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BIG Biker - viaggio porno in moto


di Strapps
17.07.2026    |    7    |    0 6.0
"La luce interna della tenda mostrava due ombre nere, FatGiò che montava Luis che era a pecora, sembravano due furie e ci facemmo delle risate, anche Nik e Nja dopo essersi accoppiati misero fuori..."
Quello di BikerBig invece non era un vero e proprio personaggio, ma era lo stesso Big che in gioventù aveva fatto parte di una sorta di gang motociclista. Me ne aveva parlato varie volte: quando era più giovane e con ancora tanti capelli come amava ripetere aveva fatto parte di questa gang che andava in giro in moto per il Paese, le solite cose: feste, alcool, gare di velocità e spensieratezza. Big ricordava con piacere quei giorni e spesso mi aveva mostrato delle foto del tempo: c’era un Big giovane, piuttosto magro, un volto scavato, pieno di capelli afro, in maglietta rigorosamente bianca o nera, jeans o pantaloni di pelle, scarponcini e l’immancabile giubbino smanicato nero con dietro una grossa toppa colorata con nome della gang ricamato sopra. Io lo prendevo un po’ in giro perché non assomigliava affatto al Big di adesso. “Ero molto figo…” “...ma no! Sei 1000 volte più bello e più figo adesso: un vero uomo sicuro di sé, con questa pancetta sexy da morire, la barba curata e la capigliatura giusta, mica quella roba da liceale di queste foto…” di solito mi prendevo un paio di schiaffi per averlo contraddetto, ma lo pensavo veramente, non mi sarei mai innamorato del Big di quegli anni, troppo giovane, immaturo, inesperto e ridicolo, adesso era affascinante, sicuro di sé, un vero master, vanitoso e che andava a farsi manicure, pedicure e parrucchiere ogni settimana, ma così sexy.
“Oh Big io ti amo così come sei adesso, forte, deciso, maturo – gli dicevo con le guance in fiamme per i ceffoni meritati – con questa pancetta sexy, il corpo da vero uomo…” e lo baciavo sulla bocca eccitato mentre stavo sulle sue ginocchia a guardare le foto. L’appartenenza alla gang di motociclisti era finita quando gli altri membri avevano scoperto che BigLamore andava non solo con le donne, ma anche coi ragazzi. Sapevo che nel suo garage Big aveva ancora un paio di Harley-Davidson, dei bestioni cromati e che qualche volta portava la moglie o i figli in giro, ma a loro non piaceva andare in moto con lui e accampavano sempre qualche scusa. Fui io a suggerirgli di riprendere la moto e lui lo fece e poi, dopo un paio di mesi venne fuori con la storia del viaggio: “Ehi troietta preparati che il 16 partiamo, direzione Los Angeles in moto, sarà un viaggio fighissimo, ci divertiremo un modo, tu, BikerBig e i suoi amici!” “Un viaggio da New York a Los Angeles ma ci vorranno tanti giorni!?” “Circa 20-25, ha organizzato tutto Nik, higway, moto, tenda, birra e divertimento sfrenato!”
“Venticinque giorni io e il mio master BigLamore? Non vedo l’ora!”
Così eccitato iniziai a prepararmi e a contare i giorni prima della partenza, sembrava tutto molto divertente e poi sarei stato in compagnia del mio master per tanto tempo, senza dovere attendere le sue voglie in casa come l’amante costretta nel ruolo, quale ero in realtà. Nik si rivelò un tipo veramente abile come organizzatore, aveva pensato a tutto, anche alla parte estetica del viaggio. Il giorno prima della partenza andammo a casa sua ed era tutto pronto. Oltre a Nik e al suo fidanzato Nja che già avevo conosciuto a qualche festa o nei locali, c’era anche FatGiò con suo compagno. FatGiò era alto quasi due metri ed era veramente grosso, mentre il suo fidanzato-schiavo era Luis un bianco messicano più grande di me e Nja, ma come noi due amante dei grossi bull neri e del cazzo enorme del suo master. Le moto erano pronte: 3 grosse Harvey con bauletti ai lati e dietro il sedile piuttosto capienti, ogni oggetto, vestito, attrezzo da portare era pronto e Nik aveva pensato anche al look: per i tre master pantaloni di pelle nera, cintura con fibbia pesante, scarponcini e giubbino scamiciato, davanti era ricamato il nome del master: BikerBig, FatGiò e NikSpide, dietro il nome del gruppo The BlackMasterInLove ricamato in rosso e il logo: un uomo di colore a petto nudo sopra una grossa motocicletta che trainava con un guinzaglio un piccolo uomo bianco sopra una bicicletta. Tre caschi neri con inserti gialli a forma di frecce e guanti da motociclista di pelle. Per noi invece aveva pensato: scarponcini uguali ai loro ma di colore rosa, jeans stretti e strappati in qualche punto, maglietta rigorosamente bianca e giubbino nero anche per noi, ma con altre scritte: davanti il nostro nome e dietro invece che il nome del gruppo era riportato il nostro ruolo: PROPERTY OF BIKERBIG, PROPERTY OF FATGIO’, PROPERTY OF NIKSPIDE scritto bello grosso e poi tre caschi verniciati di rosa con inserti neri a forme di cuore. Impazzimmo per quei per quei costumi e ci eccitammo tutti molto, sopratutto noi slaves perché in effetti ci sentivamo proprietà dei nostri padroni. Nik propose di fare delle foto con i vestiti e i caschi indosso e Big fece da coreografo, così noi tre schiavi ci ritrovammo in ginocchio davanti ai nostri master, il cazzo sopra la faccia eccitati coi nostri giubbini che attestavano l’appartenenza ai nostri padroni neri e i caschi rosa in testa. Poi facemmo video dove spompinavamo vestiti a quel modo i nostri tre padroni ed infine un mega scatto che divenne la foto di gruppo social-telefonico della vacanza. Noi tre uno dietro l’altro, i rispettivi cazzi padronali appoggiati sulle nostre facce e le sborrate che avevamo ricevuto in faccia appunto poco prima, non fu facile con l'autoscatto farla e rientrare tutti e tre coi i 3 cazzi nella foto, ma dopo vari tentativi ci riuscimmo e la foto era veramente bella e sexy.
Partimmo un mattino caldo e percorremmo molti kilometri prima di fermarci in un campo fuori una cittadina della Pennsylvania. Nik aveva procurato delle tende facili da montare e piuttosto comode per lo spazio: cenammo con una grigliata e un falò per la sera, bevemmo birra parlando e divertendoci: noi sulle ginocchia dei nostri master vestiti con giubbino che ricordava la nostra appartenenza ai nostri master e sbaciucchiandoci fra noi come vecchi innamorati. Verso le dieci andammo ci ritirammo nelle nostre tende, ma eravamo così eccitati che appena Big si spogliò saltai sul suo cazzo e presi a leccarlo e succhiarlo e quando fu bello duro ci salii sopra nudo a parte il mio giubbino e lo cavalcai mentre lui mi teneva i fianchi: mi scopò alla grande, il suo cazzone nero e caldo piantato nel mio culo, ci baciammo in bocca mentre andavo su e giù sul suo palo di carne nera e venni più volte analmente e poi anche davanti, fino a quando anche lui non venne riempiendomi dentro di calda sborra. Ci sdraiammo a riposare, ma anche gli altri si erano dati da fare, in particolare la tenda di FatGiò e Luis si muoveva tutta e sentivamo le urla di piacere di Luis scopato dal suo master: così aprimmo la tenda, ficcammo fuori le teste per dare un’occhiata. La luce interna della tenda mostrava due ombre nere, FatGiò che montava Luis che era a pecora, sembravano due furie e ci facemmo delle risate, anche Nik e Nja dopo essersi accoppiati misero fuori le teste dalla tenda per godersi lo spettacolo. Poi ci addormentammo abbracciati con io che tenevo una mano sul cazzone di Big.
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