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BIGLAMORE black fat Huge Cock Master and me.
10.06.2025 |
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"Dopo mi ordinò di pulire la cucina e la camera da letto, cambiare lenzuola, allestire per dopo, quando mi avrebbe scopato..."
Stavo guardando gli annunci a whiteslaveforFatBlack al quale ero abbonato quando trovai l’insersione che faceva per me o almeno sembrava, diceva:
1,80 Fat Biglamore 24cm di soul black thing, cerca schiavo bianco, 22-35 anni, adoratore del cazzo nero padronale, depilato, sano, carino.
No in relazioni serie. Devi essere solo mio!
Sotto una sua foto disteso su un letto: un volto simpatico e buono, una barbetta curata, un paio di occhiali neri dalla montatura enorme, un poco stempiato sopra, una bella pancetta sexy, gambe da maialotto, ma pareva anche resistenti. Aveva 58 anni.
L’altra foto era del suo cazzo: una vera bestia nera grossa, massiccia, dalla bella cappella rosa. Cazzo quanto avrei voluto succhiarlo. Ma era una foto vera? Ero eccitato e intimorito.
In passato su quel sito avevo preso delle fregature da vecchi orribili e sporchi, una volta mi era andata benino con un tipo del Brooklyn, ma ovvio avevo qualche perplessità. Lo contattai. Mi rispose dopo una settimana via mail, mi disse che stava facendo una restrizione alla cerchia dei candidati, una ventina mi disse, ed io ero arrivato fra i primi 5, ora dovevo solo compilare il doc allegato e rinviarlo coi dati. L’allegato era una sorta di scheda di presentazione, altezza, peso, richiedeva un attestato di analisi del sangue con tutta una serie di malattie da controllare e poi due foto: una a busto intero nudo, l’altra del mio buco del culo ben aperto. Impiegai qualche giorno a inviare il modulo tutto compilato, passai un’intera giornata a farmi le due foto, alla fine inviai a attesi.
Al tempo lavoravo in una piccola libreria gay sulla 5h e Beverly. Guadagnavo una miseria e condividevo un appartamento con la mia amica Cinzy. Non avevo molte ambizioni nella vita, avevo 24 anni, senza relazioni e mi eccitavano i maschi neri, grassi col cazzo enorme come quello di BigLamore. Sperai che mi contattasse. Passarono 2 settimane poi un whatsapp. PRESENTATI DOMANI DA MILLAY SULLA 7TH E NAPLES ALLE 5PM
C’era una foto di lui vestito da bikers su un divano, teneva in mano il suo affare grosso, quello della foto. Sotto l’emoticon del bacetto.
Non riuscii a dormire eccitato. Guardai quella foto per tutta la notte. Era lui? Finalmente?
Ero già stato lo schiavo di un black fat, Joe che mi aveva sverginato a 19 anni e tenuto con sé per quasi un anno nella sua topaia a Messakuee, Ill. dove vivevo. Mi aveva insegnato tutto: a succhiare cazzi, a leccare culi e ad essere scopato da un grosso cazzo nero e Joe ne aveva uno bello grosso. Ma lui era troppo povero per me, ambivo a qualcosa di meglio. E così una sera che lui era tutto fatto scappai a New York da una zia e poi rimasi in città.
Poi c’era state un sacco di avventure sparse nei club o in chat, molte fregature, qualcuna fruttuosa, come Reginald un tipo molto grosso, un culo che non finiva mai, ma pure una mazza enorme che mi scopava alla grande. Ci frequentammo per qualche mese, ma poi lui lasciò il suo attico sulla 6th ovest, una vista mozzafiato e non lo rividi più.
BigLamore, avevo sbirciato il suo istagram era una persona agiata che faceva un lavoro importante, aveva una moglie e tre figlie femmine. Una bella moto, due auto , una berlina e una sportiva, una bella casa. La donna era una mulatta carina ma dalla faccia sempre un po' nervosa, poco divertita in ogni occasione. BigLamore pareva la giusta scarpa per me.
Mi presentai con venticinque minuti di anticipo. Rimasi ad un tavolo a bere una limonata guardadomi fisso allo specchio in fondo al locale.
Quando arrivò era proprio lui: ma non avevo dubbi, bello alto, rispetto a me, il doppio abbondante di peso, pulito, ordinato, profumato, ci abbracciammo, ero tutto sudato ed eccitato. Lui però fu gentile e mi dette un bacetto sulla bocca. Aveva un bel volto sicuro di sé, labbra carnose, barba morbida. Ci sedemmo: “Allora come va?”
“...scusa...non resisto...dimmi ho vinto? Hai scelto me?”
“Ah, lo vorresti?
Sì
Quanto da zero a dieci?
“11...11 mila”
“Sei una vera puttanella...vuoi essere la mia puttanella?”
“...sì...12mila volte…”
“Ti piaccio?”
“Sì tantissimo…” e mi dette uno schiaffetto in faccia.
“E ti piace anche il mio cazzo immagino?”
“...sì, è un cazzo bellissimo...lo desidero tanto..”
“Ummm mi piaci puttanella...- e mi rifilò un paio di shciaffetti -...vediamo
“Non me lo dici ancora? Non sto nella pelle..”
“Calma. Prima due cose: io ho una famiglia. Tu non avrai contatti mai con loro almeno che non sia io a volerlo. Secondo tu non hai altre storie. Ci sono solo io….”
“Chiaro Signore. No famiglia. Mai. Io non ho storie in ballo...sono tutto disponibile per lei, signore..”
“Bravo...ok..bene...decido io dove ci vediamo, come, quando. Tu non puoi chiamarmi.
“Grazie signore, non se ne pentirà...ma come la devo chiamare?”
“Signore va bene, ma anche BigLomore mi piace. Iniziamo venerdì prossimo. Vai a questo salone per un lavoro completo, voglio depilazione completa, via quel pizzetto, capelli più corti ai lati. Fatti ossigenare i capelli, mi piacciono le fighette bianche e bionde. Hai capito tutto?”
“Si BigLamore...è un nome stupendo...già lo amo…”
“Ah ah bene...vieni qua..” e mi prese fra le sue braccia mi baciò con passione in bocca e mentre mi pomiciava mi prese la mano e la mise sul suo pacco: era bello grosso.
Dopo mi dette un paio di schiaffi in pieno volto. “Lo avrai presto puttanella, a venerdì”
Il venerdì non arrivava mai, pianti, eccitazione, la cura al centro, Cinzy fu carina e mi fece da balia per giorni isterici. Finalmente arrivò il messaggio da BigLamore per dove ci saremo visti. In bar a Baheme bay. Andai in taxi come aveva chiesto lui, mi avrebbe ripagato, anche perché furono 90 dollari che però mi dette appena arrivai. Lui indossava una camicia da boscaiolo e bretelle, jeans neri e profumava da morire. Mi baciò in bocca e mi fece accomodare in un privè del locale. Ordinò da bere e ci mettemmo rilassati a parlare, cioè parlava lui ovviamente, io ero sdraiato su di lui, sulle sue grosse cosce, eccitato, felice, con la testa sulla su pancetta profumata. Mi raccontava delle figlie, della moglie che stava con lui solo perché era una buona a nulla come il resto della sua famiglia: BigLamore infatti campava i 3 fratelli della moglie e pagava la retta della casa di cura della madre. Lei dipendeva da lui, era rassegnata, spesso ubriaca. Le figlie erano già tutte grandicelle, ma sempre a carico di BigLamore. Accennò anche al suo lavoro, una roba della sicurezza per delle banche. Bevemmo e mangiammo, con lui che parlava, io che lo guardavo innamorato già e pensavo al suo cazzone. Quando ci servirono il dolce, BigLamore dette dei soldi al cameriere, dicendo di chiudere la porta, non essere disturbati. Quando fummo soli e la porta chiusa lui mi prese la faccia e mi fece aprire la bocca.
“Adesso puttanella vediamo come lo succhi. Adesso vai sotto il tavolo e mi fai un pompino. Voglio provare la mercanzia...sei ancora in prova..”
Così mi infilai sotto il tavolo e mentre lui mangiava il dessert gli feci un pompino. Aveva veramente un gran cazzo, bello duro, gonfio, la cappella a punta, rosa e nera, la succhiai e baciai a lungo, quindi mi misi a lavoro come mi aveva insegnato Joe coi cazzi grossi e neri, andai bello su e giù prendone bene in bocca e pompando. Un vero pompino per cazzi neri e grossi. Lui approvò e quando ebbe finito il dessert, spinse via il tavolo e mi prese la faccia ad altezza fronte: “Guardami puttanella….guardami in faccia quando me lo succhi...mi piace lo sguardo adorante che dei servetti bianchi, pieni di piacere e libidine...ti piace il cazzo grosso e nero, vero troietta?”
“..Slarppp...slurp...mumm..sì...sììì...mi piace tanto il cazzo nero...slurp...splurp...e il suo Signore è proprio...slurpp..slurp….bello e grosso...slurpp…”
E poi mi venne in bocca e mi fece mangiare il dessert con tracce del suo sperma raccolte dal cazzo o dalla mia bocca.
Pagò e mi chiamò un taxi.
“A venerdì prossimo, puttanella…” e mi baciò in bocca.
“Allora? Ho vinto?”
“Ah ah...sei stata brava...sei...una troietta niente male…” ma mi spinse nel taxi dette 100 dollari al conducente e mi salutò.
La settimana corse via lentissima e voloce, frenetica, Lui mi contattò per darmi le indicazioni:
VENERDì ASSEGGERò IL TUO CULETTO PUTTANELLA BIANCA. FAI IN MODO CHE SIA TUTTO PREDISPOSTO. PULITO, DEPILATO.
VOGLIO PROVARE ANCHE IL TUO LATO B.
inoltre staremo da me a questo indirizzo. Cucinerai per me questo piatto. Compra il necessario. Ti mando i soldi sulla tua carta.
A PRESTO TROIA.
INVIAMI ADESSO UNA TUA FOTO NUDO.
Lo feci ovviamente tutto felice, ero assieme a Cinzy e la sua ragazza. Che messaggio, lo conservai subito. Mi misi a studiare il piatto guardando tutto il giorno video di cuochi, i fondo era una cosa semplice, gamberetti grigliati nel pepe e zucchine. Ne preparai almeno una dozzina con Cinzy prima di venerdì. Non era male.
Mi portò nel suo appartamento. Era al 20 piano di un posto di periferia, ma tranquillo: cucina, una piccola saletta, bagno, camera da letto e un balcone minuscolo a nord. Sempre meglio di dove stavo. Mi misi all’opera dopo averlo servito di cocktail sul divano, era nudo: il corpaccione nero, la pancia il grosso cazzo a riposo. “Qui con me devi essere sempre nudo, intesi?”
Mi presi qualche sculaccione, mi baciò sulla bocca, mi denudai davanti a lui, indossai solo un grembiule rosa e mi misi a lavoro nervoso e teso. Alla fine mi sembrò un buon lavoro, lo servii assieme a del vino bianco francese e lui se lo gustò. Alla grande: “Fiuuuu puttanella bianca, sai che non è male? Affotto! Brava la mia troietta bianca...l’ultimo stronzetto non sapeva cucinare neanche un toast al formaggio..”
“Son felice che le piaccia signore..felicissimo..mi sono allenato con Cinzy per giorni..
“Chi cazzo è Cinzy? - e mi colpì in volto un paio di volte, fortissimo – tu sei solo mio..no relazioni ero stato chiaro..” “Cinzy è la mia coiquilina, una lesbica tedesca..”
“Ok..bene...beviamo allora!” e mi concesse di bere con lui e poi si divorò i miei spaghetti. Dopo mi ordinò di pulire la cucina e la camera da letto, cambiare lenzuola, allestire per dopo, quando mi avrebbe scopato. Mi misi al lavoro mentre lui beveva vino alla tv. Quando fu tutto pronto, lui si alzò e andò in camera lasciandomi in ginocchio fuori ad attendere. Impiegò qualche minuto e poi uscì vestito da antico romano con gonnellino, spada, mezzo elmo, la pancia in bella vista, ma non so perché quando lo vidi mi venne da ridere. Non mi trattenni. Lui mi si avventò contro e mi schiaffeggiò fortissimo un paio di volte: COME TI PERMETTI LURIDA TROIA DI RIDERE??? IO SONO BRUTELIO DELLA 2 LEGIONE ROMANA
“….scusi signore non volevo..mi perdoni – e altri schiaffi forti in faccia -...non so cosa mi è preso...mi perdoni BRUTELIO…” “ohhh vedo che sei sveglio...bravo, adesso però ti sistemo io, stupido soldato barbaro, ti ho catturato e adesso abuserò di te per la legge del guerriero!” mi presi altri schiaffi e mi misi a piangere, lui però allora mi consolò con caldi baci in bocca, era così gentile, forte e gentile. Mi legò al letto con delle corde, mi sistemò in modo che potesse scoparmi meglio e prese a far scivolare la sua mazza sul solco del mio ano. Si stava eccitando. Mi teneva i fianchi e scivolava sopra di me, bello massiccio, sentivo la sua pancia calda e gonfia, il suo cazzone su e giù.
“...Brutelio vuole che lo lecchi prima?”
“Zitto soldato, so io cosa fare!” mi sbattè la sua nerchia sul culo più volte, quindi lo leccò, lo penetrò con un paio di dita e poi con tre
“Bene...culetto bianco accogliente abbastanza stretto, ma chissà quanti cazzi neri ci sono passati qua dietro? Ok, bellezza...pronta….eccolo…” prese a spingere il suo affare, io gemevo per lui. ZITTO SOLDATO...LA LEGGE DEL GLADIATORE...IL TUO CULO è MIO!” e prese a infilarmi, prima la cappella, quindi un pezzo di cazzo, faceva male, era grosso, ma ero eccitato a palla e lui era abile,le corde mi tiravano, lui avanzò dentro di me, avanti, avanti, avanti e poi fu dentro tutto.
Oplà BABE PRENDI...TI PIACE IL CAZZONE DI BIGLAMORE?!”
“oHH...Sìììì...Cosìììì….sìììì.mi piace...è grosso..è bello...è caldo..”
“Rovente bellezza per il tuo culetto bianco, eccolo,è tuo prendiiii troia!” e prese a montarmi a scoparmi, ero legato, in sua balia, mi scopò con forza, offendendomi e baciandomi sculacciandomi e poi sussurrandomi paroline dolci mentre mi leccava l’orecchio. Io impazzivo di piacere con quel pezzo di carne dentro che mi scopava alla grande. Mi sbattè a lungo, quindi mi slegò le braccia, mi cadde addossò, bello pesante, caldo, sudato, nero, mi schiacciò e mi scopò a quel modo fino a venire. Mi riempì il culo di sperma caldo.
“Accidenti puttanella mi piace il tuo culetto...lo opziono per i prossimi mesi...contento?”
“Sì signore, felice.”
Quindi mi abbracciò e dormimmo nel lettone.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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