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trans

LA PUTTANA DELLE MONTAGNE - Marchette


di Strapps
11.07.2025    |    92    |    0 6.0
"Lei mi afferrò un braccio con violenza e poi mi tirò due ceffoni fortissimi che mi fecero urlare e piangere..."
Fare la prostituta sul ciglio di una strada in montagna per una Pappon Transex di nome Sugar Chubby.
Avventure sexy.
Il cazzo padronale.


Dopo due giorni interi di pioggia ghiacciata nei quali era impossibile lavorare perché non passava neppure lo spargisale, due giorni passati a servire Sugar minuto per minuto, massaggiarle i piedi, lavarla, curarla, fare da mangiare, giocare a carte con lei, riempirle il bicchiere in continuazione, due giorni nei quali si era lamentata del tempo e che non potevo lavorare fuori e mi ero preso un sacco di ceffoni, di spinte, tirate di capelli, sputi, calci e poi ancora ceffoni in pieno volto per due giorni. Per fortuna la notte si calmava e mi faceva dormire con lei abbracciati, ricoperto da lei, dal suo enorme corpo, le grosse tette contro la mia schiena, il cazzo che sfiorava il mio culetto bianco voglioso, ma lei certo non voleva ricompensarmi col suo amichetto dopo due giorni di non lavoro, ma era bello, anzi bellissimo addormentarsi stretta alla mia padrona, alla mia pappa, godevo del suo odore forte, del suo fiato pesante di rum e sigari, le bombe di gas che sganciava sotto le coperte, ma almeno era al caldo, protetto e riscaldato dalla mia pappa, da Sugar, la mia padrona della quale ero follemente innamorato.
Il mattino dopo c’era un gran sole e dopo il rituale del risveglio, Sugar mi vestì da troietta e mi mandò a battere. Il sole era bello alto e riusciva a scaldare una mattina comunque fredda. Le strade erano sgombre e passavano auto. Accesi il fuoco e mi preparai a ricevere clienti. Ne avevo bisogno, volevo dare i soldi a Sugar e mostrarle che ero una vera puttanella che sa fare il suo mestiere imparato nel bordello di Mammie. Mentre ero lì a sperare che qualcuno si fermasse, un uccellino dal becco giallo si fermò vicino a me, era proprio carino, avevo un cracker sbriciolato nella tasca della pelliccetta da troia e gielo regalai, lui becco veloce e poi scappò via, ma come ringraziandomi, pensai che era un segno positivo. Ed infatti dopo qualche minuto si fermò una transex della base per un pompino rapido in tenda, mi lasciò anche due crediti di mancia e così misi i 12 crediti nel box della roulotte e tornati sul ciglio della strada. Era proprio una bella mattina e mi dicevo che oggi avrei raccimolato soldi per la mia pappa, come è giusto che faccia una vera troietta a servizio di una pappa.
Per fortuna vennero le lesbicacce amiche mie,erano in 3 sapevo cosa volevano: salii sul loro camioncino bello riscaldato, non temevo, l’avevo già fatto e quelle lesbo non erano pericolose. Mi dettero anche da bere del gin di primo mattino che mi fece girare la testa. Concordammo 7 crediti a testa per leccare 6 ascelle pelose. Potevo provare con 10 ma sapevo che erano delle poveracce. Bevvi ancora per farmi forza e poi mi misi a leccare quelle ascelle pelose, brutte, sporche e sei erano veramente tante, dovetti fermarmi più volte per bere ancora. Alla fine con mestiere portai a casa il lavoro, due erano molto contente una meno, mi dettero anche 2 crediti di mancia e una barretta alla nocciola. Contento con quasi 30 crediti da dare alla mia pappa corsi alla roulotte, infilai il denaro e attesi un attimo. Poi, da brava troia tornai verso il ciglio della strada. Ma di colpo si aprì la porta della roulotte e la mia meravigliosa Pappa Sugar Chubby era lì, in vestaglia, la pancia grassa in bella mostra, le tette grosse e nere, il volto tondo, le guance cascanti, le labbra rosse, dritta, col sole che illuminava la pelata e gli orecchini dorati. Feci una corsa verso di lei colmo di felicità e le saltai addosso coprendola di baci. Lei mi tenne su con braccio solo, prima di rispondere ai miei baci.
“Vedo che ci dai sotto sgualdrina…
“Sì Sugar per te, bellissima signora...ti amo...ti amo – e giù baci, lei mi teneva in grembo a sé, le gambe tenute da lei mi baciava e rideva.
“Bravo, bravo...adesso però torna a lavorare…”
“Sì padrona.” e dopo averla sbaciucchiata ancora corro verso la strada a fare il mio dovere di puttanella di Sugar Chubby la pappa nera.
La strada era trafficata e sperai di rimediare ancora qualcosa in quella mattina fortunata. Ma quando si fermarono di due tipi pensai che la cosa fosse svoltata male. I tipi erano due diciottenni transex sbarbatissimi e squattrinati che si fermavano sempre. Facevano ancora la scuola serale in attesa di poter essere accolti alla Scuola Militare Transex che c’era in cima alla collina. Ma mancavano ancora 2 mesi, perché il regolamento prevedeva 18 anni e 2 mesi compiuti per fare la domanda. Così loro perdevano tempo su e giù per la montagna con un vecchio pick-up. I tipi non avevano mai abbastanza soldi e, altro grosso problema, volevano farlo assieme. Sugar era stata categorica su questo: “non fare mai cose a due almeno che non tu conosca già bene il cliente, in due possono sempre fregarti soldi e la borsetta dove hai il fischietto.”
Così non si combinava mai niente.
“Ragazze lo sapete quanto viene...dai non rompetemi...10 pompino e 25 il culo…
“Dai pompino assieme e ti becchi 20 crediti…
“no lo sapete benissimo, non mi fido di voi...in due assieme no…
“Siamo brave ragazze in cerca di divertimento...siamo tranquille…
“noo..no..dai…” ma mi dispiaceva perdere quella opportunità. Mi venne un’idea. “allora ok assieme...ma dovete fare come dico io, prima i soldi ovviamente e poi per 7 crediti a testa vi masturbo…”
“No pompino!”
“No. 7, mano. Insieme. Ma mi obbedite!”
“ok puttanella…
Li portai alla tenda, mi feci dare i soldi, gli ordinai di calare i pantaloni militari e poi di sedersi sul letto a breve distanza uno dall’altra. Mi assicurai di calare loro i pantaloni fino ai piedi e poi le mutande ad altezza polpaccio in modo tale che non avrebbero potuto alzarsi velocemente, correre robe così(era un trucchetto che mi aveva insegnato la mia Pappa Sugar), quindi mi inginocchiai in mezzo a loro. Erano giovanissimi, struccati(appena del rossetto ciliegia sulle labbra), capelli rasati, grossi orecchini e faccia da sorelline sperse. Presi a toccarli con leggerezza e fare morbido. I due apprezzarono subito. Erano eccitate, ma non abituate al tocco di una puttanella bianca fine come me. I miei massaggi si trasformarono presto in seghe vere e proprio che facevo con entrambe le mani(al bordello avevo due clienti che venivano in coppia a farsi masturbare)quindi ero abituato e bravo, infatti le due sorelline eccitate vennero velocemente, all’unisono.
“Braveeeeeeeee” dissi festeggiando, quindi mi leccai le dita piene di sborra delle due sorelline quelle mi abbracciarono. Mi dettero 2 crediti di mancia e li misi nel box della roulotte, sperai che Sugar uscisse di nuovo a complimentarsi, ma rimasi deluso a fissare la porta. Tornai sul ciglio della strada. Si fermò presto una transex, ma non combinammo niente. Poi per un’ora niente. Si avvicinava l’ora di pranzo, ero con un biscotto e un sorso di caffè e latte dalla mattina e avevo lavorato e quindi ero affamato. Iniziavo anche a sentire freddo, ma sarebbe stato bello poter portare alla mia pappa altri soldi in quella mattina. Quando stavo perdendo speranze, si fermo una lesbica del gruppo delle mie clienti di ascella. Era sola e volle farsela leccare in tenda per 10 crediti, mi detti anche un credito di mancia. Misi tutto nel box e attesi davanti alla porta. Ma passò più di un minuto e la porta non si aprì, ero deluso e sbuffai. Sperai ancora qualche attimo, ma poi tornai sul ciglio della strada. Ma appena mi rimisi accanto al bidone col fuoco sentii la porta della roulotte aprirsi e il fischio della mia pappa che mi chiamava a pranzo. Corsi da lei, le saltai addosso, ci baciammo: “Hai visto amorino cara come sono stato bravo stamani?”
“Vero la mia puttanella ha fatto il suo dovere...brava...ok, meriti un bel pranzo, un riposino e poi di nuovo in strada…”
“Grazie Signora.”
Preparai una pranzo a base di carne, chily, patate che Sugar divise con me, ero affamatissimo e poi mi fece mangiare anche del gelato. Contento per quella generosità presi a baciare gli anelli della sua mano: “Allora anche tu mi ami un pochino...il gelato? Ti amo Sugar!”
“Come non ti amo? Lo sai che sei la mia pollastrella preferito al momento…” e mi baciò in bocca. Avrei potuto rispondere che c’ero solo io al momento, ma mi godetti il bacio e stetti zitto.
Cercai anche di stuzzicare Sugar e il suo cazzone toccandolo mentre ci baciavamo, ma rimediai solo uno schiaffo. Peccato mi andava un po’ del suo cazzone nero dopo il gelato.
Riposai un’oretta e poi Sugar mi rimandò sul ciglio della strada a battere.
Non passò nessuno per almeno un’ora e pensai che la buona sorte del mattino fosse svanita, ma si fermò un pickup con una transex bionda che me lo schiaffò dietro per 25 crediti più mancia e un po’ di social time in tenda dopo che si ebbe svuotata le palle nel mio culo. Misi tutto nel box e Sugar mi urlò che ero proprio una brava troietta: ne ero orgoglioso. Ero la troietta della mia pappa e anche la sua fidanzata o almeno questo lo dissi alla cliente.
Il pomeriggio passò alla fine e anche se il sole tramontava più tardi da qualche tempo, pensai che stava arrivando la fine della giornata, ma speravo ancora in un colpo di fortuna: e proprio mentre stava calando il sole si presentarono ancora i tipi sfigati del mattino, avevano goduto così tanto con la mia mano che volevano replicare. Da brava troia colsi la palla al balzo e chiesi 9 crediti anziché i 7 del mattino. Loro accettarono. Nella tenda li feci spogliare sotto e feci come al mattino. Poi passai a massaggiare i loro cazzetti, erano già eccitati, ma indugiai a lungo per farli arrapare bene, quindi quando iniziai a segarli vennero quasi subito. Li cacciai rapido e bussai alla porta della roulotte, volevo che la mia pappa vedesse come ero bravo. Aprì e mi mollò uno schiaffo. “non farmi alzare stupido! Che ridi? Ah ,,.,.bravo...brava la mia puttanella...oggi soldi, soldi, soldi...musica per le mie orecchie!” gli saltai addosso e ci baciammo a lungo sulla soglia. Dentro mi misi a preparare una cenetta per la mia pappa e mi fu concesso di consumare una parte, dopo le feci un bel massaggio ai piedi mentre lei beveva. Mi fece mangiare il gelato e dopo giocammo a carte. Era bello dopo una giornata di cazzi e ascelle essere al caldo, soddisfatti come due fidanzati a rilassarsi.
“Sono stato bravo oggi Sugar?”
“Bravissima puttanella bravissima, ti voglio così fino alla Grande Festa! Devi lavorare e portarmi soldi….”
“Sì, mi impegno...lo vedi...voglio essere la tua puttana...e anche la tua amante…”
“Ummmm che brava la mia puttanella vieni qua….oggi ti meriti anche il premio finale…”
“Ohhhh grazie...è tutto il pomeriggio che sogno il cazzo padronale, che lo voglio...i clienti..phua!!! quando sogno il tuo cazzone Sugar…” e mi avvento su di esso e lo lecco, lo succhio, lo ingoio, lo assaporo, lo spompino, lo venero, lo bacio, lo lecco, ingoio, assaporo, lecco l’asta, succhio le palle, venero quel cazzone di Sugar e poi lei mi viene in gola.

Dormiamo nel suo letto e mi tiene stretta a sé quando viene la notte e il riscaldamento è spento. È bello essere tenuti da Lei, la mia pappa, la mia padrona, mi fa sentire protetto e suo, della mia amante.
Ma il mattino dopo viene presto, fuori il sole va e viene, dopo i rituali mattutini di Sugar sono di nuovo sul ciglio della strada ad aspettare clienti. Spero che la buona sorte di ieri si protragga a oggi. Ma dopo due ore non passa nessuno. Si ferma una lesbo ma va di fretta, dice che tornerà nel pomeriggio...merda, si ferma un uomo ma non ha un soldo in tasca lo scaccio tirando fuori il fischietto e dicendo che se fischio arriverà subito la mia pappona con una pistola. Quello fugge via. Ma arriva ora di pranzo e non ho rimediato un credito. A casa faccio da mangiare a Sugar ma io posso solo ripulire il suo piatto vuoto e bere delle vitamine, niente riposino, Sugar mi risbatte fuori nonostante i miei piagnicolii da puttanella sfortunata. Ma ho imboscato due barrette al rabarbaro e miele, me le mangio avido mentre aspetto clienti. Ma anche il pomeriggio sembra volgere al peggio, prima passa la lesbo del mattino per uno slinguazzo di figa rapido da 10 crediti+ mancia di 2 perché la faccio venire di brutto, quindi una sorpresa: verso il tramonto si ferma una jeep militare, dentro due transex coi gradi della Caserma Militare in cima alla montagna, stanno tornando da esercitazioni, vogliono una cosa veloce. “25 crediti e vi scopate un bel culetto bianco, belle Generalesse..
“Non fare l’idiota, puttana!” fece la bianca, capelli a spazzola, poche tette, finemente truccata.
“...oppure 10 crediti un bel pompino fatto da una troietta bianca…
“Andiamo per un pompino, sali” fece la nera, struccata, ma una bella transex.
“No, la tenda, vicino alla mia pappa...una alla volta, prego, sono pochi passi…”
“Fanculo sali, troia, siamo Graduati di classe B noi, che roba!”
“non posso Signore Graduate...le regole..della mia pappa...io…
“Ok, ma muoviamoci!” fece la bianca e andò fino alla tenda con la jeep, Sugar si affacciò da dietro un finestrino, quando li raggiunsi la bionda mi prese per un braccio e mi spinse dentro la tenda, “ehhiii pianooo...vengo…” mentre la nera salì le scale della roulotte.
Dentro la militare si tolse la cinta dei pantaloni e li fece cadere rivelando un gran bel cazzo di almeno venti cm. In tiro, mi avvicinai a lei calandomi anche io pantaloni e mutandine, da vera troia che ci prova mi strusciai sul cazzo della transex: “Non vuoi farti questo bel culetto caldo?”
Intanto Sugar stava parlando con l’altra militare. Le offriva persino da bere.
“Oh sì il tuo culetto è carino e mi ricordi un mio fidanzatino dell’accademia, ma abbiamo fretta, succhiamelo svelto!” mi prese la nuca, mi sbattè il suo grosso cazzo sul volto più volte, quindi mi afferrò bene e me lo infilò in bocca e mi scopò. Cercai di godermi un poco quel bel cazzo pulito e profumato, ma lei aveva voglia di venire e mi spruzzò in gola il suo sperma caldo. Dopo aver ingoiato le offrii da bere acqua e andai ad avvertire dentro che avevo fatto la prima marchetta e che toccava all’altra. Entrai nella roulotte e Sugar e la tipa stavano bevendo e fumando. Sugar semnbrava contenta di chiacchierare con la militare. “Ehi, la mia troia! Problemi?”
“Oh no, solo avvertivo che avevo fatto la prima e ..
“Ho capito...bene, ma senti non ho voglia di alzarmi, fammi il servizio qui, nessun problema vero Sugar?”
“Oh affatto! Anzi mi piace vedere le mie troie a lavoro coi clienti...avanti piccolino vieni qua, non hai sentito? Lecca il cazzo della Signora Ruiiss. Mi presi uno schiaffo e finii fra le gambe di lei. Aveva un grosso cazzo, migliore di quello della bianca, più grosso e non fu facile succhiarlo al meglio, inoltre Sugar mi guardava ed ero nervoso, ma con calma e passione, facendo versetti da troia lo feci gonfiare ben bene, mi lavorai la cappella e le palle con le mani e la feci venire mentre lei fumava ridendo con Sugar. Mi dette una mancia di 15 crediti, uscirono entrambe con baci e abbracci a Sugar: “Tornate a trovarci!” disse Sugar da vera pappa. Insomma avevo rimediato la giornata e Sugar mi concesse di mangiare carne e un budino alla frutta. Dopo i massaggi e la partita a carte, Sugar mi fece bere qualche bicchiere e non so come mai le dissi che i cazzi delle due militari erano proprio belli. Lei mi afferrò un braccio con violenza e poi mi tirò due ceffoni fortissimi che mi fecero urlare e piangere.
“LA CONOSCI LA REGOLA TROIA!!! mai innamorarsi dei cazzi dei clienti, quando lavori e anche quando non lo fai l’unico cazzo che devi avere in mente è IL MIO INTESI?????”!
“Sììì...Sììì...Sìììì...mi perdoni padrona….vero, io penso solo al suo cazzo...io….”
“Stupido!” e giù altri schiaffi. “E adesso vai fuori a calmare i tuoi bollenti spiriti per i cazzi militari!”
“Come fuori Sugar ma fa un freddo boia...mi ammalerò..
schiaffo. Schiaffo. Lacrime mie.
“Ho detto fuori così in mutande o ti riempio di schiaffi per ore!” speravo ci ripensasse, ma mi spinse veramente fuori, in mutande! Faceva un freddo cane e presi a battere i denti a piangere forte a tenermi stretto. Non so quando rimasi fuori, mi sembrò un tempo lunghissimo, tremavo e piangevo, poi la porta si aprì e Sugar mi prese in braccio e mi portò dentro, al caldo sul letto. Mi coprì e mi scaldò. Tremavo e piangevo, ma era molto meglio, con calma, con bacetti con il suo fiato, con il suo corpo contro il mio sotto le coperte mi fece passare il freddo e il tremito. Smisi anche di piangere.
“Hai imparato la lezione troia?”
“...sì
“Hai imparato che sul lavoro devi pensare solo al cazzo della tua PAPPA?”
“..sì...sì...sì padrona, lo giuro...ho imparato...solo il suo...il suo cazzone padrona, bello, grosso, caldo, duro, padronale, ho imparato...conta solo il suo per me!”
“Brava brava la mia puttanella, bene...adesso….rilassati...riposati…”
E mi tenne al caldo abbracciato.
Dopo un paio di ore ci svegliammo e lei volle mangiare qualcosa, le preparai uno spuntino e lo servii a letto, quando ebbe finito si bevve due bicchieri mentre io ero nel letto con un braccio attorno alle tette gonfie della mia pappa e una sul pacco. L’alcool fece effetto e grazie ai mie tocchi il cazzone padronale si riprese e venne bello duro, lei mi mise a carponi e mi montò con forza sbattendomelo in culo con fare da pappona che monta la sua cagna.
Mi eruttò dentro e poi ripulii tutto con la mia boccuccia ripetendo IL SOLO UNICO CAZZO DELLA MIA VITA, QUESTO IL CAZZO DI SUGAR
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