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Gay & Bisex

Il regalo inaspettato


di Sleepy699
12.11.2025    |    9.242    |    14 9.8
"Ogni tanto ci incontravamo con la lingua sul suo cazzo, ci baciavamo sopra, scambiandoci saliva e piacere..."
Era il mio compleanno, e non mi aspettavo niente di più di una cena insieme, magari qualche ora in hotel, due bicchieri di vino e il suo corpo nudo che mi accoglieva tra morbide lenzuola.
Ma come sempre, quando voleva stupirmi, mia moglie sapeva andare oltre. E stavolta l’aveva fatto sul serio.
Mi disse solo: «Fidati di me. Stasera voglio regalarti qualcosa di speciale.»
Prenotò una suite fuori città. Luci basse, camera ampia, profumo leggero di vaniglia nell’aria, bottiglia di prosecco già stappata sul tavolino. Lei indossava un vestito corto, nero, elasticizzato, aderente. Senza reggiseno. Senza mutandine.
I capezzoli tesi si intuivano sotto il tessuto, le gambe nude, i tacchi alti, il rossetto acceso. Era perfetta.
«Siediti», mi disse. «Il tuo regalo sta per arrivare.»
E poi bussarono.
Andai ad aprire.
Lui. Venticinque, forse meno. Maglietta nera che gli disegnava il petto, jeans stretti. Capelli corti, volto pulito, fisico asciutto, muscoloso il giusto, completamente depilato. Pelle liscia, lucida, profumata. Mi sorrise.
«Ciao», disse. «Auguri.»
Rimasi fermo. Il cervello acceso, ma bloccato. Il cuore già a mille.
Lei si avvicinò da dietro, passandomi accanto con lentezza.
«L’ho contattato su Annunci69.»
Il ragazzo entrò. Lei gli versò da bere. I tre bicchieri erano già sul tavolino, come se fosse tutto già scritto.
Si sedettero. Io restai a guardare.
Dopo qualche minuto, lei si avvicinò a lui. Gli prese la mano, gli si mise a cavalcioni sopra, vestita.
Gli sfiorò le labbra. Lo guardò dritto negli occhi e disse:
«C’è solo una regola, tesoro: se vuoi me devi volere anche lui.»
Poi si voltò verso di me.
«Ti piace?» mi chiese, voltandosi verso di me.
«Molto», rispondo, con la gola secca.
Lei si volto’ di nuovo verso il ragazzo, prendendogli la mano. «Sai, mio marito ha sempre avuto un debole per i ragazzi come te. Appena ho visto il tuo profilo ho pensato che sei perfetto: giovane, bello, bisex, con molti feedback positivi.»
Lui sorrise, tranquillo. Non era il suo primo giro, si vedeva.
Il mio compleanno era appena cominciato.
Il giovane ospite era lì, in piedi davanti a noi, mentre mia moglie finiva di sbottonargli i jeans con calma, come se stesse scartando un regalo costoso.
«mettiti comodo», gli disse, indicando il bordo del letto.
Lui si spogliò del tutto. Era esattamente come nelle foto che lei mi aveva mostrato di sfuggita, un’anteprima che allora non avevo capito essere quel regalo.
Pelle liscia, pettorali ben definiti, inguine completamente rasato, e quel cazzo che non lasciava spazio a dubbi.
Si erano seduti sul letto, uno accanto all’altra, calice in mano. Lei con le gambe accavallate, il vestito che si sollevava appena sopra le cosce, lui con lo sguardo su di lei.
Io ero rimasto sulla poltrona di fronte, in silenzio. Li guardavo.
«Sei più bello dal vivo» gli disse lei.
Lui sorrise. «Anche tu.»
«Sai perché sei qui, vero?»
«Sì.»
«E sei tranquillo con tutto quello che ti ho scritto?»
«certamente!», rispose lui, fissandola negli occhi. Poi si voltò un attimo verso di me. «Compreso lui.»
Lei sorrise. Un sorriso lento, quasi affettuoso.
Poi gli mise una mano sulla coscia. «E’ il suo regalo, in fondo. Io sono solo il fiocco sul pacco.»
Lui si voltò di nuovo verso di lei. «E posso aprire il regalo?»
Lei rise. Gli prese il mento con due dita e lo avvicinò.
«Solo se ti ricordi la regola.»
«Se voglio te…», disse lui, a voce più bassa, «…devo volere anche lui.»
Lei annuì. Poi, con voce più calda, quasi sussurrata:
«Bravo. E ci voglio dentro tutti e due, chiaro? Tu dentro me, lui dentro di te, oppure il contrario. Non me ne frega. Ma voglio vedervi uniti. Nudi. Mischiati. Come un solo corpo.»
Mi guardò, mentre diceva quelle parole.
Il mio cazzo si era già indurito.
Poi tornò su di lui. Gli sollevò la maglietta, gliela sfilò lentamente. Passò le mani sul suo petto, poi sulle sue braccia.
Lui non diceva nulla. Lei si chinò e gli baciò un capezzolo, poi il collo.
«Ti farà impazzire, sai? È bravissimo con la bocca… ma anche a prenderlo.»
Si voltò di nuovo verso di me.
«E tu, amore, stai pronto. Perché te lo preparo il regalo. Bello duro. Tutto tuo.»
Mia moglie, ancora vestita, si tolse le scarpe coi tacchi con un gesto lento e teatrale. Poi si sedette sul letto, al suo fianco, e disse
«Ora le tette», sussurrò facendo scendere il vestito per farle uscire.
Due tette perfette, tonde, piene, finte, rifatte qualche anno prima, proprio come voleva lei.
Erano il mio regalo per il suo 35esimo. Lei ne andava orgogliosa. E io le adoravo anche di più quando le usava così, sfacciata, esibizionista, consapevole del potere che avevano.
Il nostro ospite si chinò e ci si buttò sopra.
Leccava con passione, passava la lingua intorno ai capezzoli, li succhiava, li mordicchiava.
La pelle di mia moglie è liscia, curata, profumata depilata ovunque. Le sue labbra sono piene, ornate da un rossetto rosso, lucido, che quando sbava su un cazzo ti fa impazzire.
Io seduto poco più in là, mi toglievo i pantaloni lentamente. Il mio cazzo era duro, teso, palpitante.
Ero affascinato dagli addominali scolpiti di lui, le spalle larghe, le gambe tornite. Poi depilato ovunque: liscio, pulito, glabro, come piace a me. Il tipo di pelle che ti viene voglia di toccare appena lo vedi. Nessun tatuaggio visibile. È uno di quei ragazzi che non ha bisogno di accessori per farti eccitare. Sta bene nudo.
«Ora voglio sentirlo dentro», disse lei.
Si alzò, lo spinse all’indietro sul letto, e si mise a cavalcioni su di lui. Lui era già duro, il cazzo dritto tra le gambe.
Lei si strusciava sopra di lui per poi penetrare lentamente.
«Mmmm… sì… così.»
I suoi fianchi danzavano sensualmente, le mani posate sui pettorali di lui. Il vestito ancora su, arrotolato sopra la vita, le tette libere che ondeggiavano. La bocca aperta, i gemiti che cominciavano a farsi più forti.
Io mi stavo toccando, sempre di più.
Era il mio compleanno. E mia moglie, con quel giovane cazzo dentro, i suoi seni rifatti tra le mani di lui , stava regalandomi una scena eccitante.
Era bellissima così, sopra di lui, i capelli scompigliati, le cosce che sbattevano con forza contro il suo bacino. Lo stava cavalcando con un ritmo selvaggio, mentre io la guardavo da vicino, il mio cazzo ancora duro e pulsante. Sentivo i suoi gemiti farsi più alti, il respiro accelerato, gli occhi socchiusi. Si capiva che stava per venire.
E infatti, di lì a poco, esplose. Un orgasmo pieno, sincero. Si bloccò sopra di lui, il corpo teso, i fianchi che tremavano, le unghie affondate sui pettorali lisci del ragazzo. Godeva. Con tutta sé stessa. Lui, sotto di lei, la guardava con un mezzo sorriso soddisfatto, ancora duro, il cazzo ben piantato dentro mia moglie.
Poi si bloccò. Un grido, tremito secco di tutto il corpo. Si lasciò crollare in avanti su di lui, ansimante, e lo baciò sul petto, lenta, esausta e soddisfatta.
Lui rimase sotto, ancora duro, il cazzo lucido, bagnato della sua voglia.
Mi avvicinai e lo guardai senza dire nulla. Mi inginocchiai davanti a lui, tra le sue gambe.
Senza esitare presi il suo meraviglioso cazzo in bocca.
Il sapore era quello di mia moglie. Il misto di lei e lui, insieme. E mi eccitava da morire. Lo leccai piano, dalla base fino alla punta, mentre lui gemeva a occhi chiusi.
Lo succhiai a fondo, con devozione. Fino a sentirmelo in gola.
Lui allungò una mano tra i miei capelli e la lasciò lì, leggera. Non mi guidava. Era tutto mio.
Mia moglie si era messa di lato, guardava tutto, le dita già tra le cosce.
«Bravo, succhiaglielo tutto, lo voglio vedere mentre te lo mette nel culo…»
Quando fui pronto, lasciai andare il suo cazzo dalla mia bocca e mi girai.
«Voglio sentirti dentro anche io», dissi.
Lui si alzò subito, si mise dietro di me. Sentii le sue mani sui miei fianchi, forti ma calme. La punta del suo cazzo era contro il mio sfintere.
Affondò lentamente ma con decisione nel mio buco del culo.
Il mio respiro si spezzò. Potevo percepire ogni centimetro che entrava. Lui si fermò un attimo quando fu tutto dentro.
«Sì… così… prenditelo tutto, amore… voglio vederti farti scopare bene…», sussurrava mia moglie mentre si accarezzava il clitoride.
Mi sentivo carico, eccitato, libero. Il suo cazzo mi riempiva completamente, sentivo il calore crescere in me, il piacere salire senza freni.
Poi lui iniziò a muoversi. Ritmo lento. La sua pelle contro la mia, il cazzo che mi riempiva, che mi prendeva. Ogni spinta era più forte. Ogni affondo diventava più facile. Stavo godendo di brutto.
E la mia donna si godeva la scena. Il regalo perfetto per il mio compleanno: un cazzo nel culo, preparato dalla sua figa, sotto i suoi occhi.
Le mani di mia moglie si posarono sul petto del ragazzo, poi sul suo viso.
Lo guardò. Lo prese per la nuca e lo baciò.
Un bacio profondo. Bagnato. Lingue intrecciate. Lei gemeva nella sua bocca, eccitata nel vederlo affondare dentro di me.
Con una mano mi accarezzava la schiena, poi il culo, seguendo il movimento.
«Dai, scopatelo bene, fammi vedere quanto ti piace sentirtelo dentro…», sussurrò mentre continuava a baciarlo.
Sentivo che stavo per venire. Il cazzo duro, gonfio, sfiorava il lenzuolo a ogni colpo.
Non serviva nemmeno toccarlo, era pronto.
Poi lo sentii. Una spinta più profonda. Il suo cazzo che mi riempiva completamente, il suo corpo che si irrigidiva. E venne.
Lo sentii pulsare dentro. Getti caldi, intensi, profondi. Mi stava riempiendo. E fu proprio quello, il calore improvviso, il sentirlo venire nel mio culo, mentre mia moglie lo baciava, che mi fece esplodere.
Urlai. Il mio cazzo si contrasse e venne con fiotti potenti, schizzando il lenzuolo sotto di me. Un orgasmo lungo, bagnato, vero. Tremavo, sfinito, mentre lui restava dentro di me, con ancora il suo cazzo pulsante.
Lei ci guardava entrambi soddisfatta, come se stesse scegliendo da quale bocca bere ancora.
Poi si voltò verso di lui. Gli passò una mano sul petto, giù lungo la pancia, tra le gambe, sfiorandolo di nuovo, delicata ma decisa.
«Ti è piaciuto venire nel culo di mio marito, vero? Saresti un ottimo amante per lui…»
Gli baciò il collo, gli accarezzo i pettorali, indugiando sui capezzoli di lui.
«L’hai riempito bene… bravo! Non potevo scegliere di meglio.»
Gli prese il viso tra le mani e gli baciò le labbra, lenta, sensuale.
«Ce n’hai ancora un po’? voglio succhiartelo e farmi guardare dal mio uomo, col tuo sperma che gli cola ancora dal culo»
Gli sussurrava come se stesse raccontando un segreto.
Le sue unghie giocavano con i capezzoli di lui. Poi gli baciò l’addome, passò la lingua sull’inguine, fino a prendere il suo cazzo molle in bocca.
Lo succhiava con gusto, giocando con la lingua con il suo glande.
Lui sorrideva mentre io guardavo la scena. Il mio cazzo ricominciava a sollevarsi. Guardare mia moglie così presa, vogliosa, era troppo.
Volevo partecipare anch’io.Iniziammo a succhiarglielo in due.
Lei prendeva la punta tra le labbra, la succhiava piano, con la lingua che girava attorno al glande. Io mi occupavo del resto: lingua piatta lungo l’asta, poi lo prendevo più a fondo quando lei si staccava.
Alternavamo.
A volte leccavamo insieme, da lati opposti.
A volte uno teneva il cazzo fermo con la bocca, mentre l’altro lo leccava sotto.
Ogni tanto ci incontravamo con la lingua sul suo cazzo, ci baciavamo sopra, scambiandoci saliva e piacere.
Aveva una mano su di me, l’altra su di lei, ci accarezzava.
Il bacino si muoveva appena, trattenuto, come se non volesse rovinare il momento.
«Due bocche per un solo cazzo. Sei fortunato.»sussurrò lei.
Io gli succhiai le palle mentre lei gli prendeva l’asta fino in fondo. Poi ci invertimmo.
Il suo cazzo scivolava da una bocca all’altra. Bagnato. Brillante. Adorato. Lo stavamo servendo. Insieme. Senza gelosia. Senza limiti.
«Lo fai impazzire…», sussurrò lei. «Voglio vederlo venire dentro di te. Voglio che ti riempia la bocca.»
E così fu.
Lo sentii pulsare. Un gemito strozzato. Il bacino che si sollevava appena.
Mi venne in bocca. Forte. A fiotti caldi, salati.
Non mi staccai. Lo tenni dentro mentre lo sentivo svuotarsi. Ingoiai. Tutto. Senza fermarmi.
Quando mi staccai, mia moglie si avvicinò. Mi prese il viso con le mani, mi baciò con una lentezza indecente.
«Buon compleanno, amore», disse. «Ti ho lasciato il meglio.»
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