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BIGLAMORE black fat Huge Cock Master and me.
17.07.2025 |
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"Piangevo e gridavo dal dolore ma mi piaceva essere trattata da slave da Big, faceva parte del pacchetto completo..."
Fare un pompino al Master mentre la moglie Cinzya dorme accanto.Il calco del cazzo padronale.
Master e slave.
Poi la storia della coniglietta passò in secondo piano(Bilamore era anche uno che si stancava spesso delle cose, affamato di novità)tornai a fare l’amante regolare. Biglamore andò via una decina di giorni con la famiglia, io me ne stetti tranquillo a far i miei giretti soliti per il quartiere, fumare erba sul piccolo balcone, annaffiare le piante, masturbarmi pensando al cazzo del mio master, mangiare, guardare la tv.
Quando tornò mi chiamò per dirmi che ci saremo visti a pranzo vicino a dove lavorava. Mi preparai e mi vestii elegante, venti minuti prima dell’appuntamento lo attendevo al bar. Arrivò trafelato, mi afferrò per un polso e mi trascinò via. “Ehi, ciao amore, come stai?”
“Non iniziare stupido!” e mi dette uno schiaffo davanti ad una signora che ci guardò sdegnata. Mi infilò in auto e partimmo. Arrivammo a casa sua, non ci ero mai stato. “Vieni anche tu. Mia moglie è fuori, i figli non ho idea. Ma non toccare niente, devo prendere delle cose importanti. “Sì, master”
La casa la conoscevo dalle foto, ma dal vivo sembrava ancora più grande, mi sedetti in sala mentre lui scomparve. Rimasi fermo a guardare e aspettare. Dopo una decina di minuti entrò qualcuno, sentii tacchi sul parquet. Si presentò Cinzya, la moglie di Biglamore. Arrossii e tremai. Provai a chiamare Biglamore ma non avevo voce. “E tu chi cazzo sei?” fece lei guardandomi. “..e..offghh offghh...io...sono un collaboratore offfghh del signor offghh
“Ma fammi il piacere...e salì di sopra. Sentii arrivare Biglamore. Parlarono, volarono parolacce, insulti pesanti. Poi scesero. Cinzya aveva un bicchiere colmo in mano e anche lui. Vennero da me. Lui sorrideva, lei era disgustata. Mi sfiorò il volto.
“..e così questo sarebbe l’amichetto nuovo che ti scopi…”
“Non rompere Cinzya! È un mio collaboratore, Tyret dell’ufficio..
“Smettila idiota. Umm almeno è carino...te lo succhia bene?”
“Cinzya hai rotto...e tu come lo succhiavi al maestro di tennis di nostra figlia?”
“E’stato 10 anni fa! Quando...ma fanculo!” e andò via. Biglamore mi baciò sulla bocca e mi disse di aspettare, gli era venuta un’idea. Tornò dalla moglie e tornarono ad urlarsi contro. Poi silenzio. Rimasi seduto ad aspettare. Dopo una ventina di minuti Biglamore mi prese per un braccio e mi condusse di sopra. “Dove andiamo?” chiesi preoccupato. “MI è venuta un’idea e una voglia.” in silenzio entrammo nella camera da letto. Cinzya con una vestaglietta bianca e nuda sotto dormiva. “noooo...dai..Big..nooo
“Silenzio scemo!” e mi tirò un ceffone e mi tappò la bocca. “Le ho dato del sonnifero...sono dieci giorni che la sopporto...che litighiamo...così ho voglia che tu me lo succhi steso sul letto con lei!”
“nooooo Big è pericoloso e se si sveglia?”
Mi strattonò e mi minacciò. Annuii. Si spogliò, distese sul letto accanto alla moglie, tirò fuori il cazzone già eccitato e me lo ficcò in bocca. Cercai di fare più silenziosamente possibile e in fretta, ma Big voleva godersi quel momento di vendetta sulla moglie stronza che campava alle sue spalle(come me, la sua amante)e mi obbligò ad un vero pompino con leccaggio, succhiare palle, ingoiarlo tutto. Cinzy non si muoveva russava alla grande. Ad un tratto mi fermò e poi mi spinse con la faccia verso la moglie che dormiva. Ebbi paura, mi mise due millimetri da Cinzya potevo vedere i pori della pelle, gli occhi sotto le palpebre. Big odiava quella donna. Rideva di quella cosa, poi mi riportò al mio posto, cioè con la bocca che succhiava il suo cazzo. Cinzya ignara. Suo marito mi venne in bocca, si pulì il cazzo sulla vestaglia di Cinzya “E’ talmente ubriaca che non capirà mai da dove proviene..ah ahha hhahhhaaahah” e poi mi riportò al suo ufficio, mi chiamò un taxi e mi disse che mi avrebbe contattato lui.
Non si fece sentire per un paio di giorni, ma mi arrivò un pacco a casa: una scatola rivestita di velluto, roba di classe proveniente da Miami, Fl.un bel fiocco rosa sopra, lo aprii e per quasi non svenni: lo riconobbi subito era il calco del cazzo di Biglamore, quante volte lo avevo succhiato, baciato, leccato, amato, lo conoscevo in ogni centimetro… chiamai subito lui per ringraziarlo. Non rispose. Il cazzo era favoloso, uguale all’originale, a parte il tappo sotto con un piccolo afferrimano per usarlo e ricoperto di una resina leggera, era pesante quanto l’originale, ma di un tessuto particolare.
Mi piaceva da impazzire. Mandai foto entusiaste col mio cazzone regalo a Big, faccine, melanzane, cuoricini, bocche che succhiano.
Biglamore mi mandò un vocale per dirmi cosa fare: un video dove mi infilavo il suo cazzo finto nel culo. Mi misi subito all’opera e dopo aver posizionato bene il cellulare, messo la luce giusta, mi riempii di gel e mi scopai col regalo del mio amante Big, il suo cazzone in calco.
A Big i video piacquero, ma stava andando a Los Angeles per lavoro. Ci rimasi male, volevo venisse da me, ma dovetti aspettare ancora.
Finalmente il sabato ricevetti un messaggio-istruzioni. SARO’ DA TE ALLE 06 PM.VOGLIO TROVARE CASA PULITA, TUTTO PRONTO PER UNA BELLA CENETTA.PULITO. DEPILATO. ALLE 05.50 TI VOGLIO DAVANTI ALLA PORTA, IN MUTANDINE ROSA, SOTTO DI ESSE PORTERAI IL MIO CAZZONE REGALO FICCATO BENE NEL CULO.
VOGLIO TROVARTI IN GINOCCHIO. IL COLLARE BEN FISSATO. LA CORDA DEL COLLARE IN BOCCA.
CIAO.
Così ebbi modo di preparare con calma. Pulii e riassettai l’appartamento, poi scesi per fare provviste e avere il necessario per una cena rapida per il mio master. Quindi andai dalle estetiste di fiducia di Big, a casa doccia, olii, creme, gel e sistemata ai capelli, mutandine rosa e poi mi preparai ad aspettarlo. Presi il collarino con la scritta BIGLAMORE’S slut e me lo fissai, mi misi anche il fallofinto del calco del padrone e mi inginocchiai alla porta. Pronto per il mio amante-padrone.
Fissavo la porta eccitato. In ginocchio come uno slave deve stare su ordine del suo padrone. Il mio Master, era bello attenderlo così, sottomesso, pronto, la sua presenza nel mio culo, in attesa di essere trattato come uno slave merita di essere trattato, pronto a ricevere il cazzone vero del suo Master nel culetto bianco depilato e dilatato. Passarono quindici minuti.
Tremavo eccitato e mi sentivo felice di essere lo slave di Biglamore e la sua amante. Quella sera sarei stato la sua puttanella slave pronta a ricevere botte e cazzi.
La porta si aprì e il mio master in tuta D&G e mocassino, cappello e sciarpa entrò.
Venne da me lentamente, mi toccò la testa come fossi un cagnolino, poi prese la corda mi strattonò su: “La mia puttanella bianca...agghindata come ho detto io, brava, fai vedere il culo”
Mi tastò, mi sculacciò, controllò che il suo calco fosse bene nel mio culo quindi mi portò in giro a 4 zampe a controllare le stanze. “Brava la mia puttanella...tutto in ordine..pulito...bene, frigo pieno...sei proprio una brava mogliettina altro che Cinzya”
“Grazie padrone...vuole spogliarsi padrone?”
“Sì, sì….andiamo…”
mi condusse in camera e mi tolse il calco dal culo
“LO adoro Master...un regalo bellissimo..”
“Lo so troietta...lo so….bene adesso voglio farti sentire quello vero...è molto tempo che non te lo sbatto al culo, vero?”
“Troppo padrone..
“Infatttttttiiiii….dai spogliami e poi prendi le corde..”
“Subito padrone...vuole anche battermi un po’ padrone?”
“Te lo meriti? Hai fatto qualcosa che devo sapere?”
“No padrone...ma una slut bianca ha bisogno di una ripassata ogni tanto..”
“Che troia, che troia….ma hai ragione..vieni qua!” mi afferrò e mi riempì di schiaffi, botte, sculaccioni. Piangevo e gridavo dal dolore ma mi piaceva essere trattata da slave da Big, faceva parte del pacchetto completo. A forza di schiaffi lo spogliai e poi lui mi legò. Prese un frustino e mi colpì più volte facendomi malissimo e rigandomi il culo bianco appena depilato. Mi concesse di leccargli il cazzo mentre il dolore al culo diminuiva, ma quando fu pronto me lo tolse di bocca e me lo ficcò nel culo e mi sbattè con forza mentre ero legato mani e gambe sul letto. Big mi scopò come sapeva fare lui dopo avermi fatto piangere di dolore.
Mi venne nel culo, mise il plug per non fare uscire il suo seme, mi slegò e mi lasciò sul letto a riposare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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