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Lui & Lei

La suocera.


di freddy15
04.04.2024    |    14.101    |    4 9.8
"Peccato però, a letto era scatenata come nessun’altra, e ogni tanto mi ricordo di quei momenti passati con lei..."
Questo non è un racconto ma una sorta di memoria, infatti racconta di quello che è successo ormai molti anni fa, ma che è rimasto sempre molto vivo nella mia memoria.

Premessa.
A diciotto anni avevo conosciuto in discoteca una ragazza, Monica di sedici anni (nome di fantasia) e ci siamo subito piaciuti. Ci “siamo messi insieme”, come si diceva a quei tempi, e abbiamo iniziato a frequentarci, dopo qualche mese abbiamo fatto all’amore per la prima volta, lei era vergine ed io, quasi!
Al suo diciottesimo compleanno mi ha invitato a casa sua per presentarmi a sua madre, dico sua madre perché il padre proprio non c’era, era figlia di una ragazza madre, che rimasta incinta a quindici anni era stata “abbandonata” dal futuro padre. In quegli anni, un fatto del genere in un paesetto del veneto contadino non era una cosa accettabile perciò la famiglia della madre, Maria, ha mandato la ragazza a “sgravarsi”, termine oggi non accettabile ma in uso in quei tempi, a Venezia presso una specie di istituto gestito dalle suore per le ragazze madri.
Per cui sapevo che sua mamma era giovane, trentadue anni, ma quando la ho conosciuta è stata comunque una sorpresa, era una bella mora, capelli lunghi e molto abbronzata, fisico slanciato con due tettine piccole ma che da quel che si capiva da sopra la maglietta molto sode e soprattutto non dimostrava più di venticinque anni! Sembrava più la sorella o l’amica della mia ragazza.
Vivevano sole in una bella casa in campagna con un bel pezzo di terreno attorno.
Spesso andavamo al mare insieme e mi trovavo accanto a due belle ragazze in topless e perizoma e non nascondo che la cosa a volte, anzi spesso, mi turbava e mi eccitava. Abbiamo fatto anche delle vacanze insieme, sempre al mare e una volta siamo capitati in Jugoslavia, e qui si capisce che parliamo di anni fa, in un campeggio che era per metà di nudisti, ma non c’erano confini o steccati che dividevano le due realtà e alla fine ci siamo messi anche noi a prendere il sole nudi e a girare per il bungalow e nelle docce come mamma ci aveva fatto.

Fatto questo preambolo vengo a raccontarvi la storia.

Insomma ho iniziato a frequentare la casa, essendo Maria da sola, spesso mi proponevo per qualche piccolo lavoretto da “uomo” e con il tempo sono entrato in confidenza, più da amico che da genero vista la poca differenza di età.
Spesso andavamo al mare insieme e mi trovavo accanto a due belle ragazze in topless e perizoma e non nascondo che la cosa a volte, anzi spesso, mi turbava e mi eccitava. Abbiamo fatto anche delle vacanze insieme, sempre al mare e una volta siamo capitati in Jugoslavia, e qui si capisce che parliamo di anni fa, in un campeggio che era per metà di nudisti, ma in realtà non c’erano confini o steccati che dividevano le due realtà e alla fine ci siamo messi anche noi a prendere il sole nudi e a girare per il bungalow e nelle docce come mamma ci aveva fatto. È stato lì che ho visto mia suocera nuda, ed era proprio un bel vedere, in più lei era così naturale che mi faceva pensare non avesse nessun interesse per gli uomini e tanto meno per me naturalmente. Anche se a volte mi sembrava averla vista soffermarsi sul mio cazzo, che a dire il vero non faceva brutta figura, ma poi mi ero convinto che erano solo mie fantasie.

Tempo dopo, un giorno vado a casa di Maria per sistemare un rubinetto mentre la mia ragazza era al lavoro. Come detto abitavano in campagna, una bella casetta con molto terreno annesso, una buona parte a frutteto e un’altra a giardino. La casa più vicina era a cinque-seicento metri, per cui abbastanza isolata.
Entro dal cancello con l’auto e dopo parcheggiato vado in casa ma Maria non c’era, allora vado nella parte del giardino, dove protetta da una siepe c’era una zona preparata come “solarium”, dei lettini, un ombrellone un tavolo con sedie, un barbecue e una doccia esterna dove spesso si andava a prendere il sole o a mangiare nelle serate estive. Appena passo la siepe vedo mia suocera sul lettino che sta prendendo il sole, è completamente nuda, una visione da far salire la pressione! Credo, ma non ne sono certo, che stia dormendo, è distesa un po’ di fianco e vedo il suo culo, molto ben fatto e sodo e mi sento imbarazzato dai miei pensieri. Anche se l’avevo già vista nuda e perciò sapevo come era fatta, vederla così fuori dal contesto del campo nudisti e per di più essendo noi due soli mi ha fatto un certo effetto, e non solo a me ma anche al mio compagno lì sotto! Allora mi sono ritirato e dopo essere tornato qualche metro sui miei passi ho iniziato a chiamare per lasciarle il tempo di ricomporsi.
Ho chiamato: “Maria? Dove sei?”, immediatamente lei ha risposto: “sono qui”, allora mi sono avvicinato e passata la siepe la rivedo sul lettino, ora girata verso di me, le tette al vento e con il suo pube nudo, non si era ricomposta come avrei immaginato! Mi avvicino e lei: “Ciao! Scusa mi ero dimenticata che venivi oggi.”. Io: “Non preoccuparti tanto so dove andare, ti sistemo il rubinetto e poi torno”. “ma no dai! Fermati un attimo, tanto il rubinetto non perde più! Sai com’è, basta chiamare il dottore e il male passa!” e si è fatta una risata. “Dai mettiti comodo che si sta benissimo qui”. Io ero imbarazzato naturalmente e continuavo ad avere l’immagine del suo culo nudo negli occhi e allora ho detto: “va bene dai” e ho preso posto sul lettino di fianco a lei, e mentre mi sedevo lei mi ha detto: “che fai, stai vestito? Morirai dal caldo. Mettiti comodo.” Ed io “sai Maria non ho il costume, casomai mi tolgo la maglia tanto sono in pantaloncini corti”, e lei “fai come vuoi”.
Mi sono tolto la maglia e mi sono disteso, e anche lei si è distesa e come fosse niente mi parlava, mi chiedeva come andasse il lavoro ecc., ecc., io faticavo a rispondere dall’imbarazzo e l’eccitazione. Dopo, vista la tranquillità con cui Maria parlava e si comportava mi sono detto che non dovevo farmi strane idee, ma era inutile, ero eccitato e avevo il cazzo durissimo e speravo che lei non lo notasse.

Passati una ventina di minuti, Maria mi ha detto: “sul tavolo ci sono delle fragole, se vuoi mangiarle, anzi se me ne porti anche me ti ringrazio”. Mi sono alzato e ho preso la ciotola con le fragole e mi sono avvicinato a lei, le ho allungato la ciotola ma dall’eccitazione ne ho fatto cadere due sul suo lettino, proprio tra le gambe, istintivamente, chiedendo scusa, ho allungato la mano e ho recuperato le fragole tra le sue gambe, con la mano ho sfiorato il pelo della sua fica e lei mi ha guardato con un sorriso e ha abbassato in maniera plateale lo sguardo fissandomi il pacco che sotto i pantaloncini non lasciava nulla all’immaginazione, credo di essere diventato rosso come un peperone, ma lei mi ha mi ha preso la mano che aveva ancora la fragola e sempre guardandomi se la è portata verso la sua fica, ero inebetito, e lei mi ha fatto strusciare la fragola sulla sua figa e poi me la portata alla bocca. Ero come bloccato e ho lasciato fare a lei, ho aperto la bocca e ho mangiato la fragola e le ho succhiato il dito. Lei mi guardava dritta negli occhi e mentre io tentavo ancora di capire se stavo sognando ho sentito le sue mani abbassarmi i pantaloncini e le mutande liberando il mio cazzo durissimo. Poi si è avvicinata con la bocca, ho sentito il suo alito caldo sulla cappella un attimo prima che iniziasse a leccarmi il cazzo per poi prenderlo in bocca. Non sono riuscito a dire niente tanto ero fuori di testa dall’eccitazione, quasi stavo venendo immediatamente, ma poi per fortuna ho ripreso un po’ il controllo e mi sono goduto la bocca di mia suocera. Le ho preso la testa fra le mie mani e ho iniziato a condurla nel pompino, poi ho iniziato ad accarezzarle i seni per poi scendere con una mano alla fica che ho scoperto bagnatissima.

Mi sono liberato dalla sua bocca, non nascondo che lo ho fatto anche per non sborrare, e mi sono fiondato con la bocca tra le sue gambe, Maria si è lasciata andare e ha spalancato le cosce per permettermi di assaporare la sua fica con più comodità. Ho iniziato a leccarle il clitoride e a succhiargli le grandi labbra, assaporando il sapore della sua fica, poi le ho infilato un paio di dita dentro sempre leccando il clitoride fino a che dopo poco ha raggiunto il primo orgasmo che mi ha bagnato le dita e che ho leccato avidamente.

A quel punto avevo ripreso il controllo e allora mi sono messo sopra a lei e le ho alzato le gambe e la ho penetrata, lei sospirava e si vedeva che aveva voglia di essere scopata, il cazzo scivolava nella fica bagnata che era un piacere, ho iniziato a sbatterla succhiandogli i capezzoli e dopo poco è venuta ancora dicendo con una voce strozzata dal piacere, “si ancora non fermarti”. La ho sbattuta con foga fino a quasi venire ma lei mi ha fermato e si è fiondata con la bocca sul mio cazzo, lo ha perso in bocca e ha iniziato a succhiarlo con foga poco prima che venissi. Non potevo crederci stavo per sborrare in bocca a mia suocera, e lei stava ingoiando tutto!!
Finito abbiamo ripreso fiato e io non sapevo che dire ma lei mi ha anticipato: “sai era da tanto che sognavo il tuo cazzo, da quando siamo stati in Jugoslavia, ma mi dicevo che non era giusto perché sei il ragazzo di mia figlia, ma oggi non so perché ho perso la testa. Scusami, ho visto che eri in imbarazzo e forse non lo volevi, scusami ancora, ti prego non pensare male di me”, allora io “anch’io era da tanto che ti sognavo, mi hai sempre eccitato e mi piacerebbe non fosse l’unica e ultima volta”. Lei ha sorriso e “anch’io ti voglio ancora”.
Ci siamo rilassati entrambi e dopo esserci rivestiti siamo andati verso casa a bere qualcosa, anche perché la mia ragazza sarebbe arrivata di lì a poco. La serata è passata piacevolmente, una cena a tre, tante risate e qualche sguardo di intesa tra noi due.

Da quel giorno quando potevamo ci incontravamo e facevamo all’amore, Maria era molto focosa e soprattutto aveva l’orgasmo facile e molto bagnato, cosa che mi faceva impazzire.
Un giorno mentre la stavo leccando le ho sollevato le gambe e sono sceso con la lingua verso il suo buchetto del culo che mi attirava molto e ho iniziato a dargli qualche slinguata per vedere la reazione, Maria ha subito inarcato le reni facendomi capire che le piaceva. Ho continuato a leccare e ad insalivare il buco e poi gli ho infilato un dito, era strettissimo ma Maria ha cominciato a sospirare forte, si capiva che le piaceva per cui ho continuato a penetrarle il culo anche roteando il dito. Il culo si è subito adattato al dito così ho provato ad infilare un secondo dito, incredibilmente nonostante un attimo prima sembrasse strettissimo ora il culo era elastico e potevo penetrarla e roteare le dita senza difficoltà mentre le leccavo e mordicchiavo il clitoride, lei ora mugolava di piacere e poco dopo ha avuto un orgasmo potente tanto da riempirmi la bocca dei sui umori.

A quel punto avevo il cazzo che mi scoppiava e le sono salito sopra e sempre allargandole le gambe con le mani la ho penetrata, la fica mi ha accolto bagnatissima e caldissima. La sbattevo sempre più forte e ancora una volta è venuta, tremando dal piacere, allora ho osato ho tirato fuori il cazzo dalla fica e lo ho puntato sul suo buco del culo, lei mi ha sussurrato “piano” ma mi ha lasciato fare. Spingevo e sentivo il culo fare resistenza ma un po’ alla volta la cappella ha iniziato ad entrare, lentamente fino a che non ho sentito lo sfintere cedere e aprirsi ad accogliere ilmio cazzo, nel medesimo istante Maria ha lanciato un urletto di piacere, che mi ha fatto infuocare ancor di più e ho affondato il cazzo fino a sentire sulla pancia il suo culo. Ho iniziato ad incularla prima lentamente, mentre lei istintivamente accompagnava le penetrazioni con dei movimenti di reni per farlo entrare al massimo, poi ho iniziato a sbatterla sempre più forte, io la sbattevo e lei godeva per l’ennesima volta e sentivo il suo orgasmo attraverso le pulsazioni del suo culo che mi stringeva ancor di più il cazzo fino a quando sono esploso e la ho riempita di una sborrata che non finiva più.

Da quel giorno ad ogni occasione una ripassata al culo non mancava mai, Maria mi ha confessato che godeva tantissimo quando la inculavo e anche che si era accorta di avere il buco molto più aperto di prima dicendomi: “colpa del tuo cazzone porco che non sei altro, ma le prossime volte preferisco se non mi vieni dentro al culo, voglio che mi vieni in bocca, mi piace troppo”. A queste parole mi sono eccitato immediatamente e visto che aveva lei iniziato ad usare una parola diciamo spinta dandomi del porco le ho risposto a tono: “certo che si, ti faccio ingoiare la sborra, ma quando voglio ti riempio anche il culo perché sei la mia puttana”, a queste parole Maria ha risposto eccitata anche lei: “si vogliono essere la tua puttana”.
Quella sera a casa ripensando a quelle parole scambiate dopo aver fatto sesso mi sono eccitato, non avrei mai creduto di arrivare a questo punto, la avevo nelle mie mani e me ne sarei approfittato volentieri.

Infatti all’incontro successivo, erano passate due settimane in cui non avevamo potuto vederci, visto che era in centro a fare delle compere mi ha chiamato, chiedendomi se ero a casa, io le ho risposto di sì e che ero solo, allora lei mi ha chiesto se poteva venire a trovarmi e poi abbassando la voce sia di volume che di tono mi ha sussurrato: “voglio essere la tua puttana”, io le ho detto che l’aspettavo.

Dopo un quarto d’ora Maria ha suonato il campanello ed è entrata a casa mia, immediatamente mi ha messo la mano sul pacco e sentendolo già duro ha fatto un sorriso e ha iniziato a spogliarsi mentre io le sbottonavo la camicetta. Spogliandoci e toccandoci siamo arrivati sul mio letto e arrivati lì la ho fatta inginocchiare e le ho infilato il cazzo in bocca, lei succhiava avidamente ed io le ho preso la testa tra le mani ed ho iniziato a scoparla andando fino in gola, quasi le provocavo il vomito ma non cedeva e allora ho iniziato a dirle che era una troia sempre vogliosa di cazzo, lei si eccitava se la trattavo così perciò ho continuato ad insultarla mentre le scopavo la gola.

Poi la ho spinta sul letto e ho iniziato a montarla in fica con vigore e come al solito dopo un paio di minuti è venuta urlando dal piacere e mi ha detto: “spaccami il culo come una puttana, porco”, non mi sono lasciato dire due volte e gli ho infilato il cazzo in culo senza tanti preamboli dicendole “ti rompo il culo troia”, facendole fare un gridolino misto di dolore e piacere.
Ormai avevo preso gusto a trattarla così e mentre la inculavo e lei godeva pensavo se riempirgli il culo di sborra o se dargliela in bocca, alla fine ho deciso che mi eccitava di farmi succhiare il cazzo sporco del suo culo e prima di venire mi sono fermato, la ho rifatta mettere in ginocchio e gli ho detto: “adesso puttana mi succhi il cazzo e me lo ripulisci dal tuo culo e poi ti faccio ingoiare come ti piace”, non ha perso tempo, ha aperto la bocca e mentre avvicinavo il cazzo alle sue labbra ho visto che non era pulito ma me ne sono fregato e lo ho infilato in quella bocca aperta e vogliosa. Ha iniziato a succhiare con passione portandomi velocemente vicino all’orgasmo, ma prima di venire le ho tolto il cazzo dalla bocca e ho controllato se era pulito e le ho detto: “brava troia lo hai ripulito bene e ora ingoia tutto” e le ho rimesso il cazzo in bocca e la ho scopata fino a venire. Maria non ha perso nemmeno una goccia nonostante la sborrata fosse abbondante. Ci siamo buttati sul letto soddisfatti e rifiatando le ho detto “ho esagerato?”, lei mi ha guardato e mi ha detto: “no, mi piaci così, mi eccita da morie quando mi tratti in questo modo, spero non penserai male di me”, ed io “certamente no, piace anche a me averti tutta e come voglio, ma ti rispetto sempre e se qualcosa non ti va devi dirmelo, mi hai fatto scoprire un mio lato autoritario che non conoscevo e mi eccita da morire farti fare la puttana per me”.

E così è continuata la storia di incontri clandestini per quasi un anno ancora, poi mi sono sposato con la figlia e da allora Maria non ne ha voluto più sentire di fare sesso con me. Mi dispiaceva naturalmente, ma la capivo, inoltre lei aveva finalmente trovato un uomo con cui usciva da parecchi mesi ormai. Gli ho anche chiesto se non voleva più incontrarmi per via del suo nuovo uomo, ma lei mi ha assicurato che non era quello il motivo, non voleva più perché ogni volta che facevamo sesso si sentiva terribilmente in colpa per la figlia. Poi mi ha detto che doveva ringraziarmi, perché quell’esperienza le aveva fatto superare il blocco che aveva verso i maschi e ora era felice con il nuovo compagno.

Peccato però, a letto era scatenata come nessun’altra, e ogni tanto mi ricordo di quei momenti passati con lei.
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