Lui & Lei
La spirale del peccato
13.02.2026 |
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"Una volta mi nascosi nel gavone del camper, spiandola mentre si divertiva con una coppia di amici..."
Cari lettori,desidero chiedervi scusa se questo racconto potrà sembrarvi una ripetizione di due testi pubblicati in precedenza. Su suggerimento della redazione, ho deciso di tornare su quelle pagine per rivederle, approfondirle e perfezionarle.
Credo che questa nuova versione renda finalmente giustizia alla storia che volevo raccontare. Vi ringrazio per la pazienza e per il costante supporto; restate sintonizzati, perché il prossimo appuntamento sarà con un racconto del tutto inedito.
Buona lettura!
Ero al lavoro dal mio amico quando ricevei un messaggio su WhatsApp da parte di Paolo: "Ciao, come stai? Giorgia ha deciso di volerti conoscere, che ne dici? Ci possiamo vedere?". Gli risposi senza esitazione: "E me lo chiedi? Certo che vorrei conoscerla, anche se un po' mi vergogno di aver violato la sua intimità guardandola mentre faceva l'amore".
Paolo mi rassicurò subito: "Non ti preoccupare, a lei piace essere guardata. È un’esibizionista; anch'io, prima di stare con lei, la spiavo spesso e si eccitava tantissimo". Decidemmo di vederci in un noto centro commerciale, al bar del primo piano. Quando arrivai, erano già seduti a un tavolino.
Giorgia era uno splendore: capelli raccolti a coda di cavallo, top blu, una gonna morbida e corta, giacca verde e tacchi alti. Nella galleria del centro si notava solo lei. Mi avvicinai e Paolo fece le presentazioni: "Roberto, questo è il tuo amministratore; lei è la mia nipotina Giorgia, affascinata dagli uomini maturi come te".
Lei arrossì vistosamente. Nella mia testa risuonava ancora l'eco dei suoi gemiti. Le diedi un bacio sulla guancia, sfiorandole il collo con le labbra mentre le sussurravo: "Sei bellissima". Un brivido attraversò il suo corpo. Poco dopo Paolo si congedò: "Io vado, la accompagni tu dopo?". Risposi di sì, dato che lei doveva ancora fare degli acquisti.
Rimanemmo soli a chiacchierare. È una ragazza molto piacevole; mi confessò di essere attratta dagli uomini grandi perché le ricordano il padre. Mi disse che quando uomini come me la desiderano, lei si scioglie letteralmente. "Se non ci credi..." aggiunse, prendendomi la mano e infilandosela sotto la gonna. Mi scappò un commento spontaneo: "Cazzo, sei un lago!". Lei sorrise: "E questo è niente. L'ultima volta che mi hai guardata, ho avuto un orgasmo incredibile proprio perché c'eri tu a osservarmi".
Mi chiese di accompagnarla in un negozio di intimo. Scelse alcuni capi e andò nel camerino; dopo un attimo, mi chiamò dentro per un parere. Era in piedi davanti allo specchio, un piede sulla panca: "Come sto? Il reggiseno mi sta bene?". La voce mi si strozzò in gola. Mi avventai su di lei, ma l'eccitazione era tale che raggiunse l'apice in un istante. "Un piccolo assaggio, poi voglio il resto", mormorò lei ricomponendosi.
Usciti dal negozio, salì in macchina e mi indicò il fondo del parcheggio: "Lì staremo tranquilli". Appena fermi, l'intimità esplose. Giorgia si spogliò con una foga incredibile. Mentre eravamo nel pieno dell'atto, vidi un'altra macchina poco distante: era quella di Paolo. Anche lui non era solo. Giorgia, guardando verso di loro, riconobbe l'amica rossa. Fu un momento di pura lussuria condivisa, prima di salutarci con la promessa di rivederci ancora.
Nonostante la passione per Giorgia, l'ossessione per la donna dai capelli rossi non mi abbandonava. Tuttavia, né Giorgia né lo zio volevano rivelarmi la sua identità per proteggere una promessa fatta. Nel frattempo, i miei incontri con Giorgia continuavano nel suo camper, dove il gioco del "finto papà" alimentava la nostra perversione.
Una volta mi nascosi nel gavone del camper, spiandola mentre si divertiva con una coppia di amici. Giorgia, circa 22 anni, era statuaria. Il suo amico, Jonathan, era un ragazzo atletico e instancabile. La scena era complessa, un intreccio di corpi che sembrava un quadro. Io cercavo di non farmi scoprire, osservando il piacere che travolgeva i tre ragazzi in un'atmosfera elettrica.
Proprio nel momento culminante, nel tentativo di sporgermi per vedere meglio, persi l'equilibrio e caddi provocando un forte rumore. I ragazzi si voltarono di scatto: "Chi è?". Giorgia, però, rimase calma e sorrise: "Tranquilli, è il mio papà. Gli piace guardare e a me eccita sapere che mi osserva. Vieni qui, papà, entra!".
L'iniziale shock si trasformò in una nuova, travolgente energia. Entrai nel camper e venni accolto dall'entusiasmo di Giorgia e della sua amica. Jonathan, superato lo stupore, si unì nuovamente al gioco. "Papà, c’è posto anche per te, prenditi la tua bambina!", esclamò lei. A quelle parole persi ogni freno. Ci unimmo in un vortice di passione finché non rimanemmo tutti svuotati, abbandonandoci esausti sul letto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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