Gay & Bisex
Calura a Scalea
Bolognavoglia
02.07.2026 |
2.437 |
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Dopo qualche minuto Marco lo alzò, lo buttò sul letto a pancia in giù e gli aprì le gambe..."
Era metà luglio e il caldo in Calabria sembrava non finire mai. Scalea, con le sue spiagge affollate e i vicoli stretti del centro storico, pullulava di turisti. Marco, un uomo di 52 anni, alto, con la barba grigia curata e il fisico ancora solido per le tante estati passate a lavorare nei campi e in mare, gestiva un piccolo bar-ristorante proprio sul lungomare. Vedovo da qualche anno, aveva imparato a godersi le occhiate dei ragazzi e delle ragazze in vacanza senza troppi pensieri.
Una sera, mentre abbassava la saracinesca, notò un ragazzo seduto a uno dei tavolini esterni. Capelli corti scuri, barba rada, corpo snello e muscoloso sotto una canotta nera aderente e shorts di jeans. Si chiamava Alex, 26 anni, FTM in vacanza da solo dalla Lombardia. Era arrivato da tre giorni e passava le serate a bere birra fresca e a guardare il mare.
«Vuoi un’altra birra prima che chiudo?» chiese Marco con quella voce bassa e calda tipica degli uomini del Sud.
Alex alzò lo sguardo e sorrise. «Volentieri. Fa un caldo porco stasera.»
Si misero a chiacchierare. Alex raccontò della vacanza, del bisogno di staccare da tutto. Marco lo ascoltava, ma i suoi occhi scivolavano spesso sul collo sudato del ragazzo, sulle vene delle braccia, sul rigonfiamento evidente nei pantaloncini. C’era qualcosa di selvaggio in quel ragazzo, una fame che Marco riconobbe subito.
«Se vuoi, posso farti vedere un posto più fresco. Ho una casa vecchia proprio sopra, con la terrazza che guarda il mare. Niente turisti.»
Alex non esitò. «Andiamo.»
Salirono le scale strette di pietra. Appena la porta si chiuse, Marco spinse Alex contro il muro. Le loro bocche si incontrarono in un bacio famelico, lingue che si intrecciavano mentre le mani grosse dell’uomo maturo esploravano il corpo del ragazzo. Marco gli sollevò la canotta e gli leccò un capezzolo, mordicchiandolo forte.
«Cazzo… sei bello duro già,» ringhiò Marco sentendo l’erezione di Alex premere contro la sua coscia.
Lo trascinò in camera da letto. Spogliarono entrambi in fretta. Il cazzo di Marco era grosso, venoso, già bagnato di liquido preseminale. Alex si inginocchiò senza farselo dire due volte e lo prese in bocca, succhiando con avidità, facendo rumore bagnato mentre la saliva gli colava sul mento. Marco gli teneva la testa, spingendo i fianchi, scopandogli la gola.
«Bravissimo… succhia quel cazzo da vecchio porco, così.»
Dopo qualche minuto Marco lo alzò, lo buttò sul letto a pancia in giù e gli aprì le gambe. Alex aveva una bella figa già bagnata e gonfia, il clitoride ingrossato dagli ormoni. Marco ci affondò la faccia, leccando e succhiando come un animale, infilando due dita dentro mentre con l’altra mano gli masturbava il cazzo piccolo e duro.
Alex gemeva forte, spingendo il culo contro la faccia dell’uomo. «Scopami… ti prego, voglio sentirti dentro.»
Marco si sputò sul cazzo e lo posizionò. Spinse piano all’inizio, godendosi la stretta calda e bagnata della figa di Alex, poi cominciò a fotterlo con colpi profondi e potenti. Il letto cigolava, i loro corpi sudati sbattevano uno contro l’altro.
«Ah sì… così, prendilo tutto, puttanella in calore,» grugniva Marco mentre gli dava delle belle pacche sul culo.
Alex si toccava il clitoride mentre veniva scopato, gemendo parole sconce: «Più forte… sfondami la figa, vecchio maiale…»
Marco lo girò a pecorina, lo afferrò per i fianchi e lo martellò senza pietà, sudando e imprecando in dialetto calabrese. Alex venne per primo, contraendosi forte intorno al cazzo di Marco, schizzando sul lenzuolo. Marco lo seguì poco dopo, tirandolo fuori all’ultimo momento e venendo copiosamente sulla schiena e sul culo del ragazzo, fiotti densi e caldi.
Si accasciarono sul letto, ansimanti. Marco accese una sigaretta e la passò ad Alex.
«Rimani qualche altro giorno?» chiese con un sorriso malizioso.
Alex rise, passando una mano sul cazzo ancora mezzo duro dell’uomo. «Certo. Questa vacanza è appena iniziata.»
Fuori, il mare di Scalea continuava a infrangersi sulla spiaggia, mentre dentro casa i due continuarono a scopare fino all’alba, sudati, sporchi e insaziabili.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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