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Gay & Bisex

Confessioni di un eterosessuale


di Sleepy699
21.01.2026    |    5.438    |    11 9.3
"Mi sentivo come una troia, volevo soddisfarlo, e tutta quella sensazione mi piaceva..."
Confesso che ho sempre desiderato oltre alle donne anche gli uomini.
Non era stato facile ammetterlo a me stesso e per lungo tempo accantonai questo aspetto della mia sessualità, che comunque, come un fenomeno carsico, spesso riemergeva. Alle volte sognavo di succhiare grossi cazzi neri e mi segavo fino a sborrare eccitato a quel pensiero.
Nonostante avessi una vita sessuale da “eterosessuale” attiva e soddisfacente con mia moglie e che sentivo di amare profondamente il sesso femmile, dentro di me continuava il desiderio e la curiosità di assaporare un cazzo in bocca. Non avrei mai osato pensare di farmi sodomizzare, ma regalare piacere con la bocca, quello si che mi stuzzicava.
Iniziai così a frequentare uomini bisex via annunci 69. Per qualche tempo mi confrontai raccontandomi con altre persone bisex. Tante chiacchiere ma causa soprattutto la mia timidezza non riuscì mai a superare il tabù e fissare un appuntamento vero e proprio.
Alla fine trovai, quello che mi sembrava il tipo giusto per provare. Si trattava di un mio coetaneo di quarant’anni, come me sposato e riservato e che si dichiarava anche ben dotato e resistente. Mi disse che era assolutamente etero ma che non disdegnava di tanto in tanto farsi fare un pompino da un uomo. Mi convinse definì dicendomi che aveva un appartamento in centro, un piccolo piede a terre in affitto e mi confessò che divideva l’affitto con altri 2 uomini, proprio per fare incontri trasgressivi.
Fissammo e ci trovammo proprio davanti all’appartamento, dove da lì a breve avrei fatto il mio primo pompino ad un uomo. Lui non era poi male, magro, tonico,occhi marroni ed aspetto mediterraneo. Non si poteva dire un bell’uomo ma nel complesso direi che era un tipo piacevole. Liberai la mente dai tutti i pregiudizi, da tutti gli stereotipi e da tutte le paure e seppur con un po’ di timidezza  mi decisi che quella era la volta giusta. Il piccolo piede a terre era pulito e ben tenuto, ovviamente poco luminoso e molto intimo.
Senza troppi preamboli, l’uomo si tolse i pantaloni e le mutande e si distese sul letto, io mi avvicinai al suo cazzo già duro e grande. La sua dotazione era realmente di 20 cm, come aveva detto. Mi distendo sul letto ed inizio ad assaporarlo in bocca. Il cazzo aveva un sapore salato e un certo odore nonostante fosse pulito.
Niente di particolarmente spiacevole alla fine. Nella sostanza mi piaceva averlo in bocca ed iniziai a succhiarlo su e giù. “Dai succhiamelo, chissà quante volte hai immaginato di farlo” mi disse.
Stetti zitto e continuai a succhiarlo cercando di fare del mio meglio. Di tanto in tanto mi prendeva la testa spingendomela verso il suo cazzo e guidandomi nei giusti movimenti.
“Leccami le palle adesso”. Mi disse il mio amante bisessuale e così mi misi inginocchiato a terra mentre lui si mise seduto sul letto ed iniziai a leccargli le palle. “Leccalo come se tu leccassi un gelato“. Aveva due palle piuttosto grosse e sembravano piene di sborra. Lui mi disse che erano un bel pò di giorni che non sborrava e che quindi era assai carico, cosa che mi eccitò al pensiero di quanta me ne avrebbe scaricata e pompavo ad occhi chiusi ed eccitatissimo. Impugnato saldamente il cazzo alla base, all'altezza delle palle, andavo su e giù con le labbra ingoiando la grossa cappella in un gioco assai eccitante per me, ma soprattutto per lui che si godeva alla grande il pompino. Ficcavo la lingua nel buco dell'uretra mandandolo in visibilio. Bellissima la sensazione di durezza del cazzo virile che mi riempiva la bocca, Lo leccai bene, come mi aveva chiesto, per diversi minuti, alla base delle palle, fin quando lui mi prese il volto e mi presso forte sulle sue palle, obbligandomi a leccare con più intensità e velocità. Nel contempo, iniziò a segarsi ed ansimare. Compresi che stava per venire e pensare che avrei fatto sborrare per la prima volta un uomo, mi emozionava.  Aumentai al massimo l’intensità con le quale gli leccavo le palle, fin quando non senti colarmi nel viso la sua calda sborra. Poi fece passare la sua cappella sulla sborra che avevo nel viso, e come se questo fosse un pennello, me la distribuì su tutto il viso; sulla fronte , sopra le ciglia e sulle labbra. Quando arrivò all’altezza della bocca e delle labbra tentò di spingere più forte, probabilmente per farsi pulire il cazzo che colava sborra sulla mia bocca. Inizialmente tenni chiusa la bocca, anche se sentivo il suo sperma sulle labbra. Infine cedetti e lo presi in bocca.
Mi sentivo come una troia, volevo soddisfarlo, e tutta quella sensazione mi piaceva.
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