bdsm
BIGLAMORE black fat Huge Cock Master and me.
01.02.2026 |
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"Avevo allentato un poco le corde alle mani, ma il problema era che le gambe divaricate mi facevano male e avevo anche il plug nel culo che tratteneva il seme del master dopo che mi aveva scopato..."
Quando mi svegliò, aveva dell’olio per le ferite al culo e fu molto dolce e premuroso nel curarmele. “Che carino Big..” “Non voglio rovinare il culetto della mia puttanella, sai quanto mi piace..ma...ma’”“Cosa? Ah, certo, è giusto che un master metta in riga la sua slave..”
“Bravo..bene, ancora..così...adesso va meglio?”
“Sì padrone”
Mi tolse il plug dal culo, mi fece leccare dalle sue dita la sperma che ne uscì, quindi mi mandò a preparare la cena. Il culo mi faceva ancora male e dubito che avrei potuto sedermi per qualche giorno, ma mi eccitava il fatto che fosse a causa di una punizione del mio padrone, BigLamore. Feci una buona cenetta, la servi legata al collare che lui teneva in mano e lui si rilassò. Gli servii da bere alla tv mentre passava irrequieto da un canale all’altro.
“ti fa male il culetto?”
“Sì, padrone, ma è giusto così, se lei ha deciso di battere la sua schiava è giusto così..
“Mi piace come rispondi. Ti ho addestrato bene..
“Sì Master Biglamore…
“Bravo, adesso vieni qua, in ginocchio dal tuo master e prenditi cura del suo cazzo...ma è vero devo tenerti in riga..”
Mi inginocchiai fra le sue gambe e presi a succhiare il suo cazzo e le palle, ma Big ogni tanto mi fermava, mi tirava i capelli e mi rifilava degli schiaffi. Tenni duro ai primi, ma poi il giocò continuò: leccare le sue palle, il cazzo e poi schiaffi, tornare a leccare, succhiare e altri schiaffi, Big si stava divertendo, io ero contento per lui perché il dovere di uno schiavo è la felicità del padrone, ma mi era difficile spompinare fra le lacrime, colpito in faccia.
“….scusami Big...non ce la faccio più…”
“Come?” mi prese per il collo e mi trascinò in bagno. Mi gettò nella vasca e prese a schiaffeggiarmi sempre più folte, urlavo di dolore, piangevo ma lui mi colpiva sempre di più. Era il mio master.
Quando si calmò mi pisciò in faccia e addosso, mi costrinse a bere la sua urina, mi bagnò tutto e poi mi lasciò sotto la doccia fredda.
Quando tornai da lui ero mortificato e mi misi a scusarmi e baciare i suoi piedi. Lui era nudo sul letto, il suo cazzone moscio. Rimasi a baciare i piedi e scusarmi finché lui non volle andare a letto. Ma prima richiese un rimming al culo che durò mezzora.
Il mattino dopo però Big era di buon umore e tutto coccoloso, baci, carezze, paroline dolci. Gli servii la colazione a letto e poi uscimmo come due veri amanti. Girammo per il mercatino dove comprò cibo bio e spezie, sedemmo in un caffè elegante come una coppia, ma dovetti chiedere un cuscino perché il culo mi faceva ancora male per le frustate della notte prima. Al rientro mi misi a preparare un pranzetto rapido ed ero tutto felice pregustandomi un’intera giornata col mio amante Big a fare i piccioncini che il master ricevette una telefonata.
Dopo venne da me. “Lascia perdere, sono invitato da amici, piscina barbecue e pokerino. Mi spiace coniglietta..”
MI venne da piangere “..no..no...ti prego non andare..padrone..io..”
Mi baciò sulla bocca. “Mi spiace bellezza, ma il programma di Berry è molto più allettante, il tuo culo mi aspetterà sempre qui..”
lo abbracciai piangendo. “portami con te”
“No – schiaffo – non mi va.” mi schiaffeggiò ancora vedendomi in lacrime e deluso.
Uscì.
Rimasi a piangere come una sposa abbandonata sull’altare. Dopo le botte di ieri(giustissime: una slut bianca come me deve essere messa in riga dal suo Master nero)mi pregustavo un giorno di coccole. Piansi a lungo, quindi mangiai un poco e andai a fumare un joint sul balconcino, triste e solitario.
Big non tornò. Mi mandò qualche foto di lui tutto contento col sigaro, bordopiscina, un hot dog in mano. Un classico: l’amante abbandonata il fine settimana per gli amici.
Biglamore riapparve la domenica sera stanco e incazzato per la perdita al gioco. Si sfogò su di me con qualche schiaffone ben assestato, quindi si mise a letto, mi ordinò di svegliarlo alle dieci di sera. Lo feci, lui si alzò, mi dette un bacio sulla bocca, fece una doccia e se ne andò di nuovo.
Big non si fece più rivedere per una settimana, certo ci sentivamo di continuo, mi controllava gli spostamenti, la sera voleva un video nel quale prendevo il suo calco nel culo, ma mi mancava, ecco.
Poi una sera mi chiamò per dirmi di rispolverare il vestito da coniglietta e di recarmi da Paumm il tipo grosso della mia prima marchetta. Feci quanto ordinato e mi presentai nella casa attico dell’amico di Big. Non ero solo, con me un ragazzo biondo Tyf e un mulatto alto, Joi entrambi vestiti da coniglietta come me. L’uomo ci presentò e si sedette davanti a noi, in vestaglia, senza mutande, la grossa pancia rotonda con i peletti neri duri così sexy, la pelata, una grossa catena d’oro massiccio. Ci disse di chiamarlo Master Joe quella sera. Mise della musica e ci ordinò di ballare per lui, sculettando e agitando le orecchie da coniglietta per lui. Poi ci fece toccare fra di noi e baciare, lui guardava e beveva. Prendemmo confidenza, Joi era molto carino e la sua pelle era di seta, Tyf era molto tenero. Ci baciammo, ballammo, toccammo i sessi. Devo dire che entrambi avevano cazzi molto piccoli, ma ci eccitavamo a vicenda ballando e baciandoci. Dopo circa un’ora lui si alzò e si unì a noi, toccandoci, baciandoci, sculacciandoci. Quindi ci fece salire sul letto, Joi ed io a culo pronto in aria, Tyf per terra. Master Joe gli mise il cazzone nero in bocca e lo costrinse a un soffocante pompino, quando fu bello carico Master Joe iniziò a scopare Joi, lo infilò bene e lo cavalcò, se lo scopò con quello che godeva e mi teneva la mano. “Conigliette baciatevi fra di voi mentre vi scopo…” così Tyf salì sul letto e prese a baciare me e poi Joi che intanto si era ripreso il cazzone del master in culo. Se lo scopò, quando si fermò prese qualcosa, una specie di timbro e poi segnò il culo di Joi con quello, quindi mi prese, si sistemò per incularmi e poi me lo ficcò dentro. Scopò anche me mentre Joi e Tyf mi baciavano. Mi fece godere, poi segnò anche me: era un timbro che raffigurava una coniglietta. Infine si prese anche Tyf in culo, lo timbrò e poi ci venne sulla faccia mentre dicevamo MASTER JOE THE ONE.
Quindi se ne andò. “Ma voi potete restare, di sopra ci sono stanze e una piscina. Divertitevi.” e ci lasciò 1000 dollari in contanti e una carta di credito. Noi tre impazzimmo: le stanze sopra erano enormi e super, la piscina riscaldata all’aperto era una figata pazzesca, master Joe era ricco sfondato. Passammo almeno due ore nella piscina a ridere, bere, baciarci, raccontarci di noi. Tyf faceva il barthender nei Caraibi, Joi era mantenuto da un amante ricco. Io raccontai di master BigLamore e di io che ero la sua amante con appartamento e il suo slave.
Ordinammo 600 euro di sushi in un ristorante figo a Manhattan e mangiammo bevendo birra giapponese. Finimmo a letto assieme.
Dopo quella fantastica nottata rimanemmo in contatto su Istagram. Big mi fece un sacco di domande su cosa avessi fatto, risposi senza accennare troppo alla piscina, ma capii che lui era molto legato a Master Joe, almeno per quanto riguardava gli affari, era sempre molto ossequioso nei suoi confronti. “E vi ha timbrato?” “Come?” “Sì vi ha messo il suo timbro sul culo dopo che vi ha scopato?” “Oh, quello sì..”
“Come mai non c’è più?” e mi presi uno sculaccione mentre controllava il mio culetto. “..Master Joe ha detto di rimanere a dormire da lui e ci ha offerto uso piscina..sarà andato via con l’acqua..”
“Ummm” si alzò e fece due passi nella stanza. Quindi tornò da me e mi mollò uno schiaffo: “Fingo di crederti, ma la cosa mi ha fatto venire in mente che non sei marchiato?”
“Come?” chiesi impaurito. “Sì, i miei precedenti slave lo erano, lo sarai anche tu!”
“Ho paur
ceffone. “Silenzio. Andiamo subito a farti due tatuaggi, uno classico della blackfemalesupremacy e uno personale..del tuo master!”
“..ma io non ho mai fatto un tatuaggio..e…
schiaffo.
“Chiudi il becco idiota. Ho deciso, andiamo!” ci vestimmo e mentre io tremavo di paura, uscimmo diretti ad Est sulla 68th. Ci fermammo in un bel negozio di tatoo, ma io ero terrorizzato, Big mi rifilò un paio di schiaffi e mi trascinò dentro. C’erano una donna bianca bassina, capelli biondi a cachetto tutta coperta di tatoo, e un nero alto, in maglietta e cappellino. Biglamore spiegò:
ALLORA SUL CULO VOGLIO IL SIMBOLO DELLA BLACKSUPREMACY
“Bene” fece la donna.
MENTRE DAVANTI, QUI SUL PETTO SOPRA IL CAPEZZOLO. E mi tirò a sé, mi tolse la camicia e indicò il punto.
QUI VOGLIO SCRITTO PROPRIETA’ DI BIGLAMORE.
“Ok, per me possiamo iniziare...punturina?”chiese l’uomo.
“Sì, è un frignone...puntura..ma li voglio entrambi ora..
“Ma padrone..non ho mai fatto un tatuag
ceffone.
“Zitto, adesso, non contraddirmi!”
“Scusi padrone...mi perdoni..sono uno stupido..
mi fecero sedere su un lettino mettendomi di fianco, la donna lavorava sulla chiappa destra, l’uomo sul lato sinistro. Mi fecero due punture e iniziarono. In realtà sentivo appena del formicolio, ma il rumore degli aggeggi, la posizione fecero si che piangessi. Big mi dette la mano.
A metà fui girato affinché l’uomo terminasse la frase, quindi terminò anche la donna. Big era soddisfatto. Guardai: PROPRIETA’ DI BIGLAMORE era scritto in nero sopra il mio petto. Sul culo avevo il simbolo della blacksupremacy. Piangevo ma ero anche eccitato. Era vero: ero proprietà di Biglamore ed ero uno che credeva nella blacksupremacy.
A casa Big giocò a fare stories, foto, video, quindi mi scopò, venne sul simbolo della blacksupremacy e dormimmo.
Con Joi ci vedemmo un pomeriggio dei mie liberi da Big. Era col suo fidanzato, un uomo sulla sessantina distinto, elegantissimo, profumato, barba e capelli bianchi, teneva stretta la mano di Joi che invece indossava pantaloncini stretti, camicia di lino rosa e i capelli afro. Parlammo in un caffè, l’uomo che si chiamava Ern era stato sposato, figli, ecc.e in tarda età aveva conosciuto prima Master Joe quindi il suo giro di ragazzi-marchettari o meno, ne aveva frequentati alcuni per qualche anno, poi aveva conosciuto Joi e si era comprato una casa con lui. Lo viziava con regali, vestiti e completa libertà, Joi poteva frequentare chi voleva, l’importante era che tornasse sempre da lui. Joi in realtà era nervoso, ma era così bello che la gente del caffè lo fissava. Joi a quanto sapevo io da qualche settimana di Istagram non era poi un tipo così stravagante, stava molto in casa, qualche sera usciva con amici, ma non molto, ogni tanto shopping o vacanze assieme a Ern.
“E per il sesso come vi regolate?”chiesi ridendo.
“Che impertinente!”
“Non nessun problema-fece Ern-...io non faccio poi molto oramai, qualche pompino al cazzetto del tuo amico, lui invece può spassarsela quanto vuole, so che gli piace molto il cazzo black, condivido per quanto io preferisca altro, bene che si diverta pure!è giovane e così bello!- e baciò sulla guancia Joi- del resto pure a te piace il cazzo nero, giusto?”
“Giusto! Lo adoro!”
Con Tyf invece lo rividi un pomeriggio che passò a trovarmi a casa, parlammo molto fumando sul terrazzino fino al tramonto che ci colse complici e affamati, gli preparai una cenetta come avrei fatto al mio master e ce la godemmo in cucina. Lui andò via alle nove, ci baciammo appena sulla bocca.
Una sera Big mi disse che dovevo andare di nuovo a casa di Master Joe con il vestito da coniglietta. Sentii subito Tyf e Joi ed entrambi erano della serata. Ero felicissimo. L’appartamento di Master Joe era sempre fighissimo. Lui era in vestaglia con la collana al collo, il timbro e il cazzone a riposo. Prima volle ballare un poco con le sue conigliette bianche, lo facemmo sentire un King circondolo ballando per lui, sculettando, muovendo le orecchie da coniglietta, baciandoci fra noi, lui ne era felice e ci toccava, sculacciava, baciava. Poi si sedette e ci fece accomodare davanti a lui in ginocchio.
“Allora conigliette? Cosa facciamo?”
“Oh Master Joe noi siamo qui per te, quello che vuoi, continuiamo a ballare?”fece Tyf
“No...voglio scoparvi, ma prima ditemi cosa mi fareste voi..avanti..”
“Io...io-fece Joi- io vorrei essere scopato come l’altra volta, a lungo e bene...una furia...sexy..” e baciò la mano di master Joe.
“Bene! E tu?”
“Io voglio leccare per primo il tuo cazzo, bello grosso, duro, mi piace da impazzire!” fece Tyf.
“Ok e tu coniglietta?” fece rivolto a me.
“..io..io...vorrei leccare quei peli neri, duri e sexy che hai sulla pancia da king, master Joe..”
“Ma senti la puttanella “ fece Joi
“ummmmi,mi piace questo cosa...vieni qua, coniglietta” e mi ritrovai dove volevo, in ginocchio davanti a master Joe che leccavo la pancia e i suoi peli duri che spuntavano in mezzo a quelli depilati. Leccai e baciai, quindi presi in mano il cazzone e lo segai continuando a baciare, a lui piaceva il suo cazzo stava gonfiandosi, allora lo passai a Tyf: “Per te, troia!” dissi ridendo, master Joe rise pure lui e Tyf prese a spompinare il padrone mentre io gli toccavo i pettorali da uomo maturo e la pancia sexy. Master Joe ordinò a Joi di voltarsi e iniziò a infilargli un dito in culo. Aveva grosse dita con vari anelli molto grandi. Io gli leccavo la pancia e Tyf lo spompinava, Joi offriva il suo culo alle dita del padrone. Quando fu arrapato spinse Joi sul letto e lo montò mentre noi guardavamo, ci baciavamo fra noi o sostenevamo Joi che si prendeva dietro il cazzone nero del master e godeva a ripetizione. Quando finì con Joi(e lo timbrò) passò al mio culo che era felice di riaccogliere quella grossa mazza nera dentro. Mi scopò con maestria e forza, coperto dagli abbracci degli altri due e mi beccai il tibro pure io. Infine fu la volta di Tyf che lo fece venire con la bocca, ma fu timbrato sulla fronte anziché sulle chiappe come io e Joi. Poi, come al solito, ci dette dei soldi e una card. “Possiamo andare in piscina?” chiese Tyf eccitato con ancora la sborra sulla barba sexy. Lui annuì e noi gli saltammo addosso coprendolo di baci. Lui ci mollò un paio di schiaffi, ma sorrise e andò via.
Passammo ancora una serata magnifica in piscina, ordinando ostriche e champagne, giocando fra noi, ascoltando la musica, baciandoci, leccandoci per finire sbronzi a dormire assieme.
Tornai al mio appartamento al mattino ad attendere indicazioni da Big.
Lui non si fece vedere per una settimana, quindi un venerdì piombò a casa, mi legò al letto con le mani, mi mise un divaricatore alle gambe e mi scopò con forza e rabbia, mi scopò da vero master. Io legato subivo con piacere le sue affondate nel culo, mi diceva che ero la sua puttanella, la sua cagna bianca. Io rispondevo che ero la sua troia bianca affamata del cazzo nero del suo master. Mi tirava i capelli e affondava, mi scopò con forza e mi riempì il culo di seme caldo padronale. Poi mise il plug nel mio culo e mi lasciò li legato. “Adesso starai fermo qui a riflettere su
“..cosa? Master? io..
un forte ceffone mi interruppe. Mi intimò il silenzio e se ne andò.
Immaginai che mi lasciasse ancora lì per ricordarmi chi ero, cioè il suo slave, ma che presto mi avrebbe liberato, ma passò un’ora e non venne a slegarmi. Avevo allentato un poco le corde alle mani, ma il problema era che le gambe divaricate mi facevano male e avevo anche il plug nel culo che tratteneva il seme del master dopo che mi aveva scopato. Gridai il suo nome piagnucolando. Mi fece attendere ancora altri lunghissimi minuti, finalmente entrò in camera.
“grazie padrone, non ce la faccio più, le gambe mi fanno male..
un grosso schiaffo. “Non ti slego, troietta”, altro schiaffo.
Piangendo: “...ma padrone non ce la faccio più..cosa ho fatto per
schiaffo. “Cosa hai fatto puttanella? Te la spassi coi tuoi amichetti Joi e Tyf...ho visto il tuo Istagram e
“ma padrone, lei mi ha ordinato di andare da master Joe e poi lui ci lascia usare
schiaffo. Un secondo.
“Silenzio. Non mi va che tu diverta senza di me...master Joe è un mio grande amico e ok, ma poi..voi ragazzi in piscina...baci...no, non va bene – schiaffo, io che piango disperato- ..no, tu devi avere in mente SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ME!!!”
“...sì, sì, padrone...è vero. IO PENSO SOLO A TE, AL TUO CAZZO ENORME ee...e.
schiaffo.
“E te la spassi coi ragazzi?”
“..sono amici..amici intimi diciamo...master Joe gode nel vederci giocare assieme..eseguiamo i suoi ordini..e..
“Basta. Silenzio. Resti qui legato!”
uscì mentre lo supplicavo disperato. Mi lasciò lì ancora un’ora. Le gambe mi facevano male, il culo non lo sentivo più. Piansi e poi urlai il nome di Biglamore. Venne e mi prese a schiaffi. “Avevo detto di chiudere quella boccaccia…” “Non ce la faccio più..almeno da bere..toglimi la barra alle gambe…
“Decido io!” schiaffi, rapidi e forti, sto piangendo.
Controllò la barra, tolse il plug e mi tastò il culo fino a quando non uscì il suo seme dal mio ano. Me lo fece leccare dalle sue dita, fra le lacrime. “vuoi da bere?” annuii.
Prese un bicchiere e ci pisciò dentro e me lo ficcò in bocca. Piangendo e versandone un poco sul collo e sul petto lo bevvi tutto. Lui andò ancora via. La piscia non mi aveva tolto la sete, le gambe erano ancora divaricate, oramai erano passate ore, piansi.
Il padrone tornò dopo molto tempo. “Hai riflettuto puttanella?”
“..Sì padrone! Sì padrone. Lei è il mio solo pensiero, il mio padrone, il mio master. Biglamore. MasterBiglamore. Blackfemale supremacy. Io sono di sua proprietà…”dissi di fretta, piangendo.
“Ok, ok sembra che la lezione sia servita…
“Sì padrone. Sì, è servita padrone. Grazie Master..grazie..io...sì..
“Brava la mia puttanella..” mi liberò, mi fece bere e fare una doccia. Dopo ero sfinito, le gambe dure e contratte. Per fortuna il mio master mi fece dormire a suo fianco abbracciati. Mi amava lo percepivo. Ed era giusto che ogni tanto mi rimettesse in riga.
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