tradimenti
Incontri nella spiaggia nudisti
18.04.2026 |
6.145 |
7
"«lui è davvero incredibile, e anche lei!»
Silvia si è accorta dei due spettatori e ha sorriso, continuando a offrire i seni a Jamal con ancora più entusiasmo..."
La spiaggia nudista era quasi deserta quel pomeriggio. Solo una decina di persone sparse qua e là, tutte lontane, e un silenzio rotto soltanto dal rumore delle onde e dal vento tra gli scogli. Io e Silvia avevamo scelto un punto appartato e riparato dal vento, con una piccola duna che ci dava un po’ di privacy.Lei era sdraiata supina sul telo grande, completamente nuda. Il suo corpo era uno spettacolo di contrasti: magra, le gambe lunghe e tornite con la vita sottile e le costole che si intravedevano appena sotto la pelle dorata dal sole. E poi facevano bella mostra i seni rifatti, grandi, alti e perfettamente rotondi, che spiccavano sul suo torace sodi e innaturali.
I capezzoli rosa, piccoli e sempre un po’ turgidi, puntavano verso il cielo, vibrando a ogni respiro.
La sua figa era completamente depilata, le grandi labbra si intravedevano per via delle gambe rilassate e leggermente aperte.
Mi eccitava da morire sapere che chiunque poteva guardarla e ammirare quella meravigliosa mastoplastica che le avevo regalato per i suoi quarant’anni e di cui le va molto fiera anche per la sua natura esibizionistica.
Ho preso la bottiglietta di crema solare e mi sono messo in ginocchio accanto a lei. «Amore, ti spalmo un altro po’ di crema».
Ho versato una generosa quantità di crema tra le sue clavicole e ho iniziato a massaggiarla. Le mie mani scivolavano sulla pelle calda, scendendo lungo il torace, avvolgendo quei seni pesanti e sodi. Li ho stretti con delicatezza, sentendo quanto risultavano duri e pieni sotto le dita, mentre i pollici sfioravano i capezzoli. Silvia ha mugolato piano, inarcando leggermente la schiena magra.
Le mie mani sono scese più in basso, sulla pancia piatta e tesa. Le ho aperto delicatamente le gambe. Le grandi labbra erano già bagnate. Ho iniziato a spalmare la crema sul pube sfiorando il clitoride con movimenti circolari. «Sei già fradicia…» ho sussurrato.
Ho versato un altro po’ di crema proprio sopra il monte di Venere e ho iniziato a spalmarla con movimenti circolari, sfiorando il clitoride con la punta delle dita. Silvia ha sospirato più forte, spingendo leggermente i fianchi verso la mia mano. «Oddio, continua, strofina il clitoride, mi piace quando mi ecciti così.»
Ho obbedito, tracciando cerchi lenti e leggeri intorno al bottoncino gonfio, poi scendendo a sfiorare l’apertura della sua figa. Due dita sono scivolate dentro di lei senza sforzo. Le ho mosse dentro e fuori, mentre con il pollice continuavo a stuzzicare il clitoride. Silvia ha iniziato a mugolare e inarcare la schiena.
In quel momento ho alzato lo sguardo e l’ho visto: un africano, alto, muscoloso, con la pelle scura che brillava sotto il sole. Si era fermato a pochi metri da noi e ci osservava con attenzione. Il suo cazzo, anche a riposo, era già notevole e pendeva tra le gambe muscolose.
Silvia se n’è accorta. Invece di chiudere le gambe, le ha aperte un po’ di più, mostrando senza vergogna la sua figa lucida. Ha guardato verso di lui e ha mormorato: “Cazzo… guarda quel nero che mi guarda. Mi eccita da morire” L’uomo ha sorriso, forse interpretandolo come un invito, e ha iniziato a toccarsi. Il suo uccello si è ingrossato rapidamente, diventando un’asta nera, lunga e grossa, con la cappella lucida che spuntava dal prepuzio.
Ho sentito il cuore accelerare. «Vuoi farti guardare?» ho chiesto a Silvia. Lei ha annuito, mordendosi il labbro. L’uomo si è avvicinato di qualche passo, continuando a masturbarsi con la mano che avvolgeva a malapena quella verga impressionante.
«Vi disturbo?» ha chiesto lui con voce profonda e calda, accento straniero.
«No, per niente» ho risposto io, il cuore che batteva forte. «se vuoi avvicinarti di più, sei il benvenuto.»
“Oddio, guardalo” ha mormorato Silvia. «È enorme.»
Ho sentito un brivido di eccitazione. «Ti piace quello che vedi, amore?» le ho chiesto.
Lei ha annuito, mordendosi il labbro. L’uomo si è avvicinato ulteriormente, continuando a masturbarsi lentamente.
Silvia ha sorriso maliziosa e si è girata verso di lui mostrando i seni rifatti rotondi e sodi, lucidi al sole. «Sì, vieni qui. Voglio toccarlo.»
L’uomo si è inginocchiato accanto a noi. «Mi chiamo Jamal» ha detto, guardandoci entrambi.
«Io sono Fabrizio, lei è Silvia» ho risposto. «E a quanto pare le piace molto quello che hai tra le gambe.»
Jamal ha sorriso. «Si vede. A tua moglie si sono illuminati gli occhi»
Si è inginocchiato accanto a noi come se fosse la cosa più naturale al mondo.
Silvia ha riso, eccitata dalle sue parole dirette, e ha allungato la mano per afferrare il suo uccello. «Oddio… è così spesso. Non riesco quasi a chiuderci la mano intorno. Fabri, guarda quanto è grosso…»
Ho riso, eccitato dalle sue parole. «Lo so, amore. Succhiaglielo, dai.»
Silvia si è messa in ginocchio davanti a Jamal.
Lo ha accarezzato dal basso verso l’alto, sentendone la durezza. «Posso succhiartelo, Jamal?»
Silvia ha aperto la bocca e ha iniziato a leccare la cappella grossa, girandoci la lingua intorno. Poi ha spalancato le labbra e ha preso dentro il glande. Piano, ma decisa, ha iniziato a scendere lungo l’asta, centimetro dopo centimetro. Quando è arrivata a metà ha avuto un piccolo conato, gli occhi che le si riempivano di lacrime, ma non si è fermata. Ha respirato dal naso e ha continuato, spingendo fino a quando le sue labbra non hanno toccato la base del cazzo nero. Lo aveva preso tutto, fino in fondo, trattenendo i conati con determinazione. Il rigonfiamento si vedeva chiaramente nella sua gola. Io guardavo ipnotizzato, il mio cazzo duro come pietra.
«Oh fuck… sì, brava!» ha grugnito Jamal. «Lo hai preso tutto. Tuo marito ti ha mai visto prendere un cazzo così in gola?»
Silvia ha tenuto la posizione qualche secondo, poi è risalita tossendo un po’, con fili di saliva che le colavano dal mento. «No, è la prima volta che ne prendo uno così grosso fino in fondo. Mi hai quasi fatto vomitare, Jamal» ha ansimato, prima di rimettersi a succhiarlo con passione, muovendo la testa avanti e indietro mentre con una mano accarezzava le palle.
Poi si è sdraiata di nuovo sulla schiena, i seni rifatti che puntavano verso l’alto. «Voglio farti una spagnola».
Lui si è posizionato a cavalcioni sul suo petto. Silvia ha spinto i suoi seni insieme, creando un canale stretto e morbido tra quelle tette rifatte. L’uomo ha infilato il cazzo nero tra di esse e ha iniziato a scoparle il décolleté con spinte lunghe e decise. Ogni volta che spingeva in avanti, la cappella lucida spuntava tra i seni, arrivando quasi a toccarle le labbra. Silvia tirava fuori la lingua per leccarla ogni volta che passava.
Proprio in quel momento ho notato che un’altra coppia, più giovane di noi, che si era fermata a pochi metri. Lui, sulla trentina, magro e abbronzato, si stava già toccando il cazzo mezzo duro. Lei, una brunetta abbronzatissima, con il corpo atletico e i seni naturali, aveva una mano tra le gambe e si sfiorava il clitoride mentre osservava la scena.
La donna ha sussurrato qualcosa all’orecchio del suo compagno, poi ha alzato la voce quel tanto che bastava per farsi sentire: «Oddio, guarda come glielo prende tutto in gola, io non ci riuscirei mai.»
Il suo uomo ha annuito, segandosi più veloce. «lui è davvero incredibile, e anche lei!»
Silvia si è accorta dei due spettatori e ha sorriso, continuando a offrire i seni a Jamal con ancora più entusiasmo.
Lui ha grugnito più forte. «Sto per venire! vuoi la sborra in faccia?»
«Sì, ti prego!» ha risposto lei con voce supplichevole, aprendo la bocca e tirando fuori la lingua. «Sborrami tutta in faccia, Jamal, coprimi tutta, ti prego!»
L’uomo ha accelerato il ritmo, grugnendo. «oh siii, vengo!…» ha avvertito.
La brunetta ha esclamato eccitata: «Dai inondala! Voglio vedere la sua faccia coperta di sborra!»
Silvia ha chiuso gli occhi e ha aperto la bocca tirando fuori la lingua. Lui si è tirato indietro, ha afferrato il suo cazzo enorme e ha iniziato a segarsi furiosamente. Il primo fiotto è uscito potente: uno schizzo denso e bianco che le ha colpito la guancia destra, colando fino alle labbra. Poi altri getti abbondanti le hanno centrato la faccia e poi le tette. Lo sperma le colava lungo il collo e sui seni rifatti mentre veniva anche lei, toccandosi freneticamente il clitoride.
La brunetta della coppia vicina ha avuto un piccolo orgasmo proprio in quel momento, ansimando: «Cazzo! lui sborra come un cavallo, guarda quanta ne ha sparata, le ha inondato tutta la faccia.»
Il suo compagno ha aggiunto: «Incredibile, non ho mai visto una cosa così porca in spiaggia.» poi rivolgendosi a me “Complimenti, hai una moglie da urlo”.
Jamal rise soddisfatto. «Grazie, ragazzi. Tua moglie è una vera porca, mi è piaciuto un sacco.»
Silvia, con il viso impiastricciato di sperma, ha riso guardando prima lui e poi me. «Grazie a te, Jamal. Il tuo cazzo è fantastico.» Poi ha girato la testa verso la coppia e ha aggiunto: «E a voi, vi è piaciuto guardare?»
La brunetta ha annuito con gli occhi lucidi di eccitazione. «davvero eccitante, è stato uno spettacolo da urlo. Sei fantastica, mi hai fatto venire solo a guardare.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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