivolto verso Pinat che si masturbava giocando ancora con i tacchi nel culo di Essy che si contorceva fra il dolore e il piacere che sentiva. Il mio di piacere era al massimo, martellato da dietro dalla mia padrona, tirato per i capelli, il cazzo nero grosso e caldo piantato nel mio culetto, godevo come un pazzo e anche la mia padrona si godeva la sua mogliettina bianca in calore. Guardavo Essy e Pinat e godevo, venni prima di Sugar che mi riempì il culo e poi mi ordinò di servire Pinat. A carponi, con il seme caldo della mia padrona nel culo, mi avvicinai a Pinat e le presi in mano il cazzetto che si era indurito. Era proprio piccolo, fu facile ciucciarlo e spompinarlo mentre la mia mente da troia tornava a poco prima quando il cazzone di Sugar mi martellava dietro, ho ancora tracce della mia venuta sulle gambe e la sborra nel culo della mia pappa. Essy sta ripulendo il cazzo della padrona ed io servo la sua. Pinat ci mette molto a venire e il suo seme è poco. Me lo spinge in gola e poi mi afferra anche lei la parrucca bionda e tira i capelli. “Ecco dove devono stare gli uomini inferiori qui nel Territorio Transex! In ginocchio a ingoiare sperma transex!!” urlò mentre si puliva sulla mia faccia “Parole che sono oro, bellezza! Le penso pure io così!” fece eco Sugar.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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